IveliseCineFestival – SI E’ COSTITUITA LA GIURIA DI ESPERTI

copertina FB festival 2017Ricevo e volentieri pubblico

SI È COSTITUITA LA GIURIA DEGLI ESPERTI DELL’IVELISECINEFESTIVAL, FESTIVAL DI CORTOMETRAGGI E DOCUMENTARI, PRODOTTO DA TEATRO IVELISE E DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE ALLOSTATOPURO. IL PRESIDENTE DI QUESTA TERZA EDIZIONE SARÀ MASSIMILIANO BRUNO. QUEST’ANNO IL FESTIVAL SI SVOLGERA’ NEI GIORNI 30 NOVEMBRE E 1-2 E 3 DICEMBRE, IN PIÙ SEDI ARTISTICHE DELLA CAPITALE.

 

 

Quest’anno, la Giuria di Esperti dell’IveliseCineFestival, festival di corti e documentari, arrivato alla sua terza edizione, sarà composta da nomi illustri del panorama cinematografico italiano e internazionale, tra cui: Massimiliano Bruno (Presidente della Commissione dei Giurati – Regista, Sceneggiatore e Attore), Alessandro Pesci (Direttore della Fotografia), Marta Gervasutti (Regista e Sceneggiatrice), Luigi Parisi (Regista), Vincent Riotta (Attore), Sarah Maestri (Attrice e Conduttrice televisiva), Francesco Bruschettini (Produttore cinematografico).

Ricordiamo che il Festival, organizzato con il patrocinio di ACSI e Metis Teatro ed in collaborazione con il Teatro Kopò, il Caffè Letterario Mangiaparole e la rivista cinematografica CineClandestino, selezionerà al massimo 40 opere, per le quali è in attivo il bando fino al 27 ottobre 2017. Le opere in concorso saranno proiettate nei giorni del 30 novembre e 1-2 dicembre, non solo al Teatro Ivelise, ma, con una proiezione parallela in altre sedi artistiche della Capitale: il Nuovo Teatro Kopò, il Caffè Letterario Mangiaparole e l’Associazione Culturale Metis Teatro. Durante queste giornate il pubblico sarà partecipativo, in quanto potrà costituire la giuria popolare, decretando la migliore opera per ogni genere:

– Commedia;

– Drammatico;

– Tematica sociale;

– Horror/Noir;

– Animazione;

– Fantasy.

 

Domenica 3 dicembre, invece, si svolgerà la premiazione delle opere vincitrici, presso la sede del Teatro Ivelise. A partecipare all’evento, con Tavola Rotonda a seguire, saranno: i finalisti, decretati dalla Giuria di Esperti (quattro Nomination a categoria), i Giurati e gli addetti stampa.

 

La Giuria di Esperti decreterà quattro nomination ed un vincitore per ognuna delle seguenti categorie: la Miglior opera fra tutte, la Miglior Regia, la Miglior Sceneggiatura, la Miglior Fotografia, il Miglior Montaggio, il Miglior Attore e la Migliore Attrice protagonisti, il Miglior Attore e la Migliore Attrice non protagonisti.

 

 

Pagine FACEBOOK: https://www.facebook.com/allostatopuro https://www.facebook.com/teatroivelise?fref=ts

 

 

CONTATTI:

Ufficio Stampa: Marina Pavido ivelise.press@gmail.com

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IveliseCinefestival: ivelise.progetto@gmail.com

LA RECENSIONE – PER UN FIGLIO di Suranga D. Katugampala

arton2538TITOLO: PER UN FIGLIO; REGIA: Suranga D. Katugampala; genere: drammatico; anno: 2017; paese: Italia; cast: Kaushalya Fernando, Julian Wijesekara, Nella Pozzerle; durata: 75′

Nelle sale italiane dal 30 marzo, Per un figlio è l’opera prima del giovane regista originario dello Sri Lanka Suranga D. Katugampala, prodotta da Antonio Augugliaro, già noto per aver diretto il documentario Io sto con la sposa.

