LA RECENSIONE DI MARINA – DOMANI di Cyril Dion e Mélanie Laurent

domani-melanie-laurent-cyril-dionTITOLO: DOMANI; REGIA: Cyril Dion, Mélanie Laurent; genere: documentario; anno: 2016; paese: Francia; durata: 118′

Nelle sale italiane dal 6 ottobre, Domani è un interessante documentario diretto da Cyril Dion e Mélanie Laurent, i quali ci mostrano numerose soluzioni, al fine di salvaguardare il nostro pianeta e di migliorare la nostra qualità della vita.

Cinque sezioni (agricoltura, energia, economia, democrazia ed istruzione) per una sorta di road movie sotto forma di documentario che tocca quasi tutti gli angoli del pianeta: dalla Germania all’Inghilterra, dalla Francia alla Svezia, dalla Svizzera alla Finlandia, senza dimenticare gli Stati Uniti, l’India e l’Isola di Réunion.

dem-678x381Interessante, accattivante, decisamente di grandissima attualità. Se vogliamo, però, concentrarci per un momento esclusivamente sull’aspetto prettamente cinematografico di questo prodotto di Dion e Laurent, non possiamo non notare il tocco particolarmente televisivo che l’intero lavoro ha. Tutto viene raccontato in modo chiaro e lineare, su questo non v’è alcun dubbio. Eppure, se i due registi avessero voluto osare di più – sia per quanto riguarda il visivo che, ad esempio, la musica – forse l’impatto di ciò che si è voluto mettere in scena sarebbe stato anche maggiore sul pubblico. Analogamente, le voci degli stessi Dion e Laurent risultano apparire un po’ troppo didascaliche a tratti, oltre che forzate nel momento in cui si passa da una sezione all’altra. Detto questo, però, il messaggio che si vuole portare avanti arriva. E lo fa anche in modo semplice e diretto. Qualità, questa, di grande importanza, quando si vuole fare del cinema uno strumento prettamente politico, come in questo caso.

Ed è proprio il potere politico della settima arte che qui fa da protagonista assoluto. Perché, diciamolo pure, talvolta (anzi, più spesso di quanto si immagini) le innumerevoli potenzialità del mezzo cinematografico vengono sottovalutate. E non poco. Basti pensare a come determinate pellicole hanno avuto impatto sul pubblico ed a come gli spettatori di oggi tendono a restare “immuni”, nel momento in cui si trovano davanti gli prodotti considerati – a loro tempo – “rivoluzionari”. Ormai siamo abituati a vedere ed a sentire di tutto. Eppure, recandoci al cinema, possiamo trovare – oltre al semplice intrattenimento – anche un importante spunto di riflessione. A tale scopo, pertanto, Domani risulta perfettamente pertinente.

domani-trailer-italiano-del-documentario-di-cyril-dion-e-melanie-laurentPer quanto riguarda il messaggio finale, forse il lavoro di Dion e Laurent può sembrare un po’ troppo ottimista ed utopistico, quello sì. Ma, d’altronde, anche questa potrebbe rivelarsi una strategia vincente al fine di far arrivare al pubblico ciò che si è appena messo in scena. Chissà, però, che effetto avrebbero avuto immagini ben più crude e realistiche e prospettive di gran lunga più drammatiche. Questo non possiamo saperlo. Ma, al momento, ci basta pensare che un prodotto semplice, pulito e diretto come Domani possa smuovere un bel po’ di “menti pensanti”, al fine di porre rimedio al disastro che stiamo combinando nella gestione del nostro pianeta. E che il cinema, (anche) in questo caso, ci sia d’aiuto!

VOTO: 7/10

Marina Pavido

DESTINAZIONE GIFFONI – il 14 luglio si inizia con la maratona dedicata a LEONARDO DI CAPRIO

Ricevo e volentieri pubblico

Destinazione Giffoni, il 14 luglio si inizia con la maratona dedicata a Leonardo DiCaprio

La 46esima edizione al via ufficialmente il 15 luglio (ore 11)

maratona-dicaprioLa magia sta per ricominciare: mancano solo poche ore alla 46esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 15 al 24 luglio a Giffoni Valle Piana. Domani, giovedì 14 luglio, 4150 giurati potranno iniziare ad assaporare l’experience Giffoni con una maratona dedicata al Premio Oscar Leonardo DiCaprio.

In una proiezione non stop, in Sala Lumière dalle 14.30 alle 3.30, saranno presentati cinque tra i suoi migliori film. Si parte con PROVA A PRENDERMI di Steven Spielberg (141’, 2002), commedia sui generis in cui DiCaprio presta il volto a Frank W. Abagnale, un uomo dalle mille identità: medico, avvocato, pilota di linea e, soprattutto, un maestro della frode finanziaria. Segue THE DEPARTED – IL BENE E IL MALE di Martin Scorsese (151’, 2006), storia ambientata a South Boston dove il dipartimento di polizia dello stato del Massachusetts ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata e al boss Frank Costello. Sempre dello stesso regista SHUTTER ISLAND (138’, 2010), basato sul romanzo del 2003 L’isola della paura di Dennis Lehane. Un avvincente thriller psicologico in cui il capo della polizia locale, Teddy Daniels e il suo nuovo partner, Chuck Aule (Mark Ruffalo), vengono convocati per indagare sull’inverosimile scomparsa di una pluriomicida, riuscita a fuggire da una cella blindata dell’impenetrabile ospedale di Ashecliffe. Penultima opera in scaletta è INCEPTION di Christopher Nolan (148’, 2010), in cui il protagonista, Dom Cobb, è un abilissimo ladro, il migliore al mondo quando si tratta della pericolosa arte dell’estrazione, ovvero il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio mentre si sogna, quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità. Si chiude all’alba con THE WOLF OF WALL STREET (180’, 2013), ancora Scorsese, che mette in scena la vita frenetica e viziosa dei cosiddetti “lupi di Wall Street”, quei broker che, occupandosi di alta finanza, finiscono per rendere la propria stessa essenza un infernale groviglio di numeri da cui vengono imprigionati.

