Bugie rosse: CG Entertainment distribuisce in home video il Basic Instinct italiano

BUGIE ROSSE cover dvdRicevo e volentieri pubblico

Dal 30 Maggio 2019 torna in dvd nei negozi specializzati e in tutti gli store digitali, distribuito da CG Entertainment (www.cgentertainment.it), Bugie rosse, la discussa pellicola scritta e diretta da Pierfrancesco Campanella, definita – nel periodo della sua uscita sul grande schermo – a metà strada tra Cruising con Al Pacino e i film di Dario Argento. In realtà, si tratta di un thriller erotico molto spinto, un micidiale mix di sesso a tinte forti e cruda violenza, dove si mescolano perversioni di tutti i tipi a un’avvincente storia gialla, carica di tensione, mistero e colpi di scena. In un certo senso lo si può quasi considerare la risposta italiana a Basic instinct, il sensuale film con Michael Douglas e Sharon Stone che l’anno prima aveva sbancato i botteghini mondiali.

Gianfranco Jannuzzo in BUGIE ROSSEBugie rosse, distribuito nelle sale cinematografiche italiane nel 1994 dalla importante casa americana Warner Bros, narra le scabrose vicende di un cronista televisivo (interpretato da Tomas Arana, antagonista in blockbaster come Guardia del corpo e Il gladiatore) impegnato in uno scottante reportage su alcuni delitti maturati nell’ambiente torbido di una grande città, il quale resta in qualche modo affascinato da quel mondo, grazie anche all’amicizia “particolare” instauratasi con un “ragazzo di vita”, cui presta il volto Lorenzo Flaherty (affermato attore di fiction come Distretto di polizia e R.I.S.). Tra un omicidio e l’altro, il protagonista comincia a distaccarsi dalla moglie (una bellissima Gioia Scola, che tutti ricordano in Yuppies 2 e Sotto il vestito niente 2, qui più conturbante che mai) e tutto lascerebbe pensare a un drastico cambio di vita. Sarà davvero così? Di certo la scoperta dell’insospettabile assassino con i relativi, inconfessabili retroscena umani e psicologici lasceranno nel giornalista una traccia ineluttabile.

Natasha Hovey in BUGIE ROSSEGli altri interpreti di Bugie rosse sono: Natasha Hovey (Acqua e sapone di Verdone e Demoni di Lamberto Bava i suoi film più famosi), Barbara Scoppa (che ha lavorato con registi del calibro di Federico Fellini, Ettore Scola e Gabriele Salvatores), Gianfranco Jannuzzo (interprete teatrale di tutto rispetto, spesso partner di Gino Bramieri) e molti altri come Paolo Calissano, Gianna Paola Scaffidi, Carolyn Spence, Rodolfo Corsato e Gianni Franco. Su tutti primeggia il nome della grandissima Alida Valli, artista di fama mondiale con all’attivo film come Il caso Paradine di Alfred Hitckcock e Senso di Luchino Visconti.

L’opera di Campanella si avvale di un cast tecnico di assoluto prestigio, con il direttore della fotografia Mario Vulpiani (stretto collaboratore di Marco Ferreri), il montatore Franco Fraticelli (Profondo rosso), il costumista Silvio Laurenzi (che nel corso della sua lunga carriera ha curato l’immagine di grandi dive come Edwige Fenech e Carrol Baker), il musicista Natale Massara (tra l’altro curatore delle colonne sonore di molte opere di Brian De Palma).

Tomas Arana e Gioia Scola in BUGIE ROSSEBugie rosse è stato oggetto di aspre critiche per le immagini sfacciatamente disinibite e per le situazioni trasgressive che propone, ritenute da alcuni addirittura troppo “morbose”. Inoltre, Pierfrancesco Campanella è stato duramente contestato – come testimoniano i ritagli stampa dell’epoca – dalle principali associazioni omosessuali italiane per il modo con cui avrebbe rappresentato la realtà gay, giudicata esageratamente “violenta” e avulsa da affettività.

Il film è stato prodotto da Pietro Innocenzi per Globe Films, in associazione con la Sagittario Film e con la collaborazione di Reteitalia del gruppo Mediaset.

