ALTIN IN CITTA’ di Fabio Del Greco – imperdibile appuntamento con il Cinema Indipendente

locandina-orizzontale1-altin-in-the-cityGrandi novità in arrivo sul grande schermo, nel 2017! Il cinema indipendente – e, nello specifico, quello italiano – come abbiamo avuto modo di vedere, sta ottenendo, negli ultimi anni, sempre maggiori consensi da parte di pubblico e critica, oltre a grandi riconoscimenti nell’ambito di festival italiani ed internazionali. E, a quanto pare, anche la distribuzione sta dedicando uno spazio maggiore ad un certo tipo di cinema. Per l’anno nuovo, ad esempio, è prevista l’uscita di Altin in città, ultimo lungometraggio diretto da Fabio Del Greco – con protagonisti gli attori Rimi Beqiri e Chiara Pavoni – che tratta temi attuali come l’integrazione in un paese straniero, il desiderio di realizzare i propri sogni e la difficoltà a gestire il successo.

Altin è un giovane scrittore di talento che, venuto in Italia dall’Albania, sta per ultimare un libro in cui racconta la propria esperienza di migrante. Scoperto da una talent scout in seguito alla sua partecipazione ad una trasmissione televisiva, il giovane vedrà un altro ragazzo appropriarsi dei diritti del suo libro, in quanto ritenuto maggiormente adatto a diventare un personaggio pubblico. Le cose, però, prenderanno una piega inaspettata.

Una storia, questa qui raccontata, che è anche la storia di molti giovani che sognano il successo, ma che faticano a farsi strada. Una storia come tante, ma messa in scena in modo del tutto personale, con una forte componente onirica e grande potenza visiva, segno che – spesso e volentieri – lavorare da indipendenti ha dalla sua una totale libertà di espressione, oltre alla voglia di scoprire e sperimentare linguaggi nuovi e non convenzionali. E Altin in città è proprio questo: un lungometraggio che non ha paura di mettere in scena il nuovo e che, ci auguriamo, possa trovare un proprio, giusto riconoscimento da parte della distribuzione italiana.

NEWS HOME VIDEO: GOLTZIUS & THE PELICAN COMPANY di Peter Greenaway – edizione speciale dal 17 novembre

Ricevo e volentieri pubblico

Dal 17 Novembre in Edizione Speciale

 

“Goltzius & The Pelican Company” di Peter Greenaway

 

Cofanetto da collezione Dvd + Libro/ Cofanetto Blu Ray + Libro

Il volume contiene l’esclusiva

sceneggiatura originale e i bozzetti di Greenaway

 

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CG Entertainment è orgogliosa di distribuire “Goltzius & The Pelican Company”, la nuova straordinaria opera visionaria dal geniale autore di capolavori come “I racconti del cuscino” e “I misteri del giardino di Compton House”,  Peter Greenaway,  in un’edizione speciale da collezione. Il film sarà disponibile dal 17 Novembre in versione Dvd o in versione in alta definizione Blu-ray Disc; ognuno dei due cofanetti, oltre al disco, conterrà un volume esclusivo di 212 pagine con la sceneggiatura originale del film e i bozzetti preparatori a firma dello stesso Greenaway.
goltzius 2 IL FILM.  Hendrik Goltzius, tra i primi grandi incisori olandesi del barocco, convince un nobile alsaziano a diventare il suo editore per una serie di opere illustrate. In cambio, per la corte, egli metterà in scena alcuni racconti biblici che rappresentano i sei tabù legati alla sfera del sesso, facendoli inscenare dalla varia umanità che circonda il nobile: la storia di Adamo ed Eva, di Lot e delle sue due figlie, di Davide e Betsabea, di Putifarre e sua moglie, di Sansone e Dalila, di Salomè e Giovanni Battista.

