LA RECENSIONE – CHIAMAMI COL TUO NOME di Luca Guadagnino

chiamami col tuo nomeTITOLO: CHIAMAMI COL TUO NOME; REGIA: Luca Guadagnino; genere: drammatico; paese: Italia, Francia, Brasile, USA; anno: 2017; cast: Thimothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg; durata: 132′

Nelle sale italiane dal 25 gennaio, Chiamami col tuo nome è l’ultimo lavoro del cineasta italiano, ma trapiantato all’estero, Luca Guadagnino, presentato in anteprima alla 67° Berlinale e che ha recentemente ricevuto ben quattro Nomination ai Premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Sceneggiatura non Originale (scritta da James Ivory).

Tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman, il film – terzo capitolo della trilogia del desiderio dopo Io sono l’amore (2009) e A bigger splash (2015) ed ambientato nel 1983 – racconta la storia d’amore tra Elio, diciassettenne residente in un paesino del Nord Italia ed Oliver, giovane studente americano ospitato durante l’estate dalla famiglia del ragazzo. Non sarà facile per entrambi scoprire sé stessi ed ancor più difficile sarà, alla fine delle vacanze, separarsi.

Osannato dalla critica italiana ed internazionale, considerato da un cineasta del calibro di Paul Thomas Anderson uno dei migliori film del 2017, Chiamami col tuo nome ha tutte le carte in regola per passare alla storia. Almeno sulla carta. Nulla da dire, infatti, sulla regia, così come sulle atmosfere poetiche ed evocative ricostruite che, grazie alla bravura degli interpreti e, non da meno, ad un coinvolgente commento musicale, riescono fin da subito a far breccia nel cuore dello spettatore ed a far sì che egli stesso si senta parte integrante della storia. I sentimenti dei due giovani, dal canto loro, vengono messi in scena in modo discreto e delicato, quasi a voler richiamare alcune opere della Nouvelle Vague.

Ma allora, con tali premesse, cos’è che di un film come Chiamami col tuo nome proprio sembra non andare giù? Forse, paradossalmente, è proprio lo sguardo del regista. Non fraintendiamoci, dal punto di vista della messa in scena in sé stiamo parlando di un film inappuntabile. L’impressione che si ha – anche, e soprattutto, in luce di quanto un cineasta come Guadagnino ha girato in passato – è che lo stesso autore sia un po’ troppo distaccato da ciò che sta girando, quasi come se l’importante fosse autocelebrarsi come grande maestro, ma senza entrare davvero nel vivo della vicenda. Lo dimostrano, giusto per fare qualche esempio, i primi e primissimi piani troppo enfatici – ed anche piuttosto gratuiti – dei due protagonisti, così come campi lunghi che ci mostrano il paesaggio estivo e si soffermano fissi anche dopo che i personaggi sono usciti di scena, senza che ce ne sia una reale necessità.

Eppure, nonostante ciò, la confezione del prodotto in sé è riuscita eccome. E pare siano in tanti ad essersene accorti. Di fatto, Chiamami col tuo nome è un lungometraggio che da solo presenta parecchi spunti interessanti. Non ci resta che stare a vedere se l’Academy lo riterrà meritevole di qualche statuetta.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

12° FESTA DEL CINEMA DI ROMA – THE MOVIE OF MY LIFE di Selton Mello

o-filme-da-minha-vida-paula-huven-4_opt-650x300TITOLO: THE MOVIE OF MY LIFE; REGIA: Selton Mello; genere: drammatico; paese: Brasile; anno: 2017; cast: Johnny Massaro, Vincent Cassel, Bruna Linzmeyer; durata: 113′

Presentato in anteprima all’interno della Selezione ufficiale alla 12° Festa del Cinema di Roma, The Movie of My Life è l’ultimo lungometraggio del regista brasiliano Selton Mello, tratto dal romanzo A Distant Father di Antonio Skarmeta.

Tony Terranova – figlio di un francese e di una brasiliana – è un giovane insegnante con la passione per il cinema e per la poesia. Una volta tornato, dopo aver concluso gli studi, a Remanso, suo paese di origine, scoprirà che suo padre ha improvvisamente abbandonato la madre, la quale viene incessantemente corteggiata da un vicino di casa. Anche Tony, a sua volta, scoprirà l’amore. Questo suo percorso di crescita, però, non sarà sempre facile.

Ѐ una voce fuoricampo – con dei binari in mezzo alla campagna che ci appaiono sullo schermo – ad introdurci, dunque, le vicende del giovane protagonista. E, così, fin da subito, grazie ad una messa in scena pulita e priva di fronzoli, che – unita ad una fotografia che tanto ci ricorda Novecento del nostro Bernardo Bertolucci (senza particolari riferimenti a Pelizza da Volpedo, però) – sa ben realizzare le ambientazioni e le atmosfere della provincia brasiliana degli anni Sessanta, ci troviamo perfettamente a nostro agio all’interno di una storia nella quale un po’ tutti riusciamo ad identificarci.

Tony, il giovane protagonista, è un eterno sognatore, sensibile ma determinato, che non riesce a comprendere il motivo per cui suo padre abbia deciso di sparire completamente dalla sua vita e da quella di sua madre. Il primo confronto con il cosiddetto “mondo degli adulti” sarà, dunque, molto più doloroso del previsto, sebbene edulcorato dalla scoperta dell’amore e, soprattutto, dal cinema stesso, luogo in cui il protagonista è solito rifugiarsi per vedere e rivedere il classico di John Ford Fiume Rosso ed estraniarsi, per un attimo, dalla realtà che lo circonda. Ed ecco che anche lo spettatore viene immediatamente rapito dalle pellicole che, numerose, riempiono la cabina di proiezione o dagli ingranaggi del proiettore stesso, oltre che, appunto, dalle emozioni provate, ogni volta, dallo stesso Tony. Sono questi, probabilmente – grazie anche ad un montaggio che ben sa coniugare musica ed immagini – i momenti meglio riusciti di tutto il lungometraggio. Momenti in cui l’autore stesso ha voluto a proprio modo fare una sorta di dichiarazione d’amore alla Settima Arte. Eppure, The Movie of My Life, non funziona solo per questo.