Sunita è una donna srilankese di mezza età che lavora come badante presso un’anziana signora in una cittadina di provincia del nord Italia. La donna ha un figlio adolescente da poco giunto in Italia, con il quale, però, c’è un rapporto tutt’altro che facile, sia per il fatto di non averlo seguito durante i suoi primi anni di vita, sia per il tentativo di quest’ultimo di integrarsi in un contesto culturale che la stessa Sunita fa fatica ad accettare.

Per-un-figlio-2Per un figlio racconta, dunque, la storia di tante donne che, al fine di garantire ai propri figli una vita dignitosa, sono costrette ad abbandonarli fin da piccoli per andare a vivere e lavorare all’estero. Da qui la decisione da parte del giovane regista di focalizzare l’attenzione esclusivamente sulla donna, secondo una messa in scena che rispecchia in tutto e per tutto le teorie del pedinamento zavattiniano. Ed ecco che ci troviamo di fronte ad un lungometraggio estremamente asciutto e realista, dove non v’è spazio per ogni qualsivoglia abbellimento, ma che ci mostra la cruda realtà così com’è. Ciò che vediamo è la quotidianità di una donna divisa tra un lavoro non facile e la gestione di un figlio adolescente che nutre nei suoi confronti non pochi rancori. Una donna che non sa come dividersi e che ogni giorno corre da una parte all’altra della cittadina con il proprio scooter, senza avere un attimo di tregua per sé stessa. La macchina da presa, dal canto suo, sembra allontanarsi dalla protagonista solo per mostrarci brevi stralci della vita del ragazzo fuori casa, insieme agli amici, nel tentativo di trovare un proprio posto nella società.

Per-un-figlio-1La storia di una singola persona che, però, è la storia di tanta gente costretta a fare scelte non sempre facili. Non a caso, dunque, la protagonista, Sunita, è l’unico personaggio ad essere identificato con un nome proprio. Tutti gli altri sono attori di una pièce che sembra ripetersi quasi quotidianamente, indipendentemente dal luogo o dal contesto in cui ci si trova. Una pièce che, in questo caso, è stata messa in scena grazie ad uno sguardo sì giovane, ma anche estremamente maturo e consapevole, per quanto riguarda il linguaggio cinematografico. Di conseguenza, Per un figlio rappresenta un ottimo esordio sulla scena di Katugampala, da sempre attento alle problematiche del suo paese di origine e che di sicuro ha in serbo non poche sorprese per il futuro.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE DI MARINA – I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA di Fabio Dipinto

cc-2015-08-08-cassio-passocisa-048_bootstrap_fullscreenTITOLO: I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA; REGIA: Fabio Dipinto; genere: documentario; anno: 2016; paese: Italia; durata: 55′

Nelle sale italiane dal 13 ottobre, I volti della via Francigena è un appassionante documentario scritto, diretto e prodotto dal giovane regista torinese Fabio Dipinto.

Partendo dal Colle del Gran Sasso, per poi arrivare a Roma, la telecamera riprende decine di persone intente a percorrere il Cammino: pellegrini, viaggiatori, ospitalieri ed abitanti del luogo vengono, così, intervistati, al fine di raccontarci i mille motivi che spingono la gente ad intraprendere questa strada e tutto quello che un’esperienza del genere è in grado di regalarci.

20151004_143908-e1456392163624Un documentario lineare e semplice, un’opera piccola e preziosa, questa di Fabio dipinto. Quello che maggiormente colpisce, al di là delle numerose testimonianze presentateci, è quello speciale senso di pace e di serenità che ci viene trasmesso dalle persone che, in un modo o nell’altro, sono entrate in contatto con questa esperienza. L’occhio della macchina da presa è, proprio a questo proposito, un occhio maturo ed attento, che sa ben cogliere le mille sfumature di ogni personaggio e che riesce nella non facile impresa di farci entrare direttamente nello schermo, facendoci venir voglia di far parte di quel mondo magico.

via-francigena-800x450Ed ecco che i pellegrini, gli ospitalieri, ma anche gli abitanti del posto non sono più, per noi, dei semplici estranei, bensì persone con le quali – pur non avendole mai incontrate dal vivo – sentiamo di aver già condiviso molto.