Un film di Peter Greenaway con F. Murray Abraham, Flavio Parenti, Giulio Berruti, Vincent Riotta, Pippo Delbono – 2012 118’ Min ca

Presentato al 7° Festival Internazionale del Film di Roma, “Goltzius & The Pelican Company” è arrivato in Italia grazie a Lo Scrittoio e Maremosso che hanno sviluppato un percorso di distribuzione innovativo e sperimentale: nell’era della multimedialità e del capovolgimento delle modalità di fruizione, il film è stato portato, oltre che  in sala, nei più importanti teatri della penisola, al CRT a Milano, al Teatro Argentina di Roma, al Teatro Bellini di Napoli…

Nato come vera e propria operazione culturale, il progetto arriva oggi in edizione home video seguendo questa vocazione di multimedialità e commistione dei diversi linguaggi espressivi: infatti lo spettatore, grazie al cofanetto da collezione, potrà vedere (o rivedere) il film, leggere la sceneggiatura originale e osservare i bozzetti realizzati dal regista in fase preparatoria.

Goltzius & The Pelican Company” è disponibile dal 17 Novembre nei migliori punti vendita, sui principali siti e-commerce e su www.cgentertainment.it .

CARATTERISTICHE TECNICHE

DVD BLU RAY
Video 16/9 1.85:1 HD 1080 24p 16/9 1.85:1
Audio Originale Dolby Digital 5.1 Originale Dolby Digital 5.1

Originale DTS HD Master Audio 5.1

Sottotitoli Italiano/ Italiano per non udenti Italiano/ Italiano per non udenti
Extra Trailer
Clip
Sceneggiatura originale e

bozzetti di Peter Greenaway

Trailer
Clip
Sceneggiatura originale e bozzetti di Peter Greenaway

KASANDER FILM presents in association with HEAD GEAR FILMS / METROL TECHNOLOGY in co-production with FILM & MUSIC ENTERTAINMENT, MP FILM PRODUCTION, CDP GOLTZIUS & THE PELICAN COMPANY starring F. MURRAY ABRAHAM RAMSEY NASR KATE MORAN GIULIO BERRUTI ANNE LOUISE HASSING FLAVIO PARENTI LARS EIDINGER HALINA REIJN PIPPO DELBONO director of photography REINIER VAN BRUMMELEN production design BEN ZUYDWIJK costume design MARRIT VAN DER BURGT AND BLANKA BUDAK composer MARCO ROBINO sound design HUIBERT BOON editor ELMER LEUPEN, NCE executive producers PHIL HUNT and COMPTON ROSS co-producers CATHERINE DUSSART, IGOR A. NOLA, SUZA HORVAT, MIKE DOWNEY and SAM TAYLOR producer KEES KASANDER writer and director PETER GREENAWAY a NETHERLANDS U.K. FRANCE and CROATIAN co-production  www.cgentertainment.it http:cinecult,scrittoio.com  

LIFE AFTER OIL INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – dal 7 al 9 agosto a Martis (SS)

Ricevo e volentieri pubblico

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Diciassette film in concorso. Visioni di una Sardegna inedita nel location scouting della Fondazione Sardegna Film Commission sul trenino verde dell’Arst. Workshops sulla terra cruda, sulla mobilità sostenibile, sulla marijuana, sul reporter di guerra. Un’escursione guidata alla scoperta della cascata Triulintas e della Foresta Pietrificata di Carrucana. E un dj-train per chiudere in bellezza.

LIFE AFTER OIL 2ndUn festival internazionale di cinema, con 17 film selezionati tra 120 pervenuti da tutto il mondo, ma anche un social forum, reale e non virtuale, dove parlare di sviluppo sostenibile e condivisione delle risorse. E dove sperimentare alternative “verdi” ai combustibili fossili. Dopo il successo dell’anno scorso, ritorna a Martis (piazza San Giovanni e Centro Polivalente “Sa tanca de idda”), dal 7 al 9 agosto, LIFE AFTER OIL International Film Festival, ideato e diretto dal documentarista Massimiliano Mazzotta, autore (oltre che del recente “L’aria di Elmas”) delle docu-inchieste Oil e Oil, secondo tempo, sull’inquinamento causato dalla raffineria di petrolio Saras dei Moratti nella zona di Sarroch. Il festival è nato nel 2014 dalla collaborazione tra il regista e l’amministrazione comunale di Martis, e dalla stessa passione condivisa per la tutela dell’ambiente. Il comune di Martis ha infatti guidato l’opposizione dei comuni dell’Anglona alla società Geoenergy di Pisa e al suo Progetto, denominato “Martis”, che prevedeva la trivellazione del suolo per ottenere energia geotermica.

