LA RECENSIONE – A STAR IS BORN di Bradley Cooper

a-star-is-bornTITOLO: A STAR IS BORN; REGIA: Bradley Cooper; genere: drammatico; paese: USA; anno: 2018; cast: Lady Gaga, Bradley Cooper, Andrew Dice Clay; durata: 135′

Nelle sale italiane dall’11 ottobre, A Star is born, presentato fuori concorso alla 75° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è l’esordio alla regia dell’attore Bradley Cooper, qui anche nel ruolo di co-protagonista.

Terzo remake del celebre lungometraggio (a sua volta trasposizione cinematografica di un musical) diretto nel 1937 da William A. Wellman, il film racconta la storia di Ally, giovane e timida cameriera con un grande talento per il canto, la quale, esibendosi in un locale, incontra per caso il celebre cantante Jackson Maine. Tra i due nasce un grande amore e la donna avrà finalmente modo di mostrare al mondo intero il proprio talento, diventando in poco tempo una vera e propria celebrità. Saranno i problemi di alcolismo di Jackson, però, a minare la serenità del loro rapporto e le loro stesse carriere.

Il problema principale di un lavoro come A Star is born è – come sovente in casi del genere accade – quello di essere stato diretto da un attore che interpreta anche il ruolo del protagonista, facendo sì che la voglia di apparire e di dare mostra del proprio talento abbia la meglio sulla qualità del lavoro stesso. E questo, purtroppo, è ciò che accade (dopo un inizio più che dignitoso) nella seconda parte del film, in cui vediamo Cooper sempre più schiavo dell’alcool e delle droghe: un personaggio eccessivamente caricato, da togliere quasi visibilità alla co-protaginista. Peccato. Soprattutto perché lo stesso Cooper, registicamente parlando, si è dimostrato pulito e interessante.

La vera peculiarità del presente lungometraggio, però, è proprio Lady Gaga, qui nell’insolita veste di attrice: affascinante, intensa, mai sopra le righe e bella in modo magnetico con il suo look al naturale, la giovane cantante non ha nulla da invidiare alle colleghe che, negli anni scorsi hanno ricoperto il suo stesso ruolo. Un talento inaspettato che ha fatto acquistare a questo A Star is born parecchi punti. Anche se, qualitativamente parlando, i precedenti lavori di Wellman, di George Cuckor e di Frank Pierson ci sembrano, purtroppo, lontani anni luce.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

VENEZIA 75 – SUSPIRIA di Luca Guadagnino

il-ritorno-suspiria-venezia-con-luca-guadagnino-dakota-johnson-intervista-v3-40603-1280x16TITOLO: SUSPIRIA; REGIA: Luca Guadagnino; genere: horror; paese: Italia; anno: 2018; cast: Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth; durata: 152′

Presentato in concorso alla 75° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Suspiria è l’ultimo lavoro di Luca Guadagnino, atteso remake dell’omonimo film di Dario Argento del 1977.

Anche qui, come nel film di Argento, assistiamo alle inquietanti vicende della giovane Susi, giunta in Germania, al fine di formarsi come ballerina di danza classica. Anche qui assistiamo alla misteriosa sparizione prima e alla brutale morte poi di alcune delle allieve dell’accademia. le sopracitate differenze visive e le diverse scelte cromatiche, tuttavia, rendono solo vagamente l’idea di come questo ultimo lavoro di Guadagnino si differenzi dalla precedente pellicola di Argento.

Nel voler realizzare il presente remake, pur di differenziarsi dall’opera di Argento e di creare a tutti i costi qualcosa di strettamente soggettivo, Guadagnino ha caricato tutto eccessivamente, dalle scene splatter, alla dilatazione dei tempi, dalle numerose componenti tirate in ballo (in questa versione viene fatto riferimento anche alla tragedia dell’Olocausto), fino ad arrivare, addirittura, quasi a una sorta di contaminazione di generi, dove la componente horror non è più prerogativa del regista, ma, al contrario, viene tirato in ballo anche il dramma storico e personale di alcuni personaggi nello specifico. E, di fatto, la tali scelte potrebbero sembrare anche interessanti. Ma perché, allora, questo ultimo lavoro di Guadagnino proprio non è riuscito a cogliere nel segno? Semplice: quando il desiderio di strafare e di far sentire la propria mano in modo così evidente hanno la meglio, si finisce per perdere di vista le iniziali intenzioni, facendo sì che l’intero prodotto perda totalmente di mordente e, alla fine dei giochi, non riesca a sviluppare a dovere nessuno dei precedenti elementi tirati in ballo. Ed ecco che, dunque, ci troviamo di fronte a un’opera dai ritmi eccessivamente – e ingiustificatamente – dilatati, dove si arranca per più di due ore per arrivare al dunque, finendo per accelerare il tutto appena pochi minuti prima della conclusione. Nel frattempo, una serie di carrellate e lente e compiaciute panoramiche fanno il resto, spezzate soltanto da alcune riuscite scene, come il momento in cui – con un buon montaggio alternato – vediamo la protagonista esibirsi in un frenetico ballo e, nel contempo, la sua amica in balia di forze sovrannaturali che imita i suoi stessi movimenti, frantumandosi tutte le ossa. Eppure, anche i momenti esteticamente più interessanti e maggiormente riusciti, di fatto non riescono a convincere fino in fondo. L’impressione che si ha, infatti, è quella di un voler mostrare a tutti i costi il proprio talento, senza avere realmente a cuore ciò che si sta mettendo in scena. Quasi come se si stesse svolgendo un compitino in accademia al fine di ottenere un buon voto e poter passare alla fase successiva.

