LA RECENSIONE – LOLA+JEREMY di July Higreck

phpThumb_generated_thumbnail (1)TITOLO: LOLA+JEREMY; REGIA: July Higreck; genere: commedia; paese: Francia; anno: 2017; cast: Charlotte Gabris, Syrus Shahidi, Tom Higreck; durata: 85′

Presentato in anteprima nella sezione Alice nella città alla 12° edizione della Festa del Cinema di Roma, Lola+Jeremy è una romantica commedia diretta da July Higreck.

Jeremy è un giovane graphic designer che ha da qualche tempo una relazione con Lola, impiegata in una fumetteria ed appassionata di supereroi e dei film di Michel Gondry. I due sono soliti tenere un video diario da rivedere da lì a 10 anni e che Jeremy vorrebbe mostrare a suo padre in fin di vita in ospedale. Un giorno, però, Lola scopre che l’approccio che Jeremy ha inizialmente avuto con lei è stato solo l’ultimo di una serie di simili tentativi con altre donne. La ragazza, delusa e ferita, deciderà di andarsene di casa e da quel momento l’unico scopo di Jeremy sarà quello di riconquistarla.

Particolarmente frizzante e carica di brio, questa opera prima della giovane July Higreck. In poco meno di un’ora e mezza, infatti, la regista è riuscita a coniugare la classica storia d’amore con il dramma della malattia, i toni della commedia ed anche importanti citazioni cinematografiche. Prime fra tutte: i numerosi rimandi ai film di Michel Gondry come Se mi lasci ti cancello o Gli Acchiappafilm. Ed è proprio come i protagonisti di quest’ultima pellicola che Jeremy, insieme ai suoi amici, va in giro per le strade di Parigi vestito da supereroe, al fine di conquistare la sua amata Lola e dando vita ad una serie di esilaranti situazioni.

Lo stesso Michel Gondry, inoltre, insieme al batterista Manu Katché ed al rapper Youssoupha si è prestato in prima persona per un simpatico cameo.

La vera peculiarità di Lola+Jeremy, però, è proprio la forte componente metacinematografica: particolarmente d’effetto le scene filmate e montate con l’aggiunta di animazioni realizzate dai due protagonisti. Il tutto ha contribuito a regalare al film il giusto ritmo ed uno stile che tanto ci ricorda alcuni lavori dello stesso Gondry.

Niente male, per essere un’opera prima. Non ci resta che attendere, a questo punto, altri, interessanti lavori di questa giovane cineasta francese.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

 

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