13° FESTA DEL CINEMA DI ROMA – IL MISTERO DELLA CASA DEL TEMPO di Eli Roth

il-mistero-della-casa-del-tempoTITOLO: IL MISTERO DELLA CASA DEL TEMPO; REGIA: Eli Roth; genere: fantastico; paese: USA; anno: 2018; cast: Jack Black, Cate Blanchett, Kyle MacLachlan; durata: 95′

Presentato in anteprima alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma – all’interno della Selezione UfficialeIl Mistero della Casa del Tempo è l’ultima fatica del celebre regista statunitense Eli Roth.

È la storia, questa, del piccolo Lewis, il quale rimasto orfano di entrambi i genitori, andrà a vivere a casa del bizzarro zio, fratello di sua mamma. L’uomo, sempre a stretto contatto con un’altrettanto singolare vicina di casa, è un maldestro stregone che vive all’interno di una villa piena di orologi e con oggetti e mobili che, di quando in quando, sembrano prendere vita di soppiatto. Una volta ambientatosi in questo nuovo mondo, Lewis verrà coinvolto dai due in un’importante missione segreta: scoprire l’origine e il significato del ticchettio di un orologio nascosto all’interno delle mura di casa.

Vivace, colorato, complessivamente dinamico nella messa in scena, questo nuovo prodotto firmato Eli Roth lascia, tuttavia, a desiderare per quanto riguarda i ritmi stessi, spesso discontinui e mal calibrati, e per quanto riguarda uno script che tende a tirare il tutto troppo per le lunghe, soprattutto man mano che ci avvicina al finale. Eppure, detto questo, la storia messa in scena riesce a catturare l’attenzione fin dai primi minuti, forte anche di una regia sapiente e matura che ben sa sfruttare sia i numerosi effetti speciali presenti, che le ricercate scenografie, la quali, a loro volta, fanno della casa dei protagonisti un ulteriore personaggio, considerato a tutti gli effetti essenziale e con un’importante personalità.

Il tutto sta a convergere in una forte metafora del potere, della guerra e di quanto questi possano danneggiare sia gli stessi esseri umani che i rapporti che intercorrono tra di loro.

Un lungometraggio, dunque, pensato sì per i più piccini, ma che, allo stesso tempo, sta a raccontarci qualcosa di universale e che dimostra che Eli Roth, anche in queste vesti di cantore per i giovanissimi, riesce a trovarsi perfettamente a proprio agio.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE – THOR: RAGNAROCK di Taika Waititi

thor-ragnarok-hela-copertinaTITOLO: THOR RAGNAROCK; REGIA: Taika Waititi; genere: fantastico; paese: USA; anno: 2017; cast: Chris Hemsworth, Cate Blanchett, Mark Ruffalo; durata: 130’

Nelle sale italiane dal 25 ottobre, Thor: Ragnarock, diretto da Taika Waititi e basato sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics, è il terzo film della saga di Thor (dopo Thor e Thor: The dark World), nonché diciassettesimo film della Marvel Cinematic Universe.

Thor, il potente dio del tuono, dopo aver perso il proprio martello, si trova imprigionato sul pianeta Sakaar. Sarà un’impresa piuttosto ardua tornare ad Asgard e fermare la pericolosa Hela, sua sorella (diventata dea della morte), al fine di impedire, così, il Ragnarock, terribile battaglia tra le potenze della luce e quelle delle tenebre.

Che l’ultimo film della trilogia di Thor sia uno dei titoli maggiormente attesi dai fan della Marvel, è cosa risaputa. Da subito, infatti, le vicende del fortissimo – e biondissimo – dio del tuono hanno avuto un effetto a dir poco magnetico sul pubblico. E Thor: Ragnarock, ultimo capitolo, di certo non ha deluso le aspettative. Al contrario, rispetto ai precedenti film – Thor e Thor: The dark World, appunto – questo ultimo lavoro si è rivelato addirittura ancora più interessante. Che sia merito dello spiccato tono da commedia che il giovane Taika Waititi ha voluto conferirgli? O invece dei personaggi di Hulk e della terribile Hela – interpretata da un’insolita, ma sempre vincente Cate Blanchett? Probabilmente, di un insieme di fattori che hanno contribuito alla realizzazione di una degna conclusione della trilogia.