conferenza stampa LAO 2015Anche quest’anno LIFE AFTER OIL International Film Festival propone numerosi eventi collaterali, tra cui un location scouting a cura della Fondazione Sardegna Film Commission sul trenino verde dell’Arst (Azienda regionale dei trasporti della Sardegna) nella tratta Martis-Tempio (8 agosto), con pranzo campestre a km0 a Tempio e visita alla bella stazione di Tempio, decorata dagli splendidi affreschi di Giuseppe Biasi, e alla officina-museo delle locomotive a vapore. Oltre agli ospiti del festival, avranno l’opportunità di partecipare al viaggio e pranzare in compagnia altri 10 fortunati: i più veloci a mandare una mail a HYPERLINK “mail to:info@lifeafteroil.org”info@lifeafteroil.org con oggetto LIFE AFTER OIL-trenino verde e ad aggiudicarsi, così, uno dei 10 biglietti omaggio.

La partnership tra il Festival e la Fondazione Sardegna Film Commission si inserisce nelle azioni del progetto Heroes 20.20.20. per la promozione del risparmio ed efficientamento energetico, per la valorizzazione delle produzioni green e del concetto di sostenibilità a 360°, sia ambientale che sociale ed economica.

Terry Dobney. Archidruida de Avebury. Inglaterra

Tra gli eventi collaterali del festival rientrano anche un’escursione alla cascata Triulintas e alla foresta pietrificata di Carrucana (9 agosto), workshops sulla terra cruda, sulla mobilità “green”, sull’uso terapeutico e industriale della canapa, e uno notturno sul reporter di guerra condotto dall’inviato Rai Alberto Calvi, che seguirà la proiezione-evento speciale della docu-fiction ILARIA ALPI-L’ULTIMO VIAGGIO di Claudio Canepari e Gabriele Gravagna (8 agosto alle 23.30). Inoltre, l’8 e il 9 agosto l’impresa startup GeaHabitat, con lo stand di presentazione del progetto “La casa ecologica” (sostenuto da Sardegna Ricerche), è a disposizione di chiunque voglia approfondire la conoscenza delle più recenti tecnologie costruttive e abitative eco-compatibili. Infine, l’ultima sera, dopo le proiezioni, si festeggia tutti insieme con la dance hall and visual train ” Dj-Train Elettronika by M-ARTISTA” in Piazza San Giovanni.

Hunting Screen Shot 001I film selezionati quest’anno sono quattro Cortometraggi, sette Documentari, un film Sperimentale e (novità di questa edizione) cinque Animazioni. Tutti legati, al di là delle differenze, dall’amore per la natura e dalla ricerca di alternative ai combustibili fossili. Le giurie sono tre, mentre i premi ammontano in totale a 3000 mila euro. Alla Migliore Animazione andranno 500 euro, assegnati dalla giuria costituita dal pubblicitario Marco Corbani e dal regista Pete Bishop. Il Miglior Cortometraggio si aggiudicherà un premio di 500 euro e il Miglior Documentario uno di 1500 euro: entrambe le categorie saranno giudicate dall’inviato speciale Rai Alberto Calvi, dal regista indipendente Paolo Pisanelli e dalla produttrice Serena Gramizzi. La giuria ISDE-Medici per l’ambiente, presieduta dal medico radiologo e presidente dell’ISDE Sardegna Vincenzo Migaleddu, mette a disposizione un premio di 500 euro. Anche la Consulta Giovanile di Martis e il WWF Sezione Sassari assegneranno, rispettivamente, un Premio e una Menzione Speciale. E per finire, quest’anno ci sarà anche un premio assegnato dal pubblico. Al termine delle proiezioni giornaliere, infatti, ciascuno spettatore potrà votare per un solo film donando una moneta da 2 euro (o una banconota a scelta), e l’ultima sera, il lavoro più votato si aggiudicherà l’intero montepremi.

