LA RECENSIONE – LE GRIDA DEL SILENZIO di Sasha Alessandra Carlesi

le grida del silenzioTITOLO: LE GRIDA DEL SILENZIO; REGIA: Sasha Alessandra Carlesi; genere: thriller; paese: Italia; anno: 2018; cast: Alice Bellagamba, Luca Avallone, Manuela Zero; durata: 90′

Nelle sale italiane dal 10 maggio, Le Grida del Silenzio è l’opera prima della giovane regista Sasha Alessandra Carlesi.

Viene qui messa in scena la storia di sette ragazzi, tutti soliti frequentare – chi per lavoro, chi, semplicemente, per hobby – un club sportivo, tutti i cerca di relax ed emozioni. Un giorno decidono di andare tutti insieme in campeggio in mezzo ai boschi, dove, tuttavia, non tarderanno ad accadere eventi inspiegabili.

Un esordio, questo della Carlesi, che si rifà sì ai canoni del genere slasher (o quantomeno, inizialmente così sembra), ma che, pian piano prende pieghe inaspettate e del tutto soggettive, che non disdegna né i toni del thriller, così come la presenza di elementi soprannaturali né, soprattutto, echi da film sentimentale.

La cosa in sé è indubbiamente interessante. Se non altro perché il cinema italiano ha indubbiamente bisogno di giovani autori che abbiano voglia di sperimentare e di tentare il nuovo. La Carlesi, a tal proposito, ha avuto il coraggio di osare, dimostrando anche una discreta padronanza con la macchina da presa e riuscendo a dar vita a personaggi ben caratterizzati e con i quali è fin da subito facile empatizzare.

I limiti che un lungometraggio come Le Grida del Silenzio può avere, tuttavia, oltre a essere inevitabilmente dovuti a limiti di budget, stanno soprattutto nello script, con qualche elemento lasciato in sospeso (vedi, ad esempio, il personaggio della ex ragazza di Desirée incontrato al club) e un finale con trovate poco riuscite (come la trasmissione televisiva in cui la ex di uno dei ragazzi è invitata a raccontarsi al pubblico) e che tende a essere tirato un po’ troppo per le lunghe.

Ma, dunque, in fin dei conti, come può essere considerato un lavoro come Le Grida del Silenzio? Di certo questa opera prima di Sasha Alessandra Carlesi è un’interessante apologia dell’importanza dell’essere sé stessi e di accettare ciò che ci accade, senza restare, per forza di cose, ancorati al passato. Un film che vuole parlare un linguaggio universale attraverso un linguaggio di genere e che, malgrado le numerose imperfezioni, risulta ad ogni modo un’opera sincera e sentita.

VOTO: 5/10

Marina Pavido

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