Lo stesso Waititi – cineasta neozelandese, qui alla sua prima produzione con un importante budget alle spalle – sembra particolarmente a proprio agio in questo nuovo progetto. Particolarmente evidente è soprattutto il fatto che si sia addirittura divertito nel mettere in scena i vari combattimenti e le situazioni più estreme vissute dai protagonisti. Che venga scelto anche per qualche altro lungometraggio targato Marvel? A questo punto, non possiamo che augurarcelo. Una nuova avventura, tra l’altro, sembra essere imminente. Almeno secondo i titoli di coda che fanno tanto, ma proprio tanto saga di 007.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

VENEZIA 73 – VOYAGE OF TIME: LIFE’S JOURNEY di Terrence Malick

f9d2848476cb28f4ce0cacc5df925881-e1457977034630TITOLO: VOYAGE OF TIME: LIFE’S JOURNEY; REGIA: Terrence Malick; genere: documentario; anno: 2016; paese: USA; cast: Cate Blanchett; durata: 90′

Presentato in concorso alla 73 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Voyage of Time: Life’s Journey è l’ultimo lungometraggio diretto dal celebre regista Terrence Malick, già in concorso a Venezia nel 2012 con il controverso To the Wonder.

Le origini dell’universo. La natura in tutte le sue declinazioni. Le prime forme di vita sulla Terra. L’alba dell’uomo. Lo sviluppo della civiltà, fino ad arrivare ai giorni nostri. Le origini di tutto, le nostre origini.

Malick, si sa, per la sua particolare poetica e per la sua personalissima tecnica narrativa viene spesso considerato un autore non facile, a volte addirittura eccessivamente autoreferenziale. Eppure, si tratta del suo modo di fare cinema: un approccio del tutto personale ai grandi quesiti esistenziali con storie di singoli personaggi narrate attraverso il flusso di coscienza. Uno stile, questo, che – se ripercorriamo le tappe principali della filmografia del regista statunitense – è diventato, nel corso del tempo, sempre più marcato ed estremo. Basti pensare, infatti, ai suoi primi lungometraggi – La rabbia giovane (1973) e I giorni del cielo (1978) – i quali presentano struttura e ritmi narrativi più classicheggianti. Lo stesso non si può dire per i suoi ultimi lavori, To the Wonder, appunto e Knight of Cups, presentato in concorso, nel 2015, al Festival di Berlino.

E proprio in questa sua ultima opera vediamo la sua estetica estremizzarsi ancora di più. Vengono abbandonate, qui, le storie personali e ci si concentra esclusivamente sull’universale. La vita – qui invocata più volte come “madre” dall’intensa voce di Cate Blanchett – fa da grande protagonista. Da lei ha origine il tutto. Ed ecco che, dopo pochi secondi di nero, appaiono sul grande schermo immagini di costellazioni, di pianeti, del sistema solare, per poi arrivare sulla Terra, dove oceani, montagne, pianure e suggestive scogliere hanno un’influenza magnetica su chi li osserva. Immagini di grande impatto e di grande potenza visiva, che, di quando in quando, vengono intervallate da filmati girati in super8 che ci mostrano l’umanità ai giorni nostri: uomini e donne che chiedono l’elemosina in strade affollate, danze folkloristiche, corride e bambini che giocano su un prato. Filmati, questi, fortemente in contrasto con le scene che ci raccontano la nascita dell’Universo e della vita sulla Terra. Queste ultime, infatti, si distinguono per un raffinato quanto meticoloso lavoro di computer grafica, il quale, a sua volta, risulta una scelta vincente per quanto riguarda la rappresentazione di costellazioni, di paesaggi naturali e di animali, ma decisamente eccessivo e macchinoso nelle scene in cui vengono mostrati i primi dinosauri a comparire sul nostro pianeta o l’alba dell’uomo stessa (per quanto riguarda quest’ultimo elemento, già Kubrick – a suo tempo – aveva creato qualcosa di simile, ma – diciamocelo – lo aveva fatto decisamente meglio).