Non c’è alcuna tensione, dunque, quando si arriva al tanto sospirato climax. Non c’è tensione, ma solo suggestive immagini virate al rosso di donne impegnate in inquietanti rituali. Ormai, ciò che durante i primi minuti del film aveva iniziato a inquietarci è svanito del tutto. Segno che, pur avendo una buona padronanza del mezzo cinematografico da un punto di vista prettamente tecnico, basta ben poco a lasciarsi sopraffare dal desiderio di strafare. Segno che l’horror, a quanto pare, non è affatto il campo di un regista come Luca Guadagnino.

VOTO: 5/10

Marina Pavido

VENEZIA 75 – PRESENTAZIONE

75-mostra-cinema-veneziaEbbene sì. Ci risiamo. Anche quest’anno, finalmente, ci si accinge a iniziare una vera e propria maratona cinematografica, in occasione della 75° Mostra del Cinema di Venezia, che avrà luogo nella suggestiva cornice del Lido dal 29 agosto al 9 settembre 2018, sotto la direzione artistica di Alberto Barbera. Questa edizione – che prevede la consegna del Leone d’Oro alla Carriera a veri e propri mostri sacri come Vanessa Redgrave e David Cronenberg – si è da subito presentata come un vero e proprio evento rivoluzionario.

Già ad una prima, sommaria lettura del programma, infatti, sembrerebbe esserci, quest’anno, un’offerta ricca e variegata come non mai, tra le più interessanti e raffinate degli ultimi anni. Oltre a un’apertura scoppiettante che prevede la proiezione di First Man, diretto dall’ormai celeberrimo Damien Chazelle, trepida è l’attesa di lungometraggi in concorso firmati Yorgos Lanthimos (The Favourite), Alfonso Cuaron (ROMA), Roberto Minervini (Che fare quando il mondo è in fiamme?), Luca Guadagnino (discussissimo il suo remake di Suspiria), ma anche Joel e Ethan Coen, i quali hanno presentato in concorso la loro serie The Ballad of Buster Scruggs. E questa è solo una minima parte di ciò che ci aspetta nei prossimi giorni.

Oltre a un interessantissimo concorso, dunque, non dimentichiamo i numerosi titoli fuori concorso, così come le sezioni collaterali Settimana della Critica, Giornate degli Autori, Orizzonti e, non per ultima, Venezia Classici – Restauri.

Che dire? Ce ne sarà davvero per tutti i gusti! Noi di Entr’Acte, come ogni anno, saremo presenti, in prima fila, per tenervi informati su tutte le più interessanti novità lidensi. Restate con noi per sapere quali interessanti sorprese ha in serbo per noi la nostra amatissima Settima Arte.

Buon Cinema a tutti!

Marina Pavido

LA RECENSIONE – AUGURI PER LA TUA MORTE di Christopher Landon

67888_pplTITOLO: AUGURI PER LA TUA MORTE; REGIA: Christopher Landon; genere; horror; paese: USA; anno: 2017; cast: Jessica Rothe, Israel Broussard, Ruby Modine; durata: 96′

Nelle sale italiane dal 9 novembre, Auguri per la tua morte è la versione horror del film Ricomincio da capo (1993), diretta da Christopher Landon.

Tree si risveglia ogni giorno nello stesso giorno, quello del suo compleanno, nel letto del compagno di studi Carter, senza sapere come ci sia finita. Ogni volta, al termine della giornata, la ragazza verrà uccisa da un’inquietante uomo mascherato. Giorno dopo giorno, però, Tree cercherà di indagare al fine di scoprire chi sia il suo assassino e porre fine, una volta per tutte, all’incubo che quotidianamente è costretta a vivere.

Il tema del loop temporale, si sa, una volta risultato vincente nel 1993 – anno in cui è stato girato Ricomincio da capo, peraltro citato alla fine del film – è stato anche più e più volte adoperato. E l’operazione in sé è anche interessante. Il rischio, in questi casi, è quello di dare allo spettatore una sensazione di déjà vu che non fa che smorzare quella tensione necessaria durante la visione di un film horror. Auguri per la tua morte, però, presentandosi fin da subito come un progetto modesto ma ben realizzato nel suo piccolo, assume pian piano anche i toni del giallo, trovando, così, un escamotage vincente nel coinvolgere lo spettatore.

Sono dunque uno script pulito, una giusta scelta del cast e l’ambientazione tipica dei teen movies a far sì che questo ultimo lungometraggio di Christopher Landon risulti una visione gradevole che, per una buona ora e mezza, riesce a mantenere i ritmi giusti e a non “sfigurare” nei confronti dello stesso Ricomincio da capo. Cosa, questa, non da poco.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE – LA MUMMIA di Alex Kurtzman

The-MummyTITOLO: LA MUMMIA; REGIA: Alex Kurtzman; genere: fantasy, horror; paese: USA; anno: 2017; cast: Tom Cruise, Russel Crowe, Sofia Boutella, Annabelle Wallis; durata: 110′

Nelle sale italiane dall’8 giugno, La mummia è l’ultimo, lanciatissimo blockbuster diretto da Alex Kurtzman, nonché remake dell’omonimo film del 1932 – diretto da Karl Freund, con il grande Boris Karloff. Con tale lungometraggio verrà riavviata la fortunata saga iniziata nel 1999.

