HODTV – la piattaforma streaming dedicata all’horror

LOGO_Positivo-Bianco_150ppiRicevo e volentieri pubblico

È nata HODTV, la prima, la più grande e la più fornita piattaforma streaming interamente dedicata ai generi horror e thriller.

Con 5000 utenti iscritti da tutto il mondo e un catalogo che vanta oltre 260 titoli di ogni nazionalità, HODTV.NET si propone di soddisfare le esigenze dei fan del genere offrendo non solo lungometraggi, ma anche short, mediometraggi e serie provenienti da produttori indipendenti internazionali.

Maraniello e MitrioneProdotto della Società HOUSE OF DISASTER Production & Entertainment srl di Elena Maraniello e Sergio MitrioneHODTV.NET, infatti, si pone quale missione, affiancata da un servizio di qualità, quella di divulgare e far conoscere al pubblico amante del cinema horror e thriller tutto l’universo di lavori indipendenti di ottima qualità che meritano di essere scoperti, spesso celati dietro ai classici puntualmente proposti nelle sale.

platformDunque, su HODTV.NET è possibile trovare per la prima volta in SVOD Bloodline, il mix di slasher, ghost story e zombie movie diretto da Edo Tagliavini, il found footage Il caso Anna Mancini di Diego Carli e l’invasione aliena proposta da Report 51 di Alessio Liguori, ma anche Patient 7 di Danny Draven e Paul Davis, il notevole cortometraggio Surgery, a firma di George e Samuel Clemens, ed esclusive per l’Italia quali The chosen di Ben Jehoshua, Dark show di Olivier Parthonnaud, Corazon muerto di Mariano Cattaneo e Resort Paraiso di Enrique García.

Con l’80% dei titoli in lingua originale provvista di sottotitoli italiani, una library in continua espansione che Elena Maraniello e Sergio Mitrione – dal passato di produttori dei mediometraggi Le ombre di Sheila e The wedding ring – curano quotidianamente nell’intento di insegnare agli spettatori che l’emozione che si prova guardando un film horror di una major la si trova anche in una produzione indipendente.

platform2E, proposti in qualità di mediometraggio unico, nuovi acquisti di HODTV.NET, in esclusiva da metà Luglio 2020, sono i due acclamati corti Bianca Bianca Fase 2, concepiti dal musicista e regista Federico Zampaglione – autore di Shadow – L’ombra e di Tulpa – Perdizioni mortali – durante il lockdown dovuto all’emergenza da Coronavirus.

Ma, pur rimanendo gli inediti e le novità esclusive l’obiettivo principale di HODTV.NET, è in arrivo sulla piattaforma un succoso pacchetto di titoli conosciuti e forti sul mercato acquisito da uno dei massimi distributori di horror mondiali.

Affilate artigli, canini e lame di rasoio, quindi, e non perdete d’occhio HODTV.NET – fruibile in tutto il mondo – sulle pagine:

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DAITONA: ORNELLA MUTI NEL PRIMO TRAILER

Ricevo e volentieri pubblico

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Ornella Muti è un’affascinante e misteriosa femme fatale nel primo trailer di Daitona, irriverente dark comedy direttada Lorenzo Giovenga. Nel cast, accanto alla star italiana, il talento emergente Lorenzo LazzariniPietro De Silva(La vita è bella), Luca Di Giovanni (The startup) e Lina Bernardi (L’imbalsamatore).

https://youtu.be/zr-M4QdmLVw

L’anteprima internazionale del film si terrà il prossimo 21 settembre, in occasione del festival internazionaleFilms Infest di Palma di Maiorca.

SINOSSI: Ventiquattr’ore nella vita di Loris Daitona, scapestrato scrittore romano che, a sedici anni, ha raggiunto la notorietà grazie al best-seller per adolescenti Ti Lovvo. Nell’arco di una giornata, si ritroverà coinvolto in inspiegabili equivoci e sorprendenti incontri con poetesse erotiche, criminali incalliti, attori sopra le righe e viscidi editori.

Sullo sfondo di una Capitale popolata da maschere grottesche e caricature endemiche, Daitona dovrà venire a capo di una serie di enigmi: Che gli è successo la notte precedente? Che cos’è il “Passero Rosso”? Cosa vogliono improvvisamente tutti da lui?

Daitona chi?

Il film è prodotto dalla Daitona srl, giovane e dinamica realtà che ha al suo attivo numerosi documentari, cortometraggi e commercial con un importante punto di forza in comune: l’interazione tra diversi canali di comunicazione.

Un esperimento crossmediale!

La genesi di Daitona – il film è stata accompagnata da una strategia di comunicazione non convenzionale e mai sperimentata prima in Italia in ambito cinematografico.

Quando il progetto era ancora in fase di scrittura, l’attore Lorenzo Lazzarini ha vestito i panni di Loris Daitona nella vita reale, facendosi passare per il suo personaggio anche online grazie a un canale YouTube.

Ti Lovvo, il best-seller che, nel film, ha reso Daitona una star, è stato pubblicato ed è in vendita sulle maggiori piattaforme di shop on-line.

Il critico cinematografico Francesco Alò ha condotto la prima puntata del fake show “Stelle, stalle e meteore”, dedicata alla fantomatica scomparsa del nostro Loris Daitona.

Un piccolo miracolo produttivo.

Daitona – il film è una produzione completamente indipendente, che non ha usufruito di alcun supporto statale, ma solo della tenacia e della passione di un gruppo di ragazzi under 30.

La Spagna si è da subito rivelata forte sostenitrice dell’opera e sono già in atto le trattative per una distribuzione in terra iberica, ancor prima che in Italia!