Antonia Truppo nel thriller Pop Black Posta

antonia truppo 1Ricevo e volentieri pubblico

Ahora! Film è lieta di annunciare l’inizio del percorso distributivo del thriller/black comedy Pop Black Posta, diretto da Marco Pollini e co-sceneggiato dallo stesso insieme a Lucia Braccalenti e Luca Castagna.
Il lungometraggio, con protagonista la due volte vincitrice del David di Donatello Antonia Truppo, qui in inedite vesti di psicopatica, verrà presentato in anteprima Giovedì 9 Maggio 2019 alle ore 21.00 alla prima edizione dell’Asylum Fantastic Fest di Valmontone, presso il Palazzo Doria Pamphilj – piano nobiliare, alla presenza del regista, della stessa Truppo e di altri elementi del cast: Annalisa Favetti, Stefano Ambrogi, Denny Mendez, Enzo Garramone.
antonia truppo 2Altri interpreti del film sono Pino Ammendola, Alessandro Bressanello, Hassani Shapi, Aaron T. Maccarthy e Luca Romano.
La colonna sonora del film è stata curata dal compositore Marco Werba che ha registrato i brani con l’orchestra sinfonica della Bulgaria.
Prima della proiezione si esibiranno il maestro Werba e il cantautore Felice Romano che
eseguiranno la canzone dei titoli di coda del film, la bellissima E poi la fine, vero capolavoro pop melodico Italiano.
Pop Black Posta è ambientato in un luogo piuttosto inusuale: un ufficio postale. L’ufficio postale è diventato, infatti, negli ultimi anni, un luogo stravagante, caratterizzato nell’immaginario collettivo da un servizio poco accurato, da lungaggini burocratiche, file interminabili, macchinari obsoleti, personale frustrato e, non ultimo, a rischio di rapine. All’interno del film viene ricreato questo luogo immaginario, ma non lontano dalla realtà e caratterizzato da un'atmosfera claustrofobica e decisamente sopra le righe.
photo frame from film Pop black posta x Denny Mendez e Annalisa FavettiSinossi: Alessia (Antonia Truppo) è un’impiegata di una piccola posta di provincia che, in un giorno qualunque, prende in ostaggio cinque persone e le obbliga a confessare vari crimini commessi.
I cinque, un pastore di una chiesa evangelica (Hassani Shapi), una latinoamericana (Denny Mendez), un ragazzo del Sudan (Aaron T. Maccarthy), una bionda elegante (Annalisa Favetti) e un signore grasso apparentemente tecnologico (Alessandro Bressanello), dovranno difendersi da loro stessi e dagli errori compiuti, cercando di sopravvivere e di compiacere Alessia, che, nella sua follia, è pronta ad ucciderli per vendicare il suo passato.

POP BLACK POSTA FOTO COL 2Di seguito alcuni Partner che hanno collaborato al film POP BLACK POSTA: Phonopress, Finstal ,
SicurItalia, Vimar, Signor Peperoncino, Zorzi, Leader Form/Extreme printing, Residence All'Adige,
Agec, Verona Film Commission, Fondazione Arena di Verona, Mibac, Regione Veneto, Comune di
Verona, Regione Lazio, Reel One, Sud Sound Studios.

PRODUZIONE http://www.ahorafilm.comahorafilm@gmail.com

Distribuzione: ahoradistribuzione@gmail.com

LA RECENSIONE – SASHA E IL POLO NORD di Rémy Chayé

sasha-e-il-polo-nord-1-1800x730TITOLO: SASHA E IL POLO NORD; REGIA: Rémy Chayé; genere: animazione; paese: Francia; anno: 2015; durata: 81′

Nelle sale italiane dal 4 maggio, distribuito dalla P.F.A. Films, Sasha e il Polo Nord è il lungometraggio d’esordio del giovane regista francese Rémy Chayé.