Fuori concorso, la sezione LIFE OF SARDINIA, dedicata ai film che raccontano la bellezza, la cultura e le tradizioni della Sardegna, propone due documentari. Il primo è NODAS di Andrea Mura e Umberto Cao, e segue da vicino la vita e l’arte, tra tradizione e sperimentazione, di cinque giovani suonatori di launeddas. Il secondo, MARTIS, è un racconto corale della vita del paese, delle sue feste e tradizioni, dei suoi paesaggi. Il film è stato realizzato da un gruppo di ragazzi e adulti di Martis, riuniti nel MartisFilmLab, durante un laboratorio cinematografico gratuito diretto lo scorso inverno da Massimiliano Mazzotta. A parte l’attrezzatura messa a disposizione dal regista, sono state utilizzate solo vecchie macchine fotografiche e cineprese di famiglia, a dimostrazione che spesso la fantasia è più importante della tecnica.

Luci a mareLIFE AFTER OIL International Film Festival è organizzato dall’associazione culturale Life After Oil con il patrocinio di Comune di Martis, Regione Autonoma della Sardegna, con la collaborazione della Fondazione Sardegna Film Commission, e con il contributo di ISDE-Medici per l’ambiente, Tiscali, Hydromoving H2O Energy, Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, Ortalijas-Prodotti dal cuore dell’Anglona, Proloco Martis, Heroes20.20.20, Salumi Bardana Ozieri, Consulta Giovanile di Martis, Grafiche Essegi, Assocanapa srl, WWF Sassari, I viaggi del trenino verde-Arst, Grazia D-birra per sardi, Festhome, GeaHabitat.

IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO

VENERDÌ 7 AGOSTO

Bendito Machine IVLe proiezioni iniziano alle 21, in Piazza San Giovanni, dopo i saluti del sindaco di Martis, Tiziano Lasia, e del direttore artistico del festival, Massimiliano Mazzotta. Il primo film (fuori concorso) è l’animazione OIL STORY di Pete Bishop, un divertente excursus, dall’età della pietra ai giorni nostri, sul rapporto tra l’uomo e le fonti energetiche. È un inno al mistero emozionante degli alberi visto con gli occhi di un bambino, e allo stesso tempo un grido d’allarme contro la deforestazione, il primo dei film in concorso, MY FOREST del regista belga Sebastien Pins. L’illustratore di origine peruviano-cilena Jossie Malis presenta di persona il quarto episodio della sua saga sulle macchine, BENDITO MACHINE IV- FUEL THE MACHINE, mentre dal Messico arriva il documentario CALAKMUL di Ignacio Madrazo Piña, che descrive la natura lussureggiante e i resti archeologici della antica città maya di Calakmul, patrimonio naturale e culturale Unesco dal 2002. PICCOLI GRANDI EROI di Giorgia Soi (fuori concorso) è uno dei cortometraggi realizzati con i bandi Heroes 20.20.20, e racconta la capacità dei bambini di fare diventare più consapevoli e “green” gli adulti attraverso il gioco e l’immaginazione. Il fotogiornalista Lorenzo Moscia documenta in HAYAN AFTERMATH le drammatiche ore immediatamente successive al terribile uragano che si abbatté sulle Filippine l’8 novembre 2013. La serata prosegue con due animazioni. La prima, FULL PETROL JACKET di Hermes Mangialardo, attraverso il ritratto grottesco di una fantomatica “Suprema Compagnia”, denuncia la devastazione attuata in Ecuador dalle compagnie petrolifere, mentre il secondo, HUNTING del filmmaker cinese Dengke Chen, inverte i tradizionali ruoli tra animali e uomini per descrivere la crudeltà della caccia alle balene. Parla di riutilizzo, in particolare di abiti usati, da parte di una famiglia Rom, la fiction RECIKLIRANGE del regista croato Branko Istvancic. Le proiezioni della serata si chiudono con l’unico documentario sardo in concorso: LUCI A MARE di Stefania Muresu e Fabian Volti (presenti al festival). Il film, attraverso le vicende dell’equipaggio di un peschereccio originario di Ponza, che tutti gli anni a primavera ritorna a Porto Torres, descrive la pesca tradizionale delle sardine con la tecnica delle lampare.