LA RECENSIONE – PEGGIO PER ME di Riccardo Camilli

peggio per meTITOLO: PEGGIO PER ME; REGIA: Riccardo Camilli; genere: commedia; paese: Italia; anno: 2018; cast: Riccardo Camilli, Claudio Camilli, Tania Angelosanto; durata: 108′

Nelle sale italiane dal 12 luglio grazie a Distribuzione Indipendente, Peggio per me è l’ottavo lungometraggio del regista e montatore Riccardo Camilli.

Ci troviamo a Roma, nel 1986. Francesco e Carlo hanno dodici anni e sono amici per la pelle. Invece di studiare, il giorno sono soliti remixare con un mangianastri televendite televisive e film per adulti. Le loro giornate trascorrono così, fino al momento in cui la madre di Carlo li interromperà e li separerà bruscamente. Trascorrono trent’anni e Francesco è padre di una ragazzina di dodici, si è appena separato dalla moglie e ha perso il lavoro. L’unica soluzione che ritiene possibile è suicidarsi. Nel momento in cui sta per buttarsi da un ponte, però, sentirà, tramite una delle vecchie cassette nello stereo della sua macchina, la sua voce da bambino che si rivolge a lui, impedendogli di saltare.

Lo spunto da cui prende il via tutta la vicenda è indubbiamente interessante. La storia nel complesso funziona e il risultato finale è una commedia brillante con un retrogusto amaro che fa riflettere ma che riesce a intrattenere il pubblico per quasi due ore di visione. Visione gradevole, dove, tuttavia, non mancano piccole imperfezioni, come l’attribuzione degli eventi soprannaturali alla figura di uno zio stregone (trovata eccessivamente debole e quasi improvvisata) o alcune soluzioni in chiusura che, malgrado le buone intenzioni, non riescono ad arrivare allo spettatore con la potenza inizialmente auspicata.

Funzionano molto bene sullo schermo, invece, i due fratelli Riccardo (anche regista) e Claudio Camilli, nel ruolo dei due protagonisti da adulti. La loro è una collaborazione che va avanti da anni, dalla quale sono nati ben otto lungometraggi, tutti realizzati con un budget molto basso (si pensi che Peggio per me è stato girato con soli 6000 euro), tutti che, in un modo o nell’altro, sono riusciti a vedere la luce. Un buon esempio, questo, per il cinema indipendente italiano, all’interno del quale si trovano sempre più nomi e titoli da tenere d’occhio assolutamente.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE – IL CODICE DEL BABBUINO di Davide Alfonsi e Denis Malagnino

il-codice-del-babbuino-trailer-e-poster-del-dramma-di-davide-alfonsi-e-denis-malagnino-2TITOLO: IL CODICE DEL BABBUINO; REGIA: Davide Alfonsi, Denis Malagnino; genere: thriller, drammatico; paese: Italia; anno: 2018; cast: Denis Malagnino; Tiberio Suma, Stefano Miconi Proietti; durata: 81′

Nelle sale italiane dal 17 maggio grazie a Distribuzione Indipendente, Il Codice del Babbuino è l’ultimo lungometraggio diretto da Davide Alfonsi e Denis Malagnino, facenti parte del collettivo Amanda Flor e, successivamente, dell’Associazione Donkey’s Movies.

Il tutto avviene nell’arco di una nottata. Denis, padre di famiglia con difficoltà finanziarie, ritrova per caso, nel pressi di un campo rom, il corpo della ragazza del suo amico Tiberio, la quale è stata stuprata e ridotta in fin di vita. Il giovane e impulsivo Tiberio, una volta venuto a conoscenza dei fatti, non desidererà altro che scoprire i colpevoli e vendicare la sua ragazza. Anche a costo di sfidare la legge e di rimetterci la pelle. Avrà inizio, dunque, una lunga peregrinazione nei quartieri più malfamati della città, dove solo grazie a pericolose alleanze sarà possibile risalire, in qualche modo, alla verità.

Atmosfere cupe, attori non sempre professionisti e, soprattutto, un’interessante – e per nulla facile da gestire – regia fatta di primissimi piani e camera a spalla sono i tratti distintivi di un lungometraggio come Il Codice del Babbuino, il quale, a sua volta, inevitabilmente ci fa pensare al cult Cani Arrabbiati, diretto nel 1974 dal maestro Mario Bava.

Un film, dunque, completamente indipendente, girato con un budget inevitabilmente limitato, ma che riesce a farsi onore all’interno del panorama cinematografico nostrano. Sono soprattutto i personaggi, veri, umani, con mille sfaccettature a contribuire alla riuscita finale. I registi, dal canto loro, bene hanno saputo gestire chi del cinema non ha fatto la sua prima occupazione: come la nostra ottima tradizione insegna, d’altronde, non si riesce a capire chi dei protagonisti sia stato “preso dalla strada” e chi no. Ognuno di loro è perfettamente credibile e riesce a entrare in sintonia con il pubblico fin dai primi momenti. Senza disdegnare anche qualche piccola citazione cinefila.

Al di là del buon risultato finale, al di là del buon livello complessivo, dunque, cosa rende, al giorno d’oggi, un lavoro come Il Codice del Babbuino qualcosa di urgente e necessario? Indubbiamente, il bisogno di dar voce anche ad autori validi che, però, essendo fuori dai grandi circuiti, faticano non poco a ottenere i finanziamenti per il loro lungometraggi. Ed ecco che, quindi, il nostro cinema sembra, di quando in quando, voler tornare addirittura al dopoguerra, quando signori come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti e Giuseppe de Santis pur di realizzare i loro film, inventarono un nuovo modo di far cinema. Un modo, questo, che, di fatto, ha fatto scuola in tutto il mondo. E che ancora oggi sembra rivelarsi spesso la soluzione migliore, oltre che maggiormente efficace.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

PIZZA MARCONI – A BREVE LE RIPRESE DEL FILM TRATTO DAL CORTO DI MAURIZIO M. MERLI

WhatsApp Image 2017-11-17 at 23.10.01Andrea e Massimo sono due amici che, al fine di riuscire ad arrivare a fine mese, lavorano nella pizzeria del padre di Andrea. Entrambi appassionati di motori e di corse, entrambi apparentemente spensierati, purtroppo devono convivere con un passato decisamente non facile.

