LA RECENSIONE – A STAR IS BORN di Bradley Cooper

a-star-is-bornTITOLO: A STAR IS BORN; REGIA: Bradley Cooper; genere: drammatico; paese: USA; anno: 2018; cast: Lady Gaga, Bradley Cooper, Andrew Dice Clay; durata: 135′

Nelle sale italiane dall’11 ottobre, A Star is born, presentato fuori concorso alla 75° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è l’esordio alla regia dell’attore Bradley Cooper, qui anche nel ruolo di co-protagonista.

Terzo remake del celebre lungometraggio (a sua volta trasposizione cinematografica di un musical) diretto nel 1937 da William A. Wellman, il film racconta la storia di Ally, giovane e timida cameriera con un grande talento per il canto, la quale, esibendosi in un locale, incontra per caso il celebre cantante Jackson Maine. Tra i due nasce un grande amore e la donna avrà finalmente modo di mostrare al mondo intero il proprio talento, diventando in poco tempo una vera e propria celebrità. Saranno i problemi di alcolismo di Jackson, però, a minare la serenità del loro rapporto e le loro stesse carriere.

Il problema principale di un lavoro come A Star is born è – come sovente in casi del genere accade – quello di essere stato diretto da un attore che interpreta anche il ruolo del protagonista, facendo sì che la voglia di apparire e di dare mostra del proprio talento abbia la meglio sulla qualità del lavoro stesso. E questo, purtroppo, è ciò che accade (dopo un inizio più che dignitoso) nella seconda parte del film, in cui vediamo Cooper sempre più schiavo dell’alcool e delle droghe: un personaggio eccessivamente caricato, da togliere quasi visibilità alla co-protaginista. Peccato. Soprattutto perché lo stesso Cooper, registicamente parlando, si è dimostrato pulito e interessante.

La vera peculiarità del presente lungometraggio, però, è proprio Lady Gaga, qui nell’insolita veste di attrice: affascinante, intensa, mai sopra le righe e bella in modo magnetico con il suo look al naturale, la giovane cantante non ha nulla da invidiare alle colleghe che, negli anni scorsi hanno ricoperto il suo stesso ruolo. Un talento inaspettato che ha fatto acquistare a questo A Star is born parecchi punti. Anche se, qualitativamente parlando, i precedenti lavori di Wellman, di George Cuckor e di Frank Pierson ci sembrano, purtroppo, lontani anni luce.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

VULCANO FILM FESTIVAL 2018: PREMI E VINCITORI

VULCANO FILM FESTIVAL CON IL DIRETTORE LUCIANO BOTTARO DURANTE LA PREMIAZIONESi è conclusa sabato 18 agosto la rassegna del Vulcano Film Festival 2018, per la direzione artistica di Luciano Bottaro. Un galà di corti da tutta Italia – venti per l’esattezza – e di tutti i generi. Il tema libero del festival ha fatto si che giuria e pubblico abbiano potuto apprezzare vari generi, dalla commedia al horror, dal sociale al surreale.
La serata finale, presentata dall’attrice e modella Valentina Cropanise, si è svolta nella stupenda cornice di Villa La Cianciosa, messa a disposizione per l’occasione dalla padrona di casa Valentina Cirillo, mecenate e co-produttorice insieme alla Larusfilm del Vulcano Film Festival.
Per tre giorni si sono susseguite proiezioni e ospiti, oltre all’elezione di Miss Cinema, che ha poi premiato uno dei corti vincitori.
Il premio come miglior film è andato al corto di Davide Curatolo “Build Your Passion” una commuovente storia d’amore per l’Arte con la “A” maiuscola. Andrea Venditti porta a casa il premio come miglior attore interpretando lo sfortunato uomo ranocchio, del corto “Rimborso spese” di Massimo di Pierro; ed infine il premio come miglior attrice è andato a Brenda Monticone Martini per l’intensa performance nel corto ” Scheletri nell’armadio” di Marta Gervasutti. Nuovi, interessanti nomi del nostro panorama cinematografico, di cui, siamo certi, sentiremo di nuovo parlare ben presto. Basti pensare, ad esempio, agli stessi Andrea Venditti e Brenda Monticone Martini, i quali, pur avendo entrambi intrapreso la carriera di attori solo in seguito a precedenti esperienze professionali, sono comunque riusciti a farsi strada nell’ambiente in breve tempo e, attualmente, hanno addirittura in programma un’ulteriore opera cinematografica, le cui riprese inizieranno in settembre.
Un festival, dunque, diverso quello pensato dalla direzione artistica. Quasi un festival sottovoce che ha messo in luce la bravura di giovani cineasti italiani; la splendida location delle isole Eolie ha fatto il resto.  
Di seguito, ulteriori info sui vincitori di questa scoppiettante edizione del Vulcano Film Festival 2018.
 