Semplice, scevra da ogni virtuosismo registico – che in questo caso sarebbe stato probabilmente fuori luogo – questa opera di Fabio dipinto è un documentario che fa bene all’anima. Molto semplicemente. E che, ci auguriamo, possa trovare in sala l’attenzione che merita.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

Da oggi a Roma e MIlano: PRESS – STORIE DI FALSE VERITA’. La commedia opera prima dentro il mondo del GIORNALISMO TELEVISIVO

Ricevo e volentieri pubblico

Da oggi 14 luglio PRESS – Storie di false verità

A Roma al cinema Apollo 11 e a Milano al Cinema Apollo.

Prosegue il viaggio nelle sale della commedia di Paolo Bertino e Alessandro Isetta

ambientata nel mondo del giornalismo televisivo

locandina PRESSDopo il debutto del 7 luglio a Torino, dove è stato girato ed è ambientato, arriva anche nelle sale di Roma e Milano PRESS, la commedia opera prima di Paolo Bertino e Alessandro Isetta  prodotta da Luna Film, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, Fondo Regione Lazio e la consulenza tax credit di FIP Film Investimenti Piemonte, in collaborazione con Rai Cinema, e distribuita da Istituto Luce Cinecittà.

Una commedia ironica e irriverente, diretta da due autori poco più che ventenni, ambientata nella cornice insolita e surreale di una piccola emittente televisiva. Protagonisti Michele e Luca, un intraprendente giornalista e il suo cameraman  (i giovani brillantiMario Acampa e Gianluca Guastella),  con un lavoro a tempo e poco gratificante e un’idea per modificare gli eventi. E i fatti di cronaca.

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Maurizio e Luca sono due dipendenti di una rete televisiva regionale, Rete Unita 2. Maurizio è un giovane giornalista intraprendente, Luca è il suo cameraman. Preoccupato per gli imminenti tagli al personale e stanco dei servizi poco interessanti che gli vengono affidati, Maurizio decide di renderli più avvincenti e curiosi, inventandoli in parte. Luca partecipa malvolentieri all’operazione.

I servizi giornalistici vengono “ritoccati” in maniera sempre più spudorata, con sempre maggior successo di ascolti, ma tra Luca e Maurizio nasce un forte conflitto sull’etica del lavoro.

Il direttore di Rete Unita, venuto a sapere della falsità dei servizi proposti dai suoi dipendenti, convoca Maurizio nel suo ufficio informandolo che se la verità dei fatti trapelasse, la responsabilità del grave gesto cadrebbe unicamente sul giovane: la rovina della sua carriera.

Il termine ultimo dei tagli al personale si avvicina e Maurizio nonostante tutto è ancora tra i principali candidati al licenziamento, in più annebbiato dal bisogno incessante di far successo. Decide così di inventarsi l’ultima notizia, sconcertante, stupefacente e che faccia definitivamente scalpore.

Il loro servizio, verrà accolto con applausi e ovazioni dai colleghi, come i due protagonisti avrebbero voluto; questa volta però il successo dovrà fare i conti con la loro umanità.

 

Press_04GUARDA IL TRAILER

https://www.youtube.com/watch?v=OyXOuea550I

Una commedia che partendo dal mondo influente (più di quanto si creda) delle emittenti locali, racconta con sorriso e leggerezza difficoltà e piccoli deliri di un mondo sull’orlo di una crisi di nervi: in bilico tra realtà e spettacolo, lavoro intermittente, cinismo e responsabilità. Quel mondo che per recuperare il sentimento della realtà, a volte ha bisogno anche di un pizzico di ironia.

BIANCONERI. JUVENTUS STORY – solo il 10, 11 e 12 ottobre nelle sale italiane

Ricevo e volentieri pubblico

Uscirà il 10, 11 e 12 ottobre nelle sale italiane

l’atteso docu-film di Marco e Mauro La Villa sulla storia leggendaria della famiglia Agnelli e della sua mitica squadra

 

Bianconeri_POSTER_100x140Con interviste a Gianluigi Buffon, Alessandro del Piero, Andrea Pirlo, Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci,

Andrea Agnelli, John, Ginevra e Lapo Elkann

 Prendete la squadra che più di ogni altra ha vinto tutto quello che si poteva desiderare vincere. Aggiungete una famiglia che ha fatto la storia d’Italia e della sua industria: gli Agnelli. Gli ingredienti per dar vita a un film che tenga attaccati allo schermo ci sono già tutti.