Doppio ribaltamento per questo breve, ma interessante lavoro del giovane cineasta Maurizio M. Merli. Un lavoro, questo, che per le ambientazioni particolarmente indovinate in una Roma degli anni Novanta e per la struttura a meccanismo che per i cortometraggi si rivela spesso vincente, si classifica indubbiamente come un prodotto particolarmente degno di nota. Al punto da spingere lo stesso autore a voler realizzare un lungometraggio che prende spunto proprio da qui, le cui riprese inizieranno tra marzo ed aprile.

Prodotto da CinemAlfa e da Father and Son, Pizza Marconi ci suggerisce un altro nome da tenere d’occhio all’interno del panorama cinematografico nostrano. Un autore che, muovendo i primi passi nel circuito underground, ci ha sorpreso piacevolmente. Attendiamo fiduciosi, dunque, il risultato della sua prossima, appassionante sfida.

In uscita nelle sale NINNA NANNA con FRANCESCA INAUDI E NINO FRASSICA

Ninna Nanna1Ricevo e volentieri pubblico

Arriva nelle sale cinematografiche dal 29 giugno “Ninna Nanna” di Dario Germani ed Enzo Russo interpretato, tra gli altri, da Francesca Inaudi, Nino Frassica, Fabrizio Ferracane e Manuela Ventura. La colonna sonora è firmata da Francesco “Kekko” Silvestre. Il film sarà distribuito da Plumeria Film srl.

 Con l’arrivo della bella stagione il cinema italiano indipendente non si ferma, anzi, nel mese di giugno porta ben due film nelle sale cinematografiche. Dopo l’uscita di Girotondo, distribuito da SeDici Cinema srl in uscita il 21 giugno, Tonino Abballe questa volta in veste di produttore esecutivo, porta al cinema con Plumeria Film srl “Ninna Nanna” una pellicola diretta da Dario Germani ed Enzo Russo, girata in Sicilia tra Gibellina, Castelvetrano Selinunte e Tre Fontane in uscita al cinema dal 29 giugno.

Nel cast troviamo Francesca Inaudi, Nino Frassica, Fabrizio Ferracane, Manuela Ventura, Guia Jelo, Salvatore Misticone, Maria Rosaria Omaggio, Massimiliano Buzzanca e Luca Lionello. La bellissima colonna sonora, invece, è firmata da Francesco Kekko Silvestre (Modà).

La storia di “Ninna Nanna” racconta un tema attuale: “Cosa accade spesso alle donne dopo una gravidanza, sia a livello psicologico che a livello fisico? Perché alcune volte il bambino diventa una minaccia alla propria felicità? Ce lo racconta Anita (Inaudi) una giovane enologa talentuosa, amata ed innamorata di suo marito Salvo (Ferracane). Anita aspetta una bambina che non vede l’ora di conoscere e di cantarle la ninna nanna che ha preparato appositamente per lei. Dopo il parto, però, crede di aver passato il peggio e di essere pronta per il suo nuovo ruolo di mamma ma, in realtà, la presenza della bambina incrina la sua vita serena ed equilibrata fino a diventare una “minaccia” per la sua felicità e per la sua relazione con Salvo. Questa situazione porterà Anita a riportare a galla i fantasmi del passato e a dover fare i conti con se stessa.

Trailer del film https://youtu.be/2ToPs2g6ijY

ALTIN IN CITTA’ di Fabio Del Greco – imperdibile appuntamento con il Cinema Indipendente

locandina-orizzontale1-altin-in-the-cityGrandi novità in arrivo sul grande schermo, nel 2017! Il cinema indipendente – e, nello specifico, quello italiano – come abbiamo avuto modo di vedere, sta ottenendo, negli ultimi anni, sempre maggiori consensi da parte di pubblico e critica, oltre a grandi riconoscimenti nell’ambito di festival italiani ed internazionali. E, a quanto pare, anche la distribuzione sta dedicando uno spazio maggiore ad un certo tipo di cinema. Per l’anno nuovo, ad esempio, è prevista l’uscita di Altin in città, ultimo lungometraggio diretto da Fabio Del Greco – con protagonisti gli attori Rimi Beqiri e Chiara Pavoni – che tratta temi attuali come l’integrazione in un paese straniero, il desiderio di realizzare i propri sogni e la difficoltà a gestire il successo.

Altin è un giovane scrittore di talento che, venuto in Italia dall’Albania, sta per ultimare un libro in cui racconta la propria esperienza di migrante. Scoperto da una talent scout in seguito alla sua partecipazione ad una trasmissione televisiva, il giovane vedrà un altro ragazzo appropriarsi dei diritti del suo libro, in quanto ritenuto maggiormente adatto a diventare un personaggio pubblico. Le cose, però, prenderanno una piega inaspettata.

Una storia, questa qui raccontata, che è anche la storia di molti giovani che sognano il successo, ma che faticano a farsi strada. Una storia come tante, ma messa in scena in modo del tutto personale, con una forte componente onirica e grande potenza visiva, segno che – spesso e volentieri – lavorare da indipendenti ha dalla sua una totale libertà di espressione, oltre alla voglia di scoprire e sperimentare linguaggi nuovi e non convenzionali. E Altin in città è proprio questo: un lungometraggio che non ha paura di mettere in scena il nuovo e che, ci auguriamo, possa trovare un proprio, giusto riconoscimento da parte della distribuzione italiana.