BACKSTAGE DI BUILD YOUR PASSIONSINOSSI CORTOMETRAGGIO ^BUILD YOUR PASSION^
Italia, giorni nostri ma come negli anni Ottanta. Un bambino vuole coinvolgere i genitori in giochi di fantasia ma loro non colgono le sue richieste perché troppo impegnati dai problemi e dalla routine giornaliera. Il piccolo allora troverà un modo per attirare davvero la loro attenzione costruendo, sia materialmente che metaforicamente, un luogo magico dove poter raccontare il suo mondo fantastico. Da quel momento la sua passione non lo abbandonerà mai più.  
DAVIDE CURATOLOBIO REGISTA DAVIDE CURATOLO
Davide Curatolo vive a Roma, dove, dopo anni di studi teatrali, si diploma in fotografia. Qualche tempo dopo consegue il master in Cinematografia presso Scuola Romana di Fotografia e Cinema e successivamente si specializza in Regia e Direzione della Fotografia. Lavora nel cinema e come freelance per aziende e tv.  
 
FRAME DI RIMBORSO SPESE - CON ANDREA VENDITTISINOSSI COTOMETRAGGIO “RIMBORSO SPESE”
Un attore disperato cerca di rapinare una ragazza, che fa l’autrice e regista di testi per bambini, di conseguenza non ha nulla di prezioso apparte la sua fantasia. I due finiscono per trascorrere la notte insieme ma anche in questo caso le cose non vanno bene, perché i due si accorgono loro malgrado che si conoscevano già. Una commedia amara che indaga in maniera ironica tagliente la realtà del mestiere artistico in questo paese.  
 
ANDREA VENDITTIBIO ANDREA VENDITTI – MIGLIOR ATTORE
Inizia la sua formazione attoriale nel 2012 all’ Accademia Artisti, nello stesso anno frequenta l’Accademia europea del Teatro. La sua carriera artistica inizia sulla produzione Rai “IL Restauratore” diretta da Enrico Oldoini nello stesso anno lavora anche in “Un’altra vita” diretta da Cinzia TH Torrini, continuando a lavorare per molte produzioni RAI e Mediaset. Nel 2013 è attore protagonista nel cortometraggio “IL LOGO” con cui vince il premio come miglior attore Al Tirreno film festival! Negli anni successivi si susseguono diverse collaborazioni cinematografiche, televisive e teatrali. Tra le più recenti oltre alla partecipazione nella serie “Gomorra” si cita il film “DEAD CAUNTRY” diretto da Giovanni Roviaro, vincitore al “Genova calibro 9” come miglior film, “Il cerchio Imperfetto” diretto Alessia Vegro selezionato al “Themodcon London Film Festival”; Nel 1017 prende parte al 48 Hour Film Project con il film “IL passaggio” diretto da Lorenzo Marinelli che vince la selezione italiana e il premio Best Acting ensamble al 48HFP Filmapalooza 2017 e selezionato al Festival di Cannes 2017. Teatralmente è protagonista in una commedia inglese “Affittasi camera da letto” diretto da Massimo Milazzo nell’Otello diretto da Luciano Bottaro. La sua formazione è legata stage diretti da Natalia Floreskaia, Andrea Costantini e Roberto Graziosi. Viene ammesso alla Masterclass Silvio D’amico 2017.  
 
FRAME DI SCHELETRI NELL ARMADIO -CON BRENDA MONTICONE MARTINISINOSSI CORTOMETRAGGIO “SCHELETRI NELL’ARMADIO”
Maria Elena ama preparare i muffin, ama il marito Giovanni, ama aiutare le persone in difficoltà, ma qualcosa la affligge, qualcosa o qualcuno che sembra vivere nell’armadio della casa.  
 
