LA RECENSIONE – LA PARTITA di Francesco Carnesecchi

lapartitaTITOLO: LA PARTITA; REGIA: Francesco Carnesecchi; genere: commedia, drammatico; paese: Italia; anno: 2018; cast: Francesco Pannofino, Giorgio Colangeli, Alberto Di Stasio; durata: 94′

Presentato in anteprima al Riff 2018, La Partita è l’opera prima del giovane regista Francesco Carnesecchi, tratta da un suo precedente cortometraggio.

Questa è la storia di una piccola squadra di Roma Sud, che, pur esistendo da diversi anni, come la didascalia iniziale sta ad affermare “non ha mai vinto un cazzo”. La storia di una squadra piccola piccola che, tuttavia, non è riuscita a evitare che i piccoli criminali del posto approfittassero per trarre loschi vantaggi economici a scapito di sprovveduti dirigenti e allenatori.

E così, con un struttura atipica, con tanto di frequenti e spesso inaspettati salti spazio-temporali viene messa in scena quella che, probabilmente, è stata la partita più importante della suddetta squadra di calcio, tra intrighi vari e sogni di giovani calciatori e dei relativi genitori.

Un film corale, questo di Carnesecchi, in cui viene messa in scena una riuscita contrapposizione genitori-figli in un’eterna lotta generazionale dove nessuno ne esce realmente vincitore. Un prodotto sì imperfetto e spesso mal calibrato, con tanto di elementi tirati in ballo e lasciati ingiustificatamente in sospeso, ma anche un lavoro estremamente onesto e sentito, dove non mancano divertenti espedienti comici e scene ai limiti del paradossale (vedi, ad esempio, la rissa durante il pranzo di cresima della cuginetta di uno dei giovani calciatori), che ben si legano al resto della messa in scena. ottimo biglietto da visita per un cineasta che ha ancora tanta strada da fare.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE – GRAMIGNA di Sebastiano Rizzo

_MG_4965TITOLO: GRAMIGNA; REGIA: Sebastiano Rizzo; genere: drammatico, biografico; paese: Italia; anno: 2017; cast: Biagio Izzo, Gianluca Di Gennaro, Teresa Saponangelo; durata: 95′

Nelle sale italiane dal 23 novembre, Gramigna è l’ultimo lavoro del regista Sebastiano Rizzo.

Il lungometraggio narra la vera storia di Luigi, figlio di Diego, potente boss della malavita campana che ancora oggi sta scontando l’ergastolo. Luigi, fin dall’infanzia, cercherà di rigare dritto e di non seguire le orme del padre. Le tentazioni, però, saranno forti e il giovane, anche se per un breve periodo, dovrà passare del tempo in carcere. Saranno sua madre, sua moglie ed il suo allenatore di calcio, però, ad aiutarlo a non perdersi.

Interessante operazione, questa da cui nasce il lungometraggio. Dal momento che il progetto è destinato ad essere diffuso nelle scuole, si rivela un ottimo modo per parlare ai ragazzi.

Cinematograficamente parlando, interessante la scelta di voler lasciare molto spazio ai flashback, alternandoli sapientemente con i momenti vissuti in carcere dal protagonista. Quello che convince meno, è proprio la messa in scena, con delle musiche sempre più “invadenti” man mano che ci si avvicina al finale ed un tono da fiction televisiva che poco sembra adattarsi al grande schermo. Peccato, soprattutto perché di spunti interessanti ce n’è eccome.

Capita, però, che in questi casi, soprattutto quando si vuol mettere in scena una storia di tale portata, ci si lasci prendere eccessivamente la mano dall’emotività. Poco male. L’importante è che il lavoro, in questo caso specifico, riesca a centrare il suo obiettivo primario e riuscire a trasmettere l’importante messaggio al suo interno ai ragazzi. Staremo a vedere in che modo verrà accolto, in sala e fuori.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

Stefano Calvagna gira a Londra NO ONE LIKE US

No one like usRicevo e volentieri pubblico

Stefano Calvagna torna dietro alla macchina da presa unendo due grandi passioni: quella per il cinema e quella per il calcio.

