LA RECENSIONE – LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher

lazzaro feliceTITOLO: LAZZARO FELICE; REGIA: Alice Rohrwacher; genere: drammatico; paese: Italia; anno: 2018; cast: Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Nicoletta Braschi; durata: 130′

Nelle sale italiane dal 31 maggio, Lazzaro felice è l’ultima fatica della giovane regista Alice Rohrwacher, presentato in concorso alla 71° edizione del Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma d’Oro alla Miglior Sceneggiatura, ex aequo con Three Faces di Jafar Panahi.

Il giovane Lazzaro, non ancora ventenne, vive in un casolare di campagna insieme alla sua numerosa famiglia, con la quale lavora come contadino a servizio di una nobildonna. La padrona della terra, tuttavia, altro non fa che sfruttare i suoi dipendenti, costringendoli a vivere come schiavi, senza che sappiano nulla di come vadano le cose al di fuori della campagna in cui vivono. Nel momento in cui le autorità si accorgeranno di tale situazione, saranno tutti finalmente liberati, ma non sarà affatto facile adattarsi alla vita al di fuori del loro piccolo mondo.

Un tema di grande potenza, che si fa metafora della nostra società, dei giochi di potere effettuati da padroni, datori di lavoro e banche, ma anche dell’ultimo secolo della storia della nostra Italia. Particolarmente interessante, a tal proposito, è l’ambientazione: durante le prime scene, girate all’interno del casolare di campagna (con atmosfere che tanto stanno a ricordarci il cinema del compianto Ermanno Olmi), si ha l’impressione di trovarsi nell’Italia degli anni Cinquanta. Eppure, vi sono piccoli, sporadici elementi che rimandano all’epoca contemporanea. La cosa si fa maggiormente evidente nel momento in cui i carabinieri fanno irruzione in quel piccolo mondo fuori dal tempo, riportandoci immediatamente ai giorni nostri. Il tutto resta comunque volutamente ambiguo, dal punto di vista spazio-temporale e, unitamente a piccole caratteristiche dei protagonisti e dello stesso Lazzaro, assume un che di surreale, di magico, addirittura di onirico. Particolarmente d’effetto, a tal proposito, l’abitudine – sia del protagonista che della sua famiglia – di soffiare uno strano vento che tanto sta a ricordarci il vento felliniano e il suo significato intrinseco di morte.

E poi, ovviamente, c’è lui, il giovane Lazzaro (interpretato da un ottimo Adriano Tardiolo, qui al suo esordio sul grande schermo). Sempre sereno, sorridente, sembra non desiderare mai nulla per sé, ma, al contrario, sembra sperare solo che agli altri possa capitare del bene. Il ragazzo – analogamente a molte figure della nostra stessa società che vengono banalmente emarginate – è talmente buono, da risultare addirittura stupido. Una sorta di santo che non fa miracoli e che vedrà nella figura di Tancredi – figlio della nobildonna per cui lavora – il suo primo, vero amico. Un amico che non smetterà mai di cercare per tutta la vita.

E così, questo complesso e stratificato lavoro della Rohrwacher – realizzato, tra l’altro, rigorosamente in pellicola – è riuscito a conquistare anche il pubblico di Cannes. La cosa, ovviamente, è stata del tutto meritata e non fa che confermare la giovane autrice come uno dei nomi maggiormente da tener d’occhio all’interno del panorama cinematografico nostrano.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

LA CULTURA DELLA SICUREZZA A SCUOLA, SUL LAVORO, NELLA VITA

Ricevo e volentieri pubblico

La cultura della sicurezza

a scuola, sul lavoro, nella vita

 Protocollo d’intesa Inail, Ufficio scolastico per la Lombardia e Fondazione Cineteca italiana per educare alla prevenzione anche col cinema

 

Il 24 giugno scorso è stato sottoscritto un protocollo triennale d’intesa tra INAIL – Direzione Regionale Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Fondazione Cineteca Italiana, per avviare un rapporto di collaborazione su iniziative congiunte per promuovere la cultura della sicurezza e della salute in ogni ambiente: di studio, di lavoro e di vita. Nell’ambito delle rispettive competenze, i tre enti coinvolti si impegnano in un piano di attività per sensibilizzare e formare i giovani, favorire lo sviluppo di conoscenze, sensibilità e attitudini nell’ambito dell’educazione alla prevenzione e alla sicurezza sul posto di lavoro.

Nello specifico, INAIL – Direzione Regionale Lombardia e Fondazione Cineteca Italiana promuoveranno il progetto “Lo spettacolo della sicurezza”, che metterà in campo più attività come la realizzazione di un archivio specializzato di film sul tema della sicurezza, sempre a disposizione dell’utente presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema attraverso percorsi museali e postazioni di consultazione, nonché una piattaforma online estremamente flessibile, che raccoglierà oltre 200 titoli legati al tema della sicurezza, in cui l’utente potrà avviare una ricerca e creare un percorso personale di formazione.