Ci troviamo nell’antico Egitto. La principessa Ahmanet, dopo aver ucciso suo padre ed il fratellino appena nato, che le avrebbe strappato il trono, viene mummificata viva. Circa duemila anni dopo la sua tomba viene dissotterrata ed aperta, facendola, così, risorgere e minacciando di conseguenza l’incolumità dell’intero pianeta.

coverlg_home (3)Operazione rischiosa, quella di rispolverare un grande classico che ha avuto successo in passato, ma che, per quanto riguarda la relativamente recente saga che ne è nata, non ha certo avuto ciò che si dice un seguito “dignitoso”. Perché se già i tre recenti film hanno fatto storcere il naso, da un punto di vista qualitativo, a pubblico e critica, l’idea di ritornare, in qualche modo alle origini, impiegando, in questo caso, l’uso del 3D e dando vita a personaggi che hanno il difficile compito di reggere sulle proprie spalle non solo l’intero lungometraggio, ma anche – si presuppone – i prossimi a venire, di certo non lascia presagire il meglio. E infatti, purtroppo, le aspettative si sono rivelate fondate.

La-mummiaDi fianco ad una regia tutto sommato buona (la produzione, di fatto, ha scelto un buon mestierante in merito), con esplosioni e scene subacquee decisamente ben riuscite (e ben valorizzate da un 3D che solo in momenti come questi si è rivelato realmente utile), troviamo uno script ricco di forzature, con frequenti trovate che scadono nel ridicolo involontario ed un protagonista talmente caricato e poco credibile da non riuscire ad empatizzare con il pubblico neanche dopo quasi due ore di film.

Cosa resterà, alla fine, al pubblico? Di fatto, ben poco. Ed ecco che, dopo una visione come questa, ci troviamo a rimpiangere le piccole, preziose pellicole statunitensi degli anni Trenta, quando i mostri creati per il grande schermo erano davvero indimenticabili.

VOTO: 4/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE DI MARINA – POVERI MA RICCHI di Fausto Brizzi

Poveri ma ricchiTITOLO: POVERI MA RICCHI; REGIA: Fausto Brizzi; genere: commedia, comico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Christian De Sica, Enrico Brignano, Anna Mazzamauro; durata: 97′

Nelle sale italiane dal 15 dicembre, Poveri ma ricchi è l’ultimo lungometraggio diretto da Fausto Brizzi, remake del francese Les Tuche (2011), perla regia di Olivier Baroux.

Ci troviamo, innanzitutto, in un piccolo paesino sulla Prenestina, appena fuori dalla Capitale. La famiglia Tucci, mai stata particolarmente abbiente, vince inaspettatamente cento milioni di euro al superenalotto. Malgrado le iniziali intenzioni di tenere la cosa segreta in paese, presto si viene a conoscenza dell’identità dei fortunati vincitori e, di conseguenza, la famiglia intera – a causa delle insistenti richieste di aiuti economici da parte di amici e parenti – sarà costretta a lasciare la propria casa per trasferirsi nella città che registra il più alto reddito pro capite in Italia: Milano.

pmr-1Sarà per la scelta di far interpretare ad alcuni attori del cast personaggi a cui normalmente non si sono mai rapportati, sarà per l’idea di far ridere evitando la volgarità, sarà per la giusta gestione dei tempi comici, sarà per l’impiego, in sceneggiatura, di trovate più che indovinate, sarà (e questa è una cosa che potrebbero pensare i più “malignetti”) che il film stesso è tratto da una commedia che poco ha a che vedere con i cinepanettoni nostrani, ma Poveri ma ricchi si presenta in linea di massima come un lungometraggio onesto e ben riuscito, nel suo genere.

Convincente è un Christian De Sica nei panni di un lavoratore “burino” e di gran cuore, azzeccata la brava Anna Mazzamauro nel ruolo della nonna appassionata di fiction televisive ed innamorata di Gabriel Garko. Il vero pezzo forte di questo lungometraggio di Brizzi, però, è la comparsata di Al Bano nel ruolo di sé stesso e le conseguenti gag che ne vengono fuori: trovate fuori dagli schemi della comicità standard “da cinepanettone” che, in questo contesto, funzionano piuttosto bene.

poveri-ma-ricchi-bill-gates-clip-dal-film-youtubeIl problema principale di Poveri ma ricchi è, in realtà, un altro: per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi stessi, troppo repentini sono i cambiamenti interiori (in particolare per quanto riguarda il personaggio interpretato da De Sica) per poter essere credibili. Così come ripetitivi appaiono i contrasti tra nord e sud Italia qui messi in scena. Ripetitivi e, ormai, troppo inflazionati all’interno delle grandi produzioni cinematografiche italiane. Detto questo, però, questo ultimo lavoro di Brizzi resta comunque un prodotto che, in un certo senso, sorprende. E, proprio per la sua onestà, merita una priorità di visione rispetto ad altri cinepanettoni, nel caso in cui si desiderasse fruire esclusivamente di un certo tipo di cinema.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