FotoSabinaGuzzantiIl taglio del nastro ufficiale del GFF (che quest’anno ha per tema DESTINAZIONE), invece, è previsto per venerdì 15 luglio (ore 11). Appuntamento, per la prima volta in 46 anni, fuori dalle mura della Cittadella del Cinema, dove oltre 4mila giurati accompagneranno il direttore Claudio Gubitosi nella cerimonia di apertura. Dal cuore del Festival si procederà fino al cantiere della Multimedia Valley, per ammirare quello che è il luogo pronto a diventare il futuro di Giffoni. Nel corso della cerimonia verrà scoperto un elemento dell’opera in ceramica vietrese dedicata al Premio Oscar, Carlo Rambaldi: la testa di King Kong.

sabina guzzanti3 PH TOMMASO SALAMINACresce l’attesa per gli ospiti nazionali ed internazionali. Star e astri nascenti, talenti capaci di stupire anche il pubblico più difficile sono pronti ad impreziosire questa edizione, tra i vari: Sabina Guzzanti ed Evanna Lynch. Verve comica, ironia, il tagliente punto di vista sull’attualità, sono da sempre i punti di forza della Guzzanti che, giovedì 21 luglio, racconterà al giovane pubblico la sua brillante carriera da attrice-autrice di satira teatrale e televisiva, oltre che da regista di lungometraggi.

Gli accaniti fan della saga dedicata al piccolo maghetto Harry Potter, invece, potranno incontrare, lunedì 18 luglio, la simpatica e stralunata Luna Lovegood (Evanna Lynch) che al Gff accompagnerà, My name is Emily, (2015) per la regia di Simon Fitzmaurice. Il lungometraggio rientra tra le opere in concorso nella sezione Generator +16.

SARDINIA FILM FESTIVAL – IL PROGRAMMA DI DOMANI

Ricevo e volentieri pubblico

Seconda giornata di proiezioni per il Sardinia Film Festival

EVENTO SPECIALE: OMAGGIO AI REGISTI DADAISTI

CINE-CONCERTO AL LICEO AZUNI

 Anomalo 

Fin dalle prime edizioni, il Sardinia Film Festival ha sempre riservato uno spazio importante ai ragazzi e alle scuole e anche quest’anno mette in cartellone un evento speciale realizzato insieme agli studenti del Liceo Classico Musicale Azuni: Il cinema delle avanguardie, un omaggio sonoro e visivo ai registi dadaisti del Novecento, che si svolge nell’Aula Magna dell’istituto martedì 23 giugno alle 18 (ingresso libero). L’ensemble musicale dell’Azuni, diretto dal docente Andrea Bini, accompagna la proiezione di cinque opere cult delle avanguardie storiche: Anémic Cinéma (1925) di Marcel Duchamp, Rhythmus 21 (1921) e Vormittagsspuk (1928) di Hans Richter, Retour à la raison (1923) di Man Ray, Entr’acte (1924) di René Claire. Ma gli studenti non si limitano ad eseguire le partiture. Con l’aiuto dei professori, infatti, hanno composto personalmente le musiche per tutte le pellicole, tranne che per l’ultima, che conserva le note originali di Erik Satie.

In contemporanea al Cinema delle Avanguardie, nell’Aula Verde del Quadrilatero (viale Mancini, 5), il festival propone fuori concorso alcuni cortometraggi selezionati da uno dei partner europei del Sardinia Film Festival, il Corona Fastnet Short Film Festival di Schull (Irlanda), presentati da Maria Pizzuti, una delle organizzatrici del festival irlandese.

Not anymore

Le proiezioni serali dei film in concorso iniziano come sempre alle 21 nel cortile del Quadrilatero. In programma nove cortometraggi, tra cui quattro italiani: Per un pugno di note di Maurizio Iezzi, Zacharie ya no vive aqui di Alberto Segre, Mathieu di Massimiliano Camaiti, Ultimo giro di Giuseppe Sansonna, che ha nel cast il volto noto di Giorgio Colangeli. In visione c’è anche Listen di Hamy Ramezan e Rungano Nyoni (vincitore all’ultimo Tribeca Film Festival): ambientato in Danimarca, il film mette a fuoco le difficoltà di comunicazione tra culture diverse. Da segnalare anche la “commedia noir” spagnola Anomalo di Aitor Gutierrez con Oscar Ladoire e il drammatico Not anymore: a story of revolution di Mattew Vandyke, che racconta la rivoluzione siriana attraverso le esperienze di un combattente ribelle e di una giornalista. Chiudono la serata il portoghese A cadeira per la sezione “Scuola” e il cortometraggio sperimentale Autogenic di Prakash H, che arriva da Singapore.

AAA CASTING & PROVINI – DOMANI 26 APRILE BITONTO

Ricevo e volentieri pubblico

CASTING PER “RICERCATORE ROMANTICO”
Saranno effettuate a fine Aprile le riprese della puntata pilota della fiction “Ricercatore Romantico” del regista Michele Lanubile.
E’ in corso il casting per la ricerca dei personaggi.
Progetto sostenuto dal bando “Living Labs Smart Puglia 2020” della Regione Puglia Produzione raggruppamento temporaneo di imprese formato da I.T.S. Informatica Tecnologie e Servizi s.r.l., Co.M.Media s.r.l., ECO-logica s.r.l., Laboratorio di Ricerca COLLAB, Associazione di Promozione Sociale PugliArte.
Produzione esecutiva: Fanfara Film.
Fanfara Film cerca, per protagonisti e ruoli secondari:
  • Attore protagonista tra i 18 e i 20 anni, con esperienze
  • Attore protagonista tra i 35 e i 45 anni, con esperienze
  • Ragazze tra i 18 e i 20 anni con esperienze
  • Donne età scenica tra i 70 e gli 80 anni
  • Uomini età scenica tra i 70 e gli 80 anni
I casting si terranno domani 27 Marzo dalle ore 10:00 alle 18:00 presso Officine Culturali – Bitonto, Largo Gramsci (zona Cattedrale).
Tutti i partecipanti devono presentarsi muniti obbligatoriamente di fotocopia di codice fiscale e carta d’identità
Per info: luca.cucci.casting@gmail.com

ORZIinCORTO 2015 CALL FOR ENTRIES!

Ricevo e volentieri pubblico

orzincorto 2015Il Concorso Internazionale del Cortometraggio ORZIinCORTO, organizzato dai componenti della commissione giudicante, dallAssociazione culturale Fatti d’Arte e dall’ Assessorato alla Cultura della città di Orzinuovi, raggiunge con entusiasmo la quinta edizione.