BRENDA MONTICONE MARTINIBIO BRENDA MONTICONE MARTINI
L’Attrice romana, prima di intraprendere il percorso professionale legato all’arte espressiva, dedicata la sua vita alla famiglia, divenendo madre molto giovane all’età di 22 anni, alla professione di Archietto e Pubblicista. Progettista dal 2002, collabora con importanti studi di Architettura romani ed esercita la professione in ambito internazionale. Pubblicista dal 2000, conduce in diretta il radiogiornale di MondoradioCentroitalia e di Mediarch, radio dell’Ordine degli Architetti di Roma. La passione per l’arte e la comunicazione si fondono nel 2010 con la recitazione, ad un’età già matura. La sua formazione artistica da Attrice inizia nel 2011 nella scuola di Beatrice Bracco e attraversa diversi workshop con insegnanti del calibro di Edoardo Leo, Alessandro Borghi, Sergio Rubini, Andrea Costantini, Vincent Riotta e Susan Batson. Dal 2011, si iscrive all’Associazione Metis Teatro, che la vede impegnata per 5 anni, parallelamente al suo percorso formativo, sotto la regia di Alessia Oteri, in spettacoli teatrali del panorama capitolino. Dal 2017 entra a far parte del Laboratorio delle Arti Sceniche di Massimiliano Bruno che la vede impegnata a tutt’oggi nella sua crescita formativa. Dal 2012 iniziano le sue prime esperienze cinematografiche come Attrice, Autrice e Regista. Dal 2014 cura la Direzione Artistica del Teatro Ivelise. Da quì si dedica con successo all’ideazione, alla produzione e alla regia di alcuni dei progetti artistici più significativi dello storico teatro. tra questi ricordiamo L’IveliseCineFestival, festival di corti e documentari, arrivato quest’anno alla sua IV edizione.  

LA RECENSIONE – L’AMORE SECONDO ISABELLE di Claire Denis

isabelleTITOLO: L’AMORE SECONDO ISABELLE; REGIA: Claire Denis; genere: drammatico; paese: Francia; anno: 2017; cast: Juliette Binoche, Gerard Dépardieu; Valeria Bruni Tedeschi; durata: 94′

Nelle sale italiane dal 19 aprile, L’amore secondo Isabelle è l’ultimo lungometraggio diretto dall’attrice e regista francese Claire Denis, presentato in concorso all’ultima edizione del Torino Film Festival.

Isabelle è una pittrice di successo, divorziata e con una figlia di dieci anni. Cercando incessantemente l’amore, passa da una storia all’altra incontrando solo uomini privi di scrupoli. Solo un veggente saprà aiutarla a capire che l’importante è innanzitutto amare sé stessi, prima di riuscire ad amare qualcun altro.

Con una sempre ottima Juliette Binoche, Claire Denis è riuscita sapientemente a mettere in scena il dramma di una donna non più giovanissima che non riesce a stare da sola, raccontando una storia universale e scandagliando ogni aspetto dell’animo umano con garbo e anche una giusta dose di ironia.

Sono i lunghi dialoghi, alternati a grandi silenzi, i veri protagonisti della pellicola, in cui la regista non ha paura di scadere in banali stereotipi, ma, dimostrando sempre una grande padronanza della messa in scena, ha saputo creare un ritratto della società contemporanea in cui non c’è più tempo per le relazioni e in cui nessuno (o quasi) ha più voglia di impegnarsi.

La Binoche, dal canto suo, con intensi primi piani e repentini cambi di registro, ha dato vita a una Isabelle vera e sincera, nella quale chiunque, prima o poi, ha avuto modo di rispecchiarsi.

Ultima considerazione: il lungo monologo di Gerard Dépardieu in veste di veggente/guru/guida spirituale alla fine del lungometraggio è un vero e proprio valore aggiunto all’intero lavoro.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

OSCAR 2018 – I PREMI

5a3af92ee01a4.image_Si è appena conclusa la cerimonia di premiazione degli Oscar 218 con la vittoria di La Forma dell’Acqua come Miglior Film, proclamata da Faye Dunaway e Warren Beatty. La pellicola, candidata a ben 13 premi Oscar, ne ha vinti quattro, ma non è l’unico titolo ad aver ottenuto un buon numero di statuette: altrettanto successo ha avuto, ad esempio, Tre Manifesti a Ebbing, MIssouri, così come Coco, vincitore sia dell’Oscar al Miglior Film d’Animazione che l’Oscar alla Miglior Canzone (Remember Me).