OGGI AL CINEMA: tutte le novità in sala del 14/04/2016

A cura di Marina Pavido

Settimana ricca di nuovi titoli, questa in entrata! Numerosi saranno, infatti, i lungometraggi da oggi nel palinsesto delle sale italiane. Dall’atteso film della Disney Il libro della giungla al francese Les souvenirs, dall’ultima commedia di Baumbach, Mistress America, all’irriverente Nonno scatenato. Per aiutarvi a scegliere ciò che maggiormente incontra i vostri gusti, ecco, come ogni settimana, una breve guida per voi!

 

CRIMINAL

criminal

REGIA: Ariel Vromen; genere: azione, drammatico, thriller; anno: 2016; paese: Gran Bretagna, USA; cast: Kevin Kostner, Gary Oldman, Tommy Lee Jones

L’agente della CIA Bill Pope viene a conoscenza dei piani di alcuni terroristi che minacciano l’incolumità dell’umanità intera. Un giorno l’uomo viene ucciso, così la CIA chiederà aiuto al Dottor Frank, il quale, al fine di recuperare le informazioni di cui Bill era entrato in possesso, sperimenterà un nuovo macchinario in grado di trasferire il pattern cerebrale di una persona nella mente di un’altra.

 

HARDCORE!

maxresdefault (1)REGIA: Ilya Naishuller; genere: avventura, azione, fantascienza; anno: 2015; paese: Russia, USA; cast: Haley Bennett, Sharlto Copley, Danila Kozlovsky

Akan è un folle personaggio a capo di un gruppo di mercenari con un piano per dominare il mondo. Solo un misterioso sconosciuto di nome Jimmy può dare una mano nel tentativo di salvare il mondo. Uno dei pochi casi di lungometraggio girato interamente in soggettiva.

 

NONNO SCATENATO

0001148239REGIA: Dan Mazer; genere: commedia; anno: 2016; paese: USA; cast: Robert De Niro, Zac Efron, Zoey Deutch

Jason sta per sposarsi con la figlia del suo capo e diventare socio dello studio legale del suocero. Quando, però, il suo scatenato nonno gli chiederà di accompagnarlo a Daytona per le vacanze di primavera, tra feste, risse ed insolite avventure, le sue imminenti nozze verranno messe seriamente a rischio.

 

UN’ESTATE IN PROVENZA

un-estate-in-provenza-poster-e-trailer-italiano-v7-250596-1280x720REGIA: Rose Bosch; genere: commedia; anno: 2016; paese: Francia; cast: Jean Reno, Anna Galiena, Aure Atika

Léa, Adrien e Théo, durante le vacanze estive, si recano nella campagna provenzale per andare a trovare i nonni. Qui, inizialmente, faranno fatica a legare con il burbero nonno Paul. Col tempo, però, le divergenze tra le due generazioni finiranno per appianarsi.

 

FIORE DEL DESERTO

fiore-del-deserto-e1455096184670REGIA: Sherry Hormann; genere: biografico, drammatico; anno: 2009; paese: Gran Bretagna, Germania, Australia, Francia; cast: Liya Kebede, Sally Hawkins, Timothy Spall

La vera storia della modella somala Waris Dirie, che, all’età di 13 anni, scappa di casa per sfuggire ad un matrimonio forzato e si reca a Londra, dove inizia a lavorare come serva per l’Ambasciata Somala. Dopo aver fatto i lavori più umili, verrà notata dal fotografo Terry Donaldson e da lì inizierà la sua folgorante carriera.

 

IL BAMBINO DI VETRO

Il-bambino-di-vetroREGIA: Federico Cruciani; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Paolo Briguglia, Vincenzo Ragusa, Chiara Muscato

Giovanni è un bambino di dieci anni che vive a Palermo con la sua famiglia. Ben presto, però, scoprirà che il concetto stesso di “famiglia” può contenere anche accezioni piuttosto negative. Verrà a sapere, inoltre, che proprio nel suo stesso nido famigliare è celato un inquietante segreto.

 

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

1442397426_2016-The-Jungle-Book-Movie-Poster-WallpapersREGIA: Jon Favreau; genere: avventura, drammatico, fantasy, family; anno: 2016; paese: USA; cast: Toni Servillo, Giovanna Mezzogiorno, Neri Marcorè

Mowgli, un giovane cucciolo di uomo cresciuto insieme ad una famiglia di lupi, è costretto a lasciare la giungla nel momento in cui la tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell’uomo, intende eliminarlo, per evitare che diventi una minaccia. Durante il suo cammino, il ragazzo, grazie anche alla compagnia della pantera Bagheera e dell’orso Baloo, imparerà a conoscere il mondo e sé stesso. Attesissimo remake del classico Disney, proveniente, anche questo, dalla celebre casa di produzione.