La struttura circolare qui utilizzata, ad esempio, è un altro dei numerosi fattori che hanno fatto di questo lavoro di Mello un buon prodotto. Nel momento in cui, durante la scena finale, rivediamo i binari inquadrati all’inizio, abbiamo ben presente il concetto della ciclicità della vita (e delle tappe di crescita obbligate che ognuno di noi prima o poi vive in prima persona), che Mello ha voluto rappresentare. Quasi come se l’autore volesse, in qualche modo, “allontanarsi” dalla storia raccontataci, o meglio, quasi come se volesse osservarla con maggiore distacco, presentandocela come una storia universale, come la storia di ognuno di noi. La storia si ripete, ma, alla fin fine, tutto resta invariato. Tutto scorre, perfettamente in linea con la filosofia di Eraclito.

Tale cura nella messa in scena, dunque, fa sì che le (non poche) incongruenze all’interno dello script abbiano meno importanza di quanta non ne avrebbero in diverse occasioni. Sta bene, però. Non è sempre facile trasporre un intero romanzo in poco meno di due ore di film. Ma, volendo citare il buon Woody Allen, “Basta che funzioni”!

VOTO: 7/10

Marina Pavido

34° TORINO FILM FESTIVAL – ANIMAL POLITICO di Tiao

unnamed-7TITOLO: ANIMAL POLITICO; REGIA: Tião; genere: commedia, drammatico; anno: 2016; paese: Brasile; cast: Rodrigo Bolzan, Elisa Heidrich, Victor Laet; durata: 75′

Presentato in anteprima – all’interno della sezione AfterHours– al 34° Torino Film Festival, Animal politico è l’opera prima del regista brasiliano Tião.

Una mucca e la sua quotidianità: la vita in famiglia, lo shopping, le serate in discoteca con le amiche, la palestra, eccetera. Come la protagonista stessa sta a raccontarci nel lungo monologo/flusso di coscienza presente in fuori campo per tutto il film, non le manca apparentemente nulla per essere felice. Eppure, durante una cena con i parenti in occasione della Vigilia di Natale, la nostra protagonista avverte per la prima volta un senso di vuoto, come se, in fondo, le mancasse davvero qualcosa. Avrà inizio, così, un lungo periodo di crisi, fino al giorno in cui la mucca deciderà di allontanarsi da casa, in una sorta di ritiro spirituale in giro per il mondo e lontano da qualsiasi forma di civiltà, al fine di raggiungere l’unica cosa che probabilmente riuscirà a farla sentire meno insignificante: la conoscenza assoluta.

Se già il talento di Tião si era rivelato al mondo intero con i suoi primi cortometraggi (Eisenstein, Muro e Sem coração), questo esordio nel lungometraggio, malgrado le imperfezioni presenti, di sicuro non passerà inosservato. E lo si capisce subito fin dai primi fotogrammi, in cui vediamo due uomini senza testa ed in giacca e cravatta venirsi incontro nel bel mezzo di un deserto. L’esplosione vera e propria, però, avviene quando per la prima volta la mucca fa la sua apparizione sullo schermo: perfettamente integrata in un contesto convenzionalmente “riservato agli umani”, suscita fin da subito una grande ilarità. Una volta “abituati” a tali bizzarrie, però, i toni del lungometraggio cambiano, pur mantenendo il forte surrealismo che caratterizza tutta l’opera. Ed ecco che il comico – pur restando appartato in un angolino – lascia spazio alla riflessione, per un “secondo tempo” più contemplativo e ricco di citazioni e riferimenti (impossibile non ricordare, a tal proposito, il riferimento a Kubrick – con tanto di monolito – ed al suo 2001: Odissea nello spazio, così come ad Isaac Newton, nel momento in cui una mela cade in testa alla nostra protagonista mentre quest’ultima è intenta a leggere ai piedi di un albero).

Un’opera bizzarra, questa di Tião. Bizzarra e fortemente provocatoria – con un importante sottotesto alla base – surreale ed esilarante, ma che, purtroppo, mal cela significative difficoltà nella gestione dei tempi. Il vero problema di Animal politico, infatti, è quello di tendere involontariamente a ripetersi ed a ripetere incessantemente ed in modo talvolta ridondante concetti già espressi, quando, magari, sarebbe stato sufficiente realizzare anche solo un mediometraggio per raccontare ciò che Tião ha qui messo in scena.

Capitano scivoloni del genere quando si è alle prese con un’opera prima. Soprattutto se quest’ultima tratta un tema di tale portata che viene messo in scena in chiave surreale e grottesca. Un’opera rischiosa, se la si vuol vedere sotto questo punto di vista. Eppure, tutto sommato, un’opera che fa ben sperare nelle future realizzazioni di Tião, al quale tutto si può dire, tranne che non sia un cineasta coraggioso e brillante come non se ne vedono molti in circolazione ai giorni nostri.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE DI MARINA – AQUARIUS di Kleber Mendonça Filho

thumb_1867_media_image_926x584TITOLO: AQUARIUS; REGIA: Kleber Mendonça Filho; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Brasile; cast: Sonia Braga, Maeve Jinkings, Irandhir Santos; durata: 140′

Nelle sale italiane dal 15 dicembre, Aquarius è l’ultimo lungometraggio del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes.