Su un nuovo terreno, quello londinese, il cineasta romano racconterà in No one like us la storia attuale di un imprenditore italiano interpretato da Ilario Calvo (Rush di Ron Howard e la nota serie tv Outlander nel curriculum), che, messo in ginocchio dalla crisi economica in Italia ed a seguito del fallimento della sua azienda, parte verso la capitale britannica per aprire un ristorante ed iniziare una nuova vita.

Il susseguirsi degli eventi lo porterà a Londra ad entrare in contatto con una famosa tifoseria locale ispirata a quella del Millwall, squadra del nord della città, famosa per avere la firm “più incazzata d’Inghilterra”, formata da uomini definiti “lions” (leoni), appassionati e pronti a lottare nel nome del proprio team calcistico.

Nel cast figurano anche anche Sean Cronin (Mission: Impossible – Rogue Nation, Harry Potter e la camera dei segreti) e Adam Shaw (Salvate il soldato Ryan, Red 2, la serie tv Doctor Who).

BIANCONERI. JUVENTUS STORY – solo il 10, 11 e 12 ottobre nelle sale italiane

Ricevo e volentieri pubblico

Uscirà il 10, 11 e 12 ottobre nelle sale italiane

l’atteso docu-film di Marco e Mauro La Villa sulla storia leggendaria della famiglia Agnelli e della sua mitica squadra

 

Bianconeri_POSTER_100x140Con interviste a Gianluigi Buffon, Alessandro del Piero, Andrea Pirlo, Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci,

Andrea Agnelli, John, Ginevra e Lapo Elkann

 Prendete la squadra che più di ogni altra ha vinto tutto quello che si poteva desiderare vincere. Aggiungete una famiglia che ha fatto la storia d’Italia e della sua industria: gli Agnelli. Gli ingredienti per dar vita a un film che tenga attaccati allo schermo ci sono già tutti.

È stata questa l’intuizione dei fratelli Marco e Mauro La Villa, che firmano la regia di Bianconeri. Juventus Story (prodotto da Marco e Mauro La Villa e Damien Mastroprimiano), il film in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, distribuito da Nexo Digital e Good Films (elenco dei cinema a breve su http://www.juvestory.it. Prevendite aperte dal 15 luglio).

La Juventus F.C. è la società di calcio più famosa e vincente d’Italia. Viene fondata a Torino il primo novembre del 1897 da un gruppo di amici uniti dalla passione per il football, quello sport così speciale da poco “importato” dall’Inghilterra. Nasce così, quasi per gioco, il team più glorioso del campionato italiano. Nel 1923 la Juventus viene acquistata dalla famiglia Agnelli, risultando a oggi la sola squadra professionale ad aver mantenuto la stessa proprietà per quasi un secolo.

Costruito con un sapiente mix di immagini esclusive, interviste ai nomi più illustri del calcio mondiale, video di repertorio e materiali inediti provenienti dagli archivi privati della società, Bianconeri. Juventus Story è il film indipendente attraverso cui Marco e Mauro La Villa raccontano per la prima volta la storia ufficiale del club, ma è anche un viaggio attraverso le fasi salienti che hanno contribuito a costruire il sogno della Juventus fino alla conquista della terza stella ed è il racconto, intimo e appassionato, della “storia d’amore” tra la squadra e la famiglia Agnelli. Su grande schermo i fan di tutta Italia ritroveranno alcuni dei momenti più emozionanti, intensi, drammatici e trionfali della storia della squadra bianconera: dall’acquisto segreto di Platini alla tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, dall’arrivo di Roberto Baggio all’era Lippi, dalla retrocessione in B alla straordinaria stagione 2015/2016. Sempre uniti e determinati, sempre “fino alla fine”, come recita il motto dei giocatori. Narrato dal Candidato al Premio Oscar Giancarlo Giannini, il film vede tra i produttori esecutivi David Franzoni, sceneggiatore del film Premio Oscar Il Gladiatore, e la collaborazione speciale del Premio Oscar Ennio Morricone.

Ma Bianconeri. Juventus Story è anche un libro pubblicato da Rizzoli, disponibile in libreria dal 13 ottobre, in occasione dell’uscita del film nelle sale.