 

LES SOUVENIRS

memories_les_souvenirs_stillREGIA: Jean-Paul Rouve; genere: commedia, drammatico; anno: 2016; paese: Francia; cast: Annie Cordy, Michel Blanc, Chantal Lauby

Romain ha 23 anni, sogna di diventare scrittore ed è spesso alle prese con la sua problematica famiglia. Un giorno suo padre lo convoca d’urgenza: sua nonna – da poco rimasta vedova – è scappata dalla casa di riposo in cui si trovava, per recarsi al suo villaggio natale e rivivere i ricordi dell’infanzia.

 

L’UNIVERSALE

55442_pplREGIA: Federico Micali; genere: commedia; anno: 2015; paese: Italia; cast: Francesco Turbanti, Matilda Lutz, Robin Mugnaini

La storia della sala cinematografica “L’Universale” di Firenze vista dagli occhi di Alice, Marcello e Tommaso, figlio del proiezionista. Una sala storica che per anni ha unito intere generazioni e che ha contribuito a formare parecchi giovani dagli anni Settanta in poi.

 

MISTRESS AMERICA

Brody-Mistress-America-690REGIA: Noah Baumbach; genere: commedia; anno: 2015; paese: USA; cast: Greta Gerwig, Lola Kirke, Michael Chernus

Tracy è una ragazza di diciotto anni timida ed insicura, con il sogno di diventare scrittrice. Brooke è una trentenne frizzante e casinista, con tanti progetti per il futuro. La madre di Tracy ed il padre di Brooke stanno per sposarsi, così le due decidono di incontrarsi per conoscersi. Da subito nascerà una profonda amicizia. Presentato in anteprima all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma.

 

NEMICHE PER LA PELLE

coverlg_home1REGIA: Luca Lucini; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Margherita Buy, Claudia Gerini, Paolo Calabresi

Lucia e Fabiola si conoscono da tempo e si detestano, in quanto per anni hanno praticamente condiviso lo stesso uomo. Alla morte di quest’ultimo, però, scopriranno che in eredità per loro c’è addirittura un bambino, che l’uomo aveva avuto da una precedente relazione segreta. Sarà compito di entrambe averne cura e cercare, in qualche modo, di venirsi incontro.

 

SENZA LASCIARE TRACCIA

17665_origREGIA: Gianclaudio Cappai; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Michele Riondino, Valentina Cervi, Vitaliano Trevisan

Bruno porta dentro di sé un pesante segreto, che gli ha causato, a suo tempo, i gravi problemi di salute con i quali convive da anni. Nemmeno la sua compagna è a conoscenza del suo passato. Un giorno, però, l’uomo deciderà di tornare presso la fornace abbandonata, dove tutto è cominciato.

 

MONTEDORO

montedoro_0011REGIA: Antonello Faretta; genere: drammatico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Pia Marie Mann, Joe Capalbo, Luciana Paolicelli

Una donna americana di mezza età scopre le sue vere origini solo dopo la morte dei genitori. Scossa ed in preda ad una crisi di identità, si reca a Montedoro, il piccolo paese del Sud Italia che le ha dato i natali. Una volta giunta a destinazione, però,si troverà in un misterioso villaggio fantasma. Ispirato alla storia vera dell’attrice protagonista.

 

NESSUNO MI TROVERA’

1449232598823REGIA: Egidio Eronico; genere: documentario; anno: 2016; paese: Italia

Ettore Majorana, tra i più grandi fisici e teorici italiani del Novecento, scomparve – a soli 31 anni – il 25 marzo del 1938. Da allora le sue ricerche e le indagini su quanto sia realmente accaduto non sono mai cessate.

 

THE IDOL

the-idol-2015REGIA: Hany Abu-Assad; genere: drammatico, biografico; anno: 2016; paese: Palestina, Qatar, Gran Bretagna; cast: Qais Atallah, Hiba Atallah, Tawfeek Barhom

Mohammed Assaf vive a Gaza e sogna di diventare famoso insieme alla sua band, composta anche dalla sorella Nour e dai suoi compagni di giochi. I ragazzi, però, saranno costretti a diventare adulti prima del tempo ed i sogni di Mohammed verranno messi da parte per diversi anni. Qualche tempo dopo, al giovane ormai ventenne, si presenterà l’occasione di partecipare al reality “Arab Idol”. Ispirato alla storia vera del cantante Mohammed Assaf.

 

La nostra rubrica vi dà appuntamento alla prossima settimana. Nel frattempo, scegliete quello che più vi piace e continuate ad andare numerosi al cinema! Alla prossima!

UN MOMENTO DI FOLLIA di jean-Francois Richet in sala dal 24 marzo

Ricevo e volentieri pubblico

 

UN MOMENTO DI FOLLIA

(Un moment d’égarement)
UN FILM DI JEAN-FRANÇOIS RICHET

 

LA COMMEDIA CHE HA SCANDALIZZATO ANCORA UNA VOLTA LA FRANCIA.