Interessante operazione che – proprio per il massiccio utilizzo della computer grafica, appunto – anche visivamente si discosta dal resto della filmografia. Ed anche se i alcuni suoi estimatori dovessero rimpiangere la meravigliosa fotografia del maestro Nestor Almendros ne I giorni del Cielo, sarebbero comunque costretti a riconoscere la grande qualità delle immagini qui presenti e la loro pertinenza rispetto a ciò che si vuole raccontare.

In poche parole, per il tema trattato e per la sua rappresentazione, Voyage of Time sembrerebbe quasi il culmine della carriera di Malick. La conclusione di un coraggioso percorso iniziato, ormai, più di quarant’anni fa. Ma sappiamo bene che, in realtà, non si tratta affatto di una conclusione. Per il 2017, infatti, è atteso il suo nuovo lavoro, Weightless. Staremo a vedere che strada si prenderà. Ma – in ogni caso – per il suo talento e per una carriera di tutto rispetto, a Malick ormai tutto è concesso. O quasi.

VOTO: 7

Marina Pavido

OGGI AL CINEMA: tutte le novità in sala del 17/03/2016

A cura di Marina Pavido

Grandi novità, anche questa settimana, saranno presenti nelle sale italiane! Da La corte, presentato in concorso all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, a Kung Fu Panda 3, dal pluricandidato all’Oscar Brooklyn all’accattivante Truth. Come di consuetudine, ecco un elenco con tutte le novità presenti in sala: starà a voi scegliere ciò che più vi piace!

 

BIANCO DI BABBUDOIU

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REGIA: Igor Biddau; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Michele Manca, Roberto Fara, Stefano Manca

Michele, Roberto e Stefano ereditano dal padre un’azienda vinicola (Babbudoiu, appunto), ma, onde evitare il fallimento, in pochi giorni dovranno trovare 300.000 euro da restituire alla banca. Tenteranno questa disperata impresa in un’escalation di gag e disavventure.

BROOKLYN

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REGIA: John Crowley; genere: drammatico, sentimentale; anno: 2015; paese: Irlanda, Gran Bretagna, Canada; cast: Saoirse Ronan, Domhnall Gleeson, Michael Zegen

La giovane irlandese Eilis lascia il suo paesino natale per trasferirsi negli Stati Uniti, dove troverà un lavoro e l’amore. Il richiamo alle origini, però, sarà più forte del previsto. Per questa sua interpretazione, Saoirse Ronan è stata candidata all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

FRANKENSTEIN

 

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REGIA: Bernard Rose; genere: horror, thriller; anno: 2015; paese: USA, Germania; cast: Xavier Samuel, Carrie-Anne Moss, Danny Huston

Ambientato nella Los Angeles dei giorni nostri, il film è interamente raccontato dal punto di vista del mostro, che, abbandonato a sé stesso, dovrà fare i conti con l’umanità intera, scoprendo, così, il lato peggiore degli esseri umani.

KUNG FU PANDA 3

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REGIA: Jennifer Yuh, Alessandro Carloni; genere: commedia, animazione, family; anno: 2016; paese: USA; cast: Jack Black, Bryan Cranston, Angelina Jolie

Dopo essersi ricongiunto con il padre Li, Po verrà introdotto alla vita nella comunità di panda. Il malvagio Kai, però, minaccerà di sconfiggere tutti i maestri di kung fu e sarà compito di Po insegnare ai suoi maldestri amici l’arte del combattimento.

LA CORTE

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REGIA: Christian Vincent; genere: drammatico, commedia; anno: 2015; paese: Francia; cast: Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen

Xavier Racine è un giudice molto temuto, famoso per infliggere pene piuttosto severe. Tutto cambierà il giorno in cui l’uomo incontrerà Birgit, membro della giuria popolare, di cui Xavier si era segretamente innamorato molti anni prima. Presentato in concorso alla 72° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, il lungometraggio vede una straordinaria performance di Fabrice Luchini, vincitore, per questa sua prova attoriale, della Coppa Volpi alla Miglior Interpretazione Maschile.