RIFF 2016 – TUTTI GLI OSPITI,I FILM E I DOCUMENTARI DELLA XV EDIZIONE

download-5Dal 25 novembre al 1° dicembre, presso il cinema Savoy, a Roma, avrà luogo la XV edizione del Rome Independent Film Festival, che, come ogni anno, ci mostra un’importante selezione di lungometraggi e documentari indipendenti. <una settimana ricca di proiezioni, incontri e dibattiti a cui non si può mancare!

Di seguito, tutti i dettagli riguardanti il festival.

Torna il RIFF CON OLTRE 110 FILM IN SELEZIONE. 
IN ANTEPRIMA ITALIANA TUTTI I FILM IN CONCORSO.
NUTRITA LA SEZIONE DI DOCUMENTARI.

Tra gli ospiti della XV edizione

Valeria Bruni Tedeschi, Lorenza Indovina, Silvia D’Amico, Filippo Nigro, Donatella Finocchiaro, Francesco Montanari, Stefano Fresi, Lisa Andreozzi, Biagio Izzo, Gianluca di Gennaro, Teresa Saponangelo, Enrico Loverso, Ciro Petrone, Franco Nero, Marco d’Amore, Alessandro Haber, Maurizio Sciarra, Paolo Sassanelli, Dino Abbrescia, Federico Rosati, Ivan Franek.
Tra gli stranieri atteso il Premio Nobel Adolfo Peréz Esquivel,  
Gli attori Jamie Bamber, Kellan Lutz, Edward Asner e
Phedon Papamichael – direttore della fotografia nominato agli Oscar.

Dal 25 Novembre al 1 Dicembre 2016 avrà luogo la XV edizione del Rome Independent Film Festival – RIFF, nella location del Cinema Savoy, del Cinema Europa e della Biblioteca Europea di Roma, dove saranno protagonisti 110 titoli tra film e documentari “indipendenti” provenienti da 24 paesi di cui 15 in anteprima mondiale e 10 in anteprima europea. Tutti i film in concorso sono in anteprima italiana su un totale di duemila film visionati.
Sono 12 i film in concorso di cui otto stranieri provenienti da Canada, Germania, Francia, Usa, Filippine, Spagna e Cile a cui si aggiungo quattro film italiani in Concorso.
Film di apertura del Concorso Internazionale il 25 novembre sarà il film cileno You’ll Never Be Alone (Nunca vas a estar solo) di Alex Anwandter. Il film è stato vincitore del Teddy Jury Awards alla Berlinale 2016 e sarà presentato in anteprima italiana al RIFF, che, quest’anno apre la sua selezione con un film a tematica Queer. Dopo che il figlio Pablo, adolescente gay, viene malmenato da alcuni giovani omofobi, Juan, taciturno manager di una fabbrica di manichini, lotta tra il dover pagare le esorbitanti spese mediche di suo figlio e l’ultimo tentativo di diventare socio della sua azienda. Mentre s’imbatte in vicoli ciechi e in tradimenti inaspettati, scoprirà che il mondo può essere violento anche con lui. Juan ha fatto troppi errori, ma suo figlio può ancora essere salvato.
Sabato 26 novembre sarà presentato An Autumn Without Berlin (Un otoño sin Berlin) della spagnola Lara Izagirre che sarà presente in sala. Dopo essere andata via di casa alla ricerca di un futuro migliore, June ritorna nella sua città natale per riprendere i contatti con Diego, il suo primo amore, e con suo padre. June proverà a realizzare il suo sogno adolescenziale di andare a Berlino con Diego, ma si renderà presto conto che gli anni lo hanno cambiato.
Sempre sabato 26 sarà proiettato il film francese di animazione The Girl Without Hands (La Jeune Fille Sans Mains) diretto da Sébastien Laudenbach. In tempi duri, un mugnaio vende la figlia al diavolo. Protetta dalla sua purezza, lei fugge ma è priva delle sue mani. Durante il suo cammino, incontra la dea delle acque, un dolce giardiniere e il principe nel suo castello. Un lungo viaggio verso la luce.
Lo stesso 26 novembre sarà presentato il film filippino/USA Toto diretto da John Paul Su che sarà presente in sala. Antonio “Toto” Estares, lavora in un hotel di Manila, ed ha sempre sognato di arrivare in America per realizzare il sogno dei suoi genitori. Dopo una serie di tentativi andati a male, per ottenere un visto statunitense in cui mette a repentaglio amicizie, lavoro e dignità, perde la speranza di realizzare il suo sogno ma sarà un americano ad aiutarlo, in un modo molto inaspettato.
Domenica 27 sarà proiettato Money di Martín Rosete, il film sarà presentato dal Produttore Atit Shahe e da gli attori Jamie Bamber, Kellan Lutz. Il film Usa/Spagna vede al centro due uomini d’affari in procinto di scappare con 5 milioni di dollari provenienti da traffici illeciti quando ricevono una visita inaspettata.
Martedì 29 sarà presentato il film tedesco Jonathan di Piotr J. Lewandowski. Le responsabilità di Jonathan contraddicono i suoi 23 anni. Le giornate iniziano e finisco prendendosi cura del padre malato, Burghardt, e mandando avanti la fattoria di famiglia con la zia Martha. Col passare del tempo le condizioni di Burghardt peggiorano, Martha assume Anka, un’infermiera che aiuta il padre, della quale Jonathan s’innamora. Mentre la loro relazione fiorisce, la distanza emotiva di Burghardt dalla sua famiglia rivela devastanti segreti, uno dei quali emergerà con l’arrivo di Ron, un suo vecchio amico. Conosciuta la verità, potrà Jonathan perdonare suo padre?
Mercoledì 30 novembre sarà la volta del film canadese 01:54 diretto da Yan England che saluterà il pubblico in sala. Tim, un atleta timido di 16 anni, è sia intelligente che talentuoso. Ma la pressione che subisce lo porta verso il baratro, in un luogo in cui i limiti umani raggiungono un punto di non-ritorno. La proiezione del film rientra tra gli eventi dedicati alle scuole in cui l’incontro col regista ha l’obiettivo di stimolare l’immaginazione dei ragazzi. Il film scelto, per la tematica affrontata e per lo stile con cui è girato, ha lo scopo di sviluppare lo sguardo critico degli studenti.
Sempre il 30 sarà presentato il film USA Hunky Dory di Michael Curtis Johnson. Sidney avrebbe sempre voluto essere una rock star, ma è diventato una drag queen in una bettola. La sua vita prende una piega drammatica quando la sua ex svanisce dopo aver inaspettatamente lasciato fuori dal suo appartamento il loro figlio undicenne. Sidney è sempre stato in grado di nascondere al figlio i suoi demoni, ma quando lo stress di ritrovarsi genitore single si fa pesante, la sua vita inizia a cadere a pezzi.