Il volume di Marco e Mauro La Villa, con testi di Gianluigi Buffon, Alessandro del Piero, Andrea Agnelli, John e Lapo Elkann, racconta per la prima volta la storia ufficiale del club attraverso i suoi momenti chiave, compresi scandali e tragedie.

Un oggetto imprescindibile per ogni tifoso, costruito con materiali inediti provenienti dagli archivi privati della società: fotografie, documenti e interviste.

Spiegano i registi Marco e Mauro La Villa: “Nati Juventini, abbiamo avuto l’idea di realizzare ‘un film’ sulla nostra amata Juventus in onore di nostro padre, Rosindo La Villa, bianconero sfegatato. Ci siamo tuffati immediatamente nella ricerca per trovare ‘una storia’ che potesse comunicare al mondo chi è davvero la Juve. Dopo la prima fase di ricerche, era chiaro che la famiglia Agnelli sarebbe stata protagonista: c’è un legame tra gli Agnelli e la squadra che non esiste in nessun’altra parte del mondo e in nessun altro sport. Per questo nelle parole dell’avvocato Gianni Agnelli abbiamo trovato in fondo una delle chiavi del nostro film: “La vera gara tra noi e le squadre milanesi -spiegava- sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda”.  Partendo nel 1981 con la grande squadra di Trapattoni e Liam Brady, la storia della Juve continua con tutti i suoi alti e bassi e le svolte inaspettate verso quella terza stella che sembrava irraggiungibile! Lavorare per gli ultimi 5 anni direttamente con la società, i giocatori e la famiglia Agnelli è stato impegnativo ma soprattutto meraviglioso: speriamo di aver portato a termine nel modo migliore l’obiettivo che ci eravamo prefissati: portare questa epica storia d’amore sul grande schermo per il pubblico Juventino in Italia e nel mondo.”

Aggiunge Ginevra Elkann di Good Films: “Il film dei fratelli La Villa racconta in modo emozionante la storia della Juventus, con un punto di vista nuovo, umano, familiare”.

Conclude Franco di Sarro per Nexo Digital “Siamo davvero felici di distribuire Bianconeri. Juventus Story assieme a Ginevra Elkann e a Good Films. Siamo sicuri che sarà una grande festa per i tifosi di tutta Italia e per tutti i cinema che parteciperanno all’evento”.

 Marco e Mauro La Villa sono due fratelli gemelli registi e produttori di origine italiana e vivono a New York City. Al momento stanno lavorando sui loro prossimi lungometraggi, collaborando anche su alcuni film con il produttore/attore, Damien Mastroprimiano. Insieme hanno diretto e prodotto il documentario musicale Hang The DJ dedicato alla cultura di dj come Roger Sanchez, Junior Vasquez, DJ Qbert, Mix Master Mike, John “Jellybean” Benitez, Carl Cox, Dj Red Alert, e Claudio Coccoluto. Hang The DJ è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e presentato anche al Festival Internazionale del Documentario di Amsterdam.

Bianconeri. Juventus Story sarà distribuito in Italia dal 10 al 12 ottobre da Nexo Digital e Good Films in collaborazione coi media partner Radio DEEJAY, Corriere dello Sport – Stadio, TuttoSport e con ADIDAS.

APERITIVI E PROIEZIONI AL SARDINIA FILM FESTIVAL

Ricevo e volentieri pubblico

aperitivo-1Peter Marcias dialoga con Francesca Arca di Radio Venere alle 19 in via Torre Tonda. Oggi e domani è possibile ritirare i biglietti gratuiti per una serata di cinema e di calcio. Per venire incontro agli amanti del cinema che hanno anche la passione del calcio, il Sardinia Film Festival propone per sabato 2 luglio una serata particolare: si inizia alle 19.30 con la premiazione dei corti vincitori di questa edizione e poi, alle 21, il grande schermo del Quadrilatero manda in diretta la partita Italia-Germania. Nell’intervallo tra i due tempi, in proiezione il cortometraggio vincitore del David di Donatello, “Bellissima”, alla presenza del regista Alessandro Capitani.