Clara è un critico musicale che, rimasta vedova, vive da sola in un piccolo palazzo sul lungomare di Recife chiamato Aquarius. Una compagnia immobiliare, però, ha già acquistato tutti gli appartamenti dello stabile, con l’intento di costruire un grattacielo di lusso al posto del vecchio edificio.La donna, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di vendere l’appartamento in cui ha vissuto per anni. Avrà così inizio una lunga battaglia psicologica e legale tra le due parti e Clara avrà modo di affermare sé stessa e la propria libertà.

aquarius_sonia_braga_irandhir_santos_julia_bernatOsannato dalla critica di tutto il mondo, prodotto con molti problemi in Brasile, questo ultimo lungometraggio di Mendonça Filho è un vero e proprio manifesto della libertà femminile, all’interno di una società che sembra appartenere ancora esclusivamente al genere maschile.

Clara è una donna che ha sofferto molto, ma che dalle sofferenze ha saputo trarre un’inaspettata forza. La malattia che l’ha colpita da giovane resta un ricordo lontano e, allo stesso tempo, più vicino di quanto si possa immaginare. Interessante l’analogia tra la protagonista ed il palazzo in quale ella abita: ci troviamo di fronte ad una vera e propria trasfigurazione, i due diventano una cosa sola e salvare la casa dove ha vissuto ha la valenza, per Clara, di salvare sé stessa. Pertinente, a questo proposito, la scelta di suddividere il lungometraggio in tre capitoli: I capelli di Clara, L’amore di Clara e Il cancro di Clara. Quel che viene raccontato è il lungo percorso compiuto per salvare Aquarius. Poco, molto poco viene accennato circa il passato della protagonista. Quello che sappiamo è che viene da una famiglia numerosa, che ha sconfitto in giovane età il cancro e che ha avuto come esempio di libertà una vecchia zia. Il tutto diviene una base di partenza, l’input per dare il via alla vita di una “seconda Clara”.

56588_pplScript di ferro, regia essenziale e priva di inutili fronzoli, con una fotografia dai colori pastello. Questo lungometraggio di Mendonça Filho è, senza dubbio, un prodotto ben confezionato e ben riuscito. La vera peculiarità del film, però, è la grande Sonia Braga nel ruolo della protagonista. A lei il merito di aver dato vita ad un personaggio vero, intenso e complesso, senza mai andare sopra le righe e reggendo bene ogni singola sfumatura.

L’unico rimprovero che si può muovere a Aquarius è, forse, il fatto di avere al suo interno qualche elemento sviluppato in modo eccessivamente sommario (la figura del marito di Clara, ad esempio, così come il rapporto della stessa con la musica). E, vista la durata del film, si sarebbe potuto approfondire meglio tutto tagliando, forse,alcune scene superflue e ripetitive.

Detto questo, ci troviamo senza dubbio di fronte ad un prodotto vero ed intenso. Un urlo arrabbiato ed appassionato allo stesso tempo che ben rende il desiderio di affermazione e di libertà della protagonista. L’impatto sul pubblico è forte. E gli spettatori, a loro volta, usciranno dalla sala carichi e soddisfatti.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

OGGI AL CINEMA: tutte le novità in sala del 26/05/2016

A cura di Marina Pavido

Grandi novità in sala, anche questa settimana! Dall’attesisimo Alice attraverso lo specchio all’horror Somnia, dall’ultimo lavoro di Pedro Almodovar, Julieta, all’estone Tangerines – Mandarini. Come ogni settimana, ecco per voi una breve guida per poter scegliere ciò che più vi piace e, sotto alcune trame, potrete leggere qualche nostra recensione. Ce ne sarà davvero per tutti i gusti!

 

ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO

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REGIA: James Bobin; genere: avventura, fantasy; anno: 2016; paese: USA; cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter

Alice ha trascorso gli ultimi anni navigando per il mare aperto, seguendo le orme paterne. Al suo ritorno attraverserà uno specchio magico che la riporterà nel Sottomondo, dove incontrerà gli amici di sempre e dove scoprirà che il Cappellaio Matto, dopo aver perso la sua Moltezza, non è più in forma come una volta. Sarà compito della giovane Alice far sì che il suo amico possa salvarsi. Atteso sequel di Alice in Wonderland, diretto da Tim Burton.

 

FIORE

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REGIA: Claudio Giovannesi; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Daphne Scoccia, Josciua Algeri, Valerio Mastandrea

Daphne, detenuta in un carcere minorile per aver preso parte ad una rapina, si innamora di Josh, anch’egli ex rapinatore. All’interno del carcere, però, maschi e femmine non possono incontrarsi ed il loro amore verrà ostacolato in ogni modo.

 

SOMNIA

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REGIA: Mike Flanagan; genere: horror, thriller; anno: 2016; paese: USA; cast: Kate Bosworth, Thomas Jane, Jacob Tremblay

Jessie e Mark, in seguito alla scomparsa del loro unico figlio, decidono di adottare il piccolo Cody, un bambino di otto anni. Il piccolo, però, nasconde un inquietante segreto, che lo rende terrorizzato all’idea di addormentarsi.

 

COLONIA

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REGIA: Florian Gallenberger; genere: drammatico, thriller; anno: 2015; paese: Germania; cast: Emma Watson, Daniel Bruehl, Michael Nyqvist

Lena e Daniel sono una giovane coppia che rimane implicata nel colpo di stato che ha avuto luogo in Cile nel 1973. Quando Daniel viene rapito dalla polizia segreta di Pinochet, Lena seguirà i suoi passi, scoprendo un’area inespugnabile situata a sud del Paese, chiamata Colonia Dignidad. Ispirato a fatti realmente accaduti.