ARRIVA IN ITALIA IL 24 MARZO, CON CAMiMOVIE, IN PARTNERSHIP CON MEDUSA

1_unmoment_Cassel_Cluzez_LolaLeLann.jpgVincent Cassel e François Cluzet (con le giovanissime Lola Le Lann e Alice Isaaz) protagonisti del remake del film di Claude Berri del 1977. Come accadde alla fine degli anni ’70 con il film di Berri che fu definito scandaloso, oggi più che mai la storia di un uomo di oltre quarant’anni che cede alle lusinghe di un’adolescente fa molto discutere, stampa e opinione pubblica. Antoine (François Cluzet) e Laurent (Vincent Cassel) sono amici di vecchia data e decidono di passare le vacanze in Corsica con le rispettive figlie: Louna (Lola Le Lann) di 17 anni e Marie (Alice Isaaz) di 18. Una sera sulla spiaggia, Louna seduce Laurent. La ragazza si innamora dell’amico del padre mentre per lui è stato solo ‘un momento di follia’ di cui ora dovrà affrontare le conseguenze… Per quanto tempo riuscirà a mantenere il segreto con l’amico Antoine?

 

Prima dei remake: l’originale di Claude Berri

Claude Berri(Parigi, 1934 – 2009), attore, sceneggiatore, regista e produttore, è stato tra i più proficui artisti del cinema francese. Autore di innumerevoli commedie, come Sex Shop (Quello che già conosci sul sesso e non prendi più sul serio, 1972) e Le mâle du siècle (Il cornuto scontento, 1975), eleganti e sofisticate – oseremo dire “tipicamente francesi” – viene spesso ricordato, oltre i confini nazionali, solo per i suoi grandi successi degli anni Ottanta e Novanta. Infatti, Manon des sources (Manon delle sorgenti, 1986), Jean de Florette (1986) e ancor di più il suo sequel Lucie Aubrac (Lucie Aubrac – Il coraggio di una donna, 1996) hanno messo in ombra la quasi totalità delle sue opere, come il riuscitissimo e “scandaloso” Un moment d’égarement (1977). Film dal quale, non a caso, sono già stati tratti due remake : l’americano Blame It On Rio (Quel giorno a Rio, 1984) di Stanley Donen ed il francese Un moment d’égarement (Un momento di follia, 2015) di Jean-François Richet prodotto da Thomas Langmann, figlio di Claude Berri.

Un moment d’égarement, che alla sua uscita in Francia ricevette molte critiche a causa della delicata tematica sessuale trattata, infatti, racconta la storia di due amici, Jacques (Victor Lanoux) e Pierre (Jean-Pierre Marielle), che, come ogni anno, decidono di passare le vacanze estive insieme a Saint-Tropez con le loro figlie Françoise (Agnès Soral) e Martine (Christine Dejoux) di diciassette anni. Pierre, che da quando ha divorziato con la moglie ha un rapporto molto conflittuale con la figlia Martine, è ormai da molti anni il confidente intimo di Françoise che conosce da quando era poco più che una bambina. Ma la piccola Françoise è ormai cresciuta, trasformandosi in una donna. Una sera, i due si ritrovano da soli in spiaggia e Pierre, rapito dall’euforia della ragazza, dopo un bagno di mezzanotte cede alle sue avances. Consapevole dell’errore commesso, il giorno dopo Pierre cerca di parlare con la ragazza che, incurante della situazione, continua a provocarlo in ogni modo. Quando Pierre decide di essere chiaro una volta per tutte con la ragazza e troncare la loro relazione, questa racconta tutto al padre senza rivelare, però, l’identità dell’amante. Jacques, inorridito all’idea che un uomo della sua età possa avere un rapporto con sua figlia, si rivolge a Pierre pregandolo di sfruttare il rapporto di confidenza con sua figlia per scoprire l’identità di quest’uomo. Preso dal panico, Pierre inizialmente decide di confondere il più possibile le idee dell’amico, fino a che la situazione non gli sfugge di mano…

 

3_unmoment_VincentCassel_LolaLeLann.jpgIl manifesto del film originale firmato Wolinski

Il codardo attentatore è diventato l’arma segreta dei credenti. È bizzarro. Avete notato che gli atei non ammazzano quasi per niente? Gli atei mettono raramente delle bombe davanti a dei luoghi di culto. Solo la Fede dona sufficiente coraggio ai suoi fedeli fanatici per riuscire a sgozzare, mutilare, violentare, sterminare i suoi vicini o per farsi saltare in aria in una macchina piena di esplosivo. L’ateo di base non ha alcun gusto per il martirio. Lui legge «Chalie-Hebdo». E lui evita di passare in bicicletta davanti all’Ambasciata Americana.(Wolinski)

 

Così scriveva il fumettista francese Georges David Wolinski all’età di ottant’anni, poco prima di morire il 7 gennaio 2015 durante l’attentato alla sede del giornale satirico «Charlie Hebdo» a Parigi. Nato nel 1934 in Tunisia, da padre ebreo polacco e madre italiana, Wolinski (questo era il suo nome d’arte e quello con cui firmava le geniali vignette) si trasferisce molto giovane in Francia, dove inizia a lavorare come disegnatore per la rivista «Hara-Kiri», poi per «Action», «Paris-Presse», «Hara-Kiri Hebdo», «Charlie Hebdo», «L’Humanité» e infine «Paris-Match». Diviene capo redattore di «Charlie Mensuel», affinando sempre più quella satira che si avvale di un ampio uso di doppi sensi, con un taglio caustico nel rappresentare il cinismo quotidiano, ironizzando su tabù sociali e religiosi, e sul politically correct. Sua la celebre frase: “Bisogna migliorare la condizione della donna: per esempio ingrandendo le cucine, abbassando i lavelli o isolando meglio i manici delle casseruole”.