 La quarta giornata del Sardinia Film Festival, giovedì 30 giugno, si apre di pomeriggio alle 17 (Aula “Salvatore Satta” del Quadrilatero, viale Mancini 3) con la proiezione di alcuni cortometraggi fuori concorso selezionati da uno dei partenr europei del SFF, l’irlandese Fastnet Short Film Festival. Il Fastnet fa parte della rete europea di festival che il Sardinia sta consolidando da un paio d’anni per promuovere i giovani filmmakers e far circolare i loro lavori fuori dai confini nazionali. Ne fa parte anche l’Edinburgh Short Film Festival, ospite la sera dell’inaugurazione con una selezione di cortometraggi fuori concorso. Inoltre, il direttore dell’ESFF, Paul Bruce, è quest’anno in giuria insieme al regista Salvatore Mereu e a Manuela Buono della casa di distribuzione “Slingshot Film” di Trieste.

Alle 19 il Sardinia Film Festival si sposta dalla sede del Quadrilatero alla terrazza esterna del ristorante “Borgo di Torre Tonda” in via Torre Tonda 24. Qui la giornalista di Radio Venere, Francesca Arca, intervista il regista Peter Marcias, uno degli autori più conosciuti e apprezzati del giovane cinema sardo. Oristanese, classe 1977, Marcias è autore di numerosi documentari (tra cui “Ma la Spagna non era cattolica” e “Liliana Cavani-Una donna nel cinema”), cortometraggi e lungometraggi, il più recente dei quali è “Dimmi che destino avrò”, che affronta il tema dell’integrazione tra culture diverse.

filmofrenico-lightLe proiezioni serali dei film in concorso iniziano alle 21 nello spazio esterno del Quadrilatero in viale Mancini 5. Il primo film in programma, “La paralisi” di Gianni Costantino, è una commedia amara e divertente con protagonista un anziano pieno di vita costretto dai parenti a spacciarsi per invalido per incassare la pensione di invalidità. “La gita”, in concorso sia in Vetrina Sardegna che in Fiction Italiana è un lavoro tutto sassarese. Il regista, Giampiero Bazzu, ha scritto la sceneggiatura insieme allo scrittore Gianni Tetti, ispirandosi liberamente alla graphic novel “Gli Innocenti” del fumettista e regista Gipi. Anche il cast è tutto locale, così come le location di Piazza d’Italia, Predda Niedda e la spiaggia di Platamona. Dalla Germania arriva “Trade Queen” di David Wagner, con protagonisti Mr Jonas e Mr. Schmidt, all’apparenza due grigi venditori, in realtà portatori di una vita interiore inaspettata. “The pinky” (Polonia) di Tomasz Cichon è un thriller all’ultimo respiro ambientato in un ristorante cinese, capace di tenere gli spettatori incollati sulla sedia fino all’inaspettato scioglimento. Il documentario spagnolo “The dance of the infants” (La danza dei bambini) racconta la corrida parallela dei bambini che costruiscono tori di legno per poi correre lungo le strade proprio come fanno i grandi. Sempre dalla Spagna arriva la commedia Señor o señorito? di Cristina Piernas e Victoria Ruiz. Questa la sinossi: in un mondo dominato dalle donne, Bernardo dovrà affrontare un singolare colloquio per accedere alla posizione di segretario che desidera. La filmmaker francese Agnès Vialleton nel delizioso e surreale “Game of life” (Il gioco della vita) parla di due fratelli che, pur vivendo lontani, si ritrovano tutti gli anni per compiere un rito molto partiolare all’interno di un cimitero. Arriva dal Canada “Winter” (Inverno) di Lina Roessler, la storia dei piccoli Farzin e Gita e del loro tentativo di dare un senso alla scomparsa della madre e alla nuova casa in Canada subito dopo la rivoluzione iraniana nei primi anni del 1980.

LA RECENSIONE DI MARINA: MA MA di Julio Medem

ma-maTITOLO: MA MA; REGIA: Julio Medem; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Spagna; cast: Penelope Cruz, Luis Tosar, Asier Etxeandia; durata: 110′

Nelle sale italiane dal 16 giugno Ma Ma è l’ultimo lungometraggio diretto da Julio Medem.