Di seguito, tutti i premi di questa edizione degli Oscar 2018:

Miglior film

La forma dell’acqua

Miglior regia

Guillermo del Toro, La forma dell’acqua

Miglior attore protagonista

Gary Oldman, L’ora più buia

Miglior attrice protagonista

Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attore non protagonista

Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attrice non protagonista

Allison Janney, Io, Tonya

Miglior film d’animazione

Coco

Miglior documentario

Icarus

Miglior film straniero

A Fantastic Woman

Miglior sceneggiatura originale

Get Out

Miglior cortometraggio documentario

Heaven is a Traffic Jam on the 405

Miglior canzone

“Remember me”, Coco

Miglior sceneggiatura non originale

Chiamami col tuo nome

Migliori costumi

Il filo nascosto

Miglior trucco e acconciature

L’ora più buia

Migliore scenografia

La forma dell’acqua

Miglior cortometraggio

The Silent Child

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)

Dunkirk

Miglior effetti speciali (“visual effects”)

Blade Runner 2049

Miglior fotografia

Blade Runner 2049

Miglior sonoro (“sound editing”)

Dunkirk

Miglior cortometraggio animato

Dear Basketball

Miglior colonna sonora originale

La forma dell’acqua

Miglior montaggio

Dunkirk

OSCAR 2018 – PRONOSTICI E ANTICIPAZIONI

oscar-2018Anche quest’anno ci siamo! Tra polemiche, sorprese e conferme di ogni genere, tra poco inizierà l’attesa Cerimonia di Premiazione presso il Dolby Theatre di Los Angeles, condotta, come l’anno scorso, dal comico Jimmy Kimmel.

Se lo scorso anno è stato La La Land di Damien Chazelle ad accaparrarsi ben quattordici nomination, anche quest’anno abbiamo un titolo che quasi lo ha eguagliato: La Forma dell’Acqua, diretto da Guillermo Del Toro e vincitore del Leone d’Oro alla 74° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Ma il festival lidense ha sfornato anche un altro lungometraggio che potrebbe ricevere non poche statuette. Stiamo parlando di Tre Maifesti a Ebbing, Mossouri, prima produzione statunitense dell’irlandese Martin McDonagh, dove ad una sceneggiatura impeccabile si affianca anche un cast in stato di grazia.

E se a contendersi le ambite statuette sono anche un film italiano (Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino) e – finalmente! – un film horror (Get Out di Jordan Peele), siamo certi che ne vedremo delle belle.

Vi ricordiamo che la cerimonia potrà essere seguita su Sky CinemaOscar HD o in chiaro su TV8, mentre, per chi desiderasse seguire il tutto da pc, smartphone o tablet, potrà usufruire della piattaforma SkyGo (previo abbonamento Sky) o gratis sul sito di TV8.

In attesa di conoscere i nomi dei vincitori, ecco l’elenco di tutte le Nomination per questi Oscar 2018. In grassetto, troverete i probabili vincitori, mentre in corsivo i vincitori da noi auspicati. Restate con noi per il resoconto finale di questa Notte degli Oscar 2018! Buon Cinema a tutti!

MIGLIOR FILM

Chiamami col tuo nome
Dunkirk
Get Out
Il filo nascosto
Lady Bird
La forma dell’acqua
L’ora più buia
The Post
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGIA

Christopher Nolan, Dunkirk
Greta Gerwig, Lady Bird
Paul Thomas Anderson, Il filo nascosto
Guillermo del Toro, La forma dell’acqua
Jordan Peele, Get Out

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Daniel Day-Lewis, Il filo nascosto
Daniel Kaluuya, Get Out
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.
Gary Oldman, L’ora più buia
Timothée Chalamet, Chiamami col tuo nome

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Margot Robbie, Io, Tonya
Meryl Streep, The Post
Sally Hawkins, La forma dell’acqua
Saoirse Ronan, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Christopher Plummer, Tutti i soldi del mondo
Richard Jenkins, La forma dell’acqua
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Allison Janney, Io, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird
Lesley Manville, Il filo nascosto
Mary J. Blige, Mudbound
Octavia Spencer, La forma dell’acqua

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Baby Boss
Coco
Loving Vincent
Ferdinand
The Breadwinner

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Abacus: Small Enough to Jail
Faces Places
Icarus
Strong Island
Last man in Aleppo