Nel 1977, Claude Berri si rivolge a lui per disegnare la locandina di Un moment d’égarement, e Wolinski, come di consueto, crea il suo piccolo/grande capolavoro…

 

 

 

 

5_unmoment_AliceIsaaz_LolaLeLann.jpgDa Berri a Richet

Proprio come a Berri, anche a Jean-François Richet non sono mancati infuocati dibattiti e prese di posizione sulla ‘questione morale’ che pone il film. Infatti, ancora oggi una parte della Francia del nuovo millennio, proprio come quella degli anni Settanta, è rimasta sconvolta dalla tematica – ritenuta “oscena” – intorno a cui si snoda l’ultima fatica del regista. A nulla sono valse le precauzioni prese dall’autore, che ha partecipato anche alla stesura della sceneggiatura insieme alla collega Lisa Azuelos e la cui presenza doveva assicurare una certa autenticità, evitando di scivolare sui rischiosi cliché del genere – proprio come ha dichiarato il protagonista Vincent Cassel: “Il mio personaggio non doveva apparire come un predatore che domina la situazione”.

Richet, infatti, ha più volte esplicitato l’assenza di giudizio sui suoi personaggi, ribadendo l’intento autoriale di mettere in scena la storia di due ultraquarantenni sconclusionati, alle prese con le difficoltà della vita e con due figlie adolescenti. Un intento, questo, che ha messo a dura prova l’autore che per la prima volta si è distaccato dalle sue tematiche ricorrenti, quali la periferia ed il gangster, per abbracciare un genere totalmente nuovo e piuttosto rischioso. Infatti, dopo il dittico Mesrine: L’instinct de mort (Nemico pubblico N. 1 – L’istinto di morte, 2008) e Mesrine: L’ennemi public n° 1 (Nemico pubblico N. 1 – L’ora della fuga, 2008) – il thriller biografico sul gangster francese Jacques Mesrine – Richet gioca con i generi per creare una vera e propria commedia drammatica. Ancora una volta il protagonista è Vincent Cassel, la cui performance è stata notevolmente apprezzata ed applaudita in patria – “Una mescolanza e una grazia ottenuta grazie, soprattutto, alla prestazione di Vincent Cassel, formidabile dall’inizio alla fine”, «L’Express»; “Il film si staglia nel genere della commedia, a volte nella farsa, e le due star stanno al gioco con talento, eccessi compresi “, «Télérama». Un’interpretazione che tiene testa al predecessore Jean-Pierre Marielle.

 

 

4_unmoment_VincentCassel_FrancoisCluzet.jpgIL BOX OFFICE IN FRANCIA

 

Un momento di follia uscito in Francia il 24 giugno 2015 ha immediatamente conquistato il box office francese e, alla fine del mese di luglio, era il primo film francese. Alla fine della stagione estiva francese, il lungometraggio di Jean-François Richet aveva raggiunto le 870.000 presenze, equivalenti a circa 5.5 milioni di euro di incasso.

 

La CAMiMOVIE che, in partnership con Medusa ha distribuito come primo film French Connection (uscito il 26 marzo 2015), è una nuova società del Gruppo Abate (Industrie Abate Holding). Dopo l’ingresso nel mondo televisivo, avvenuto nel gennaio 2014 con la nascita dell’emittente a carattere regionale (Campania) Piuenne, entra anche nel mondo del cinema con una nuova società che va ad ampliare ed arricchire le numerose e solide realtà del Gruppo. La CAMiMOVIE, infatti, si occupa di produzione e di distribuzione cinematografica. Il secondo film distribuito è stato un sequel attesissimo, uno degli horror più apprezzati ed elogiati dalla critica, Wolf Creek 2 – La preda sei tu, che è arrivato nelle sale italiane il 10 giugno 2015. Nel 2005 l’australiano Greg Mclean ha diretto Wolf Creek, presentato al Sundance Film Festival, che è diventato subito un film cult, passando in diverse manifestazioni cinematografiche e vincendo innumerevoli premi. Il seguito, sempre diretto da Mclean, per alcuni critici è perfino migliore dell’originale. Il terzo film è stato Fuck You, Prof! (Fack ju Göhte) di Bora Dagtekin, una divertentissima e scorretta commedia ambientata in un liceo made in Germany arrivato nelle sale italiane il quindici ottobre 2015. E se qualcuno pensava che i tedeschi non avessero il senso dell’umorismo si è dovuto ricredere con questa commedia che ha ottenuto un enorme successo di pubblico in Germania: sei milioni di biglietti dalla sua uscita, guadagnando più di 60 milioni di euro al box office tedesco. Ed è andato molto bene, soprattutto fra i giovanissimi, anche in Italia. Primo film distribuito da CAMiMOVIE nel 2016: Un momento di follia (Un moment d’égarement) diretto da Jean-François Richet con Vincent Cassel e François Cluzet, remake del film di Claude Berri del 1977. Una commedia uscita in Francia a giugno del 2015 che ha conquistato immediatamente il podio al box office nel primo weekend, suscitando un grande dibattito sulla stampa. In uscita nei cinema italiani dal 24 marzo. Prossimamente arriverà nelle sale italiane Fuck You, Prof! 2 sempre diretto da Bora Dagtekin e con la super-collaudata coppia formata da Elyas M’Barek e Karoline Herfurth.