Sasha è una giovane aristocratica russa. Vivace e ribelle, si oppone fin da subito alla sua famiglia, la quale ha già organizzato per lei un matrimonio combinato. La ragazza è da sempre appassionata di viaggi. Passione, questa, che le è stata trasmessa da suo nonno Oloukine, stimato esploratore mai tornato a casa dopo un viaggio al Polo Nord. Sarà volontà di Sasha partire alla volta del Grande Nord sulle tracce di suo nonno.

sasha-e-il-polo-nord-3-500x360Interessante esordio nel lungometraggio, questo di Rémy Chayé. Dopo essersi fatto notare, infatti, per i suoi precedenti lavori (The secret of Kells, del 2009, e La tela animata, del 2011) ecco dare vita, a quattro anni dalla sua ultima produzione, ad un romanzo di formazione sincero ed appassionante, con personaggi ben scritti – Sasha in primis, così come suo nonno ed i suoi compagni di viaggio, ad esempio – e, non per ultima, una realizzazione grafica particolarmente interessante, la quale prevede figure quasi bidimensionali e prive di contorni, ma, allo stesso tempo, curate nei dettagli, analogamente ai fondali che ci mostrano ora gli interni dell’aristocratico palazzo dove vive Sasha, ora il magnetico e sconosciuto Polo Nord.

sasha.ritagliareUna storia ambientata in Russia alla fine dell’Ottocento, ma che – proprio per la portata universale dei temi trattati, ossia la scoperta di sé stessi, la crescita, il difficile passaggio all’età adulta, l’amore per la verità e per l’avventura – può essere considerata a tutti gli effetti una storia senza tempo.

Ed ecco che un altro nome si affaccia sul panorama dell’animazione in Francia, la quale, a sua volta, grazie ad una particolare ricerca del nuovo e grazie soprattutto ad autori come Alain Gagnol, Jean-Loup Felicioli e Jean-François Laguionie (giusto per citarne solo alcuni) si conferma come uno dei paesi europei maggiormente interessanti nell’ambito del cinema d’animazione.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE – DALL’ALTRA PARTE di Zrinko Ogresta

ON-THE-OTHER-SIDE-Dallaltra-parte-un-film-di-Zrinko-Ogresta-2017-1TITOLO: DALL’ALTRA PARTE; REGIA: Zrinko Ogresta; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Croazia, Serbia; cast: Ksenija Marinkovic, Lazar Ristovski, Tihana Lazovic; durata: 80′

Nelle sale italiane dal 30 marzo, Dall’altra parte è l’ultimo lungometraggio – di produzione serbo-croata – diretto dal regista Zrinko Ogresta, presentato alla 66° Berlinale nella sezione Panorama, dove ha ricevuto una menzione speciale e distribuito in Italia da Cineclub Internazionale Distribuzione.

Vesna vive a Zagabria, dove lavora come infermiera a domicilio, conducendo un’esistenza tranquilla e spesso monotona. La donna, però, porta dentro di sé un grande segreto. Il suo difficile passato tornerà inaspettatamente a bussare alla porta nel momento in cui suo marito – processato vent’anni prima per crimini di guerra – le telefonerà dopo tanti anni di silenzio.

Dallaltra-parte-immagine-filmUn lungometraggio decisamente complesso e stratificato, questo di Ogresta. Ciò che qui viene raccontato non riguarda solo la guerra e le pesanti conseguenze che ha portato dietro di sé. Il vero fulcro intorno a cui ruota Dall’altra parte è il tema universale del perdono, con tutte le sfumature che un argomento del genere può avere. Da qui, l’avvincente storia di Vesna (interpretata da una straordinaria Ksenija Marinkovic), donna forte, coraggiosa ma con una grande cicatrice dentro di sé, alle prese con problemi quotidiani riguardanti il lavoro ed i figli ormai adulti e, soprattutto alle prese con un passato non facile e con sentimenti contrastanti.

1455168718712_0570x0389_1455257794083La macchina da presa – prediligendo il piano sequenza in ogni scena – si pone, dal canto suo, quasi in disparte, come osservatrice mai giudicante, rispettosa e silente del dramma della protagonista. Ed ecco che, quindi, i personaggi ci vengono mostrati spesso decentrati rispetto al campo, riflessi in uno specchio o semi nascosti dietro vetri e tende.