RISORTO

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REGIA: Kevin Reynolds; genere: drammatico; anno: 2016; paese: USA; cast: Joseph Fiennes, Tom Felton, Maria Botto

La storia della Resurrezione e delle settimane che seguirono narrata dal punto di vista del non credente Clavius, tribuno militare di alto rango. Egli, insieme al suo aiutante Lucius, dopo la scomparsa del corpo di Gesù, inizierà a cercarlo in ogni luogo, al fine di smentire la resurrezione stessa ed evitare una pericolosa rivolta a Gerusalemme.

THE LESSON – SCUOLA DI VITA

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REGIA: Kristina Grozeva, Petar Valchanov; genere: drammatico; anno: 2014; paese: Bulgaria, Grecia; cast: Margita Grosheva

Nadia è una professoressa di inglese dai saldi principi morali. La sua onestà, però, verrà messa a dura prova nel momento in cui, al fine di evitare uno sfratto, dovrà recuperare del denaro ad ogni costo, scoprendo, così, che il confine tra il bene ed il male è più labile di quanto si pensi.

TRUTH

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REGIA: James Vanderbilt; genere: biografico, drammatico; anno: 2015; paese: USA, Australia; cast: Robert Redford, Cate Blanchett, Elisabeth Moss

La produttrice Mary Mapes, insieme alla sua squadra di giornalisti della CBS News, verrà messa a dura prova dopo aver mandato in onda un reportage investigativo nel quale venivano rivelate delle prove secondo le quali il Presidente George W. Bush aveva trascurato il suo dovere nel periodo in cui prestava servizio presso la Guardia Nazionale dell’Aeronautica del Texas, dal 1968 al 1974. Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

VITA, CUORE, BATTITO

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REGIA: Sergio Colabona; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Monica Lima, Enzo Iuppariello, Francesco Cicchella

Enzo e Monica sono due fidanzati che vivono alla periferia di Napoli e conducono una vita vuota e monotona. Un giorno tutto cambia, nel momento in cui Enzo vince un terno al superenalotto. Il premio, però, non sarà pagato soltanto in denaro, ma prevede anche la visita di alcune città d’arte, con relativi musei, cosa, questa, a cui i due ragazzi non sono affatto abituati.

LE MILLE E UNA NOTTE – ARABIAN NIGHTS

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REGIA: Miguel Gomes; genere: drammatico; anno: 2015; paese: Portogallo, Francia, Germania; cast: Joana de Verona, Diogo Dória

Composta da tre film (“Inquieto”, “Desolato”, “Incantato”), questa importante opera di Gomes è ambientata nel Portogallo in crisi dei giorni nostri e racconta una serie di storie narrate dalla bella Sherazade. Grande successo all’ultima edizione del Festival di Cannes, così come al Torino Film Festival.

 

La nostra rubrica vi dà appuntamento alla prossima settimana. Nel frattempo andate numerosi al cinema! Ce n’è davvero per tutti i gusti!

SPECIALE OSCAR 2016: nominations e pronostici

oscar_imageA cura di Marina Pavido

“Questa statuetta assomiglia proprio a mio zio Oscar!”. Così esclamò, nel lontano 1928, Margaret Herrick, impiegata presso l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, non appena vide l’ormai celeberrima statuina. Da lì il nomignolo di Premio Oscar per l’Academy Award of Merit, ossia il premio cinematografico più antico del mondo (istituito ben tre anni prima del Leone d’Oro, conferito alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia): 35 cm di altezza per 24 carati d’oro. La prima cerimonia per il conferimento del tanto ambito Premio Oscar ebbe luogo, infatti, il 16 maggio 1929 e da quella volta ogni anno numerosi artisti di tutto il mondo fanno a gara per aggiudicarsi l’agognata statuetta.

Anche quest’anno siamo giunti alla sera della premiazione, che si terrà, come di consuetudine, presso il Dolby Theatre di Los Angeles e che, quest’anno, è giunta alla sua 88° edizione.