Per gli italiani in concorso, venerdì 25 il primo dei film proiettato alla presenza della regista è La Fuga (Girl in Flight) di Sandra Vannucchi. Il film racconta la storia di Silvia, una bambina undicenne la cui vita a casa è consumata dalla depressione clinica della madre. Capendo che nessuno realizzerà il suo sogno di visitare Roma, scappa, determinata a farlo da sola. Sul treno incontra una ragazza, Emina, e la segue per le vie di Roma fino al suo campo. Girato in un vero campo nomadi con attori non professionisti. Le immagini del film, catturate dal pluripremiato direttore della fotografia Vladan Radovic, mostrano il tenero, spaventoso ed emozionante percorso emotivo di una ragazzina che prende in mano la propria vita. Nel cast Donatella Finocchiaro, Filippo Nigroe Lisa Ruth Andreozzi, tutti presenti al Festival.
Sabato 26 sarà presentato Sex Cowboys diretto da Adriano Giotti. Sex cowboys è un viaggio dentro la nostra generazione, la generazione perduta, destinata a vivere senza un lavoro fisso, una casa fissa e uno stile di vita ben preciso. I personaggi di questo viaggio sono nomadi, precari e immaturi. Alla rabbia di Simone e al bisogno di magia di Marla, si alterna la passione e il sesso. La crisi generazionale è dentro di noi, e noi dobbiamo trovare il modo per sopravvivere e fare del presente il nostro sogno, dato che nel futuro non avremo spazio.
Domenica 27 sarà presentato Gramigna (Volevo una vita normale) di Sebastiano Rizzo. Gramigna narra la storia di Luigi, figlio di Diego, uno dei più potenti boss della malavita campana che, ancora oggi, sta scontando l’ergastolo e che lui ha visto solo in galera. Luigi è costretto a fare i conti con il bene e il male, conteso tra “tentatori” e “angeli custodi”. Gli insegnamenti di questi ultimi mettono in guardia Luigi dai rischi del malaffare e lo spronano a studiare e a lavorare, riuscendo a estirpare dalla sua mente, come una Gramigna, ogni forma di tentazione che potrebbe costargli quella libertà che conquisterà a sue spese, sperimentando l’umiliazione del carcere. Nel cast Biagio Izzo, Gianluca di Gennaro, Teresa Saponangelo, Enrico Lo Verso, Ciro Petrone, tutti presenti al Festival.
Martedì 29 sarà la volta di Da che parte stai di Francesco Lopez. In una delle tante città del sud in piena espansione, gli ultimi abitanti di un quartiere popolare devono cedere i propri alloggi alle ristrutturazioni che trasformeranno il quartiere nella nuova area residenza signorile del centro. Manuela, giovane madre di due bambini insieme a suo marito Nico, appena uscito di galera, e suo fratello Enzo avranno 24 ore per trovare una nuova sistemazione, ma il destino li metterà l‘uno contro l’altro e ognuno di loro dovrà scegliere da che parte stare.

Sul fronte dei documentari il RIFF propone 14 documentari in concorso di cui cinque per la sezione internazionale provenienti da Nuova Zelanda, Giappone, Usa e Francia e nove documentari italiani.