La maturità artistica di Ogresta, dunque, ci ha regalato in questo caso un vero e proprio gioiello della cinematografia dell’Est Europa. Cinematografia che, dal canto suo, si è spesso rivelata interessante, ma che, purtroppo, non ha quasi mai ottenuto – almeno in Italia – l’attenzione che merita, fatta eccezione per sporadici festival cinematografici.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE DI MARINA – MISTER FELICITA’ di Alessandro Siani

1483002320-sianiTITOLO: MISTER FELICITÀ; REGIA: Alessandro Siani; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Alessandro Siani, Diego Abatantuono, Carla Signoris; durata: 93′

Nelle sale italiane dal 1° gennaio, Mister Felicità è l’ultimo lungometraggio diretto ed interpretato dal comico partenopeo Alessandro Siani.

La situazione iniziale da cui prende il via tutta la vicenda è assai semplice: Martino è un giovane disoccupato napoletano che, dopo essere stato licenziato in seguito alla chiusura dell’azienda per la quale lavorava, si trasferisce in Svizzera a casa di sua sorella Caterina, la quale lavora come donna delle pulizie presso lo studio del Dottor Gioia, mental coach di successo. In seguito ad un incidente d’auto, però, Caterina resta con una gamba di tre centimetri più corta dell’altra. Per correggere tale difetto serviranno ventimila euro e, di conseguenza, a Martino non resterà che farsi assumere dal Dottor Gioia al posto di sua sorella. L’occasione per un’importante svolta economica si presenterà nel momento in cui il ragazzo avrà la possibilità di sostituirsi al proprio capo per far tornare la voglia di mettersi in gioco ad una giovane campionessa di pattinaggio sul ghiaccio, caduta in depressione dopo essere scivolata durante un’esibizione. Il resto lo si può facilmente intuire.

mister9-1000x600Eppure, tutto sommato, al di là della prevedibilità della storia in sé, questo ultimo lavoro di Siani ha dalla sua il fatto di presentarsi proprio per quello che è: una semplice commedia, con sporadici momenti riusciti al suo interno, senza troppe pretese. E, osservato da questo punto di vista, fa quasi tenerezza. Il problema è che, di fatto, vi sono non poche imperfezioni al suo interno, sia dal punto di vista contenutistico che dal punto di vista stilistico. Ma andiamo per gradi.

In primo luogo, vediamo il conflitto iniziale – ossia la necessità di un intervento chirurgico di fronte a serie ristrettezze economiche – sparire magicamente nel nulla dopo pochi minuti. Sì, avete letto bene. Succede proprio così: dopo che Martino viene assunto da Gioia, ecco che nessuno sembra più porsi il problema della costosa operazione alla gamba di Caterina. Paradossalmente neanche la stessa Caterina, la quale, a sua volta, sembra semplicemente contenta di spassarsela con un impacciato fisioterapista. Tutto ciò fa pensare, di fatto, ad una grave disattenzione nel momento della stesura di una sceneggiatura già di per sé parecchio deboluccia.

mister-felicita-recensione-del-film-alessandro-siani-recensione-v6-31992-1280x16Un altro grande problema di Mister Felicità è rappresentato, inoltre, anche dalle numerose forzature create al fine di dar vita a pseudo-gag prevedibili, di dubbio gusto (come, ad esempio, la raffica di noci presso una festa di ricchi a cui Martino viene invitato insieme alla sua amica pattinatrice o il maldestro tentativo di Siani&co di introdursi all’interno di un pronto soccorso attraverso una finestra) e, soprattutto, delle quali, in generale, poco ci importa. Uno dei pochi momenti comici ben riuscito si svolge all’interno del bagno di un autogrill, quando vediamo un imbranato Martino improvvisare una sorta di “danza”, al fine di far funzionare almeno uno dei quattro lavandini automatici presenti: forti e chiari sono i rimandi alle slapstick comedies, in una scena che tutto sommato funziona bene e fa sorridere.

Circa le possibili risposte da parte del pubblico ad un film come Mister Felicità, si possono fare mille ipotesi: avranno ancora lo stesso successo di qualche anno fa film del genere, di cui esistono, ormai, infinite copie oppure anche il pubblico ha voglia di qualcosa di diverso? Solo il tempo saprà darci una risposta in merito. Circa il destino della gamba della povera Caterina, invece, non ci è dato nulla da sapere.