 

LA RECENSIONE DI MARINA: IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI di Billy Ray

Nelle sale italiane, ed in anteprima mondiale, “Il segreto dei suoi occhi” è l’ultimo lungometraggio del regista e sceneggiatore americano Billy Ray.

il segreto dei suoi occhiJess è un affermato detective. Insieme al suo collaboratore ed amico Ray ed al loro supervisore Claire fa parte di un team vincente. La sua vita, e quella dei suoi colleghi, verrà totalmente sconvolta quando sua figlia adolescente verrà brutalmente assassinata.

Il lungometraggio, remake del film argentino “El Secreto de Sus Ojos” di Juan Campanella, vincitore del Premio Oscar al Miglior Film Straniero, è una fedele trasposizione con una narrazione puramente statunitense e con personaggi complessi e ricchi di sfaccettature.

Jess è una madre forte e determinata ad ottenere giustizia per sua figlia. Il suo personaggio appare, in un primo momento, quasi rassegnato, stanco di vivere. Eppure nei suoi occhi c’è una luce che lascia intravedere una forza ed una combattività mai del tutto sopite. Ray è anch’egli ossessionato da questo omicidio. Si sente in parte responsabile di quanto è accaduto, dal momento in cui avrebbe dovuto incontrare la ragazza il giorno della sua morte, al fine di organizzare una festa a sorpresa per il compleanno di Jess.

Ciò che viene messo in scena è, dunque, un’ossessione. Ma ossessione di chi? Di Ray, che non sa darsi pace per quanto è accaduto? Ossessione di Jess, dal momento in cui l’assassino di sua figlia si trova in libertà vigilata? La situazione è, in realtà, molto più complessa di quanto possa sembrare.

Si tratta di un thriller ricco di colpi di scena e con personaggi ben scritti e ben delineati. Ognuno dei protagonisti presenta numerose sfaccettature, con aspetti del carattere che vengono fuori a poco a poco nel corso della narrazione.

Un’importante questione viene sollevata dal film: dove finisce il bene e dove inizia il male? E’ poi tanto netto il confine tra questi due ambiti?

Il dolore di un genitore che ha assistito all’omicidio del proprio figlio è talmente soggettivo e delicato da non poter essere in alcun modo giudicato, qualsiasi reazione esso generi.

Ottime performances attoriali per Julia Roberts, che qui interpreta una donna particolarmente stanca, invecchiata, arrabbiata. Come sempre ha dimostrato di essere in gran forma ed all’altezza del suo ruolo. Anche per quanto riguarda Chiwetel Ejiofor, vincitore del Premio Oscar al Miglior Attore Protagonista per “Dodici anni schiavo”, possiamo dire che, come al solito, non ha deluso il pubblico.

Peccato per Nicole Kidman, che, a quanto pare, quando non viene diretta e “strapazzata” come si deve, fa fatica a togliersi di dosso l’immagine della bambolina di porcellana statica ed algida.

“Il segreto dei suoi occhi” è, in conclusione, un thriller ben scritto, ben riuscito e con i ritmi giusti. Pur non essendo un prodotto rivoluzionario nel suo genere, è, comunque, un lungometraggio intenso ed accattivante.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

AAA CASTING & PROVINI

Ricevo e volentieri pubblico

AL VIA IL CASTING PER BEN HUR
Entra nel vivo la produzione del remake di Ben Hur, il colossal americano, che sarà girato a Matera e dintorni tra il 2 febbraio fino a metà marzo 2015. Dal 26 al 29 novembre prossimi, saranno effettuate le selezioni per i figuranti presso il centro commerciale “Il Circo” di via Sallustio a Matera.
Ecco le figure ricercate, con gli orari del casting:
  • Mercoledi’ 26 novembre dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 “selezione uomini”
  • Giovedi’ 27 novembre dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 “selezione donne”
  • Venerdi’ 28 novembre dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 “selezione uomini palestrati o sportivi”
  • Sabato 29 novembre dalle 9.00 alle 14.00 minori ed etnie specifiche (nordafricani e subsahariani-neri)
Tutti coloro che si presenteranno nel giorno diverso da quello di suddivisione e sprovvisti della documentazione richiesta non saranno provinati.
Ricordiamo di portare con sè un documento di identità, fondamentale per la partecipazione al casting.
Per i cittadini italiani sono validi (in fotocopia): carta identità, patente, passaporto, fotocopia del codice fiscale, tessera sanitaria, o tagliandino agenzia entrate.
Per i cittadini extracomunitari sono validi (in fotocopia): carta d’identità , patente, passaporto, fotocopia permesso soggiorno (in corso di validità)
Importante anche portare la fotocopia tagliando Iban Bancario: Esclusivamente intestato alla persona che effettua il casting, e con le seguenti caratteristiche: Conto corrente bancario tramite filiale (no carte o simili), Conto corrente bancoposta (no postpay – no libretti postali), Conto corrente bancario tramite carta di credito solo se: Genius card – unicredit, Superflash – intesa san paolo, Carta Evolution – banco posta