È stata questa l’intuizione dei fratelli Marco e Mauro La Villa, che firmano la regia di Bianconeri. Juventus Story (prodotto da Marco e Mauro La Villa e Damien Mastroprimiano), il film in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, distribuito da Nexo Digital e Good Films (elenco dei cinema a breve su http://www.juvestory.it. Prevendite aperte dal 15 luglio).

La Juventus F.C. è la società di calcio più famosa e vincente d’Italia. Viene fondata a Torino il primo novembre del 1897 da un gruppo di amici uniti dalla passione per il football, quello sport così speciale da poco “importato” dall’Inghilterra. Nasce così, quasi per gioco, il team più glorioso del campionato italiano. Nel 1923 la Juventus viene acquistata dalla famiglia Agnelli, risultando a oggi la sola squadra professionale ad aver mantenuto la stessa proprietà per quasi un secolo.

Costruito con un sapiente mix di immagini esclusive, interviste ai nomi più illustri del calcio mondiale, video di repertorio e materiali inediti provenienti dagli archivi privati della società, Bianconeri. Juventus Story è il film indipendente attraverso cui Marco e Mauro La Villa raccontano per la prima volta la storia ufficiale del club, ma è anche un viaggio attraverso le fasi salienti che hanno contribuito a costruire il sogno della Juventus fino alla conquista della terza stella ed è il racconto, intimo e appassionato, della “storia d’amore” tra la squadra e la famiglia Agnelli. Su grande schermo i fan di tutta Italia ritroveranno alcuni dei momenti più emozionanti, intensi, drammatici e trionfali della storia della squadra bianconera: dall’acquisto segreto di Platini alla tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, dall’arrivo di Roberto Baggio all’era Lippi, dalla retrocessione in B alla straordinaria stagione 2015/2016. Sempre uniti e determinati, sempre “fino alla fine”, come recita il motto dei giocatori. Narrato dal Candidato al Premio Oscar Giancarlo Giannini, il film vede tra i produttori esecutivi David Franzoni, sceneggiatore del film Premio Oscar Il Gladiatore, e la collaborazione speciale del Premio Oscar Ennio Morricone.

Ma Bianconeri. Juventus Story è anche un libro pubblicato da Rizzoli, disponibile in libreria dal 13 ottobre, in occasione dell’uscita del film nelle sale.

Il volume di Marco e Mauro La Villa, con testi di Gianluigi Buffon, Alessandro del Piero, Andrea Agnelli, John e Lapo Elkann, racconta per la prima volta la storia ufficiale del club attraverso i suoi momenti chiave, compresi scandali e tragedie.

Un oggetto imprescindibile per ogni tifoso, costruito con materiali inediti provenienti dagli archivi privati della società: fotografie, documenti e interviste.

Spiegano i registi Marco e Mauro La Villa: “Nati Juventini, abbiamo avuto l’idea di realizzare ‘un film’ sulla nostra amata Juventus in onore di nostro padre, Rosindo La Villa, bianconero sfegatato. Ci siamo tuffati immediatamente nella ricerca per trovare ‘una storia’ che potesse comunicare al mondo chi è davvero la Juve. Dopo la prima fase di ricerche, era chiaro che la famiglia Agnelli sarebbe stata protagonista: c’è un legame tra gli Agnelli e la squadra che non esiste in nessun’altra parte del mondo e in nessun altro sport. Per questo nelle parole dell’avvocato Gianni Agnelli abbiamo trovato in fondo una delle chiavi del nostro film: “La vera gara tra noi e le squadre milanesi -spiegava- sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda”.  Partendo nel 1981 con la grande squadra di Trapattoni e Liam Brady, la storia della Juve continua con tutti i suoi alti e bassi e le svolte inaspettate verso quella terza stella che sembrava irraggiungibile! Lavorare per gli ultimi 5 anni direttamente con la società, i giocatori e la famiglia Agnelli è stato impegnativo ma soprattutto meraviglioso: speriamo di aver portato a termine nel modo migliore l’obiettivo che ci eravamo prefissati: portare questa epica storia d’amore sul grande schermo per il pubblico Juventino in Italia e nel mondo.”