 

FRÄULEIN – UNA FIABA D’INVERNO

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REGIA: Carolina Carona; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Christian De Sica, Lucia Mascino, Therese Hämer

Regina, una scontrosa zitella, si imbatte casualmente in un misterioso turista sessantenne ed imbranato. Tra i due nascerà una turbolenta quanto improbabile convivenza.

 

IL TRADUTTORE

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REGIA: Massimo Natale; genere: drammatico, thriller; anno: 2016; paese: Italia, Polonia; cast: Claudia Gerini, Kamil Kula, Silvia Delfino

Andrei è un giovane studente rumeno che saltuariamente lavora in questura come traduttore, conoscendo alla perfezione l’italiano, il rumeno ed il tedesco. Un giorno viene messo in contatto dalla sua tutor con Anna, un’antiquaria che gli chiederà di tradurre il diario di suo marito, un tedesco scomparso in circostanze misteriose.

 

JULIETA

Julieta

REGIA: Pedro Almodovar; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Spagna; cast: Emma Suárez, Adriana Ugarte, Rossy De Palma

Julieta, una professoressa di cinquantacinque anni, scrive a sua figlia Antia, raccontandole tutto ciò che negli ultimi trent’anni – dal suo concepimento – ha messo a tacere. Una volta finita la confessione, però, non sa dove spedire la lettera, dal momento che sua figlia se n’è andata di casa a diciotto anni ed è ormai diventata una perfetta sconosciuta.

 

PELÉ

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REGIA: Jeff Zimbalist, Michael Zimbalist; genere: biografico, drammatico; anno: 2016; paese: USA; cast: Kevin de Paula, Leonardo Lima Carvalho, Diego Boneta

Il lungometraggio racconta la storia vera del celebre calciatore Pelé, che, da ragazzo di strada, arrivò al successo a soli diciassette anni, portando la nazionale brasiliana alla vittoria del Mondiali del 1958.

 

TANGERINES – MANDARINI

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REGIA: Zaza Urushadze; genere: drammatico; anno: 2013; paese: Estonia, Georgia; cast: Misha Meskhi, Giorgi Nakashidze, Elmo Nuganen

1991. Al culmine del conflitto tra la Georgia e la Repubblica separatista di Abcasia, in una piccola enclave di estoni stanziali ormai deserta, sono rimasti solo Ivo e Margus, intenti a coltivare la loro piantagione di mandarini. Un giorno, durante uno scontro a fuoco, i due soccorreranno due soldati appartenenti a schieramenti opposti, ospitandoli nella loro casa. Candidato all’Oscar al Miglior Film Straniero nel 2015.

LA RECENSIONE:

https://entracteblog.wordpress.com/2016/05/09/la-recensione-di-marina-tangerines-mandarini-di-zaza-urushadze/

 

La nostra rubrica vi dà appuntamento alla prossima settimana! Nel frattempo, continuate ad andare numerosi al cinema e lasciatevi rapire dalla magia del grande schermo. Buon Cinema a tutti!

ISCHIA FILM FESTIVAL: GOMORRALAND apre la sezione LOCATION NEGATA

Ricevo e volentieri pubblico

Ischia Film Festival 2015: raccontare le contraddizioni del territorio

Il documentario “Gomorraland” apre la sezione “Location negata”

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[Ischia, 18/06/2014] La sezione “Location negata” da alcuni anni è diventata uno degli appuntamenti più importanti del festival cinematografico di Ischia. Una sezione speciale competitiva per opere che, pur ponendosi in un’ottica di valorizzazione dei luoghi, raccontano il territorio violato dalle contraddizioni della civiltà e del progresso, i diritti o le speranze di popoli calpestati dalla guerra o colpiti da calamità naturali. Ad aprire quest’anno la sezione Location Negata, nella serata di apertura della tredicesima edizione del festival sarà l’anteprima mondiale di “Gomorraland”  il documentario di Duccio Giordano che racconta di Scampia di Napoli e della guerra tra criminalità e stato. Magistrati e poliziotti che lottano per un ideale. Per presentare questo lavoro, oltre al regista sarà presente ad Ischia il Pubblico Ministero Catello Maresca, parte del pool antimafia che ha arrestato Michele Zagaria e autore del libro “L’Ultimo Bunker”.

12IfThisTownWasMine<<Sono particolarmente contento delle opere selezionate quest’anno nella sezione “Location Negata”>> – ha dichiarato il direttore del festival Michelangelo Messina – <<Oltre alle problematiche del territorio che ci circonda raccontate in  “Gomorraland” o “La cella zero” di Salvatore Esposito  abbiamo testimonianze di altre realtà internazionali spesso urgenti come quella della schiavitù ancora praticata nello Yemen del documentario “Slavery in the yemen” di Ashraf Mashharawi o degli immigranti in cerca di una terra migliore in “Endless corridor” di Aleksandras Brokas  o ancora dei maltrattamenti subiti dagli abitanti delle favelas in Brasile in occasione dei Mondiali di calcio raccontati da Felipe Pena nel suo “If this town wasn’t mine”. Insomma non solo le bellezze del paesaggio e la voglia di vistare i luoghi attraverso il cinema, ma anche un’attenta analisi di un territorio spesso dimenticato o di diritti umani calpestati dall’arroganza e dal potere che grazie al cinema e ai festival indipendenti, come quello di Ischia, riescono ad arrivare al grande pubblico per denunciare queste amare realtà>>

L’Ischia Film festival si terrà dal 27 giugno al 4 Luglio nei suggestivi spazi all’aperto del Castello Aragonese di Ischia.