La cerimonia sarà visibile sul canale Sky Cinema Oscar e, in chiaro, su TV8 (canale 8 del digitale terrestre, ex MTV). Per chi desiderasse vederla in streaming, sarà possibile collegarsi sul sito http://www.tv8.it. La diretta inizierà intorno alle 23, con l’arrivo dei nominati, mentre la premiazione vera e propria avrà inizio intorno alle 2 del mattino, ora italiana.

Prima di procedere con pronostici e commenti vari, ecco l’elenco dei nominati ai Premi Oscar 2016:

Miglior film
La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Room
Il caso Spotlight

Miglior regia
Adam McKay – La grande scommessa
George Miller – Mad Max: Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu – Revenant
Lenny Abrahamson – Room
Tom McCarthy – Il caso Spotlight

Miglior attore protagonista
Bryan Cranston – Trumbo
Matt Damon – Sopravvissuto -The Martian
Leonardo DiCaprio – Revenant
Michael Fassbender – Steve Jobs
Eddie Redmayne – The Danish Girl

Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett – Carol
Brie Larson – Room
Jennifer Lawrence – Joy
Charlotte Rampling – 45 anni
Saorsie Ronan – Brooklyn

Miglior attore non protagonista
Christian Bale – La grande scommessa
Tom Hardy – Revenant
Mark Rylance – Il ponte delle spie
Mark Ruffalo – Spotlight
Sylvester Stallone – Creed

Miglior attrice non protagonista

Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
Rooney Mara – Carol
Rachel McAdams – Spotlight
Alicia Vikander – The Danish Girl
Kate Winslet – Steve Jobs

Miglior sceneggiatura originale
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Spotlight
Straight Outta Compton

Miglior sceneggiatura non originale
La grande scommessa
Brooklyn
Carol
The Martian
Room

Miglior film straniero
El abrazo de la serpiente (Colombia)
Mustang (Francia)
Il figlio di Saul (Ungheria)
Theeb (Giordania)
A War (Danimarca)

Miglior film d’animazione
Anomalisa
Boy and the World
Inside Out
Shaun – vita da pecora
Quando c’era Marnie

Miglior montaggio

La grande scommessa
Mad Max Fury Road
Revenant
Spotlight
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior scenografia
Il ponte delle spie
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant

Miglior fotografia
Carol
The Hateful Eight
Mad Max Fury Road
Revenant
Sicario

Migliori costumi

Carol
Cenerentola
The Danish Girl
Mad Max Fury Road
Revenant

Miglior trucco e acconciature
Mad Max: Fury Road
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant

Migliori effetti speciali
Ex Machina
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior sonoro
Il ponte delle spie
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior colonna sonora originale
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior canzone
Earned It – 50 sfumature di grigio
Manta Ray – Racing Extinction
Simple Song #3 – Youth
Til It Happens To You – The Hunting Ground
Writing’s On the Wall – Spectre

Miglior documentario
Amy
Cartel Land
The Look of Silence
What Happened, Miss Simone?
Winter of Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

Miglior corto documentario
Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
A Girl in the River: The Price of Forgiveness
Last Day of Freedom


Miglior cortometraggio

Ave Maria
Day One
Everything Will Be OK
Shok
Stutterer

Miglior cortometraggio d’animazione
Bear Story
Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

Senza troppi giri di parole, sappiamo che il conferimento del Premio Oscar più atteso sarà quello al Miglior Attore Protagonista, in quanto il fatto che il “povero” Leonardo Di Caprio, dopo ben 5 nominations, non sia mai stato premiato è diventato un vero e proprio tormentone sul web. E sia. Pur non trattandosi della sua interpretazione migliore, molto probabilmente la statuetta andrà proprio a lui per la sua performance in “Revenant” di Alejandro G. Iñarritu.

Per quanto riguarda la Miglior Attrice Protagonista, in molti fanno il tifo per la bravissima Cate Blanchett, che in “Carol” di Todd Haynes ha dato ulteriore prova del suo talento. Eppure, anche quest’anno l’Academy potrebbe stupirci premiando la giovane Brie Larson, protagonista di “Room” di Lenny Abrahamson. Una prova d’attrice, la sua,davvero notevole.