Parallelamente è stata già sviluppata un’offerta didattica in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, il Cineclub “In sicurezza”, un’iniziativa completamente gratuita rivolta alle scuole superiori di secondo grado che prevede un programma di 10 film sul tema della sicurezza, cui seguirà un incontro/dibattito con un esperto sui temi affrontati durante la proiezione.

La piattaforma virtuale, la library di film di finzione a tema e gli incontri/dibattiti per le scuole sono strumenti importanti ed efficaci per condividere il valore della sicurezza.

Nel quadro del protocollo, INAIL – Direzione Regionale Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Fondazione Cineteca Italiana creeranno e promuoveranno dunque un polo audiovisivo e di formazione permanente legato al tema della sicurezza, rendendosi così promotori di una raccolta e sistematizzazione dei materiali audiovisivi sul tema, che si candida a essere la prima in Italia.

 

CINECLUB IN SICUREZZA: LUNGOMETRAGGI

IL POSTO – classico italiano restaurato

e sc.: Ermanno Olmi. Int.: Loredana Detto, Sandro Panzeri, Tullio Kezich, Mara Revel. Italia, 1961, b/n, 94’.

Attraverso le vicende di un giovane che trova il suo primo impiego in una grande azienda milanese, uno spaccato dell’Italia che cambia all’inizio degli anni ’60 e un’indagine sull’alienante routine del mondo del lavoro.

IN QUESTO MONDO LIBERO

in questo mondo liberoR.: Ken Loach. Sc.: Paul Laverty. Int.: Juliet Ellis, Kierston Wareing, Colin Caughlin, Leslaw Zurer. Germ./GB/Italia/Spagna, 2007, col., 96’.

La storia di due giovani donne proletarie e combattive, Angie e Rose, che aprono un’agenzia di reclutamento per immigrati, lottano con i mediatori, ma non si fanno scrupoli pur di realizzare il loro profitto. Loach torna nel cuore dell’Inghilterra contemporanea, al precariato, alle ingiustizie sociali, alla rabbia.

LEZIONI DI CIOCCOLATO

R.: Claudio Cupellini. Sc.: Fabio Bonifacci, Christian Poli. Int.: Luca Argentero, Violante Placido, Hassani Shapi, Josefia Forlì, Neri Marcorè. Italia, 2007, 97’.

Insensibile e senza scrupoli, Mattia è un cinico imprenditore edile votato alla fede del “risparmio come massimo guadagno”. Dopo aver rinunciato a costruire i ponteggi di sicurezza per il suo cantiere, si ritrova improvvisamente a far fronte ai ricatti di uno sfortunato operaio egiziano caduto da un tetto e costretto al gesso dalla vita in su. Ragione del ricatto, un concorso da cioccolataio da frequentare sotto mentite spoglie – quelle di Kamal appunto, impossibilitato a partecipare – in cambio di una non denuncia per le condizioni disumane del cantiere. Per Mattia, si apriranno le porte di un mondo sconosciuto fatto di integrazione culturale e di dignitosissima povertà, nel tentativo di redimersi dalla sua vita precedente.

LA RICERCA DELLA FELICITÀ

la ricerca della felicitàR.: Gabriele Muccino. Sc.: Steve Conrad. Int.: Will Smith, Jaden Smith, Thandie Newton, Brina Howe, James Karen. USA, 2006, 117’.

Il 30enne Christopher Gardner, ragazzo padre disoccupato con un figlio piccolo a carico, ha un sogno nel cassetto: diventare un broker di successo. La sua tenacia e le sue capacità nel campo dell’economia gli apriranno le porte dell’alta finanza portandolo dai gabinetti della stazione ferroviaria di San Francisco in cui è costretto a vivere fino ai vertici di una delle più importanti compagnie americane di brokeraggio…

SI PUÒ FARE

Giulio ManfredoniaR.: Giulio Manfredonia. Sc.: G. Manfredonia, Fabio Bonifacci. Int.: Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Andrea Bosca, Giorgio Colangeli. Italia, 2008, 111’.

Milano, anni ’80. Nello è un sindacalista le cui posizioni non vengono più gradite dai colleghi per cui viene mandato in una cooperativa di ex malati mentali. Contro il parere degli psichiatri, si batterà perché i ragazzi imparino un mestiere e siano in grado di mantenersi riappropriandosi della loro dignità. Il percorso non sarà facile ma sarà connotato da una ritrovata umanità per tutti, anche per i “sani di mente”.

TUTTI PAZZI PER ROSE

tutti-pazzi-per-rose01R.: Regis Roinsard. Sc.: R. Roinsard, Daniel Presley, Roamin Compingt. Int.: Romain Duris, Déborah François, Bèrénice Bejo, Shaun Benson. Francia, 2012, 111’.