SABATO 8 AGOSTO

La Fondazione Sardegna Film Commission organizza un location scouting sul trenino verde dell’Arst, composto da un locomotore Diesel del 1958 e da due carrozze “Breda” del 1930. Si parte dalla stazione di Martis intorno alle 10.30 e per tutto il tragitto si ha la possibilità di scattare foto e fare riprese video nello scenario incantevole offerto dal paesaggio dell’Anglona. Prima del pranzo a km0 si potranno visitare la stazione di Tempio con gli affreschi di Giuseppe Biasi, uno dei più grandi artisti sardi del Novecento, e l’officina-museo delle vecchie locomotive a vapore. Oltre agli ospiti del festival hanno l’opportunità di partecipare al viaggio altri 10 fortunati: i più veloci a mandare una mail a info@lifeafteroil.org con oggetto LIFE AFTER OIL-trenino verde e ad aggiudicarsi, così, uno dei 10 biglietti omaggio. La partenza da Tempio è prevista per le 15.30 e l’arrivo a Martis per le 16.50.

Sul trenino verde ci saranno anche alcuni dei registi e produttori coinvolti nel progetto Heroes 20.20.20 per raccontare la loro esperienza e la squadra della Fondazione Sardegna Film Commission sarà disponibile per incontri individuali con i professionisti interessati al “green film shooting”, ovvero i protocolli ecologici per i set cine-tele-audio-visivi.

Durante le proiezioni serali in piazza San Giovanni sarà presentato in anteprima e fuori concorso uno dei primi sette cortometraggi Heroes già prodotti: OGNI COSA AL SUO POSTO, una commedia surreale in tre atti per promuovere la raccolta differenziata, realizzata da Paolo Zucca, il regista del pluripremiato “L’arbitro” con Stefano Accorsi e Jacopo Cullin.

Il pomeriggio prosegue con un workshop dal titolo “Perché la cannabis è stata messa fuorilegge dopo 38 milioni di anni che era sulla terra?” (Centro Polivalente Sa Tanca de Idda, alle 19) condotto dal neurobiologo del CNR Gian Luigi Gessa. Interverranno Antonio Minisola, giudice nel Tribunale per i minorenni di Sassari, Margherita Baravalle e Felice Giraudo dell’associazione Assocanapa di Carmagnola.

Il mio corpo a maggioLe proiezioni iniziano alle 21 in Piazza San Giovanni con l’animazione (fuori concorso) HOW TO DESTROY THE WORLD di Pete Bishop. Dopo OGNI COSA A SUO POSTO di Paolo Zucca (fuori concorso) si prosegue con la visione, alla presenza della regista, dello sperimentale IL MIO CORPO A MAGGIO della poliedrica Matilde De Feo (interprete di teatro, regista, operatrice culturale e doppiatrice di documentari per la Rai), dove il corpo femminile, proprio come un albero, germoglia e si ricopre di foglie e fiori. Se il titolo del festival evoca la vita dopo il petrolio (LIFE AFTER OIL), il filmmaker Nicola Garau rovescia la prospettiva e arriva a Martis per presentare il cortometraggio, in stile disaster-movie, DEATH AFTER OIL, che ha per protagonista la morte, rimasta disoccupata dopo l’estinzione dell’umanità in seguito alla fine dell’oro nero. HIJOS DE LA TIERRA di Axel O’Mill (presente al festival) e Patxi Uriz parla di quelle particolari persone misteriosamente e perennemente in contatto con la natura, che aprono il loro cuore per trasmettere la saggezza della Madre Terra all’umanità intera. Dall’Argentina arriva la fiaba animata LA PIEDRA DEL RAYO di Aldana Loiseau e Soledad Fernandez, che si rifà a un’antica leggenda sull’origine, voluta dal Dio del fulmine, della Quebrada (burrone) di Huamauaca, nel nord dell’Argentina al confine con la Bolivia. Ripercorre le tappe fondamentali del proibizionismo della cannabis in Italia, attraverso interviste a politici e medici, PIANTA CRIMINALE, in proiezione alla presenza del regista Marco Fabozzi. ILARIA ALPI-L’ULTIMO VIAGGIO (2015), prodotto da Rai e Magnolia, è una docu-fiction di Claudio Canepari e Gabriele Gravagna, che getta nuova luce e ricostruisce con materiali inediti gli ultimi giorni di vita della giornalista assassinata a Mogadiscio nel 1994. Seguirà un “laboratorio sul reporter di guerra” condotto dall’inviato speciale Rai Alberto Calvi.