Magda è una giovane donna, non ancora quarantenne. Un giorno le viene diagnosticato un tumore al seno destro, fortunatamente curabile. Durante una partita di calcio in cui gioca suo figlio, la donna conosce Arturo, un talent scout del Real Madrid, il quale, a sua volta, da subito nota le grandi capacità del ragazzo. Arturo, però, si troverà ben presto ad affrontare un grave lutto, dal momento che sua figlia è stata investita da una macchina e sua moglie è in coma. Entrambi impegnati a combattere due dure battaglie, Magda ed Arturo legheranno fin da subito e tra i due nascerà presto l’amore. Tutto sembra andare per il meglio, in seguito anche alla guarigione di Magda – finché non verrà diagnosticato un altro tumore – questa volta al seno sinistro – che, ad un primo esame, sembra incurabile. L’inaspettata gravidanza della donna, però, darà a tutti una nuova forza per affrontare la vita.

Ma-ma-tutto-andrà-beneInteressante il percorso interiore della protagonista, il quale si divide in due fasi ben distinte (come d’altronde suggerisce anche il titolo: Ma Ma). La prima Magda (Ma) prende coscienza di sé e di ciò che la fa star bene. La seconda Magda, invece, capisce cosa sia realmente importante nella vita – ossia la felicità dei propri cari e la possibilità di trascorrere più tempo possibile insieme a loro. In questa seconda fase, inoltre, la donna riceverà un dono speciale che, a sua volta, donerà alla sua famiglia, quasi come se la sua stessa vita avesse modo di continuare nel corpo della sua creatura.

Non ha paura Medem ad osare con la macchina da presa. Una fotografia fredda e quasi ipnotica allo stesso tempo – che dà l’idea che i personaggi stessi siano quasi sommersi in acqua (nel grembo materno) – e movimenti di macchina liberi da ogni convenzione che, tramite ribaltamenti della macchina da presa stessa e scavalcamenti di campo, rappresentano appieno lo stato d’animo della protagonista sono le vere, grandi peculiarità di questo suo ultimo lavoro, dal quale si evince che l’autore non ha paura di calcare la mano ed i suoi frequenti virtuosismi registici non risultano mai eccessivi o gratuiti.

ma_ma_stillIl vero problema del lungometraggio, però, è l’indugiare costante ed esagerato sull’aspetto melodrammatico della vicenda. Ciò avviene sia attraverso i dialoghi, sia attraverso precisi momenti. Si pensi – ad esempio – alla scena in cui, dopo essersi svegliata dal primo intervento, la protagonista sogna che Arturo vada a trovarla, regalandole un seno nuovo o a quando (con un risultato decisamente pacchiano) viene mostrato il cuore della protagonista che batte. Tutto questo, purtroppo, fa sì che il film assuma dei toni eccessivamente strappalacrime, addirittura stucchevoli. Ed è un peccato. Soprattutto perché – sia dal punto di vista dell’indagine introspettiva che dal punto di vista prettamente registico – le basi ci sono tutte.

mamaDopo la visione di Ma Ma, inoltre, viene immediatamente di pensare ad Haut les coeurs!, della recentemente scomparsa Solveig Anspach, la quale, in questo suo lavoro autobiografico, ha raccontato una storia per certi versi molto simile a quella messa in scena da Medem: una donna che scopre di essere malata e, allo stesso tempo, si trova ad affrontare una gravidanza. Ovviamente, nel lungometraggio della Anspach, sono stati evitati manierismi di ogni genere ed il risultato finale è di gran lunga migliore.

Che dire? Medem può rivelarsi – a seconda dei casi – una brutta o una piacevole sorpresa. Non ci resta che aspettare i suoi prossimi lavori, che certamente saranno diretti da una mano esperta, ma – si spera – saranno anche privi di imbarazzanti cadute di stile.