Il festival, che negli anni ha ricevuto più di 600 opere da tutto il mondo, prevede la realizzazione di un documentario, cortometraggio o video d’animazione della durata massima di 10 minuti (compresi titoli di testa e di coda) realizzato non prima dell’anno 2010.
La nuova edizione 2014-’15 prevede due sezioni: A e B.
A – Sezione a tema
Affamati di futuro. I giovani tra studio, lavoro che non c’è ed un domani da immaginare e costruire.”
B – Sezione a tema libero
La partecipazione è aperta a chiunque: dai filmakers nazionali e internazionali alle scuole d’Italia e di tutto il mondo alle Università/Scuole di Cinema.
L’iscrizione al concorso è gratuita e deve avvenire entro e non oltre il 16 febbraio 2015 (farà fede la data del timbro postale): per il foglio di registrazione e i dettagli sulla spedizione del materiale è necessario consultare il sito ufficiale del Comune di Orzinuovi (www.comune.orzinuovi.bs.it)
Per i premiati sono previsti premi in denaro dai 200 ai 500 euro, targhe di merito o pergamene o ulteriori Premi Speciali che la Giuria può riservarsi di assegnare.
Associazione  Fatti d’Arte

SCARICA IL BANDO  E LA SCHEDA DI ISCRIZIONE ORZIinCORTO 2015

VENEZIA 71 by Marina: Venezia…in gocce! (10° giornata)

Cari lettori, anche oggi, ecco per voi gli ultimi film presentati al Lido!

 

      SEZIONE “GIORNATE DEGLI AUTORI

The smell of us 3“THE SMELL OF US” – Larry Clark

Parigi. La storia di due adolescenti tra droga, alcool e prostituzione. L’ultimo film di Larry Clark è piuttosto deludente, il tema trattato è stato più volte adoperato, non viene raccontato nulla di nuovo e, a tratti, risulta anche piuttosto prevedibile. Dal punto di vista stilistico non ci sono particolari note di merito. Un film che si dimentica facilmente. VOTO: 5/10

 

 

      FUORI CONCORSO

The_Sound_And_The_Fury_38366“THE SOUND AND THE FURY” – James Franco

Una saga familiare in tre capitoli, ognuno dei quali racconta la storia personale ed il punto di vista di tre fratelli. James Franco è un bravo attore, ma come regista ha fin troppe pretese autoriali. Come lo scorso anno, il suo prodotto delude, risulta eccessivo. Come se, più che badare alla sostanza, Franco fosse di più preoccupato ad atteggiarsi a grande autore. Facendo venire allo spettatore voglia di abbandonare la sala prima della fine. VOTO: 5/10

 

FILM IN CONCORSO

“THE POSTMAN’S WHITE NIGHTS” – Andrej Koncalovskij

the postmanLa storia di un postino di un piccolo villaggio della Russia, tra routine quotidiana, notti in bianco e visioni notturne. Il film di Koncaloskij, girato con personaggi che realmente abitano nel paesino in cui la vicenda è ambientata, risulta un gran bel lavoro. I personaggi sono veri ed intensi, le immagini superbe, la fotografia magistrale. Particolare nota di merito al bambino, figlio di una ex compagna di scuola del protagonista. VOTO: 8/10

“GOOD KILL” – Andrew Niccol

Good-Kill-di-Andrew-Niccol-Ethan-HawkeUn maggiore dell’Aeronautica militare statunitense ha il compito di bombardare città e persone sospette in Afghanistan, comandando degli aerei a distanza e lavorando direttamente dagli Stati Uniti. Questo suo lavoro gli farà sentire la mancanza dell’adrenalina provata in volo e gli creerà problemi in famiglia. Film che rientra appieno nei canoni del blockbuster americano, prevedibile, ricco di stereotipi, a tratti addirittura irritante. Persino Ethan Hawke non convince e fa una pessima prova attoriale. Leone d’Oro per la banalità ed i luoghi comuni. VOTO: 3/10

 

Non mancate domani per l’ultima puntata di “Venezia…in gocce!”, con gli ultimi film in sala, i pronostici e tutte le novità di questa 71° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia! Buon Cinema a tutti!

Marina Pavido

 

TUTTE LE “GOCCE” DI MARINA SONO QUI – https://entracteblog.wordpress.com/venezia-71-vista-da-marina/

LUIS BACALOV e IL VANGELO SECONDO MATTEO a cinquant’anni dal set

Ricevo e volentieri pubblico

 

A ROMA, ISOLA TIBERINA, GIOVEDÌ 17 LUGLIO

LUIS BACALOV RIESEGUE E DIRIGE DAL VIVO  PER LA PRIMA VOLTA LE MUSICHE ORIGINALI DEL VANGELO SECONDO MATTEO: UN EVENTO SPECIALE PER CELEBRARE IL FILM A CINQUANT’ANNI DAL SET

 IL Maestro Luis Bacalov_RID

Basilicata terra di cinema promuove uno straordinario omaggio al mezzo secolo del film con la partecipazione del Maestro che ricorderà quell’esperienza con i testimoni di allora, a cominciare  dall’interprete pasoliniano per eccellenza, NINETTO DAVOLI.

LA SERATA APRE L’ESTATE ROMANA DI BASILICATA TERRA DI CINEMA

L’ingresso per il pubblico è gratuito, ma è obbligatorio prenotarsi a questa email (e attendere conferma): basilicataterradicinema@gmail.com

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Giovedì 17 luglio, in occasione dei 50 anni dalle riprese del capolavoro di Pier Paolo Pasolini IL VANGELO SECONDO MATTEO proprio in Basilicata, tra Matera, Barile e il Castello di Lagopesole, la Lucana Film Commission e APT Basilicata offriranno nell’ARENA dell’Isola del cinema (all’Isola Tiberina) un evento speciale: il Maestro Luis Bacalov, autore delle musiche originali, nonché arrangiatore e direttore delle altre musiche (da Bach, a Mozart, Spiritual, Cori Russi) che compongono l’indimenticabile colonna sonora del film, eseguirà, alle ore 21, “LA MIA MUSICA DEL VANGELO SECONDO MATTEO”, un CONCERTO accompagnato dall’ Orchestra Roma Sinfonietta.

Pier Paolo Pasolini con Manolo Bolognini e Maurizio Lucidi, allora suo aiuto,foto di Domenico Notarangelo_RIDAlla serata saranno presenti numerosi ospiti: Ninetto Davoli, interprete del film, Manolo Bolognini, fratello di Mauro e ancora oggi di lucidissima verve (è del 1925) nel ricordo dei vari incroci con il Pasolini cineasta, per il quale fu organizzatore generale (in La ricotta e, appunto, per Il Vangelo secondo Matteo) e poi produttore, nel 1968, per Teorema, Roberto Cicutto, AD di Luce Cinecittà e 50 anni fa spettatore alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il 4 settembre 1964 fu presentato Il Vangelo secondo Matteo che vinse il Premio Speciale della Giuria e il Premio OCIC (Office Catholique International du Cinema), con Laura Delli Colli, presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani, qui anche coinvolta dalla memoria ‘familiare’ sul film, interviene Stefano Delli Colli, figlio del grande direttore della fotografia del film, Tonino, che rievocherà i giorni del set attraverso la testimonianza di suo padre.