MIGLIOR FILM STRANIERO

A Fantastic Woman
Loveless
The Insult
On body and soul
The Square

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Get Out
Lady Bird
La forma dell’acqua
The Big Sick
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO

Edith+Eddie
Heaven is a Traffic Jam on the 405
Heroin(e)
Knife Skills
Traffic Stop

MIGLIOR CANZONE

“Mighty River”, Mudbound
“Mystery of Love”, Chiamami col tuo nome
“Remember me”, Coco
“Stand Up for Something”, Marshall
“This is me”, The Greatest Showman

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Chiamami col tuo nome
Logan
Molly’s Game
Mudbound
The Disaster Artist

MIGLIORI COSTUMI

Il filo nascosto
La bella e la bestia
La forma dell’acqua
L’ora più buia
Victoria & Abdul

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE

L’ora più buia
Victoria & Abdul
Wonder

MIGLIORE SCENOGRAFIA

Blade Runner 2049
La Bella e la Bestia
Dunkirk
La forma dell’acqua
L’ora più buia

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

DeKalb Elementary
My Nephew Emmett
The Eleven O’Clock
The Silent Child
Watu Wote/All of Us

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua
Star Wars: Gli ultimi Jedi

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

Blade Runner 2049
Guardiani della Galassia: Vol. 2.
Kong: Skull Island
Star Wars: Gli ultimi Jedi
The War – Il pianeta delle scimmie

MIGLIOR FOTOGRAFIA

Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua
L’ora più buia
Mudbound

MIGLIOR SONORO

Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua
Star Wars: Gli ultimi Jedi

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ANIMATO

Dear Basketball
Garden Party
Lou
Negative Space
Revolting Rhymes

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE

Dunkirk
Il filo nascosto
La forma dell’acqua
Star Wars: Gli ultimi Jedi
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR MONTAGGIO

Baby Driver
Dunkirk
Io, Tonya
La forma dell’acqua
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

LA RECENSIONE – IL FILO NASCOSTO di Paul Thomas Anderson

il-filo-nascosto-3TITOLO: IL FILO NASCOSTO; REGIA: Paul Thomas Anderson; genere: drammatico; paese: USA; anno: 2017; cast: Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps, Lesley Manville; durata: 130′

Nelle sale italiane dal 22 febbraio, Il filo nascosto è l’ultimo lungometraggio diretto dal celebre cineasta statunitense Paul Thomas Anderson, che ha ricevuto ben sei candidature ai Premi Oscar 2018: Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attore (Daniel Day-Lewis), Miglior Attrice Non Protagonista (Lesley Manville), Migliori Costumi e Miglior Colonna Sonora.

Il film è ambientato nel mondo della moda londinese degli anni Cinquanta e vede il personaggio di Reynolds Woodcock protagonista della pellicola. L’uomo è tra i più affermati stilisti dell’epoca ed è famoso per il suo carattere burbero e scontroso, oltre che per il suo amore per le donne. Da sempre scapolo per scelta, egli vive con la sorella, la quale lo aiuta ad amministrare la sua casa di moda. La sua vita, però, cambierà dopo il suo incontro con la giovane Alma, la quale sembra l’unica davvero in grado di tenergli testa.

Che dire? Se negli anni passati abbiamo spesso storto il naso di fronte alla Nomination ai Premi Oscar, visto il taglio prettamente mainstream e pericolosamente ammiccante che la competizione sembrava aver preso, ecco che finalmente una forte e meritevole autorialità come quella di Paul Thomas Anderson viene premiata. Ed è proprio il carattere così autoriale di un lungometraggio come Il filo nascosto che fa sembrare strane le scelte dei membri dell’Academy. Che si sia deciso – finalmente! – di premiare l’arte e la bellezza in quanto tali, scevre da ogni qualsivoglia sottotesto politico? Ancora non possiamo dirlo con sicurezza, eppure siamo certi che di fronte all’indubbio valore artistico di un prodotto come Il filo nascosto non si può certo restare indifferenti.

Maestoso, imponente – proprio come tutti i film di Anderson, d’altronde – il lungometraggio in questione si distingue per l’incredibile cura dell’immagine, per ogni dettaglio studiato alla perfezione, per la bellezza dei suoi colori, dei costumi, delle eleganti figure al suo interno, oltre che, sopra di tutti, per l’ottima interpretazione di Daniel Day-Lewis, attore-feticcio del regista, qui alla sua ultima prova attoriale prima di abbandonare definitivamente le scene.