Anche la sezione documentari, da sempre, fiore all’occhiello del RIFF per l’importanza delle tematiche affrontate compie 15 anni. La selezione dei documentari Internazionali e i suoi cinque titoli, raccontando storie diverse propone uno spunto di riflessione sulla società, la politica e la storia odierna.
Domenica 27 sarà proiettato, alla presenza della regista, il biografico Crossing Rachmaninoff diretto dalla neo-zelandese Rebecca Tansley che segue l’aspirante solista di pianoforte Flavio Villani nella sua prima performance in orchestra nel preparare il concerto No.2 di Rachmaninoff.
Lunedì 28 sarà la volta del documentario USA Under The Gun di Stephanie Soechtig che offre uno sguardo sul periodo immediatamente successivo al massacro di Sandy Hook e sul fatto che non determinò nessun cambiamento nelle leggi americane sul possesso di armi da fuoco.
Martedì 29 il documentario francese Women Against Isis diretto da Pascale Bourgaux e ambientato in Siria mostra un sorprendente numero di donne combattenti contro l’organizzazione terroristica che minaccia il territorio.
Mercoledì 30 sarà presentato Une jeune fille de 90 ans, diretto da Valeria Bruni Tedeschi, che prenderà parte alla serata, il documentario è il frutto di una coregia con Yann Coridian, presente al festival, ed è ambientato nel reparto geriatrico di un ospedale in cui il famoso coreografo Thierry Thieu Niang tiene un laboratorio di danza con i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.
Il giapponese A New Moon Over Tohoku di Linda Ohama che sarà presentato sempre il 30 racconta, invece, una commovente storia d’amore e di sopravvivenza attraverso la ricostruzione del terremoto, dello tsunami e del disastro nucleare che nel 2011 hanno colpito il Giappone.
Al centro della proposta dei nove documentari Italiani invece ci sono l’incontro e le persone tra passato, presente e nuovi mondi da scoprire. C’è chi crea uno spazio di condivisione come in Bar Mario di Stefano Lisci che sarà proiettato venerdì 25 alla presenza del regista e che racconta di un bar a forma di nave punto di riferimento per gli abitanti di un quartiere di Bolzano. Sempre il 25 alla presenza del regista sarà la volta di Puzzle città immaginate di Matteo Alemanno che racconta di una realtà urbana diventata modello sociale alternativo nato dal basso e capace di offrire importanti attività sociali. Lo stesso giorno ci sarà anche Ombre Della Sera di Valentina Esposito, presente in sala, e che racconta il difficile percorso di reinserimento familiare e sociale dei detenuti in misura alternativa e degli ex detenuti del Carcere di Rebibbia. Tra gli interpreti Pippo Delbono.  Il 25 altri due documentari italiani in concorso. In Europia di Fabio Colasso & Sirio Timossi, ci si immerge nelle storie di chi ha cercato di dimenticare un paese in guerra, di fuggire da un’epidemia, di ricongiungersi ai propri cari, iniziare una nuova vita tra approdi incerti e il rischio di morire. La storia di Sakiko di Francesco Mancinisegue, invece, una coppia siciliana che adotta una bambina in oriente: Italia e Giappone, paesi con solidissime tradizioni e davvero distanti tra loro, si ritrovano così uniti dalla storia di una bimba.
Sabato 26, con il regista in sala, sarà presentato Gente di amore e rabbia di Stefano Casertano che ha come protagonista un luogo d’incontro e ospitalità: Corviale è infatti il più grande palazzo residenziale in Europa. Sempre sabato sarà programmato Sull’orlo della gloria diretto da Maurizio Sciarra, che presenterà il film in sala.  Si tratta di un percorso alla scoperta delle cose e dei personaggi che hanno animato il mondo innovativo e geniale di Pino Pascali, uno dei fondatori della cosiddetta arte povera. Nel documentario Paola Pitagora.
Martedì 29 in 2 Girls di Marco Speroni le storie parallele di Lola e Tigist, due ragazze provenienti da paesi molto diversi quali il Bangladesh e l’Etiopia, ma che condividono la fuga come unica possibilità di salvezza da una vita di povertà e abusi.
Mercoledì 30 l’immigrazione è al centro di Porto il velo adoro i Queen di Luisa Porrino che descrive le nuove identità etniche presenti in Italia attraverso gli occhi delle nuove generazioni.
Chiude la XV edizione del RIFF il Premio Nobel Adolfo Peréz Esquivel che sarà presente al Festival con Rivers Of Hope di Dawn Gifford Engle che racconta la storia dell’America Latina degli ultimi ottanta anni vista attraverso gli occhi di un uomo – artista di fama mondiale, attivista per i diritti umani, e premio Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel. Dal lavoro che ha svelato la “guerra sporca” condotta dalle dittature militari, al suo periodo come “desaparecido” e prigioniero politico, Adolfo diventa simbolo della coscienza dell’America. Questo film racconta i reali progressi compiuti nella lotta per i diritti umani e la giustizia sociale.

E ancora cortometraggi internazionali e nazionali e corti di animazione. Tra i numerosi cortometraggi internazionali in concorso: domenica 27 sarà presentato A Beautiful Day diretto da Phedon Papamichael con gli interpreti James Brolin e Frances Fisher. Phedon Papamichael, celebre direttore della fotografia americano, ha ricevuto una nomination agli Oscar per Nebraska, sarà presente in sala per il pubblico del festival. Qui alla regia di un interessante cortometraggi che, nel solco del nuovo fenomeno del Cinema greco, mette in risalto la fragilità della psiche umana davanti alla morte e alla sua difficile accettazione. Il regista terrà anche una masterclass sabato 26 novembre.

Tra gli altri corti internazionali A New Home di Z. Virc – Slovenia, Baraka di N. Ruiz Medina – Spagna, False Flag di A. Urbieta – Spagna, Home di D. Mulloy – Kosovo/UK, Já Passou di S. Salgado – Portugal, Lethe di D. Kulumbegashvili – Georgia/Francia, Limbo di K. Kotzamani – Grecia/Francia, Minh Tâm di V. Maury – Francia, Mixteip – The Greatest Tape Ever Told di T. Åke – Finlandia, Serval And Chaumier di B. Daret & A. Goisset – Francia, The Beast (Zvjerka) di D. O. Pusic – Croazia /Finlandia, The Quantified Self di G. Osatinski – USA, Veil of Silence (Un Grand Silence) di J. Gourdain – Francia, Youth di B. Marty – USA.