È la prima volta che il Maestro Premio Oscar® per Il postino, riesegue e dirige dal vivo le musiche originali da lui composte per il film. Al termine del concerto la proiezione della versione restaurata, in pellicola, de Il Vangelo secondo Matteo, grazie alla collaborazione fra Lucana Film Commission e Cineteca Nazionale-Centro Sperimentale di Cinematografia.

PIER PAOLO PASOLINI ED ENRIQUE IRAZOQUI, GESU', IN PAUSA DI LAVORAZIONE DEL FILMGli omaggi per l’anniversario del film di Pasolini continueranno poi il 20 luglio, a Matera, dove sarà inaugurata una grande mostra di fotografia e scultura dedicata a Il Vangelo secondo Matteo. Un legame profondo con il capoluogo lucano, candidato a capitale europea della cultura 2019, che proprio con Pasolini ebbe la sua consacrazione come incontaminato set biblico per antonomasia, tanto che in seguito molti registi, anche stranieri, lo hanno poi scelto per ambientare il racconto della vita di Gesù: basti ricordare Mel Gibson con il suo The Passion, girato proprio dieci anni fa, nel 2004, fra Matera e Craco, il ‘paese fantasma’.

Il concerto del Maestro Luis Bacalov a Roma s’inserisce nell’ambito delle numerose iniziative che la Regione Basilicata presenterà per il quarto anno consecutivo a L’Isola del Cinema, con il collaudato brand BASILICATA TERRA DI CINEMA, arrivando anche a quest’edizione con un ricco programma d’iniziative finalizzate a promuovere tanto il cineturismo, sempre più in crescita, quanto la sua vocazione, anch’essa in netta ascesa, a essere scelta come set cinematografico di piccole e grandi produzioni, anche internazionali.

Il 30 luglio, infatti, la Lucana Film Commission presenterà alle ore 21Non solo film, per un anno di Film Commission”, una serata-evento per raccontare i risultati del lavoro di un anno di attività dell’organo regionale, i risultati di un Bando per il sostegno all’audiovisivo da realizzare in Basilicata (per lungo e cortometraggi) e la proiezione degli audiovisivi e videoclip musicali girati nel territorio lucano, da quello di Omar Pedrini a quello di Arisa, passando per i 99 Posse e alcune band musicali lucane. Sarà infine presentato il primo format per il web: il fantahorror Protocollo s, e il cortometraggio, vincitore del Globo d’Oro 2014, Sassiwood, di e con Antonio Andrisani e Sergio Rubini.

PPP sul di de IL VANGELO SECONDO MATTEO foto di Domenico Notarngelo_ridAlla serata, coordinata da Laura Delli Colli, saranno presenti Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission, Gianpiero Perri, direttore generale dell’APT Basilicata, Alberto Versace, direttore generale di Sensi Contemporanei, oltre a produttori, registi e attori che di recente hanno preso parte a lavori cinematografici, televisivi o musicali in Basilicata. Gran finale, per il pubblico romano dell’Isola Tiberina, con una proiezione speciale del film The Passion di Mel Gibson.

Dal 4 Agosto, inoltre, per tutti i lunedì del mese, la Basilicataoffre al pubblico dell’Isola una Rassegna cinematografica di film girati in territorio lucano intitolata “Ieri, Oggi, Domani”, maratona serale di capolavori del cinema italiano fra cui La Lupa di Alberto Lattuada, Il Demonio di Brunello Rondi (entrambi prodotti nel 1963), Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato, primo film girato in Basilicata (a Matera), nel 1949, scritto e diretto da Carlo Lizzani, e C’era una volta di Francesco Rosi, per un omaggio a una strepitosa, indimenticabile Sophia Loren.

“A Roma, città della ‘Grande bellezza’ – dichiara Paride Leporace, direttore della LFC – ‘Basilicata terra di cinema’ ha trovato da diversi anni una vetrina di prestigio per le sue attività istituzionali legate proprio al cinema come volano di industria e turismo. Abbiamo concepito anche in questa edizione un cartellone di buon profilo che saprà conquistare anche con la nostra simpatia meridionale non solo gli appassionati della nostra terra, ma tanta gente di cinema e naturalmente gli spettatori romani. Vi offriamo un po’ di gusto e compagnia, ma soprattutto qualità, a partire dalle celebrazioni pasoliniane de Il Vangelo secondo Matteo che ben s’inseriscono tra le grandi mostre, come quella romana e quella dedicata al film, in fase di inaugurazione (a luglio) nella stessa Matera che anche Pasolini ha contribuito a rendere universale. Un bilancio anche per il nostro primo bando che non mancherà di attirare i numerosi operatori cinematografici della capitale”.

“Anche quest’anno –ha dichiarato il DG dell’APT Basilicata Gianpiero Perri– grazie alla proficua collaborazione con la Lucana Film Commission, il ‘Basilicata terra di cinema’ garantisce continuità nell’ambito di una rassegna evento come l’Isola del cinema,con iniziative qualificate che riescono a trasmettere la bellezza e la poesia della nostra regione”.

La presenza della Basilicata a L’Isola del Cinema, con il brand BASILICATA TERRA DI CINEMA, nasce quest’anno dalla sinergia fra APT Regione Basilicata, Lucana Film Commission e Sensi Contemporanei (il progetto del dipartimento dello Sviluppo Economico, nato per la diffusione e la valorizzazione del patrimonio culturale del Sud d’Italia).

 

Il ‘LUCAN PARK’ per vincere premi e gadget ogni sera

 

Nei pressi dell’Arena, come ogni anno un vero e proprio stand dove saranno forniti, tutti i giorni dalle 20 a mezzanotte, informazioni e materiali per un viaggio in Basilicata, potendo scegliere fra diversi itinerari che ricalcano le orme dei film girati in terra lucana dagli anni ’50 a oggi. Presso lo stand si potranno inoltre ricevere notizie circa le attività della Lucana Film Commission e sarà possibile, iscrivendosi, giocare a un particolare “lucan park” per vincere premi e gadget.