VOTO: 5/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE DI MARINA – ALPS di Yorgos Lanthimos

tumblr_m59ehykerd1rvpc5eo1_1280TITOLO: ALPS; REGIA: Yorgos Lanthimos; genere: drammatico; anno: 2011; paese: Grecia; cast: Aggeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johhny Vekris; durata: 93′

Nelle sale italiane dal 28 dicembre, Alps è un interessante lungometraggio diretto dal regista greco Yorgos Lanthimos nel 2011 e presentato alla 68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un’infermiera, un paramedico, una ginnasta ed un allenatore si sono riuniti in una sorta di associazione segreta – denominata, appunto, “Alps” – al fine di fornire particolare supporto morale alle famiglie che anno appena subito un lutto, dietro il pagamento di un’elevata cifra. Le regole da rispettare per far parte di questo gruppo sono, però, estremamente rigide ed anche tentare di tornare ad una vita normale non sarà cosa semplice, come avrà modo di sperimentare sulla propria pelle l’infermiera.

alpstennis_1363259266_crop_550x366Dopo il successo – e la conseguente distribuzione in Italia – di The Lobster, ecco che alcuni dei primi film diretti da Lanthimos potranno essere visti – o rivisti – sul grande schermo. Se, però, l’ultimo lungometraggio del cineasta greco da un lato ha piacevolmente sorpreso, mentre dall’altro ha fatto un po’ storcere il naso a causa di importanti pecche all’interno dello script, sarà interessante visionare i suoi primi lavori e vedere da quali idee è partito il cinema di Lanthimos, che, di fatto, è tutt’altro che banale, anche se – ad una prima visione – può risultare piuttosto ostico.

La setta raccontata in Alps è – come per The Lobster – anche qui allegoria della società in cui viviamo, ma si tratta, in questo caso, di qualcosa di molto meno urlato, di assai implicito, che, tuttavia, colpisce dove deve colpire. Un ambiente angusto, una società che non perdona, un mondo fatto di menzogne. Non sono questi, forse, i temi che ricorrono spesso nella cinematografia di Lanthimos? È così per Alps, come è stato così per The Lobster, ma anche per Kynodontas, antecedente i due e, probabilmente, presto sui grandi schermi.

alpsfilmSpesso accusato di “furbizia”, di scarsa onestà intellettuale, insieme ai suoi colleghi della tanto controversa New Wawe greca, Lanthimos si presenta, tuttavia, come un cineasta piuttosto interessante, almeno per quanto riguarda i suoi primi lavori, ma che – e questo ci auguriamo possa accadere mai – rischia di farsi contaminare da pericolose manie di grandezza. La cosa, comunque, sarà da vedere. Nel frattempo, perché non approfittare della possibilità di visionare l’inizio di un percorso tanto controverso? Siamo sicuri che – chi nel bene chi nel male -molti spettatori ne saranno fortemente colpiti.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

ALTIN IN CITTA’ di Fabio Del Greco – imperdibile appuntamento con il Cinema Indipendente

locandina-orizzontale1-altin-in-the-cityGrandi novità in arrivo sul grande schermo, nel 2017! Il cinema indipendente – e, nello specifico, quello italiano – come abbiamo avuto modo di vedere, sta ottenendo, negli ultimi anni, sempre maggiori consensi da parte di pubblico e critica, oltre a grandi riconoscimenti nell’ambito di festival italiani ed internazionali. E, a quanto pare, anche la distribuzione sta dedicando uno spazio maggiore ad un certo tipo di cinema. Per l’anno nuovo, ad esempio, è prevista l’uscita di Altin in città, ultimo lungometraggio diretto da Fabio Del Greco – con protagonisti gli attori Rimi Beqiri e Chiara Pavoni – che tratta temi attuali come l’integrazione in un paese straniero, il desiderio di realizzare i propri sogni e la difficoltà a gestire il successo.