DOMENICA 9 AGOSTO

Di mattina (appuntamento alle 10.30 di fronte alla scuola elementare) è in programma un’escursione aperta a tutti alla Cascata Triulintas e alla Foresta Pietrificata di Carrucana, con la guida del funzionario della Soprintendenza ai Beni Archeologici, Angelo Cocco.

Di pomeriggio (17.30), all’esterno del Centro Polivalente “Sa Tanca de Idda”, l’Associazione Nazionale Città della Terra Cruda e Assocanapa coinvolgono bambini e adulti in un laboratorio per fabbricare mattoni e realizzare altri piccoli manufatti in terra e fibre di canapa.

Dalle 18, all’interno del Centro Polivalente, sono in proiezione, alla presenza dei registi i documentari (fuori concorso) della sezione LIFE OF SARDINIA: NODAS di Andrea Mura e Umberto Cao e MARTIS del MartiFilmLab.

Alle 20 il festival si sposta in piazza San Giovanni, dove l’ingegnere Lorenzo Errico darà una dimostrazione pratica del sistema brevettato dalla sua ditta, la Hydromoving H2O Energy, che riduce i consumi di carburante e le emissioni inquinanti attraverso l’elettrolisi dell’acqua applicata ai motori a combustione.

Pandora's promise locandinaLe proiezioni iniziano alle 21.20 con IL FILO DI LANA di Tomaso Mannoni (fuori concorso). Il filmato, realizzato grazie al bando Heroes20.20.20, è il primo episodio di una web serie intitolata KUILES (Ovili) e racconta, attraverso le avventure di due pastori, gli utilizzi della lana di pecora nel campo dell’edilizia. La serata prosegue con gli ultimi quattro film in concorso. Il primo è UN PASSION D’OR ET DE FEU di Sebastien Pins (in concorso anche con MY FOREST), dedicato al mestiere dell’apicoltore e all’importanza delle api per la biodiversità. LA VAGABUNDO dell’argentino Emmanuel Moscoso (presente al festival) è una storia di amicizia e solidarietà tra bambini, che prende avvio dalla vendita non voluta di una bicicletta. L’animazione FACTORY di Dengke Chen (in concorso anche con HUNTING) rovescia il punto di vista uomo-animale per richiamare l’attenzione sul consumo eccessivo di carne, e sulla catena di montaggio alienante dei fast-food. Le proiezioni chiudono con PANDORA’S PROMISE (in prima visione italiana) del documentarista americano Robert Stone (presente al festival). Il film, presentato in anteprima al Sundance Film Festival, ha suscitato reazioni discordanti nei critici, perché racconta il radicale cambiamento di posizione -da contro a pro energia nucleare- di famosi scienziati e ambientalisti.

Le premiazioni dei film sono previste per le 23.40. A seguire, dance hall and visual train ” Dj-Train Elettronika by M-ARTISTA” in Piazza San Giovanni per chiudere in musica la seconda edizione di LIFE AFTER OIL International Film Festival.