 

ISCHIA FILM FESTIVAL: IERI, OGGI E DOMANI AL FESTIVAL

Ricevo e volentieri pubblico

 

Ieri all’Ischia Film Festival

15 Bille AugustSerata ricca di contenuti quella di ieri, lunedì 30 giugno 2014, all’Ischia Film Festival; tanti i film con grandi messaggi sociali: tra i più applauditi il lungometraggio, omaggio a Nelson Mandela, Goodbye Bafana girato nel 2007 dal regista danese Bille August il quale, intervistato da Michelangelo Messina, ideatore e direttore artistico del Festival, ha dichiarato:

<< Prima di iniziare a girare il film ho scritto una lunga lettera a Nelson Mandela; ho ricevuto da lui una risposta in cui mi autorizzava a girarlo raccomandandosi di raccontare, attraverso la pellicola, solo cose veritiere; così per rendere la storia più reale possibile mi sono trasferito in Sud Africa sei mesi prima che iniziassi le riprese. Ho avuto così occasione di confrontarmi con questo straordinario popolo, di sentire i loro racconti, ricordi e pareri su Nelson Mandela e addirittura sono riuscito a parlare con le sue guardie carcerarie. Inoltre- ha continuato August- le scene del film sono interamente girate nei luoghi reali dove Mandela ha vissuto ed è stato imprigionato. Grazie al lavoro di documentazione che ho fatto per girare questo film mi ha fatto percepire ancor di più la grandezza di questo uomo e sono convinto che se in Siria ed in Iraq ci fossero personalità come quella di Mandela le cose andrebbero diversamente>>.

La serata è proseguita con il film What is left? per la regia di Gustav Hofer e Luca Ragazzi.  Terzo capitolo di un’ideale trilogia cinematografica sui cambiamenti italiani dell’ultimo decennio, dopo “Improvvisamente l’inverno scorso” e “Italy Love it or Leave it”, “What is left?” è un film che con leggerezza  mostra i delicati cambiamenti politici, in particolare della sinistra, attraverso gli occhi soggettivi dei due protagonisti-registi Gustav e Luca, quest’ultimi da sempre elettori di sinistra, hanno pensato che il 2013 sarebbe stato l’anno della svolta ma, la rimonta inaspettata di Berlusconi e l’entrata in scena di Beppe Grillo, sembrano aver cambiato le carte in tavola. A partire dalle primarie PD del 2012, una serie di incontri, manifestazioni e situazioni paradossali li aiuteranno a districarsi nei meandri di un’identità, quella della sinistra, che se non smarrita è sicuramente appannata.

<< Il 2013- hanno spiegato i due giovani registi – è stato un periodo storico di grande cambiamento e questo film, vuole dunque essere una sorta di documento per le generazioni future affinché sappiano e capiscano cosa ha attraversato l’Italia dal punto di vista politico e sociale in questi anni; Inoltre- ha continuato Ragazzi- abbia scelto questo titolo perché ha un doppio significato (cos’è di sinistra / cos’è rimasto) con il quale  appunto dare uno spunto di riflessione, un po’ provocatorio, al pubblico sull’identità della sinistra oggi perché secondo il nostro parere si sta sbiadendo sempre più>>.

Altro film che ha suscitato grande interesse l’opera prima del regista Stevens Moro Into the dream presentato in anteprima mondiale proprio all’Ischia Film Festival. Il film narra la storia di Richard Cantwell, giovane americano con la passione per la poesia che intraprenderà un lungo viaggio ripercorrendo le tappe dello scrittore Ernest Hemingway.

<< Sono contentissimo – ha dichiarato Moro – di essere qui  a presentare la mia opera prima in anteprima mondiale; non ero mai venuto ad Ischia prima d’ora e questo Festival, che mi ha colpito per la sua organizzazione impeccabile e per l’alto livello dei film in concorso, mi ha dato la possibilità di visitare un posto incantevole dove tornerò  sicuramente per vacanza o anche per presentare il mio prossimo corto sa cui ho appena iniziato a lavorare>>.

Ha chiuso la serata la proiezione, nella Cattedrale dell’Assunta, del cortometraggio di Mario Leonbruno e Luca Romano Terra Promessa. Questo docu-corto punta l’obbiettivo su due gravissime situazioni campane: la terra dei fuochi, ricca di materiale radioattivo ed infetto, ed i campi rom nelle immediate vicinanze di queste discariche, dove insieme agli adulti, tra rifiuti e gas che provengono dal sottosuolo, vivono tantissimi bambini che rischiano di ammalarsi ogni giorno; tutto questo sotto gli occhi di uno stato assente.

<<Sono molto contento di essere qui stasera -ha spiegato Luca Romano, presente alla proiezione – perché far girare questo corto è un modo per portare sempre più alla luce una situazione gravissima ed insostenibile: un vero e proprio crimine compiuto dalle istituzioni ai danni di esseri umani. Questo lavoro nasce infatti come una denuncia  contro il governo che, nonostante le grandi sollecitazioni fatte, anche attraverso il nostro documentario, si limita a far sfilare qualche parlamentare sul territorio interessato, rigorosamente con telecamere al seguito, che promette di farsi carico di questa situazione per poi nella concretezza continuare ad infischiarsene; e nel frattempo oltre 100 persone tra cui diversi bambini continuano a respirare e vivere in quei luoghi contaminati dove la possibilità di ammalarsi di gravi malattie altissima. Tengo a sottolineare- ha concluso il giovane regista- che questo film è promosso dal festival del cinema dei diritti umani di Napoli>>.

Tra gli ospiti presenti segnaliamo la presenza dei seguenti registi: Valeria Labriola che ha presentato il corto Sassiwood; Federico di Cicilia con il film L’ultimo goal; Barbara Maffeo con L’uomo del fiume; Giovanni Aloisi con A passo d’uomo; Matteo Freitas Ginori e Joana de Veille Rivara con Wangki- Il silenzio delle sirene e Cristian Manno e Pantaleo Rielli con il corto Evù ce es (io e te).

Ricordiamo che questa sera ospiti d’eccezione dell’Ischia Film Festival saranno: Ugo Gregoretti che presenterà Un intellettuale di Borgata di Enzo De Camillis: docu-film su Pierpaolo Pasolini di cui è protagonista e testimone e Alessandro Rossetto che introdurrà la sua pellicola Piccola Patria.

 

Domani all’Ischia Film Festival

Cecilia Mangini 

Cecilia Mangini, la più importante documentarista italiana del dopoguerra, fa tappa ad Ischia.