Altin è un giovane scrittore di talento che, venuto in Italia dall’Albania, sta per ultimare un libro in cui racconta la propria esperienza di migrante. Scoperto da una talent scout in seguito alla sua partecipazione ad una trasmissione televisiva, il giovane vedrà un altro ragazzo appropriarsi dei diritti del suo libro, in quanto ritenuto maggiormente adatto a diventare un personaggio pubblico. Le cose, però, prenderanno una piega inaspettata.

Una storia, questa qui raccontata, che è anche la storia di molti giovani che sognano il successo, ma che faticano a farsi strada. Una storia come tante, ma messa in scena in modo del tutto personale, con una forte componente onirica e grande potenza visiva, segno che – spesso e volentieri – lavorare da indipendenti ha dalla sua una totale libertà di espressione, oltre alla voglia di scoprire e sperimentare linguaggi nuovi e non convenzionali. E Altin in città è proprio questo: un lungometraggio che non ha paura di mettere in scena il nuovo e che, ci auguriamo, possa trovare un proprio, giusto riconoscimento da parte della distribuzione italiana.

FACEBOOK OSCURA LA PAGINA DEL DOC “L’ANIMA NERA DI DONALD TRUMP”

Ricevo e volentieri pubblico

dc0800f9-2f1b-4f9c-8634-834fb787a58cFACEBOOK OSCURA LA PAGINA “L’ANIMA NERA DI DONALD TRUMP” di RICCARDO VALSECCHI – IL DOCUMENTARIO SU TRUMP E DAVID DUKE, EX LEADER DEL KU KLUX KLAN.
Facebook ha oscurato la pagina L’anima nera di Donald Trump, il documentario di Riccardo Valsecchi, prodotto da Doclab, attualmente nelle sale distribuito da Cineama, che svela, con documenti e interviste inedite, i legami tra l’ex leader del Ku Klux Klan David Duke e l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Perché l’abbia oscurata è un mistero. David Duke, ex Gran Maestro del Ku Klux Klan, antisemita e convinto sostenitore della supremazia bianca, si erge a sostenitore di Donald Trump soffiando sul fuoco dell’intolleranza contro neri, ebrei e migranti. Il documentario racconta come Duke ricompare negli Stati Uniti deciso a sostenere la candidatura di Trump e a candidarsi al Senato dopo aver trascorso tre anni tra l’Italia e l’Europa nel tentativo di costruire il movimento internazionale della destra più estrema e xenofobaFacebook dichiara: “Sembra che i contenuti pubblicati sulla Pagina non rispettino le Condizioni di Facebook e gli Standard della comunità, pertanto la Pagina è stata nascosta” e nell’elenco delle regole da seguire precisa “Non consentiamo a nessuna organizzazione impegnata in attività di Terrorismo o di Crimine organizzato di avere una presenza su Facebook. Rimuoviamo anche i contenuti che esprimono sostegno a gruppi che si distinguono per il loro comportamento violento o criminale. Non è consentito sostenere o elogiare i leader di tali organizzazioni o giustificare le loro attività violente”. La distribuzione del documentario, che ha promosso una petizione su change.org per rendere nuovamente visibile la pagina, ha replicato: Noi stavamo denunciando, non certo difendendo quanto accade in queste ore negli Stati Uniti in termini di razzismo e xenofobia. Sono fatti. E’ cronaca. Quali sarebbero i pericoli che la comunità avrebbe corso leggendo i post pubblicati sulla pagina? Lo chiediamo a Facebook, ma lo chiediamo anche al pubblico, invitandolo a firmare la petizione per ottenere la riapertura della pagina “L’anima nera di Donald Trump”.
Da un lato abbiamo un documentario che ha passato il vaglio della censura ed è proiettato nelle sale italiane senza alcun limite d’età. Dall’altro, Facebook cancella la pagina e impedisce ai suoi utenti di fruire di questi contenuti. Ma c’è un dato, ovvero che dietro l’elezione dell’attuale presidente degli Stati Uniti c’è un coacervo di forze che si richiamano ai valori più radicati dell’estrema destra: il razzismo, l’antisemitismo, la difesa della supremazia della “razza bianca”.
Gli algoritmi di Facebook dovrebbero tutelare gli utenti, nascondendo i contenuti violenti, razzisti o criminali, ma di fatto in questo caso stanno ottenendo l’effetto contrario, nascondendo la pagina di un documentario che si batte proprio contro il razzismo.
Inoltre, l’oscuramento della pagina danneggia gravemente la produzione del documentario, perché rende inaccessibili al pubblico le informazioni circa la sua programmazione in sala, rendendo vani gli sforzi congiunti di produzione e distribuzione che hanno realizzato e stanno provando a diffondere l’opera di Riccardo Valsecchi.
Riteniamo grave dice la produzione – che Facebook tramite i propri algoritmi e la propria policy si arroghi il diritto di ostacolare la fruizione di un documentario che ha dei contenuti importanti e mirati a sconfiggere razzismo, xenofobia e violenza. 