Aggiunge Ginevra Elkann di Good Films: “Il film dei fratelli La Villa racconta in modo emozionante la storia della Juventus, con un punto di vista nuovo, umano, familiare”.

Conclude Franco di Sarro per Nexo Digital “Siamo davvero felici di distribuire Bianconeri. Juventus Story assieme a Ginevra Elkann e a Good Films. Siamo sicuri che sarà una grande festa per i tifosi di tutta Italia e per tutti i cinema che parteciperanno all’evento”.

 Marco e Mauro La Villa sono due fratelli gemelli registi e produttori di origine italiana e vivono a New York City. Al momento stanno lavorando sui loro prossimi lungometraggi, collaborando anche su alcuni film con il produttore/attore, Damien Mastroprimiano. Insieme hanno diretto e prodotto il documentario musicale Hang The DJ dedicato alla cultura di dj come Roger Sanchez, Junior Vasquez, DJ Qbert, Mix Master Mike, John “Jellybean” Benitez, Carl Cox, Dj Red Alert, e Claudio Coccoluto. Hang The DJ è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e presentato anche al Festival Internazionale del Documentario di Amsterdam.

Bianconeri. Juventus Story sarà distribuito in Italia dal 10 al 12 ottobre da Nexo Digital e Good Films in collaborazione coi media partner Radio DEEJAY, Corriere dello Sport – Stadio, TuttoSport e con ADIDAS.

LA RECENSIONE DI MARINA: MOTHER’S DAY di Garry Marshall

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TITOLO: MOTHER’S DAY; REGIA: Garry Marshall; genere: commedia; anno: 2016; paese: USA; cast: Jennifer Aniston, Kate Hudson, Julia Roberts, Jason Sudeikis; durata: 118′

Nelle sale italiane dal 23 giugno, Mother’s Day è l’ultimo lungometraggio diretto dal regista Garry Marshall.

Una mamma single alle prese con due figli piccoli, con l’ex marito e con la nuova moglie di lui. Due sorelle che, non sentendo i genitori da molto tempo, non sanno come avvisarli circa le loro nuove situazioni sentimentali. Un padre rimasto vedovo alle prese con i primi amori adolescenziali della figlia maggiore. Una venditrice televisiva di successo che ha sacrificato tutto – compreso il rapporto con sua figlia – in nome della carriera. E, infine, una giovane ragazza innamorata del suo compagno, ma terrorizzata dall’idea di sposarlo.

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Essere uno dei nomi più autorevoli della Hollywood dei giorni nostri, essere un regista affermato – così come uno stimato produttore cinematografico – presupporrebbe avere una certa libertà dal punto di vista della creazione di un film. Libertà, questa, che dà anche la possibilità di provare ad ideare anche qualcosa di nuovo. Non necessariamente dal punto di vista stilistico, ma almeno dal punto di vista contenutistico, quello sì. Basterebbe solo volerlo. Il problema, però – nel caso del celebre regista e produttore Garry Marshall – è che la voglia di dare vita ad un prodotto innovativo proprio non c’è. Al contrario, dopo gli iniziali successi cinematografici – primo fra tutti Pretty woman, che come raramente accade è riuscito a creare una sorta di mito, una favola entrata ufficialmente a far parte dell’immaginario collettivo fin dai primi giorni dopo la sua apparizione sul grande schermo – il celebre cineasta hollywoodiano si è saldamente ancorato ad un cinema visto e rivisto, ricco di luoghi comuni e fortemente prevedibile. Questo è stato il caso dei recenti Appuntamento con l’amore e Capodanno a New York, così come è anche il caso di Mother’s day, questo suo ultimo lavoro facente parte di una trilogia – in cui sono compresi i titoli sopra citati – che vede alcune festività annuali (San Valentino, Capodanno e, appunto, la Festa della Mamma) in occasione delle quali i protagonisti troveranno il vero amore e scopriranno quali siano i valori davvero importanti nella vita. Originale, vero?