VOTO: 4/10

Marina Pavido

OGGI AL CINEMA: tutte le novità in sala del 26/05/2016

A cura di Marina Pavido

Grandi novità in sala, anche questa settimana! Dall’attesisimo Alice attraverso lo specchio all’horror Somnia, dall’ultimo lavoro di Pedro Almodovar, Julieta, all’estone Tangerines – Mandarini. Come ogni settimana, ecco per voi una breve guida per poter scegliere ciò che più vi piace e, sotto alcune trame, potrete leggere qualche nostra recensione. Ce ne sarà davvero per tutti i gusti!

 

ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO

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REGIA: James Bobin; genere: avventura, fantasy; anno: 2016; paese: USA; cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter

Alice ha trascorso gli ultimi anni navigando per il mare aperto, seguendo le orme paterne. Al suo ritorno attraverserà uno specchio magico che la riporterà nel Sottomondo, dove incontrerà gli amici di sempre e dove scoprirà che il Cappellaio Matto, dopo aver perso la sua Moltezza, non è più in forma come una volta. Sarà compito della giovane Alice far sì che il suo amico possa salvarsi. Atteso sequel di Alice in Wonderland, diretto da Tim Burton.

 

FIORE

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REGIA: Claudio Giovannesi; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Daphne Scoccia, Josciua Algeri, Valerio Mastandrea

Daphne, detenuta in un carcere minorile per aver preso parte ad una rapina, si innamora di Josh, anch’egli ex rapinatore. All’interno del carcere, però, maschi e femmine non possono incontrarsi ed il loro amore verrà ostacolato in ogni modo.

 

SOMNIA

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REGIA: Mike Flanagan; genere: horror, thriller; anno: 2016; paese: USA; cast: Kate Bosworth, Thomas Jane, Jacob Tremblay

Jessie e Mark, in seguito alla scomparsa del loro unico figlio, decidono di adottare il piccolo Cody, un bambino di otto anni. Il piccolo, però, nasconde un inquietante segreto, che lo rende terrorizzato all’idea di addormentarsi.

 

COLONIA

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REGIA: Florian Gallenberger; genere: drammatico, thriller; anno: 2015; paese: Germania; cast: Emma Watson, Daniel Bruehl, Michael Nyqvist

Lena e Daniel sono una giovane coppia che rimane implicata nel colpo di stato che ha avuto luogo in Cile nel 1973. Quando Daniel viene rapito dalla polizia segreta di Pinochet, Lena seguirà i suoi passi, scoprendo un’area inespugnabile situata a sud del Paese, chiamata Colonia Dignidad. Ispirato a fatti realmente accaduti.

 

FRÄULEIN – UNA FIABA D’INVERNO

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REGIA: Carolina Carona; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Christian De Sica, Lucia Mascino, Therese Hämer

Regina, una scontrosa zitella, si imbatte casualmente in un misterioso turista sessantenne ed imbranato. Tra i due nascerà una turbolenta quanto improbabile convivenza.

 

IL TRADUTTORE

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REGIA: Massimo Natale; genere: drammatico, thriller; anno: 2016; paese: Italia, Polonia; cast: Claudia Gerini, Kamil Kula, Silvia Delfino

Andrei è un giovane studente rumeno che saltuariamente lavora in questura come traduttore, conoscendo alla perfezione l’italiano, il rumeno ed il tedesco. Un giorno viene messo in contatto dalla sua tutor con Anna, un’antiquaria che gli chiederà di tradurre il diario di suo marito, un tedesco scomparso in circostanze misteriose.

 

JULIETA

Julieta

REGIA: Pedro Almodovar; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Spagna; cast: Emma Suárez, Adriana Ugarte, Rossy De Palma

Julieta, una professoressa di cinquantacinque anni, scrive a sua figlia Antia, raccontandole tutto ciò che negli ultimi trent’anni – dal suo concepimento – ha messo a tacere. Una volta finita la confessione, però, non sa dove spedire la lettera, dal momento che sua figlia se n’è andata di casa a diciotto anni ed è ormai diventata una perfetta sconosciuta.

 

PELÉ

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REGIA: Jeff Zimbalist, Michael Zimbalist; genere: biografico, drammatico; anno: 2016; paese: USA; cast: Kevin de Paula, Leonardo Lima Carvalho, Diego Boneta

Il lungometraggio racconta la storia vera del celebre calciatore Pelé, che, da ragazzo di strada, arrivò al successo a soli diciassette anni, portando la nazionale brasiliana alla vittoria del Mondiali del 1958.