E che dire della descrizione del rapporto tra il protagonista e sua moglie Alma? Un gioco subdolo, in cui è in ballo la vita stessa del protagonista ed in cui gli equilibri sono talmente fragili da far presagire in ogni momento il peggio. Il tutto, ovviamente, narrato sì con pathos, ma anche con una velata, necessaria dose di ironia.

Non sappiamo quale sarà la sorte di un film come Il filo nascosto durante la tanto attesa cerimonia di premiazione. Eppure possiamo affermare a gran voce che di prodotti così se ne vedono – purtroppo – davvero pochi, segno che un autore come Paul Thomas Anderson è sempre una garanzia. Ottima chiusura di carriera per il grande Daniel Day-Lewis.

VOTO: 9/10

Marina Pavido

35° TORINO FILM FESTIVAL – FAITHFULL di Sandrine Bonnaire

faithfullTITOLO: FAITHFULL; REGIA: Sandrine Bonnaire; genere: documentario; paese: USA, Francia; anno: 2017; durata: 61′

Presentato in anteprima alla 35° edizione del Torino Film Festival, all’interno della sezione Festa Mobile, Faithfull è l’ultimo documentario dell’attrice e regista francese Sandrine Bonnaire.

Una non più giovane – ma pur sempre affascinante – Marianne Faithfull si rivolge direttamente alla regista, esprimendo le sue perplessità per quanto riguarda la realizzazione di un film sulla sua vita. La celebre cantante e attrice, a tal proposito, consiglia alla propria interlocutrice di adoperare principalmente filmati di repertorio. E così fa Sandrine Bonnaire, attingendo a piene mani dall’abbondante materiale di archivio che ci racconta il personaggio della Faithfull e che ci mostra quest’ultima sia giovanissima – agli inizi di carriera – sia con lo storico compagno Mick Jagger, sia ai giorni nostri, impegnata durante alcuni dei suoi numerosi concerti in giro per il mondo.

E, di fatto, è proprio grazie alla forte presa sul pubblico di un personaggio come la Faithfull che questo documentario della Bonnaire funziona. Perché, purtroppo, malgrado l’evidente e sincero desiderio della regista di mettere in scena il personaggio sopracitato, malgrado, appunto, il forte interesse del tema, l’opera in questione sembra mancare di mordente e, fino alla fine, tende a rimanere piatta nella narrazione e pericolosamente priva di picchi emotivi.

L’errore commesso da Sandrine Bonnaire è, dunque, quello di essersi affidata eccessivamente alla personalità di Marianne Faithfull e, soprattutto, alla gran mole di materiale su di lei. E la cosa andrebbe anche bene, se si vuol dar vita, ad esempio, ad un documentario di montaggio che lasci esclusivamente parlare i filmati di repertorio. Questo lavoro della Bonnaire, però, resta a metà strada: brevi interviste alla Faithfull si alternano ai filmati sopracitati, senza neanche azzardare cambi di ritmo o di stile mirati a creare un necessario crescendo emotivo.

Breve nella sua durata (soli sessantuno minuti), questo documentario della cineasta francese sembra, dunque, più un prodotto fine a sé stesso, realizzato esclusivamente per una visione tra pochi intimi, che un’opera destinata alla sala o, meglio ancora, ad un festival cinematografico. Peccato, dunque, essersi bruciati un tema del genere a causa della poca voglia di osare e di approfondire. Chissà cosa avrà pensato la stessa Marianne Faithfull al termine della visione.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

35° TORINO FILM FESTIVAL – MOST BEAUTIFUL ISLAND di Ana Asensio

most_beautiful_island_sxsw_winnerTITOLO: MOST BEAUTIFUL ISLAND; REGIA: Ana Asensio; genere: drammatico, thriller; paese: USA; anno: 2017; cast: Ana Asensio, Natasha Romanova, David Little; durata: 80′

Presentato alla 35° edizione del Torino Film Festival nella sezione After Hours, Most Beautiful Island è l’opera prima della regista ed attrice spagnola Ana Asensio.