 

19 Cecilia ManginiIl motivo della sua presenza, nella splendida isola verde è la presentazione del suo ultimo film.

“In viaggio con Cecilia”, co-diretto con la giovane collega Mariangela Barbanente.

La pellicola sarà proiettata domani sera nell’ambito della dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival, la kermesse internazionale dedicata alle location cinematografiche ideata e diretta da Michelangelo Messina, in corso di svolgimento presso il Castello Aragonese di Ischia Ponte.

Estate 2012. Le due registe, attraverso un film on the road, ci raccontano com’è cambiata la Puglia, loro terra d’origine e tema centrale dei documentari realizzati da Cecilia Mangini negli anni ’60. La stessa estate un giudice ammette che Taranto è una città in ostaggio dell’inquinamento prodotto dall’acciaieria ILVA e ordina l’arresto del proprietario, Emilio Riva. Il film intreccia epoche e luoghi, gli archivi dialogano col presente indagando un luogo nella sua continuità. Il viaggio diventa così l’occasione per confrontarsi con domande che Cecilia Mangini aveva posto al centro della sua ricerca: come guardare all’industria che riscatta una terra, che la traina fuori dalla sua dimensione arcaica, ma ponendola in un presente crudele e contraddittorio?

Dopo un esordio come critico cinematografico (in Cinema Nuovo, Cinema ’60, L’Eco del cinema), Cecilia Mangini inizia la sua opera con il marito, Lino Del Fra; in seguito collabora con Pier Paolo Pasolini in lavori documentaristici sulle periferie cittadine: Ignoti alla città (1958), La canta delle marane (1960), ispirato dal romanzo Ragazzi di vita e il documentario Stendalì (1960), sulle lamentazioni funebri nella provincia di Lecce (anche sull’analisi di studi di Ernesto De Martino).

Nell’analizzare la fabbrica, affronta i drammi sociali legati al boom economico; come per esempio in Essere donne (1965) o in Brindisi ’66 (1966), sul petrolchimico Monteshell a Brindisi (1965); In Comizi d’amore ’80  invece ,tocca i temi della sessualità e la legge sull’aborto. Altri suoi lavori sono: Poi Domani vincerò (1969), e All’armi, siam fascisti! (1962) con Lino Miccichè a cui seguirà Stalin, del 1963.

Nel 2009 è ripresa la sua figura e la sua opera al NodoDoc Festival di Trieste. Nel 2012 si reca a Taranto per raccontare e sostenere le mobilitazioni contro l’inquinamento prodotto dalla locale industria siderurgica.

L’Ischia Film Festival, si concluderà sabato con la serata finale dedicata alle premiazioni delle tre sezioni del concorso in cui è articolata la manifestazione: cortometraggi, documentari e location negate.

 

  

 

XII Convegno sul Cineturismo

Il Cinema promuove il Turismo 

Una ricerca dell’Università Cattolica di Milano, realizzata in collaborazione con l’Ischia Film Festival ed il portale del Cineturismo, ha indagato come le rappresentazioni cinematografiche dei luoghi possano contribuire a orientare le scelte turistiche del pubblico, spingendolo a programmare un viaggio o una vacanza nelle località mostrate.

[Ischia, 1 luglio 2014] Presentata oggi nel XII convegno internazionale sul Cienturismo che si svolge in seno al programma dell’Ischia Film Festival, la ricerca dell’Università  Cattolica di Milano. Esiste un forte legame tra il modo di vivere l’esperienza della visione cinematografica e le motivazioni al cineturismo, ovvero tra “viaggio immaginario” sullo schermo e “viaggio reale” nei luoghi dove sono stati girati i film: questo è il principale risultato della ricerca che ha identificato tre diversi approcci al turismo, di cui due particolarmente attrattivi per la promozione del cineturismo.

18 ConvegnoL’indagine «Cinema e turismo in Italia. Una prospettiva psicologica di analisi della scelta della vacanza»è stata diretta da Roberto Nelli nell’ambito del progetto di ricerca Branded Content Lab dell’Università Cattolica di Milano ed è stata condotta da Furio Reggente e Roberta Todesco con la collaborazione dell’Ischia Film Festival.

La ricerca ha inteso esplorare il fenomeno del cineturismo, indagando l’esperienza della vacanza e la fruizione cinematografica adottando un approccio psicologico, volto a rilevare le motivazioni sottostanti alle scelte turistiche dei rispondenti e ad approfondire i meccanismi psicologici (identificazione e proiezione) che si manifestano durante la visione di un film.

Il questionario – articolato in tre parti finalizzate ad approfondire congiuntamente l’esperienza della vacanza, l’esperienza cinematografica e la concreta visita ai luoghi mostrati nei film – è stato somministrato dal luglio 2013 all’aprile 2014 attraverso molteplici canali in grado di raggiungere non tanto un campione significativo di italiani, quanto un insieme di turisti interessati al cinema e in grado di fornire elementi utili al perseguimento dell’obiettivo della ricerca.

I fattori della predispozione al cineturismo

La chiave del successo turistico di una location cinematografica risiede nell’approcciare correttamente coloro che vivono con intensità e passione la fruizione dei film al cinema, sentendosi proiettati in un’“altra realtà” attraverso l’innesco dei meccanismi dell’identificazione e della proiezione psicologica. Sono dunque queste le persone che provano maggiormente il desiderio di visitare le location dei film e ricercano con piacere le informazioni su tali luoghi:

– il segmento di chi si reca al cinema circa una volta al mese e che come turista manifesta un approccio ludico e sognatore al viaggio: sono per lo più giovani con un buon livello culturale, che si recano in vacanza due o tre volte all’anno; amano visitare luoghi sempre nuovi ricercando nella vacanza svago e divertimento, nonché un’occasione ideale per l’interruzione della routine e per la realizzazione di un sogno personale; ben il 61,2% dei “turisti ludici” dichiara di essersi recato direttamente in un luogo perché visto in un film e addirittura il 71,8% degli stessi afferma di aver modificato l’itinerario di viaggio per visitare una location cinematografica;

– il segmento di coloro che frequentano molto il cinema e che al tempo stesso si recano spesso in vacanza ricercando natura e cultura, lontano dall’onda della moda e del divertimento, manifestando un approccio impegnato e autonomo alle scelte turistiche: si tratta di persone di età più matura con un elevato livello di istruzione e che esprimono aspettative non facili da soddisfare, più articolate e complesse rispetto a quelle spensierate dell’altro segmento; sebbene solo il 45,2% dei “turisti impegnati” abbia dichiarato di essersi recato direttamente in un luogo perché visto in un film, ben il 61,9% di loro ha comunque sostenuto di aver modificato l’itinerario di viaggio per visitare un set cinematografico.