823836f0-ede7-0133-8013-0e31b36aeb7fQuesto non vuole essere uno spoiler, ma – più che altro – un’ulteriore conferma che ciò che state immaginando circa il finale del film accade davvero. Tutti i conflitti – e tutti rigorosamente nel giorno della Festa della Mamma – si appianeranno, l’amore trionferà su tutto e vissero tutti felici e contenti. Ora, sinceramente, quante volte abbiamo purtroppo visto un lavoro del genere? Tante, addirittura troppe. Sembra quasi che Marshall – così come altri suoi colleghi – non abbia quasi più voglia di pensare a qualcosa di nuovo, ma, forte della convinzione che il grande pubblico sia proprio questo a voler vedere, si limiti unicamente al facile guadagno, avendo tirato i remi in barca ormai da tempo. Forse, addirittura già dopo il successo di Pretty woman.

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Questo modo di fare “cinema” fa pensare inevitabilmente ai nostri connazionali Enrico e Carlo Vanzina. Anche loro, come Marshall, hanno messo in scena lungometraggi che, in un modo o nell’altro, hanno fatto epoca, anche loro ormai da anni continuano a dirigere sempre lo stesso film, che ormai non fa neanche più ridere, pregno com’è di imbarazzanti luoghi comuni e facili volgarità. Due diverse società prese di mira ognuna per i propri difetti, un unico momento che – il più delle volte – coincide con qualche evento importante, durante il quale si appianeranno come per magia tutti i conflitti venutisi precedentemente a creare. Con la sola differenza che i prodotti italiani si contraddistinguono per una comicità di gran lunga più volgare.

A nulla è servito un cast stellare – in cui spicca l’ormai attrice feticcio di Marshall, Julia Roberts. A nulla è servito far leva sulle emozioni basilari di ogni essere umano – grazie a momenti strappalacrime con tanto di melodia suonata al pianoforte pronta a partire puntuale per enfatizzare il tutto. Mother’s day è, in fin dei conti, un film che dà quasi ai nervi, la cui visione ci fa sentire presi in giro e sottovalutati circa le nostre capacità intellettive. Non serve dire altro. Tanto abbiamo già visto tutto.

VOTO: 4/10

Marina Pavido

OTTO VINCITORI DEL BIF&ST CANDIDATI AI DAVID

Ricevo e volentieri pubblico

 

OTTO VINCITORI DEL BIF&ST CANDIDATI AI DAVID

Sono otto i vincitori dei premi assegnati dalla giuria del Bif&st-Bari International Film Festival, diretto da Felice Laudadio, che concorrono per i David di Donatello nelle cinquine annunciate oggi. Si va da Matteo Garrone (a Bari per il Premio Mario Monicelli per il miglior regista) a Massimo Cantini Parrini  (Premio Piero Tosi per il miglior costumista) per Il racconto dei racconti; da Valeria Golino (Premio Anna Magnani per la migliore attrice protagonista) per il film Per amor vostro, a Luca Marinelli (Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista) e a Kimera Film (Premio Franco Cristaldi per il miglior produttore) per Non essere cattivo; da Sonia Bergamasco (Premio Alida Valli per la miglior attrice non protagonista) in Quo vado?, a Luca Bigazzi (Premio Giuseppe Rotunno per il miglior direttore della fotografia) per Youth-La giovinezza, e a Jacopo Quadri, Premio Dante Ferretti per il miglior montaggio per il film Fuocoammare.

“Sono particolarmente soddisfatto di queste candidature ai David per i vincitori del Bif&st che verranno a Bari dal 2 al 9 aprile a ritirare i loro premi al Teatro Petruzzelli – ha dichiarato Laudadio. Ancora una volta i riconoscimenti assegnati dai nostri nove critici trovano conferma piena nelle cinquine emerse dal voto dei 1345 componenti la giuria dell’Accademia del cinema italiano”.