Continuando a parlare di attori, in molti danno per scontato il Premio Oscar al Miglior Attore Non Protagonista a Sylvester Stallone – per “Creed” di Ryan Coogler – vincitore recentemente del Golden Globe alla Carriera. Ma non dimentichiamo anche Mark Ruffalo per “Il caso Spotlight” di Tom McCarthy o Christian Bale, per la sua eccezionale performance in “La grande scommessa” di Adam McKey.

Miglior Attrice Non Protagonista potrebbe essere dichiarata Rooney Mara, sempre per “Carol”, la quale, per questa sua interpretazione, è già stata premiata all’ultima edizione del Festival di Cannes. Ma non dimentichiamo anche la brava Kate Winslet per “Steve Jobs” di Danny Boyle. Volendo, però, esprimere un giudizio del tutto personale, notevole è stata la prova di Jennifer Jason Leigh in “The hateful eight” di Quentin Tarantino. Una sua premiazione sarebbe più che azzeccata.

Veniamo al Miglior Film. Ben otto sono i titoli in corsa per il forse più importante dei Premi Oscar. Molto probabilmente la statuetta andrà a “La grande scommessa” di Adam McKey – candidato anche per la Miglior Regia – o a “Il ponte delle spie” di Steven Spielberg. Sottovalutato, invece “The Martian” di Ridley Scott, il quale, pur avendo avuto una nomination, pare non abbia riscosso un grandissimo successo di critica e di pubblico. E chissà se, alla fine, quest’anno verrà premiato un film interessante ma poco quotato come “Room” di Lenny Abrahamson!

Altro grande protagonista di questi Oscar 2016 è il capolavoro di animazione della Pixar “Inside Out”, il quale è stato nominato sia per il Miglior Film di Animazione che per la Miglior Sceneggiatura non Originale. Entrambi i premi sarebbero meritatissimi.

Tra gli Oscar quasi sicuri troviamo la nomination per Ennio Morricone, il quale ha composto la colonna sonora di “The hateful eight” di Tarantino, oltre a Joshua Oppenheimer per il suo documentario “The look of silence”, al quale è giàstato conferito alla 71° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia il Premio Speciale della Giuria. Tuttavia, per la sezione documentari, non possiamo non annoverare il bellissimo “Winter of Fire”, direttamente dall’Ucraina.

Infine, per il Premio Oscar al Miglior Film Straniero, il lungometraggio più quotato è “Il figlio di Saul” di Laszlo Nemes, storico aiuto regista del cineasta ungherese Béla Tarr, ma potrebbe anche sorprenderci il turco “Mustang”, che tratta una storia delicata e cruda di cinque sorelle che vivono in un piccolo villaggio.

Che dire? Restano, ormai,solo poche ore prima di scoprire chi saranno i premiati. Tra poco avrà inizio la diretta, quindi buona visione ai più tenaci e arrivederci al prossimo appuntamento con i nomi dei vincitori!

BEST ACTRESS – DIVE DA OSCAR al Museo Nazionale del Cinema dal 3 aprile al 31 agosto

Ricevo e volentieri pubblico

BEST ACTRESS. Dive da Oscar®

Immagine

Il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio
alle 72 attrici vincitrici della prestigiosa statuetta
Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana
3 aprile – 31 agosto 2014