Luciana è un’avvenente ragazza spagnola con un difficile passato alle spalle, la quale, al fine di iniziare una nuova vita, ha deciso di trasferirsi lontano dal suo paese di origine. La crisi economica e, soprattutto, il fatto di ritrovarsi da sola in un paese straniero, le impediranno di trovare una propria stabilità. La donna, costretta a dividersi tra più lavori, finirà per accettare un misterioso incarico, molto ben pagato, presso una festa privata.

Seppur ricca di spunti interessanti questa opera prima della Asensio, al termine della visione, convince davvero poco. E ciò dipende soprattutto dallo script (realizzato dalla stessa regista): una storia eccessivamente povera che, pur promettendo molto man mano che ci si avvicina al finale, finisce irrimediabilmente per sgonfiarsi come un palloncino, trasmettendo allo spettatore uno spiacevole senso di incompiutezza. Eppure, di spunti interessanti ce n’era eccome. La situazione di partenza, ad esempio, sembrava promettere molto. Stesso discorso vale per quanto riguarda la regia, incredibilmente matura nonostante la scarsa esperienza della Asensio dietro la macchina da presa: con una tecnica quasi zavattiniana, l’obiettivo non perde mai di vista la sua protagonista e, allo stesso modo, sa ben rendere la confusione ed il senso di spaesamento che si può provare all’interno di una città come New York, grazie ad immagini non sempre a fuoco (soprattutto per quanto riguarda le persone incontrate per strada) ed un costante uso di camera a spalla.

Dal genere prettamente drammatico, però, si finisce per passare quasi al thriller, nel momento in cui vediamo la protagonista raggiungere il misterioso luogo dove si svolge la festa. E la cosa andrebbe anche bene, se non fosse, appunto, per la povertà della sceneggiatura in sé che, a causa di una struttura eccessivamente scarna, non fa che rendere il tutto pericolosamente sfilacciato e privo di unità tematica.

Uno dei pochi elementi, unitamente alla regia, che in Most Beautiful Island sembra tuttavia funzionare è proprio la protagonista, la quale regge bene la scena più per la sua espressività che per la sua caratterizzazione all’interno dello script stesso. Poco o nulla si dice, ad esempio, del suo passato. L’unica cosa che si può intuire è che, molto probabilmente, la donna sia colpevole della morte prematura della sua figlioletta. Grave errore, dunque, tirare in ballo un elemento di tale portata, per poi abbandonarlo completamente.

Peccato, dunque, che un prodotto promettente come questa opera prima della Asensio sia stato sprecato così. Non vi sono dubbi, infatti, sulle potenzialità registiche della giovane interprete. Chissà, magari in futuro, con altri lavori, riuscirà anche a riscattarsi. A patto che non la si faccia scrivere, però.

VOTO: 5/10

Marina Pavido

45 LE OPERE SELEZIONATE ALLA TERZA EDIZIONE DELL’IVELISECINEFESTIVAL

IvelisecinefestivalRicevo e volentieri pubblico

Saranno 45 le opere cinematografiche che andranno in concorso alla terza edizione dell’IveliseCinefestival, festival di corti e documentari, prodotto dal Teatro Ivelise e dall’Associazione Culturale Allostatopuro ed organizzato con il patrocinio di ACSI e Metis Teatro ed in collaborazione con il Teatro Kopò ed il Caffè Letterario Mangiaparole. La manifestazione si svolgerà, con una proiezione parallela, nei giorni 30 novembre e 1-2 dicembre non solo al Teatro Ivelise, ma anche in altre sedi artistiche della Capitale: il Nuovo Teatro Kopò, il Caffè Letterario Mangiaparole e l’Associazione Culturale Metis Teatro. Domenica 3 dicembre, sul palco dell’Ivelise, si svolgerà la premiazione delle opere vincitrici con, a seguire, la tavola rotonda di “chiusura festival”, tra finalisti, addetti stampa e membri della Giuria.

Le categorie di genere che si sono costituite sono:

  • Documentario
  • Fantasy
  • Tematica Sociale
  • Drammatico
  • Commedia
  • Horror/Thriller/Psicologico

Anche quest’anno il pubblico dell’IveliseCinefestival sarà partecipativo, in quanto, costituirà Giuria Popolare, avendo la possibilità di votare la “Migliore Opera a Categoria di Genere” nelle giornate del 30 novembre e del 1° dicembre.