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NEWS IN SALA: IL SEGRETO del collettivo cyop&kaf in sala dal 19 marzo

Ricevo e volentieri pubblico

 

Esce in sala “Il Segreto”

Un viaggio ipnotico nei Quartieri Spagnoli di Napoli

sulle orme di una banda di ragazzini che accumula alberi di Natale

per compiere un misterioso rito

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Il film esce nelle sale italiane giovedì 19 marzo

distribuito da Lab 80 film

Un gruppo di bambini scatenati che raccoglie alberi di Natale dismessi e li trascina per le strade di Napoli, fin dentro ai vicoli dei Quartieri Spagnoli, per accumularli in un misterioso nascondiglio.

È Il segreto, film del collettivo di artisti napoletani cyop&kaf che giovedì 19 marzo esce nelle sale italiane distribuito da Lab 80 film. Un lungometraggio in cui per 90 minuti i giovani protagonisti, insieme agli alberi, trascinano con sé anche lo spettatore, in un vortice fatto di scorribande, sfide e vitalità inarrestabile. Solo alla fine si scopre perché la banda accumula abeti in un vecchio cantiere, mentre col susseguirsi delle scene a svelarsi sono la loro identità, i rapporti di forza che regolano il gruppo, il loro modo di intendere coraggio e lealtà, le condizioni sociali e culturali in cui vivono.

Il film ha ottenuto riconoscimenti in numerosi festival internazionali tra cui Torino Film Festival, Cinema du Réel a Parigi e Festival Fronteira di Goiânia in Brasile. In questi giorni è negli Stati Uniti, città di Columbia, al True False Film Festival 2015. «È un film semplice ma esplosivo – commenta Alberto Valtellina di Lab 80 film –. Sprigiona energia in ogni scena e incrina gli stereotipi più diffusi sui quartieri popolari di Napoli. È una delle proposte più interessanti del cinema indipendente italiano degli ultimi anni ».

Il Segreto è stato girato nei primi 15 giorni del gennaio 2013, con una telecamera semplicissima, al seguito di una banda di ragazzini dei Quartieri Spagnoli impegnati a fare alberi: i registi li hanno seguiti nella loro incetta di abeti post-natalizi, recuperati nelle vie della Napoli bene come negli angoli delle zone più popolari della città. La telecamera accompagna la banda con una presenza discreta e costante: in sella al motorino quando i ragazzi trascinano alberi sulle due ruote, a bordo della strada quando nascondono il bottino negli anfratti urbani, all’interno del cantiere abbandonato quando depositano gli abeti nella loro base (un vuoto lasciato dalla demolizione, ormai più che ventennale, di un palazzo che era stato vittima del terremoto del 1980).

«Si sono lasciati riprendere senza curarsi troppo di noi – dicono cyop&kaf -, erano troppo impegnati nella loro “missione”. Abbiamo potuto girare in questo modo perché ci conoscono bene, da anni viviamo nel quartiere, ne dipingiamo i muri, non siamo un corpo estraneo. Senza dircelo, i ragazzi ci hanno accordato la loro completa fiducia».

Cyop&kaf hanno cominciato a dipingere sui muri, sulle porte e sulle saracinesche dei Quartieri Spagnoli nel 2010, dialogando con i residenti adulti e coinvolgendo bambini e ragazzi nella realizzazione delle opere.

Quello di cyop&kaf è un lavoro che fa del coinvolgimento degli abitanti un tassello fondamentale e che, proprio per questa ragione, comprende anche la realizzazione di Il Segreto, testimonianza filmica asciutta e vivace che sa raccontare in modo profondo e vero la realtà di una delle zone più popolari di Napoli. «In molti quartieri – aggiungono i registi – la raccolta degli alberi per il giorno di Sant’Antonio è una tradizione, un rito, un gioco avventuroso che i ragazzi di strada si tramandano di generazione in generazione. Per chi li osserva da fuori è spesso solo una sequenza di atti di teppismo e schiamazzi fino a tarda ora. Volevamo raccontare quello che accade in molte strade della città nel mese di gennaio, da un punto di vista il più possibile prossimo a quello di una banda di ragazzi. Seguirli nelle loro ricerche, osservare le alleanze e le scaramucce con altre bande, documentare i caratteri, il linguaggio, i codici di comportamento. Eravamo certi che sarebbero emerse in questo modo, spontaneamente, tutte le domande che ci facciamo da tempo, e che è necessario farsi, sul rapporto che intercorre tra bambini e città».

Le bande come quella raccontata da cyop&kaf sono le ultime depositarie di un’antica tradizione: quella del cippo di Sant’Antonio, che ricorre ogni 17 gennaio e che per essere celebrata chiede proprio di accumulare legna da ardere in quantità.

Sarà un enorme liberatorio falò (ecco svelato il segreto) a concludere l’inarrestabile e quasi ipnotica attività dei ragazzi, che alla fine del film ballano a torso nudo davanti a fiamme alte fino al secondo piano dei palazzi, come facessero parte di un rito tribale di cui non possono fare a meno e che segna la loro volontà di vivere in un quartiere che tutto sembra tranne volerli, e in una città in cui per fortuna la speculazione non ha ancora divorato tutti gli spazi di vita possibili.

Il film è una produzione Quore Spinato, Napoli Monitor, Parallelo 41, Antonella Di Nocera, Daria D’Antonio. Le musiche originali sono di Enzo Avitabile.

Il tour delle proiezioni comincia da Milano: al Cinema Beltrade da giovedì 19 marzo, registi presenti in sala per la prima.