 

TANGERINES – MANDARINI

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REGIA: Zaza Urushadze; genere: drammatico; anno: 2013; paese: Estonia, Georgia; cast: Misha Meskhi, Giorgi Nakashidze, Elmo Nuganen

1991. Al culmine del conflitto tra la Georgia e la Repubblica separatista di Abcasia, in una piccola enclave di estoni stanziali ormai deserta, sono rimasti solo Ivo e Margus, intenti a coltivare la loro piantagione di mandarini. Un giorno, durante uno scontro a fuoco, i due soccorreranno due soldati appartenenti a schieramenti opposti, ospitandoli nella loro casa. Candidato all’Oscar al Miglior Film Straniero nel 2015.

LA RECENSIONE:

https://entracteblog.wordpress.com/2016/05/09/la-recensione-di-marina-tangerines-mandarini-di-zaza-urushadze/

 

La nostra rubrica vi dà appuntamento alla prossima settimana! Nel frattempo, continuate ad andare numerosi al cinema e lasciatevi rapire dalla magia del grande schermo. Buon Cinema a tutti!

AL FEFF18 SPORT FA RIMA CON ASIA

Ricevo e volentieri pubblico

 

QUANDO SPORT FA RIMA CON ASIA:

al FEFF 18 anche l’Oriente dell’agonismo!

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Dalle arti marziali hongkonghesi (Ip Man 3, Sammo Hung, Bruce Lee) all’Hong Kong del baseball (Weeds of Fire), dal calcio malesiano (Ola Bola) alla Sud Corea del nuoto (Fourth Place), fino al surf filippino (Apocalypse Child).

 

UDINE – Le arti marziali, certo. Una delle icone d’Oriente per eccellenza e, ovviamente, una delle icone del Far East Film Festival. Ma se anche quest’anno, a Udine, non mancheranno i migliori gioielli del kung-fu, tra cui gli attesissimi restauri di Sua Maestà Bruce Lee, (restauri in 4K curati da Immagine Ritrovata di Bologna), non mancherà neppure uno sguardo più ampio sul cinema sportivo made in Asia: dal baseball al calcio, passando per il nuoto e il surf!

 

Da un lato, dunque, le istituzioni con la “i” maiuscola: mister Sammo Hung, formidabile innovatore delle martial arts, che al FEFF 18 presenterà l’action thriller The Bodyguard e riceverà il Gelso d’Oro alla Carriera (30 aprile); il mitico Ip Man, giunto al terzo capitolo della saga, che riunisce la super coppia Wilson Yip-Donnie Yen assieme alla new entry Mike Tyson (26 aprile); e, ripetiamo, alcuni must di Bruce Lee riportati a “nuova vita” (Dalla Cina con furore, Il furore della Cina colpisce ancora, L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente e The Game of Death).

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Dall’altro, declinando fra commedia e dramma le stesse radici che hanno sempre alimentato il cuore di Bruce, Sammo e Ip Man (onore, coraggio, disciplina, rispetto), ecco invece quattro “fuori pista” da non perdere! Si comincia con Weeds of Fire di Chan Chi-Fat, ispirato alla storia vera della prima squadra giovanile del baseball hongkonghese, che racconta le fatiche di un coach alle prese con un team di ragazzini pigri e complicati. Un film carico di vitalità che si collega, idealmente, a un’altra storia vera: quella di Ola Bola e della nazionale di calcio malesiana, alle prese con le qualificazioni alle Olimpiadi del ‘76 e con un senso patrio tutto da riscoprire («I sogni hanno più valore, se li realizzi nel tuo paese natale»).

 

Ci fa spostare, quindi, nell’acqua di una piscina sudcoreana il tesissimo Fourth Place: un tuffo (è proprio il caso di dirlo!) dentro il lato oscuro dell’agonismo, tra le frustrazioni profonde di un ex campione, ora diventato allenatore, e il talento di una giovane promessa del nuoto, forse troppo fragile per riuscire ad alzare la testa. Ce la farà? E ce la farà Ford, protagonista del filippino Apocalypse Child, che prima di salire sulla tavola da surf e sconfiggere gli avversari, deve sconfiggere tutte le proprie ombre? In attesa di scoprirlo, vale la pena di rivelare una piccola curiosità: la spiaggia di Apocalypse Child è la spiaggia di Apocalypse Now (ricordate i surfisti del tenente colonnello Kilgore?), il super cult che introdusse il surf nelle Filppine!