LA RECENSIONE DI MARINA – I BABYSITTER di Giovanni Bognetti

i-babysitter-2016-movie-still-12TITOLO: I BABYSITTER; REGIA: Giovanni Bognetti; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Diego Abatantuono, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Francesco Facchinetti, Alberto Farina; durata: 84′

Nelle sale italiane dal 19 ottobre, I babysitter è l’opera prima del regista e sceneggiatore Giovanni Bognetti, prodotta dalla Colorado Film e tratta dal lungometraggio Babysitting, diretto da Philippe Lacheau e Nicolas Bernamou.

Il timido ed insicuro Andrea – con una grande passione per lo sport – lavora presso il celebre procuratore sportivo Gianni Porini. Sperando di riuscire a fare finalmente un salto nella sua carriera, il giovane presenta un interessante progetto al capo, ma quest’ultimo si limita ad ingaggiarlo come babysitter per suo figlio, il capriccioso e scontroso Remo. L’indomani mattina Gianni e sua moglie vengono svegliati dalla polizia: suo figlio ed il babysitter sono scomparsi. L’ispettore di polizia, inoltre, trova una videocamera con varie registrazioni risalenti alla sera precedente, in cui è stata filmata la festa di compleanno di Andrea, che gli amici hanno voluto organizzare a tutti i costi a casa di Gianni.

i-babysitter-2016-movie-still-2Una commedia che racconta i sogni dei giovani di oggi. Una commedia che ci mostra l’importanza di essere genitori e di dedicare del tempo ai propri figli. Una commedia ricca di gag e di equivoci. Una commedia che, però, abbiamo già visto molte, moltissime volte. Soprattutto negli ultimi anni. Ed è proprio questo il problema di I babysitter: l’essere uguale a centinaia di altri prodotti, sia per stile che per tematiche. I personaggi – tutti fortemente stereotipati – sono anche i protagonisti di molti altri film. Così come le battute – spesso volgari, eccessivamente macchinose da sembrare decisamente poco spontanee ed incollate sulla sceneggiatura col solo intento di creare a tutti i costi un effetto pseudo comico, ma risultanti quasi staccate dal resto della narrazione. Ma è davvero questo che fa ridere gli italiani oggi? A quanto pare, visti i risultati al botteghino, pare proprio che certi éscamotages funzionino con una buona porzione di pubblico.

Forse l’unico elemento innovativo di quest’opera prima di Bognetti sta nell’utilizzare un doppio livello visivo e narrativo, mediante l’introduzione, appunto, di filmati “amatoriali” che, a loro volta, rendono quell’effetto metacinematografico che rende il tutto decisamente più interessante. Un po’ come viene fatto in The Blair Witch Project, ma qui riproposto nello stile tematico di Una notte da leoni. Ecco, fatta eccezione per questa scelta – oltre che per le buone prove attoriali di Diego Abatantuono (nel ruolo di Gianni Porini), di Francesco Mandelli, così come di Alberto Farina – purtroppo in I babysitter c’è ben poco da salvare.