Premi e menzioni ai Festival

Menzione Speciale Torino Film festival 2013; Premio UCCA 2013; Premio Extra Muros Pravo Ljudski Film Festival Sarajevo 2014; Menzione Speciale DocLisboa Lisbona 2014; Miglior Documentario e Vesuvio Award Napoli Film Festival 2014; Premio Speciale della Giuria Fronteira-Festival Internazionale del Film Documentario e Sperimentale Goiânia (Brasile) 2014; Finalista David di Donatello 2014; Menzione Gianni Volpi Bellaria Film Festival 2014; Terre di Cinema Trembly en France Parigi 2014; Cinéma du Réel Parigi 2014; presentato al True False Film Festival 2015 di Columbia, Stati Uniti (5-8 marzo)

Trailer https://vimeo.com/118573947

www.lab80.ithttp://www.cyopekaf.org

Il segreto (Italia 2013, 89’)

Regia: cyop&kaf

Sceneggiatura: Luca Rossomando

Fotografia: Ciro Malatesta

Montaggio: Alessandra Carchedi

Musiche originali: Enzo Avitabile

Sottotitoli: italiano

AGENDA BRASIL 2014 – Milano celebra il Brasile dal 7 al 14 novembre

Ricevo e volentieri pubblico

AGENDA BRASIL 2014

I FILM

 DAL 7 AL 14 NOVEMBRE 2014

A046_C002_0101D2Dal 7 al 14 novembre 2014 presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con l’Associazione culturale Vagaluna, presenta AGENDA BRASIL 2014, un appuntamento ormai consolidato nell’affollata agenda dell’autunno milanese dove il cinema ne è da sempre l’asse portante, con una selezione dei migliori film recenti, in lingua originale sottotitolati in italiano, vincitori di riconoscimenti a livello internazionale.

hoje_eu_quero_voltar_sozinho14Per il terzo anno consecutivo Milano celebra il Brasile e le sue eccellenze culturali. Come per il passato è possibile rinvenire alcune linee-guida: la continuità di un’indagine sul paesaggio -anche interiore- di un Brasile talora quasi metafisico; l’elaborazione della Storia, anche attraverso la memoria della presenza di un contingente brasiliano sulla Linea Gotica; il confronto con l’orizzonte internazionale, con la rivisitazione secondo modi propri di moduli espressivi che sono ormai storia; e l’anteprima italiana del film designato a rappresentare il Brasile nella corsa agli Oscar, Hoje eu quero voltar sozinho. Il film, diretto da Daniel Ribeiro, racconta la crescita personale e sessuale di un adolescente cieco in cerca di indipendenza.

 Cinema, ma non solo. Anche nel 2014 viene infatti proposto un approccio interdisciplinare: una lettura della città di Rio de Janeiro attraverso l’immagine digitale, il tributo a Chico Buarque De Hollanda nella doppia veste di musicista e scrittore, incontri letterari e la riscoperta di filmati archiviati nelle teche RAI.

ahistoriadaeternidade_3 Per quanto riguarda il coté cinematografico, in programmazione due film che prevedono l’incontro con il regista: A Coleção invisivel, diretto da Bernard Attal e vincitore di svariati premi al Festival di Gramado, e A Historia da eternidade di Camilo Cavalcante, film vincitore al Festival di Paulinia, che racconta le storie d’amore e desiderio di tre donne di età differenti in un villaggio di 40 abitanti, in un paesaggio desertico del nordest brasiliano.

In cartellone, poi, Estômago. Una storia gastronomica, ambientato in Brasile ma che ruota interamente intorno alla cucina italiana; Faroeste caboclo, che racconta una storia che si svolge a Brasilia fra droga e amore; Homem do futuro, film visionario che mette in scena un viaggio nel passato; Hoje, incentrato sulla figura di Vera, ex militante politica; La sottile linea brasiliana, documentario in cui gli autori hanno incontrato alcuni veterani della FEB – Força Expedicionaria Brasileira – in viaggio in Italia per rivedere i luoghi delle battaglie e gli amici di un tempo.

Uno spazio anche per l’animazione con Rio 2096. Una storia d’amore e furia, il primo film della storia brasiliana ad aver vinto il Festival di Annecy, il festival di animazione più importante del mondo. Splendido racconto romantico che si snoda nell’arco di più secoli, il film narra una storia di resistenza che ben si adatta al genere epico e all’incursione nella fantascienza.

Faroeste Caboclo_ Fabricío Boliveira7 Infine in programma l’unico film non recente ma vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 1959, Orfeo Negro, una trasposizione del mito di Orfeo ed Euridice nelle favelas di Rio durante il celebre Carnevale, un cocktail di folclore, esotismo e mito che deve molto del suo fascino alle musiche di Antonio Carlos Jobim e Luis Bonfa.

SCHEDE DEI FILM

Venerdì 7 novembre

h 18.30 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

A Coleção invisivel

R.: Bernard Attal. Sc.: B. Attal, Sergio Machado, Iziane Mascarenhas. Int.: Clarisse Abujamra, Vladimir Brichta, Walmor Chagas. Brasile, 2013, 89’, v.o. sott. it.

La famiglia di Beto è proprietaria di un negozio di antiquariato in difficoltà economica. Per cercare di trovare una soluzione a questo problema intraprende un viaggio fino alla città di Itajuípe, all’interno dello stato di Bahia, alla ricerca di una collezione rarissima di incisioni (gravuras?) che fu acquisita 30 anni prima da un antico cliente, il collezionista Samir. Intanto Beto incontra una forte resistenza da parte della moglie e della figlia.

Sarà presente in sala il regista Bernard Attal. Dopo la proiezione, Buffet per tutti i presenti.