Primavera, 1958. Rose ha ventun anni e vive con il burbero padre in un villaggio della Normandia. Il suo destino è sposare il figlio del meccanico del paese e diventare una moglie docile e devota, ma lei non vuole una vita del genere, e così, quando viene a sapere che Louis Echard, il carismatico direttore di una società di assicurazioni, cerca una segretaria, non esita a partire per Lisieux. Il colloquio non va nel modo migliore, ma Rose vuole quel lavoro a tutti i costi: diventerà la dattilografa più veloce di Francia e, forse, perfino del mondo…

PAY DAY

e sc.: Charlie Chaplin. Int.: Ch. Chaplin, Ph. Allen, H. Bergman, E. Purviance. USA, 1922, b/n, muto, cortometraggio.

Charlie, muratore, ha una moglie becera e un capomastro dispotico, la cui figlia è però bellissima…

CON IL FIATO SOSPESO

CON IL FIATO SOSPESO - 05 Alba Rohrwacher pp lab 2 re sc.: Costanza Quatriglio. Int.: Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Anna Balestrieri, Gaetano Aronica. Italia, 2013, 35’.

Stella studia farmacia all’università. Quando arriva il momento di fare la tesi di laurea viene inserita in un gruppo di ricerca. Piano piano capisce che nei laboratori di chimica qualcosa non va. L’ambiente non è sano, qualcuno comincia a star male, i professori parlano di coincidenze. L’amica Anna, che ha lasciato gli studi per suonare in un gruppo rock, vorrebbe che Stella smettesse di lavorare in quel posto. Ma Stella non vuole rinunciare al suo sogno.

MI PIACE LAVORARE (MOBBING)

e sc.: Francesca Comencini. Int.: Nicoletta Braschi, Camille Dugay Comencini, Marina Buoncristiani, Roberta Celea, Stefano Colace.Italia, 2004, col., 83’.

Anna, segretaria di terzo livello, comincia ad avere problemi sul lavoro: i colleghi non la invitano più a prendere il caffè, il suo posto di lavoro viene “distrattamente” occupato, nessuno si siede più vicino a lei durante la pausa mensa, il direttore del personale la ignora. Le vessazioni e i problemi di lavoro pian piano iniziano a logorare la vita di Anna, sola e divorziata, che ha come unico conforto il suo rapporto con la figlia Morgana…

ROSSO MALPELO

rosso-malpeloR.: Pasquale Scimeca. Sc.: P. Scimeca, Nennella Buonaiuto, dall’omonima novella di Giovanni Verga. Int.: Antonio Ciurcia, Omar Noto, Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese. Italia, 2007, col., 90’.

Rosso Malpelo è uno dei tanti bambini che lavora in miniera. Povero e malvisto per il colore rosso di faccia e capelli, alla morte del padre viene abbandonato anche da madre e sorelle. Rimasto solo al mondo, Rosso Malpelo stringe amicizia con Ranocchio, un suo compagno di lavoro. Purtroppo, anche Ranocchio lo abbandona a causa di una grave malattia e così Rosso Malpelo, convinto che ormai non ci sia più nessuno a cui importi qualcosa di lui, accetta di andare a lavorare nella galleria più pericolosa della miniera

TEMPI MODERNI

e Sc.: Charlie Chaplin. Int.: Dick Alexander, Henry Bergman, Stanley Blystone, Chester Conklin, Allan Garcia, Paulette Goddard, Charlie Chaplin. Usa, 1936, b/n, 85’, copia restaurata.

Charlot, operaio in un grande complesso industriale, estenuato dal ritmo frenetico di lavoro, perde la ragione. Ricoverato in una casa di cura, viene dimesso qualche tempo dopo per finire però quasi subito in prigione, a causa di una manifestazione di operai nella quale si ritrova casualmente coinvolto. Durante la detenzione, egli concorre, inconsapevole, a sventare una rivolta di detenuti; ciò gli frutta l’ immediata scarcerazione. Una volta libero, riprende la sua dura lotta per sopravvivere: gli è di conforto l’ amicizia di una giovane orfana, con cui divide la propria casetta e quel po’ di cibo che riesce a procurarsi. La polizia, venuta a cercare la ragazza per ricondurla all’ orfanotrofio, li costringe però a fuggire dalla città per cercare altrove un po’ di tranquillità.

LE VENT SE LЀVE – questa sera alle 21.00 LA VITA E’ BELLA di Roberto Benigni

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Un quarto d’ora insieme anche questa sera per parlare di diritti umani, di cinema e di musica, su Radio Diritto Zero (www.dirittozero.it) con LE VENT SE LЀVE

ImmagineUn film che ha portato l’arte cinematografica italiana in tutto il mondo e che è stato un successo assoluto anche a casa sua (tanto per cambiare); un Roberto Benigni in stato di grazia che ha girato e interpretato il suo lavoro migliore (sia dei precedenti che dei successivi), un film che ci racconta l’orrore della guerra e la pazzia dell’olocausto attraverso l’amore: quello di un uomo per una donna, quello di un padre per un figlio. Una colonna sonora eccezionale firmata Nicola Piovani che ci accompagnerà in questi 15 minuti di trasmissione

Appuntamento allora alle 21.00 su http://www.dirittozero.it con LE VENT SE LЀVE