Il Museo Nazionale del Cinema presenta in prima mondiale, dal 3 aprile al 31 agosto 2014, la mostra BEST ACTRESS. Dive da Oscar®. Ideata da Stephen Tapert, è un omaggio alle 72 donne che, fra il 1929 e il 2014, hanno ricevuto la prestigiosa statuetta per la miglior interpretazione femminile. Grandi dive e attrici che hanno segnato non solo la storia del cinema, ma anche quella del costume, icone straordinarie dei cambiamenti del ruolo della donna nella società americana lungo l’intero arco del Novecento.
La mostra, a cura di Stephen Tapert, Nicoletta Pacini, Tamara Sillo, si sviluppa sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana, e nell’Aula del Tempio, cuore del Museo Nazionale del Cinema. Si compone di 370 pezzi, provenienti da Stephen Tapert, dalle collezioni del Museo del Cinema e da collezionisti americani, inglesi e italiani.
La visita alla mostra incomincia sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana, dove viene ricostruito una sorta di red carpet virtuale, con le immagini di 19 attrici che percorrono la passerella d’ingresso al Dolby Theatre di Hollywood per la serata di premiazione, fra ali di fotografi e cineoperatori.
All’interno del museo, nell’Aula del Tempio, uno spettacolare allestimento posto alla base dei grandi schermi presenta bozzetti, costumi di scena e abiti da cerimonia, indossati dalle dive durante la Notte degli Oscar: dal celebre abito di Valentino per Julia Roberts, al raffinato tailleur di Armani per Jodie Foster (che arriva direttamente dal guardaroba personale dell’attrice), fino alle stravaganze create da Bob Mackie per Cher. E ancora l’abito indossato da Louise Rainer nel 1937, alcuni costumi di scena indossati da Meryl Streep, Nicole Kidman ed Emma Thompson sui rispettivi set.
La mostra prosegue sulla rampa elicoidale con un percorso cronologico che, sviluppandosi come una pellicola cinematografica, ricostruisce la storia del celebre premio. 86 anni di ricordi che vanno dalla statuetta assegnata a Janet Gaynor nel 1929 sino all’Oscar ricevuto quest’anno da Cate Blanchett, alternando foto di scena, sequenze dei film, ritratti pubblicitari, manifesti rari, istantanee della cerimonia.
L’esposizione si conclude in cima alla rampa elicoidale, con una sezione dedicata alla Notte degli Oscar: biglietti di invito alla premiazione, manifesti pubblicitari e programmi della più suggestiva, influente e popolare celebrazione dell’industria cinematografica e dei suoi protagonisti.
Dal 1 al 25 aprile, il Cinema Massimo proporrà inoltre una selezione di 16 film, interpretati da altrettante attrici vincitrici dell’Oscar. Contestualmente, in Bibliomediateca verranno riproposti tre film dedicati a tre grandi interpreti degli Anni Sessanta: Anne Bancroft, Elizabeth Taylor e Katherine Hepburn.
Per tutta la durata della mostra, i servizi educativi del museo propongono nuovi percorsi guidati e attività per il pubblico e per le scuole.
Stephen Tapert, co-curatore dell’esposizione, è anche l’autore di BEST ACTRESS. Dizionario delle Dive da Oscar, pubblicato da Silvana Editoriale. Il volume contiene, oltre ai testi introduttivi, le schede critiche e biografiche di ciascuna delle 72 attrici, i loro ritratti fotografici e numerose altre immagini provenienti dalla mostra.
In occasione della mostra BEST ACTRESS. Dive da Oscar®. organizzata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino (Mole Antonelliana, 3 aprile – 31 agosto) e della mostra “Tina Modotti. Retrospettiva” (Palazzo Madama, 1 maggio – 6 ottobre) organizzata a Palazzo Madama in collaborazione con Silvana Editoriale, l’Università di Torino propone una giornata di studi dedicati ad alcuni casi di attrici premiate con l’Oscar, scelti in relazione a momenti e snodi particolarmente significativi della storia del cinema. Diverse studiose italiane presenteranno percorsi di lettura e analisi delle identità e dei personaggi femminili tratteggiati nei film che verranno affrontati.
Il convegno, intitolato Le Donne del ritratto. Modelli divistici e identità femminili, è a cura di Giulia Carluccio e Mariapaola Pierini, dell’Università di Torino DAMS – CRAD (Centro Ricerche sull’Attore e il Divismo), Dipartimento di Studi Umanistici, e si terrà al Cinema Massimo il 9 giugno 2014, dalle ore 10 alle ore 18.
In occasione della mostra, verrà inoltre presentata la rinnovata partnership fra il Museo Nazionale del Cinema e AIR FRANCE, vettore ufficiale di BEST ACTRESS. Dive da Oscar®. Il Gruppo Air France KLM affiancherà i maggiori eventi del museo lungo tutto l’arco dell’anno: oltre alla mostra suddetta, KLM sosterrà per la terza volta il Festival CinemAmbiente e il TGLFF – Torino Gay&Lesbian Film Festival, mentre la compagnia francese sarà a fianco del Torino Film Festival e della mostra prevista il prossimo autunno
Annunciato anche il rinnovo dell’accordo fra Aeroporto di Torino e Museo Nazionale del Cinema, che prevede mostre temporanee negli spazi aeroportuali, schermi interattivi e iniziative promozionali destinate a tutti i passeggeri in transito per favorire la vista al Museo Nazionale del Cinema e lo sviluppo della vocazione turistica e culturale del territorio.
La mostra BEST ACTRESS. Dive da Oscar® è realizzata con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Milano. Media partner Vanity Fair.