Sabato 8 novembre

h 18 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

Estômago. Una storia gastronomica

R.: Marcos Jorge. Sc.: M. Jorge, Fabrizio Donvito, Clàudia da Natividade. Int.: Joao Miguel, Fabiula Nascimento, Babu Santana, Carlo Briani, Zeca Cenovicz, Paulo Miklos. Brasile, 2007, 112’, v.o. sott. it.

Arte culinaria, Humor, crimine, passione: una ricetta originale e spiazzante per una storia ambientata in Brasile ma che ruota interamente intorno alla cucina italiana.

h 21 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

Faroeste caboclo

R.: René Sampaio. Sc.: Victor Atherino, Marcos Bernstein. Int.: Fabrício Boliveira, Isis Valverde, Felipe Abib. Brasile, 2013, 108’, v.o. sott. it.

João lascia Santo Cristo alla ricerca di una vita migliore a Brasilia perché vuole lasciarsi il passato alla spalle. Là, con l’appoggio del cugino e trafficante Pablo, inizia a lavorare nel traffico di droga e allo stesso tempo come muratore. Nello stesso tempo conosce la bella e inquieta Maria Lúcia, figlia di un senatore, di cui si innamora perdutamente. I due iniziano una relazione romantica e passionale ma presto João si troverà ad affrontare il playboy e trafficante Jeremias.

Domenica 9 novembre

h 15 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

Homem do futuro

e sc.: Claudio Torres. Int.: Wagner Moura, Alinne Moraes, Maria Luìsa Mendonça. Brasile, 2011, 106’.

João/Zero è uno scienziato geniale ma infelice perché 20 anni prima fu umiliato pubblicamente durante una festa e perse Helena, un’antica ed eterna passione. Finché un giorno, durante un esperimento con una sua invenzione, questa gli permette di fare un viaggio nel tempo, ritornando indietro a quel periodo potendo interferire con il suo destino. Ma quando ritorna scopre che la sua vita è completamente trasformata e ora deve trovare un modo di cambiare le cose, anche a costo di tornare ancora nel passato. Riuscirà a mettere le cose a posto?

h 17 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

Hoje

R.: Tata Amaral. Sc.: Jean-Claude Bernardet, Rubens Rewald, Felipe Sholl. Brasile, 2013, 90’, v.o. sott. it.

Vera è un ex militante politica che riceve un indennizzo dal governo per la scomparsa del marito, vittima della repressione provocata dalla dittatura militare. Con questi soldi riesce a comprarsi un appartamento, oltre al fatto di poter essere finalmente dichiarata vedova. Solo che proprio mentre trasloca riceve una visita che cambia la sua vita.

h 19 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

Orfeo Negro

R.: Marcel Camus. Sc.: M. Camus, Jacques Viot. Int.: Breno Mello, Marpessa Dawn, Lourdes De Oliveira, Lea Garcia, Ademar Da Silva, Alexandro Costantino, Waldetar De Souza. Francia, 1959, 100’, v.o. sott. it.

Orfeo è un giovane meticcio di Rio che fa il tranviere ed è fidanzato con Mira. Amante della musica, Orfeo, quando canta accompagnandosi con la chitarra fa sorgere il sole, si dice. Alla vigilia del famoso carnevale di Rio, giunge dalla campagna Euridice, una graziosa ragazza sottrattasi alla persecuzione di un misterioso personaggio che al suo paese vuole ucciderla.

h 21 – MIC – Museo Interattivo del Cinema

Rio 2096. Una storia d’amore e furia

e sc.: Luiz Bolognesi. Brasile, 2013, 74’, graphic novel.

Attraverso varie vicende accadute nel corso dei secoli in Brasile – la colonizzazione, la schiavitù, il regime militare e, nel futuro del 2096, una guerra per l’acqua – si snoda la storia d’amore tra un eroe immortale e Janaina, la donna di cui è innamorato da 600 anni.

Lunedì 10 novembre

h 21 – Spazio Oberdan

Hoje eu quero voltar sozinho

e sc.: Daniel Ribeiro. Int.: Fabio Audi, Ghilherme Lobo, Tess Amorim. Brasile, 2014, 94’, v.o. sott. it.

Leonardo è un adolescente cieco che cerca di andare d’accordo con la mamma superprotettrice ma allo stesso tempo è in cerca della sua indipendenza. Quando Gabriel arriva in città, nuovi sentimenti iniziano a sorgere in Leonardo, facendogli scoprire meglio se stesso e la sua sessualità.

Il film concorre all’Oscar 2015 per il miglior film straniero.

Martedì 11 novembre

h 21 – Spazio Oberdan

Faroeste caboclo

R.: René Sampaio. Sc.: Victor Atherino, Marcos Bernstein. Int.: Fabrício Boliveira, Isis Valverde, Felipe Abib. Brasile, 2013, 108’, v.o. sott. it.

Replica.

Giovedì 13 novembre

h 17 – Spazio Oberdan

La sottile linea brasiliana

R.: Marilia Cioni. Fot.: Fabrizio La Palombara, Maurizio D’Atri. Mont.: Mauro Sanson. Musica: Andrea Dal Plan. Italia, 2005, 54’.