I tre approcci al turismo identificati dalla ricerca

I “turisti ludici e sognatori” (il 43% dei partecipanti alla ricerca) sono in genere giovani (più del 67% ha un età inferiore ai 35 anni, il 17,5 % tra i 36 e i 45, il 15,4% tra i 46 e i 55), con un buon livello di istruzione (il 33,3% ha un diploma di scuola superiore e il 40,8% di loro possiede una laurea triennale), che amano visitare posti sempre nuovi, ricercando il divertimento in una vacanza esclusiva. Sono anche quelle persone che vedono nel viaggio un’occasione ideale per l’interruzione della routine e per la realizzazione di un sogno personale. Generalmente si recano in vacanza 2-3 volte l’anno (il 57,1% di loro) e al cinema circa una volta al mese (36,4%).

I “turisti impegnati e autonomi nelle scelte” (il 39,5% dei rispondenti) si identificano in un individuo di età abbastanza matura (metà di loro ha un età compresa tra i 36 e i 55 anni, il 29,9% tra i 26 e i 35 e solo il 19,7% sotto i 25 anni), con un ottimo livello di istruzione (il 43,3% possiede una laurea magistrale), che ama visitare posti nuovi per soddisfare il proprio desiderio culturale, lontano dalle mete “in” e di moda. Generalmente si reca in vacanza 2-3 volte l’anno (nel 51,9% dei casi), ma ben il 13,3% afferma di andare in vacanza più di 5 volte all’anno. Sono anche frequenti fruitori delle sale cinematografiche (più del 10 % di loro afferma di recarsi al cinema una o più volte alla settimana).

I “turisti pigri e abitudinari” (il 17,5% dei rispondenti) rispecchiano invece una tipologia di individuo di età piuttosto differenziata (il 60% ha meno di 35 anni, mentre il 40% oscilla dalla fascia dei 36-45 anni alla fascia dei 46-55), che possiede un buon livello di istruzione; è piuttosto radicato alle proprie abitudini e preferisce la fuga dalla routine quotidiana in luoghi poco esotici e vicini a casa. Si reca in vacanza generalmente 2-3 volte all’anno (46,7%), ma un’altissima percentuale (40%) dichiara di recarsi in vacanza solo una volta all’anno. Rari frequentatori delle sale cinematografiche, il 5,1% di loro afferma di non andare mai al cinema e il 47,5% solo qualche volta all’anno. Complessivamente non appaiono interessanti alla possibilità di visitare i luoghi in cui è ambientato un film.

Visita anche: 

 Per ogni altra informazione:

www.ischiafilmfestival.it  – info@ischiafilmfestival.it – 3343051500 – 08118994357 – 3286214590

 

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DA PESARO: NUOVO CINEMA – IERI, OGGI, DOMANI

Ricevo e volentieri pubblico

 

Tavola rotonda: Nuovo Cinema – Ieri, oggi, domani

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Pesaro, 28 giugno. Si è svolta oggi al Teatro Sperimentale la tavola rotonda Nuovo Cinema: ieri, oggi, domani moderata da Bruno Torri, una delle declinazioni del 28° Evento Speciale dedicato alle cinquanta edizioni della Mostra. Sono intervenuti storici collaboratori, studiosi, registi e ospiti per fare il punto sulla Mostra e sul cinema in generale, tra gli ospiti d’onore anche Bernardo Bertolucci in collegamento video.

 

ASCOLTA L’INTERVISTA A BERNARDO BERTOLUCCI – https://www.youtube.com/watch?v=EIjfA2RH0fE&feature=youtu.be

 

La lista di coloro che sono intervenuti alla tavola rotonda è la seguente: Adriano Aprà, Pedro Armocida, Bernardo Bertolucci (video), Francesco Casetti, Cesare De Michelis, Pierpaolo Loffreda, Andrea Martini, Francesco Micciché, Franco Montini, Patrizia Pistagnesi, Salvatore Piscicelli, Stefano Rulli, Giovanni Spagnoletti, Piero Spila, Daniele Vicari e Vito Zagarrio.

La tavola rotonda è stata preceduta dalla proiezione di Moviextra – Speciale Pesaro, un omaggio alla Mostra realizzato da Paolo Luciani, Cristina Torelli e Roberto Torelli attraverso l’utilizzo di materiali video, provenienti dalle trasmissioni Rai dell’epoca.

 

Innanzitutto è stato proiettato un contributo video di Bernardo Bertolucci, incontrato dallo staff del festival nella sua abitazione romana. Nei suoi anni passati a Pesaro, Bertolucci ricorda come il festival fosse in grado di riunire tutti i maggiori cineasti di ricerca dell’epoca, che si toglievano dalle spalle il peso “istituzionale” del Festival di Cannes appena passato, per trovare a Pesaro il luogo privilegiato per  potersi confrontare e riflettere sul cinema, ma anche per fare importanti incontri umani: è infatti a Pesaro che è nata la sua grande amicizia con Jack Nicholson.

 

Il primo a prendere la parola dal vivo è stato Adriano Aprà, direttore artistico della Mostra dal 1990 al 1998 che durante il suo mandato ha puntato l’attenzione del festival sulla non fiction. Ha seguito la Mostra sin dalla sua prima edizione, come racconta lui stesso: “Seguii la prima edizione della Mostra nel ’65 come spettatore, poi iniziai a lavorare all’ufficio documentazione, che sarebbe diventato una colonna portante della manifestazione attraverso una ricca produzione editoriale. Allora si lavorava al ciclostile e abbiamo realizzato documenti oggi quasi irreperibili. Più tardi sono passato alla selezione. Pesaro era nello spirito del tempo e lo è stato almeno fino a tutti gli anni 70.” Gli è succeduto Andrea Martini, direttore artistico nel 1999 che lascia la sua testimonianza su Lino Micciché: “Per Lino il testo filmico era inscindibile dal contesto nel quale il film era stato realizzato. Trovo che la Mostra sia tuttora, nonostante l’alternarsi di vari direttori, molto legata alla cultura di Lino e al suo modo di intendere il cinema.” Gli fa eco Bruno Torri, co-fondatore della Mostra insieme a Micciché e ora presidente del comitato scientifico: “Lino era molto aperto al dialogo, al confronto con le altre idee e ai consigli. Come tutte le persone intelligenti, era in grado non tanto di cambiare idea ma di comprendere l’altro da sé. Nei nostri primi anni cercavamo l’innovazione cinematografica soprattutto a livello formale, sempre in piena libertà da ogni condizionamento politico.”