LA RECENSIONE DI MARINA: MONUMENTS MEN di George Clooney

In sala da giovedì 13 gennaio Monuments Men, quinto film da regista dell’acclamato George Clooney.

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Tratto da una storia vera, messa in luce recentemente dall’omonimo romanzo di Robert M. Edsel, il lungometraggio racconta la storia di otto storici dell’arte, critici e direttori di musei che, durante la seconda guerra mondiale, decidono di cimentarsi nella difficile e rischiosa impresa di recuperare tutte le opere d’arte confiscate dai nazisti e destinate a far parte del Führermuseum di Linz.

E’ presente, nel film, un cast stellare, composto dallo stesso George Clooney, oltre che da Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin e Cate Blanchett. Il tema trattato è indubbiamente interessante ed avvincente. Riesce a coinvolgere appassionati di arte e non, oltre a far riflettere, mettendo lo spettatore nella condizione di porsi la domanda “E’ giusto rischiare la propria vita per l’arte?”. Il dibattito è aperto.

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Clooney alla regia convince quasi più che come attore. Forse, all’interno di tutto il cast, proprio lui ha avuto la performance meno convincente. Tecnicamente perfetto, il film, tuttavia, adotta, spesso e volentieri, dei toni autocelebrativi, tipici di un certo cinema americano che vede autori come Mel Gibson e Clint Eastwood in pole position. Questo effetto è dato soprattutto dalla colonna sonora, firmata Alexandre Desplat. Solenne e trionfale, entra fin da subito in testa allo spettatore ed è presente, anche se soltanto per brevi battute in quasi ogni scena del lungometraggio. Il tutto, ovviamente, è accompagnato dall’immagine della bandiera americana, che, anche se spesso viene inquadrata in secondo piano, è sempre perfettamente al centro dell’inquadratura, oltre che in alto, sopra le teste dei protagonisti, sovrana indiscussa di tutta la vicenda.

Non manca, inoltre una chiara citazione al capolavoro di Kubrick Full Metal Jacket: durante una sparatoria tra un misterioso cecchino ed i monuments men John Goodman e Jean Dujardin, una volta che quest’ultimo è riuscito ad entrare nel palazzo dove è presente il cecchino, scopre che a sparare è solo un bambino (non si tratta della ragazza con le trecce che attentava alla vita di Matthew Modine e dei suoi compagni, ma l’effetto sorpresa di trovare una persona normalmente debole ed indifesa ed i movimenti della macchina da presa, sono esattamente gli stessi. Ovviamente, nessuna persona di buon senso si sognerebbe mai di poter confrontare tra di loro i due lungometraggi!).

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Pur trattando un tema piuttosto drammatico, non mancano, durante tutto il film, battute e siparietti atti a sdrammatizzare la situazione. Da notare la scena in cui i bravissimi Bill Murray e Bob Balaban riescono a mettere in fuga un nazista armato di fucile.

Per la bravura del cast e, soprattutto, per l’interessante tema affrontato, Monuments Men risulta essere un prodotto, in linea di massima, ben realizzato, che permette di conoscere un interessante episodio della seconda guerra mondiale.

Voto: 6/10

Marina Pavido

ASCOLTA IL COMMENTO DI MARINA AL FILM IN PUNTATA – https://www.youtube.com/watch?v=9li1aPiqRqg