Per I cortometraggi italiani: Buffet di S. De Santis & A. D’Ambrosi, E così sia di C. Spina, Che ora è di F. d’Aniello,
Ego di Lorenza Indovina con Rolando Ravello, Il buio di G. Oppes con Franco Nero, La favola bella di L. Ferrari Carissimi, La gita di F. Buffa, Millelire di A. Calculli nel cast: Paolo Sassanelli, Lorenzo De Angelis, Dino Abbrescia, Uccio De Santis, Simone Castano, Agnese Nano, Anna Ferzetti, Nando Irene. E ancora Monica di Alessandro Haber, presente in sala, dedicato alla grande Monica Scattini, scomparsa nel 2015. Mostri di A. Giotti con Alessandro benvenuti e Federico Rosati, Nous revons di A. Spaziani, Parla che ti sento di I. Niosi, Santa Maria di A. G. Giacummo, Sogni a orologeria di F. Colangelo, Timballo di M. Forcella con Maria Grazia Cucinotta e Ivan Franek presente al Festival.
Ivan Franek, Tundra di M. Nardari, Uno di noi di L. Ferrante & M. Ricca con Simone Montedoro, Euridice Axen, Uomo in mare di E. Palamara conMarco D’Amore che sarà presente al festival con il regista.
Per I corti di animazione Neck And Neck di S. Clark – UK, Nutag – Homeland di A. Telengut – Canada, Leerstelle di U. Zintler – Germania, Playground(Cour de récré) di F.Gavelle & C. Inguimberty – Francia, Satie’s parade (Parade de Satie) di Koji Yamamura – Giappone, Urban Audio di M. Schnider – Germania/Svizzera.
Per I film fuori concorso: A proposito di Franco di Gaetano Di Lorenzo – Italia, Non voltarti indietro di Francesco Del Grosso – Italia, Fatti osceni in luogo pubblico di Stefano Viali – Italia, Giro di giostra di Massimiliano Davoli – Italia, La slitta di Emanuela Ponzano – Italia, L’insonne – Ouverture di Alessandro Giordani – Italia, Like a butterfly di Eitan Pitigliani – Italia/UK, Nessuno mi aveva mai aperto la porta di Valeria Tomasulo – Italia, Neuf cordes di Ugo Arsac – Italia/Francia, Umbra di Carlo Fenizi – Italia, Where We Begin di Hikari aka, Mitsuyo Miyazaki – USA.

Il RIFF è realizzato con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, con il contributo di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con SIAE ed è inserito nell’edizione 2016 dei Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città: “Roma, una Cultura Capitale”

Grande successo per FESTINA LENTE di LUCILLA COLONNA

Francesca Ceci

TITOLO: FESTINA LENTE – AFFRETTATI LENTAMENTE; REGIA: Lucilla Colonna; genere: drammatico, storico; anno: 2016; paese: Italia: cast: Francesca Ceci, Francesco Rossini, Silvia Delfino, Rimi Beqiri; durata: 102′

Pluripremiato in Spagna e negli Stati Uniti al Wild Rose Film Fest, grande successo all’ Ischia Film Festival, al festival internazionale Tracce Cinematografiche di Nettuno ed a Fabriano, Festina lente – Affrettati lentamente, opera prima scritta e diretta da Lucilla Colonna si è rivelata un’operazione particolarmente interessante nel panorama cinematografico attuale.

La storia della poetessa Vittoria Colonna (Francesca Ceci) viene qui ricostruita – in seguito ad una lunga preparazione in merito – focalizzando l’attenzione sul coraggio della protagonista e sulla sua forza interiore nell’affrontare difficoltà nella vita privata e, soprattutto, nel rapportarsi con il potere, con la Chiesa e con le istituzioni. Il tutto messo in scena con suggestive ambientazioni, imponenti costumi ed una colonna sonora di tutto rispetto. Una Vittoria Colonna appassionata e determinata, un personaggio come ce ne vorrebbero tanti, soprattutto al giorno d’oggi.

Diego Bottiglieri, Francesca Ceci e Silvia Delfino“Se si maneggiassero più libri che armi, non si vedrebbero tante stragi, tanti misfatti, tante brutture.”. Così disse il tipografo Aldo Manuzio, citato – anche per questa sua affermazione – in Festina lente. E il concetto da cui prende spunto tutto il film, soprattutto per questo motivo, risulta attuale più che mai. Così come esemplare è il processo da cui è nato tutto il lungometraggio. Nell’ambito di un panorama cinematografico che sembra proporci – per quanto riguarda la grande distribuzione – spesso e volentieri prodotti visti e rivisti, un’operazione come quella di produrre e realizzare un film totalmente indipendente risulta quasi un’impresa eroica, che presuppone anni ed anni di lavoro e non poche difficoltà. Impresa, questa, realizzata durante la produzione di Festina lente, che – a sua volta – si è rivelato un film fortemente sentito e pieno di pathos e che vede la sua regista – Lucilla Colonna, appunto – quasi come un alter ego della protagonista stessa, perseverante, combattiva ed appassionata più che mai.

Francesca Ceci e Filippo GiliPiù e più volte – in particolare negli ultimi anni – si è parlato di cinema indipendente. Un cinema realizzato da giovani autori che, senza importanti case di produzione alle spalle, hanno deciso di dar vita alle loro opere, scegliendo, in compenso, una grande libertà produttiva. Ed è questo un cinema che man mano sta prendendo sempre più piede e che ha visto l’affermarsi di non pochi nomi nel panorama cinematografico. Che sia questo anche il destino dell’esordiente Lucilla Colonna? Staremo a vedere. Nel frattempo, la sua opera prima, Festina lente, ha già conquistato numerosi spettatori nell’ambito di festival italiani ed internazionali. E questa, di certo, non è cosa da poco.

Marina Pavido

BIANCONERI. JUVENTUS STORY – solo il 10, 11 e 12 ottobre nelle sale italiane

Ricevo e volentieri pubblico

Uscirà il 10, 11 e 12 ottobre nelle sale italiane

l’atteso docu-film di Marco e Mauro La Villa sulla storia leggendaria della famiglia Agnelli e della sua mitica squadra

 

Bianconeri_POSTER_100x140Con interviste a Gianluigi Buffon, Alessandro del Piero, Andrea Pirlo, Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci,

Andrea Agnelli, John, Ginevra e Lapo Elkann

 Prendete la squadra che più di ogni altra ha vinto tutto quello che si poteva desiderare vincere. Aggiungete una famiglia che ha fatto la storia d’Italia e della sua industria: gli Agnelli. Gli ingredienti per dar vita a un film che tenga attaccati allo schermo ci sono già tutti.