i-babysitter-paolo-ruffini-francesco-mandelli-franco-facchinetti-andrea-pisani-luca-peracino-e1471540843395Ed ecco che torniamo a porci sempre la stessa, triste domanda: che fine ha fatto la commedia all’italiana? A quanto pare, oggi sono la banalità e la volgarità ad avere la meglio. E, a quanto pare, il Cinema, la Settima Arte, viene sempre più spesso considerata un’arte minore, dal momento che – contrariamente, ad esempio, a quanto accade visitando una mostra o un museo – al pubblico viene erroneamente fatto credere di poter “spegnere” il cervello durante la visione di un film. D’accordo, va benissimo il relax, d’altronde ci sono state ottime commedie che, a loro modo, sono entrate di diritto nella storia del cinema e che sono dotate anche di uno spessore non indifferente. Ma questo di certo non è il caso della maggior parte di prodotti di grande distribuzione presenti nelle sale ai giorni nostri. E su questo fenomeno una riflessione va sicuramente fatta.

VOTO: 4/10

Marina Pavido

NICK CAVE torna al cinema con ONE MORE TIME WITH FEELING di ANDREW DOMINIK

Ricevo e volentieri pubblico

Nick Cave_ONE MORE TIME WITH FEELINGIl regista de L’assassinio di Jesse James porta sul grande schermo, solo il 27 e 28 settembre, il film-performance su 

Skeleton Tree,

il nuovo album di una delle icone rock del pianeta

Ecco il trailer https://youtu.be/2G0Qj6DBm6o

Arriva nelle sale italiane il film che accompagnerà l’uscita del nuovo album di Nick Cave and the Bad SeedsSkeleton Tree. A quattro anni da Cogan – Killing Them SoftlyAndrew Dominik, il regista di Chopper e L’Assassino di Jesse James, torna infatti dietro la macchina da presa per raccontare la nascita del nuovo disco di Cave, il primo dopo il drammatico lutto che ha colpito l’artista lo scorso anno con la morte del figlio quindicenne.

One More Time With Feeling, che sarà nei cinema italiani il 27 e 28 settembre (elenco delle sale a breve su http://www.nexodigital.it) è prima di tutto un film-performance nel quale Nick Cave & The Bad Seeds interpretano per la prima volta le canzoni di Skeleton Tree. Lo stile fotografico del film – girato in bianco e nero, a colori e in 3D- riflette l’intimità e l’austerità dell’album, testimonianza cruda e fragile di un artista che tenta di trovare la sua strada attraverso l’oscurità. Performance live delle nuove canzoni si intrecciano a interviste e riprese di Dominik, accompagnate dalla narrazione intermittente e da improvvisazioni e riflessioni estemporanee di Cave che creano un’esperienza coinvolgente, intensa ed elegante. L’album di Nick Cave & the Bad Seeds verrà rilasciato a mezzanotte del 9 Settembre 2016: il cinema sarà così il luogo d’eccellenza in cui ascoltare e sperimentare le nuove canzoni dell’artista australiano.

Il progetto segna il ritorno di Cave sugli schermi cinematografici dopo il documentario di due anni fa, 20.000 giorni sulla terra di Iain Forsyth e Jane Pollard, che ha incassato oltre 4 milioni di dollari a livello globale. Skeleton Tree ha iniziato invece il suo viaggio nella seconda metà del 2014 ai Retreat Studios di Brighton, sessions aggiuntive sono state realizzate ai La Frette Studios in Francia nell’autunno del 2015. L’album è stato infine mixato agli AIR Studios di Londra a inizio 2016.

Sceneggiatore e regista neozelandese, Andrew Dominik ha studiato alla Swinburne Film School esordendo nel mondo della televisione con spot pubblicitari e video musicali. Nel 2000 si è cimentato nel ruolo di regista con Chopper -basato sulla vita del criminale australiano Mark Brandon Read “Chopper”- che vedeva tra i suoi protagonisti Eric Bana, Brad Pitt e Casey Affleck. Qualche anno dopo è stato il momento di L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Prodotto da Ridley Scott e da Brad Pitt, che nel film interpreta il fuorilegge Jesse James, il film presenta una suggestiva colonna sonora firmata da Nick Cave e Warren Ellis. Nel 2012 esce Cogan – Killing Them Softly con Brad Pitt, Richard Jenkins, James Gandolfini e Ray Liotta.

One More Time With Feeling di Andrew Dominik è distribuito in Italia da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY, Rockol.it e MYmovies.it.