 

Ha preso poi la parola Giovanni Spagnoletti, direttore artistico della Mostra dal 2000 che ha riportato la sua affettuosa testimonianza: “Ripercorrendo la storia del festival, si ha sempre l’impressione di essere arrivati troppo tardi. Quando nel 2000 Lino Miccichè mi propose di dirigere la Mostra ne ero entusiasta. Lino aveva una capacità faustiana di captare le cose: lui detestava la Germania e io all’epoca ero proprio un germanista, eppure inizialmente mi scelse proprio come ‘cretino intelligente tedescofilo’ per curare delle retrospettive e degli omaggi, dal cinema tedesco classico a Alexander Kluge.” Vito Zagarrio, attuale membro del comitato scientifico e curatore di numerosi eventi speciali arrivò invece alla Mostra come allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia, raccontando di come a Pesaro più volte sia stato sdoganato il “nemico”, studiando il cinema del periodo fascista e successivamente quello del cinema hollywoodiano. Sul presente invece dice “Credo che oggi elementi interessanti di nuovo cinema si possano cogliere anche nelle serie televisive, non più solo nell’artisticità del cinema d’autore.” Il regista Salvatore Piscicelli racconta invece di come per lui la Mostra sia stata una vera e propria scuola, un centro di sperimentazione, alla quale ha iniziato a collaborare sin dai tempi dell’università. “A quel tempo sulla cultura non solo c’era dibattito, ma uno scontro violento, oggi inimmaginabile.” conclude amaramente.

 

Lo sceneggiatore e regista Stefano Rulli, vincitore di quattro David di Donatello per la migliore sceneggiatura, ribadisce l’importanza della Mostra nell’aver fatto conoscere e affermare altre realtà cinematografiche, a cominciare da quelle dell’America Latina. Lo scambio con gli spettatori, però, era reciproco dato che “per noi che quei film li vedevamo era un’occasione per ampliare i nostri orizzonti e la nostra preparazione critica. Il cinema deve aiutarci a trovare un nuovo sguardo sulla realtà, non darci nuovi contenuti.” Il grande accademico Francesco Casetti torna invece a parlare di Micciché e della sua grande visione: “Quando ricordo Lino, la prima cosa che mi viene in mente è che era un signore che pensava in grande, anzi pensava l’impossibile. Pesaro è stato il primo festival di prossimità, dove non solo si vedevano film, ma gli autori, i critici e gli spettatori potevano incontrarsi e confrontarsi. Ho nostalgia dei luoghi di scontro culturale, dove chi arriva soddisfatto di sé viene demolito. L’utopia nasce dal conflitto, è il conflitto che mette in luce la necessità di fare un passo in più.”

 

Per Franco Montini, giornalista e critico cinematografico, presidente SNCCI,  la Mostra è stata importante anche per i cineasti italiani degli anni ’80. “A quel tempo – racconta – il cinema italiano veniva dal periodo peggiore che avesse mai conosciuto e la nostra rassegna ebbe il merito di ricostruire un clima di solidarietà tra gli addetti ai lavori.”

 

Per il critico Piero Spila, a lungo collaboratore della Mostra, Pesaro era un luogo di incontri formativi, per tutti gli autori che non si potevano incontrare in altri festival. E lascia il pubblico con un interrogativo sul “nuovo” nel cinema di oggi: “Dove trovarlo? Nella sperimentazione delegata al cinema degli effetti speciali a grosso budget o nella rimodulazione del dispositivo classico?”  Prova a rispondergli Patrizia Pistagnesi, critico cinematografico e anche lei collaboratrice della Mostra a più riprese, per la quale oggi il cinema ha bisogno di rilanciare il suo statuto teorico e non soltanto quello dei singoli film. Questo, spiega, “perché è ciò che permette lo sviluppo di una vera comunità cinematografica capace di rompere con il passato.”

 

Pedro Armocida, direttore organizzativo della Mostra dal 2000, afferma che quella degli ultimi quindici anni sia stata per lui “un’esperienza unica dal punto di vista professionale e umano.” E continua su quella che deve essere la missione del festival per il futuro: “Forse non esiste più il nuovo cinema, ma esistono sempre i nuovi autori che il festival deve continuare a intercettare, riformandosi e aprendosi al futuro. Al tempo stesso bisogna interrogarsi su cosa debba essere oggi il “formato” festival, per continuare a costituire un punto di riferimento.”

Pierpaolo Loffreda, membro del comitato scientifico e docente di cinema, racconta invece del suo primo incontro con la Mostra: “Frequento questo festival da quando avevo quindici anni, era l’anno della Rivoluzione dei Garofani e del referendum sul divorzio, due eventi che mi avevano molto colpito. Quell’anno si presentava una retrospettiva sul Neorealismo, dalla quale ho appreso moltissimo. Le occasioni di studio e approfondimento della Mostra di Pesaro sono paragonabili forse solo a quelle del Festival di Torino, nato solo vent’anni più tardi. Credo molto, come insegnante, nel ruolo didattico di un festival come quello di Pesaro.”

 

Daniele Vicari, regista e giurato di questa edizione della Mostra, effettua invece una riflessione sul “nuovo” cinema: “Parlare del nuovo è sempre difficile, tutte le generazioni hanno la difficoltà di comprendere il proprio destino, cosa sta accadendo e cosa può accadere nell’immediato futuro. La difficoltà principale di un regista oggi non è tanto il come girare il film, ma è piuttosto la questione etica, legata al problema di riuscire a trovare e costruire un proprio pubblico. Un problema che c’è sempre stato, ma che oggi mi sembra particolarmente urgente”. E riguardo al cinema documentario italiano: “Oggi rappresenta tutti i generi, ma viene poco studiato e poco considerato. Eppure è lì che ci sono sperimentazione, indipendenza, forme di distribuzione innovative. Cito ad esempio lo ZaLab di Andrea Segre. Il mio invito è che possa essere considerato più seriamente.”

Chiude la tavola rotonda Francesco Miccichè, figlio di Lino e curatore dell’omaggio a lui dedicato afferma: “Il mio documentario, Lino Miccichè, mio padre. Una visione del mondo è un dialogo generazionale tra la sua visione del mondo e il mio punto di vista. Cercare il nuovo oggi è più complicato, il cinema e il mondo sono molto cambiati. Non so dire se quella visione sia ancora capace di interpretarlo.”