LA RECENSIONE – TITO E GLI ALIENI di Paola Randi

titoTITOLO: TITO E GLI ALIENI; REGIA: Paola Randi; genere: commedia, fantascienza; paese: Italia; anno: 2017; cast: Valerio Mastandrea, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio; durata: 92′

Nelle sale italiane dal 7 giugno, Tito e gli Alieni è il secondo lungometraggio della regista Paola Randi, presentato in concorso al 35° Torino Film Festival.

Il Professore (interpretato da Valerio Mastandrea), rimasto prematuramente vedovo, vive isolato nel deserto del Nevada presso l’Area 51. Il suo compito è quello di lavorare a un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, anche se passa intere giornate a contemplare lo spazio, cercando invano un modo per comunicare con sua moglie. Un giorno, tuttavia, la sua vita cambierà, dal momento che andranno a vivere con lui i due nipotini, Anita, di 16 anni, e Tito, di 7, figli di suo fratello rimasti recentemente orfani.

Un’interessante operazione, quella messa in scena da Paola Randi. Nato dall’esigenza di raccontare in modo del tutto soggettivo il tema dell’elaborazione del lutto, il suo Tito e gli Alieni si è ben presto rivelato un vero e proprio gioiellino all’interno del panorama cinematografico nostrano, diverso da qualsiasi altro prodotto contemporaneo e sincero e sentito nella messa in scena.

Una piccola opera di fantascienza dagli echi spielberghiani (impossibile non pensare, in alcuni momenti e, nello specifico, man mano che ci si avvicina al finale, al bellissimo Incontri ravvicinati del Terzo Tipo), con suggestiva ambientazioni costruite con un modesto budget ma ben realizzate e con il concetto di famiglia come tema centrale e personaggi che entrano fin da subito nel cuore di ogni spettatore, Tito e gli Alieni ha tra i suoi punti di forza proprio le figure dei due ragazzini (interpretati dai giovanissimi Luca Esposito e Chiara Stella Riccio) e in particolare il personaggio di Tito. Due nomi da tenere d’occhio per i prossimi anni e che, siamo certi, ci regaleranno tante belle sorprese.

In poche parole, questa opera seconda della Randi – realizzata addirittura otto anni dopo il primo lungometraggio, Into Paradiso – è una piccola, graziosa sorpresa presente in palinsesto. Un lavoro che per la sua delicatezza e per la sua originalità riuscirà a conquistare grandi e piccini.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

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