Ci sono posti, in Italia, in cui la Seconda guerra mondiale non l’hanno vinta solamente gli americani e i partigiani. Ci sono paesi, tra la Toscana e l’Emilia, che sono stati liberati dai brasiliani. I nonni di Montese, Castel d’Aiano, Porretta Terme, Staffoli, Pistoia se li ricordano bene quei soldati mulatti, arrivati con divise di cotone e armi vecchie ad affrontare l’inverno appenninico e l’esercito tedesco. Gli autori del documentario hanno incontrato alcuni veterani della FEB – Força Expedicionaria Brasileira – in viaggio in Italia per rivedere i luoghi delle battaglie e gli amici di un tempo: Ruy de Oliveira, il 92enne vice-presidente della associazione dei veterani della FEB, Toninho Inham che aveva allora solo 19 anni, Pedro Paz, che qui ha trovato moglie. Li hanno incontrati nuovamente in Brasile, nelle associazioni che custodiscono la loro memoria sotto forma di archivi e diari.

h 18.30 – Spazio Oberdan

A Coleção invisivel

R.: Bernard Attal. Sc.: B. Attal, Sergio Machado, Iziane Mascarenhas. Int.: Clarisse Abujamra, Vladimir Brichta, Walmor Chagas. Brasile, 2013, 89’, v.o. sott. it.

Replica

h 20.30 – Spazio Oberdan

A Historia da eternidade

e sc.: Camilo Cavalcante. Int.: Marcelia Cartaxo, Leonardo França, Débora Ingrid. Brasile, 2014, 121’, v.o. sott. it.

Le storie di amore e desiderio di tre donne di età differente in un villaggio di 40 abitanti, in un paesaggio desertico del nordest brasiliano. Un luogo spoglio dove tutto succede con ritmo cadenzato e gli avvenimenti si ripetono allo stesso modo sul palco delle tragedie umane.

Miglior film, miglior regia, attore e attrice protagonisti e premio della critica al Festival de Paulinia.

Il regista Camilo Cavalcante sarà presente in sala.

Venerdì 14 novembre

h 16.45 – Spazio Oberdan

A Historia da eternidade

e sc.: Camilo Cavalcante. Int.: Marcelia Cartaxo, Leonardo França, Débora Ingrid. Brasile, 2014, 121’, v.o. sott. it.

Replica.

h 19 – Spazio Oberdan

Hoje

R.: Tata Amaral. Sc.: Jean-Claude Bernardet, Rubens Rewald, Felipe Sholl. Brasile, 2013, 90’, v.o. sott. it.

Replica.

INFO

info@cinetecamilano.it

www.cinetecamilano.it

T 02 87242114

Cineteca Milano @cinetecamilano

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI PRESSO MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI PRESSO SPAZIO OBERDAN

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50

Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50.

ROMA 2014: OGGI AD ALICE NELLA CITTA’

Ricevo e volentieri pubblico

16-25 ottobre 2014

ALICE NELLA CITTÀ Copia di Copia di logo Alice

DOMENICA 19 OTTOBRE: 

Masterclass con Stephen Daldry  

e Red Carpet animati

con due icone: Doraemon, e l’Orsetto Paddington in anteprima mondiale, in compagnia di Francesco Mandelli

trash2Oggi, domenica 19 ottobre, Alice nella Città propone una serie di appuntamenti imperdibili con grandi registi e icone dell’animazione e della letteratura. Si comincia con un autore del calibro di STEPHEN DALDRY, lo stesso che ha diretto Billy Elliot, The Hours e Molto forte e incredibilmente vicino. Il regista è a Roma per presentare il suo ultimo lavoro: TRASH, storia interamente girata in Brasile, presentata in Concorso Young/Adult ad Alice nella Città, in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma. Il film racconta la storia di due ragazzini di una favela di Rio che, scavando tra i detriti di una discarica locale trovano un portafoglio che cambierà le loro esistenze per sempre. Nel cast gli esordienti Wagner Moura e Selton Mello, Rickson Tevez affiancati da Martin Sheen e Rooney Mara. Tratto dall’omonimo romanzo di Andy Mulligan, il film è stato adattato da da Richard Curtis, padre della rom-com britannica contemporanea (è lui l’autore di Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Love Actually – L’amore davvero). Alle ore 11, presso il Teatro Studio, Stephen Daldry terrà una Masterclass con LA GIURIA di Alice nella città, le scuole di cinema e il pubblico. Moderano l’incontro Piera Detassis, direttrice di Ciak, e la regista Costanza Quatriglio.

doraemon2L’altro grande personaggio del giorno è DORAEMON, il simpatico gatto robot creato da Fujiko F. Fujio, che dal 1969 ad oggi diverte grandi e piccini con manga, serie, musica e videogiochi. In Italia detiene il record di cartone animato TV più seguito di sempre. Il suo è un debutto di lusso al cinema: in DORAEMON lo vediamo alle prese con una grande avventura, protagonista del film d’animazione di Takashi Yamazachi. Alle 11.30 sarà festa sul tappeto rosso: ad anticipare la proiezione del film, prevista alle 12:00 in sala Santa Cecilia, un red carpet animato che vedrà il gatto robot salutare i bambini e fare autografi sotto una pioggia di coriandoli colorati e sorprese che includono t-shirt, gadget e altri regali.

libricinema2Salutato il gatto robot, un’altra icona sarà ospite di Alice nella Città all’interno dell’evento LIBRI E CINEMA: l’orsetto PADDINGTON. L’evento speciale prevede la presentazione, alle 14.45 in Sala Santa Cecilia, dei primi 10 minuti del film in anteprima mondiale. Diretto da Paul King e interpretato da Nicole Kidman, nel ruolo della cattiva del film, direttrice di un museo che sogna di vedere Paddington imbalsamato tra i corridoi del suo museo, Peter Capaldi, Sally Hawkins, Julie Walters e Jim Broadbebent, Paddington è uno dei titoli di punta di questo Natale cinematografico. Red carpet animato anche per l’orsacchiotto inglese che si farà vedere in compagnia di Francesco Mandelli, attore che gli ha prestato la voce nella versione italiana. La proiezione sarà seguita da alcune letture tratte dal libro “L’orso Paddington” (edito in Italia da Mondadori), scritto da Michael Bond, padre della saga dell’orsetto sin dal 1958.