CONCLUSA LA X EDIZIONE DEL SARDINIA FILM FEST – I PREMI

Ricevo e volentieri pubblico

Il vincitore del David di Donatello, Giuseppe Marco AlbanoLa X edizione del Sardinia Film Festival si è chiusa sabato 27 giugno, nel Polo Didattico “Il Quadrilatero” di Sassari con la premiazione delle pellicole vincitrici, la proiezione del cortometraggio primo classificato al David di Donatello 2015, “Thriller”, alla presenza del regista Giuseppe Marco Albano, e il concerto della violinista Anna Tifu, alla quale il presidente Angelo Tantaro ha assegnato la medaglia del Senato della Repubblica Italiana «per il suo eccezionale talento, per la sua sensibilità in campo sociale e per il suo contributo alla valorizzazione del nostro Paese». Durante la serata sono stati presentati anche due video, uno dei quali realizzato dai bambini della seconda elementare della Scuola Primaria di Li Punti (SS), durante un laboratorio condotto da Marta Pala in collaborazione con il Cineclub Sassari, l’altro dal Gal Anglona Romanagia, in collaborazione con il Cineclub e la casa di produzione cinematografica Karel di Cagliari. La giuria internazionale (formata dagli irlandesi Jane Doolan della casa di produzione Mammoth Films e Maurice Seezer, musicista e compositore, e dal portoghese João Paulo Macedo, presidente del FIKE_International Short Film Festival)- ha premiato le categorie Fiction Italiana, Fiction Internazionale, Documentario Internazionale. Il verdetto sulla Videoarte e sul genere Sperimentale è stato dato dalla Giuria dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, mentre quella di Scienze della Comunicazione si è pronunciata sulle sezioni Back to the Land e Scuola over 18. Altri due premi sono stati assegnati da Diari di Cineclub e dalla Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (FICC). Infine quest’anno il palmarès si è arricchito del Premio Federico Lubino riservato ai registi sardi.

Anna Tifu suona per il pubblico del Sardinia Film Festival

La X edizione del Sardinia Film Festival ha avuto un grande successo ed è stata seguita per tutta la settimana dal 21 al 27 giugno da un pubblico numeroso e attento che si è dato appuntamento al Quadrilatero per assistere alle proiezioni, commentare i film e fare pronostici sui vincitori. I cortometraggi in concorso, selezionati tra circa 900 iscritti da tutto il mondo, erano 34, provenienti da Cile, Turchia, Colombia, Spagna, Nepal, Kurdistan, Messico, Portogallo, Iran, Singapore, USA, Kosovo, Armenia, Francia, Germania, Regno Unito, Polonia, Croazia, Turchia, Svizzera, e naturalmente Italia. Fuori concorso, la manifestazione ha presentato quattro selezioni di cortometraggi di quattro festival partner: Psarokokalo-Athens International Short Film Festival (Grecia), Fastnet International Short Film Festival (Irlanda), Edinburgh International Short Film Festival (Scozia) e FIKE_International Short Film Festival (Portogallo). Il pubblico ha seguito con interesse anche i numerosi eventi speciali, che quest’anno avevano come tema conduttore la musica: dai cine-concerti Jazz a Cinecittà in collaborazione con l’Orchestra Jazz della Sardegna e Il cinema delle avanguardie in collaborazione con il Liceo Classico Azuni, all’esibizione della violinista Anna Tifu. La vera novità di questa edizione è stato però il Meeting dei Giovani Filmmakers Europei (EYFILM), finanziato dal Comune di Sassari e dalla Fondazione Banco di Sardegna in collaborazione con la Film Commission regionale, che ha riunito a Sassari una cinquantina di partecipanti tra registi, produttori e i buyers di Arte France, TV3 Catalunya, Slingshot Films per discutere di produzione e distribuzione di cortometraggi, ricerca di finanziamenti e strategie promozionali. Il meeting sì è concluso ieri con una location scouting all’Asinara organizzata dalla Film Commission. Sempre ieri al festival sono stati protagonisti gli iscritti all’assocazione Moviementu-Rete Cinema Sardegna, che hanno indetto un’assemblea aperta a tutti dal titolo “La legge cinema guarda al futuro”, nel corso della quale è stato presentato uno studio realizzato con l’Università di Cagliari, che propone sostanziali modifiche alla legge regionale del 2006 sul cinema, a favore dei lavoratori del settore audiovisivo. Il Sardinia Film Festival non finisce qui, ma prosegue nel corso dell’estate con il Premio Villanova Monteleone per il documentario italiano (dal 20 al 22 agosto) e, per la prima volta a partire da quest’anno, con la sezione dedicata all’animazione, che si terrà a Bosa dal 3 al 5 settembre.