È stata questa l’intuizione dei fratelli Marco e Mauro La Villa, che firmano la regia di Bianconeri. Juventus Story (prodotto da Marco e Mauro La Villa e Damien Mastroprimiano), il film in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, distribuito da Nexo Digital e Good Films (elenco dei cinema a breve su http://www.juvestory.it. Prevendite aperte dal 15 luglio).

La Juventus F.C. è la società di calcio più famosa e vincente d’Italia. Viene fondata a Torino il primo novembre del 1897 da un gruppo di amici uniti dalla passione per il football, quello sport così speciale da poco “importato” dall’Inghilterra. Nasce così, quasi per gioco, il team più glorioso del campionato italiano. Nel 1923 la Juventus viene acquistata dalla famiglia Agnelli, risultando a oggi la sola squadra professionale ad aver mantenuto la stessa proprietà per quasi un secolo.

Costruito con un sapiente mix di immagini esclusive, interviste ai nomi più illustri del calcio mondiale, video di repertorio e materiali inediti provenienti dagli archivi privati della società, Bianconeri. Juventus Story è il film indipendente attraverso cui Marco e Mauro La Villa raccontano per la prima volta la storia ufficiale del club, ma è anche un viaggio attraverso le fasi salienti che hanno contribuito a costruire il sogno della Juventus fino alla conquista della terza stella ed è il racconto, intimo e appassionato, della “storia d’amore” tra la squadra e la famiglia Agnelli. Su grande schermo i fan di tutta Italia ritroveranno alcuni dei momenti più emozionanti, intensi, drammatici e trionfali della storia della squadra bianconera: dall’acquisto segreto di Platini alla tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, dall’arrivo di Roberto Baggio all’era Lippi, dalla retrocessione in B alla straordinaria stagione 2015/2016. Sempre uniti e determinati, sempre “fino alla fine”, come recita il motto dei giocatori. Narrato dal Candidato al Premio Oscar Giancarlo Giannini, il film vede tra i produttori esecutivi David Franzoni, sceneggiatore del film Premio Oscar Il Gladiatore, e la collaborazione speciale del Premio Oscar Ennio Morricone.

Ma Bianconeri. Juventus Story è anche un libro pubblicato da Rizzoli, disponibile in libreria dal 13 ottobre, in occasione dell’uscita del film nelle sale.

Il volume di Marco e Mauro La Villa, con testi di Gianluigi Buffon, Alessandro del Piero, Andrea Agnelli, John e Lapo Elkann, racconta per la prima volta la storia ufficiale del club attraverso i suoi momenti chiave, compresi scandali e tragedie.

Un oggetto imprescindibile per ogni tifoso, costruito con materiali inediti provenienti dagli archivi privati della società: fotografie, documenti e interviste.

Spiegano i registi Marco e Mauro La Villa: “Nati Juventini, abbiamo avuto l’idea di realizzare ‘un film’ sulla nostra amata Juventus in onore di nostro padre, Rosindo La Villa, bianconero sfegatato. Ci siamo tuffati immediatamente nella ricerca per trovare ‘una storia’ che potesse comunicare al mondo chi è davvero la Juve. Dopo la prima fase di ricerche, era chiaro che la famiglia Agnelli sarebbe stata protagonista: c’è un legame tra gli Agnelli e la squadra che non esiste in nessun’altra parte del mondo e in nessun altro sport. Per questo nelle parole dell’avvocato Gianni Agnelli abbiamo trovato in fondo una delle chiavi del nostro film: “La vera gara tra noi e le squadre milanesi -spiegava- sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda”.  Partendo nel 1981 con la grande squadra di Trapattoni e Liam Brady, la storia della Juve continua con tutti i suoi alti e bassi e le svolte inaspettate verso quella terza stella che sembrava irraggiungibile! Lavorare per gli ultimi 5 anni direttamente con la società, i giocatori e la famiglia Agnelli è stato impegnativo ma soprattutto meraviglioso: speriamo di aver portato a termine nel modo migliore l’obiettivo che ci eravamo prefissati: portare questa epica storia d’amore sul grande schermo per il pubblico Juventino in Italia e nel mondo.”

Aggiunge Ginevra Elkann di Good Films: “Il film dei fratelli La Villa racconta in modo emozionante la storia della Juventus, con un punto di vista nuovo, umano, familiare”.

Conclude Franco di Sarro per Nexo Digital “Siamo davvero felici di distribuire Bianconeri. Juventus Story assieme a Ginevra Elkann e a Good Films. Siamo sicuri che sarà una grande festa per i tifosi di tutta Italia e per tutti i cinema che parteciperanno all’evento”.

 Marco e Mauro La Villa sono due fratelli gemelli registi e produttori di origine italiana e vivono a New York City. Al momento stanno lavorando sui loro prossimi lungometraggi, collaborando anche su alcuni film con il produttore/attore, Damien Mastroprimiano. Insieme hanno diretto e prodotto il documentario musicale Hang The DJ dedicato alla cultura di dj come Roger Sanchez, Junior Vasquez, DJ Qbert, Mix Master Mike, John “Jellybean” Benitez, Carl Cox, Dj Red Alert, e Claudio Coccoluto. Hang The DJ è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e presentato anche al Festival Internazionale del Documentario di Amsterdam.

Bianconeri. Juventus Story sarà distribuito in Italia dal 10 al 12 ottobre da Nexo Digital e Good Films in collaborazione coi media partner Radio DEEJAY, Corriere dello Sport – Stadio, TuttoSport e con ADIDAS.