Come per le precedenti edizioni, ricordiamo che si è costituita una Giuria di Esperti, composta da nomi illustri del panorama cinematografico italiano e internazionale. Quest’anno i membri della Commissione sono: Massimiliano Bruno (Regista, Sceneggiatore e Attore, nonché Presidente della Giuria), Alessandro Pesci (Direttore della Fotografia), Marta Gervasutti (Regista e Sceneggiatrice), Luigi Parisi (Regista), Vincent Riotta (Attore), Sarah Maestri (Attrice e Conduttrice Televisiva) e Francesco Bruschettini (Produttore Cinematografico). Saranno loro a decretare: la Miglior opera fra tutte, la Miglior Regia, la Miglior Sceneggiatura, la Miglior Fotografia, il Miglior Montaggio, il Miglior Attore e la Migliore Attrice protagonisti, il Miglior Attore e la Migliore Attrice non protagonisti.

La grande novità, introdotta dalla seconda edizione del festival, sono le Nomination, quattro per ogni singolo premio, decretate sempre dalla Commissione di Esperti.

Pagine FACEBOOK:  https://www.facebook.com/ivelisecinefestival/ https://www.facebook.com/teatroivelise?fref=ts

CONTATTI:

Ufficio Stampa: Marina Pavido ivelise.press@gmail.com

Associazione: allostatopuro.associazione@gmail.com Ivelisecinefestival: ivelise.progetto@gmail.com

IveliseCineFestival – SI E’ COSTITUITA LA GIURIA DI ESPERTI

copertina FB festival 2017Ricevo e volentieri pubblico

SI È COSTITUITA LA GIURIA DEGLI ESPERTI DELL’IVELISECINEFESTIVAL, FESTIVAL DI CORTOMETRAGGI E DOCUMENTARI, PRODOTTO DA TEATRO IVELISE E DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE ALLOSTATOPURO. IL PRESIDENTE DI QUESTA TERZA EDIZIONE SARÀ MASSIMILIANO BRUNO. QUEST’ANNO IL FESTIVAL SI SVOLGERA’ NEI GIORNI 30 NOVEMBRE E 1-2 E 3 DICEMBRE, IN PIÙ SEDI ARTISTICHE DELLA CAPITALE.

 

 

Quest’anno, la Giuria di Esperti dell’IveliseCineFestival, festival di corti e documentari, arrivato alla sua terza edizione, sarà composta da nomi illustri del panorama cinematografico italiano e internazionale, tra cui: Massimiliano Bruno (Presidente della Commissione dei Giurati – Regista, Sceneggiatore e Attore), Alessandro Pesci (Direttore della Fotografia), Marta Gervasutti (Regista e Sceneggiatrice), Luigi Parisi (Regista), Vincent Riotta (Attore), Sarah Maestri (Attrice e Conduttrice televisiva), Francesco Bruschettini (Produttore cinematografico).

Ricordiamo che il Festival, organizzato con il patrocinio di ACSI e Metis Teatro ed in collaborazione con il Teatro Kopò, il Caffè Letterario Mangiaparole e la rivista cinematografica CineClandestino, selezionerà al massimo 40 opere, per le quali è in attivo il bando fino al 27 ottobre 2017. Le opere in concorso saranno proiettate nei giorni del 30 novembre e 1-2 dicembre, non solo al Teatro Ivelise, ma, con una proiezione parallela in altre sedi artistiche della Capitale: il Nuovo Teatro Kopò, il Caffè Letterario Mangiaparole e l’Associazione Culturale Metis Teatro. Durante queste giornate il pubblico sarà partecipativo, in quanto potrà costituire la giuria popolare, decretando la migliore opera per ogni genere:

– Commedia;

– Drammatico;

– Tematica sociale;

– Horror/Noir;

– Animazione;

– Fantasy.

 

Domenica 3 dicembre, invece, si svolgerà la premiazione delle opere vincitrici, presso la sede del Teatro Ivelise. A partecipare all’evento, con Tavola Rotonda a seguire, saranno: i finalisti, decretati dalla Giuria di Esperti (quattro Nomination a categoria), i Giurati e gli addetti stampa.

 

La Giuria di Esperti decreterà quattro nomination ed un vincitore per ognuna delle seguenti categorie: la Miglior opera fra tutte, la Miglior Regia, la Miglior Sceneggiatura, la Miglior Fotografia, il Miglior Montaggio, il Miglior Attore e la Migliore Attrice protagonisti, il Miglior Attore e la Migliore Attrice non protagonisti.

 

 

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