 

Tutto questo – e, ovviamente, molto di più – al Far East Film Festival di Udine: 9 giorni di proiezioni e di eventi, dal 22 al 30 aprile, per chiunque ami le visioni d’Oriente e per chiunque abbia finalmente deciso di scoprirle!

ODIOSA JUVE – al via la campagna di crowdfunding

Ricevo e volentieri pubblico

“Odiosa Juve” DA OGGI AL VIA LA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING

il calcio raccontato dalla curva più grande d’Italia

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Da oggi 22 ottobre al via la campagna di crowdfunding per Odiosa Juve Un ironico, divertente, documentato viaggio attraverso le disavventure arbitrali che, di tanto in tanto, hanno agevolato il cammino della vecchia signora. Il progetto, che lancia la campagna sulla piattaforma Indiegogo, è stato presentato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma dal regista Lorenzo Minoli, il produttore Terenzio Cugia, gli ex calciatori Sebastiano Nela, della Roma e Sergio Brio della Juventus.  Un documentario come mai ne sono stati realizzati in Italia. Sul calcio e non solo; sulla Juventus, o meglio, su quelle “porzioni” di paese, di tifosi, che si ritrovano orgogliosamente uniti sotto la bandiera dell’anti juventinità. Ovvero quelli che proprio non sopportano la squadra dei padroni, la più forte, la più vincente, ma anche la più contestata del campionato italiano. Odiosa Juve è una raccolta di immagini e volti, di racconti e di aneddoti, voci di chi nel corso degli anni ha visto da vicino la Juventus sul campo o dagli spalti. È il racconto sul filo dell’ironia di una comunità sparpagliata nelle curve di tutti gli stadi d’Italia, di tutte le estrazioni sociali, di tutte le età. Odiosa Juve è il progetto firmato dal regista Lorenzo Minoli e dalla casa di produzione Cineama, un progetto che vede la più ambiziosa campagna di raccolta fondi mai tentata in Italia. Una campagna che parte dal “basso”, dove chiunque potrà non solo versare un contributo ma anche contribuire alla realizzazione del docu-film segnalando il covo storico, lo slogan o lo striscione anti Juve più divertente, ricevendo in cambio gadget e menzioni speciali. Una fotografia di un’Italia “non in bianco-nero” che nessuno aveva ancora mai scattato.

Per partecipare alla campagna di crowdfundingwww.indiegogo.com/projects/odiosa-juve

DOC IN TOUR 2015 – IL CIELO CAPOVOLTO all’Auditorium Loria di Carpi (MO)

Ricevo e volentieri pubblico

DOC IN TOUR 2015

presso Auditorium, Biblioteca Multimediale A.Loria di Carpi
Via Rodolfo Pio – Carpi (Mo)

ingresso libero e gratuito

Giovedì 16 aprile alle ore 21.00

>>> proiezione <<<
IL CIELO CAPOVOLTO – 7 GIUGNO 1964, LO SCUDETTO DEL BOLOGNA
, 2013, 60′

A seguire incontro con il regista Paolo Muran e gli autori del film Cristiano Governa e Emilio Marrese.

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L’ultimo scudetto del Bologna come non l’avete mai visto. Il racconto di quell’impresa leggendaria illustrato da immagini d’archivio e vissuto in diretta attraverso gli occhi curiosi di un bambino dell’epoca. La forza del documentario e quella del cinema, la storia vera e la fantasia alleate in una ricostruzione puntuale e originale, senza precedenti. In questo film non troverete il consueto ricordo nostalgico dei reduci, ma un romanzo popolare di gol e sogni perduti che ha l’ambizione di rivivere, con leggerezza e ironia, anche la Bologna di quegli anni.
 

evento FB:
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