TUTTI I PREMI

I registi dell'EYFILM

Il giorno 23 Giugno 2015, la Giuria Internazionale della Decima Edizione del Sardinia Film Festival, composta dalla produttrice Jane Doolan (Irlanda), il compositore Maurice Seezer (Irlanda) e il Direttore Artistico del Fike – International Short Film Festival di Evora (Portogallo) João Paulo Macedo si è riunita a Sassari per deliberare i vincitori tra i 43 cortometraggi presentati nel concorso ufficiale nelle seguenti categorie, con le seguenti motivazioni:

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Ecuador, with the eyes closed di Daniel Chamorro

Motivazione:

Per averci mostrato che esistono soluzioni alternative alla crisi di un pianeta sfinito dall’imperante sistema consumistico occidentale; per averci aperto gli occhi sull’impegno e sulla coscienza di paesi e popoli a noi lontani, riuscendo a creare con onestà e sensibilità un senso di collettività che troppo spesso perdiamo di vista; senza alcun sentimentalismo, ma con la poesia necessaria a far sentire lo spettatore come parte di una nuova possibilità di cambiamento.

MIGLIOR FICTION ITALIANA

Sinuaria di Roberto Carta

Motivazione:

Per aver spiccato per originalità tecnica e creativa nella sua malinconia, delicatezza e semplicità; per la prova perfettamente calibrata e sentita dell’attore principale e per l’ambientazione che vive del contrasto tra il suo essere prigione e paradiso, isolamento e convivenza tra gli abitanti dell’isola.

MENZIONE SPECIALE FICTION ITALIANA

Nel silenzio di Lorenzo Ferrante e Matteo Ricca

Motivazione:

Per la prova commovente data dai due attori protagonisti, la grazia e l’attenzione con cui viene affrontata l’immobilità fisica ed emotiva, con una regia che abbraccia l’essenzialità di due corpi impacciati e una fotografia che ne illumina l’affetto; un viaggio affrontato “nel silenzio” alla ricerca del legame fraterno e di una quotidianità andati perduti.

MIGLIOR FICTION INTERNAZIONALE

Listen di Hamy Ramezan e Rungano Nyoni

Motivazione:

Senza nessuna esitazione, l’opera che più di tutte accoglie in sé un tema tragico e attuale insieme a una cinematografia sofisticata ed esperta. L’energia di Listen cattura dal primo istante e lascia lo spettatore con il desiderio di averne di più, nonostante la storia disperata di una voce senza volto, inascoltata e invisibile alla comprensione del mondo.

MENZIONE SPECIALE FICTION INTERNAZIONALE

En Directo di Wenceslao Scyzoryz

Motivazione:

Per l’approccio umano al disagio sociale della perdita della propria casa, rielaborato tramite lo guardo freddo e invasivo della televisione e quello intimo e doloroso dei protagonisti. En Directo riesce a trascinare lo spettatore in un clima di alta tensione, con una tragedia intensamente politica che parla in maniera ipermoderna dell’emergenza contemporanea dello sfratto e di quella parte di società che non riesce a riemergere dalla crisi economica.

MENZIONE SPECIALE PER LA FOTOGRAFIA

The Shadow Forest di Andrzey Cichocki

Motivazione:

Per la toccante rivisitazione dell’epoca più buia della Polonia con una luce protagonista nel fotografare la fuga nella foresta dell’umanità inseguita dalla guerra; lo sguardo perduto di uomini e lupi è illuminato con inquietudine e speranza, tra i corpi oscuri e i bagliori del sole, interpretando in modo professionale la profondità della Storia.

 

 

 

PREMIO FEDERICO LUBINO

Sinuaria di Roberto Carta.

 

La redazione di Diari di Cineclub presente al Sardinia Film Festival assegna il

PREMIO DIARI DI CINECLUB a

Listen di Hamy Ramezan e Rungano Nyoni

Motivazione:

Per la capacità di saldare la problematicità del contenuto, declinato con modalità narrative originali, e una forma semplice, ma efficace. Il cortometraggio Listen, così, nello stesso tempo, risulta didattico e cinematograficamente accattivante.

PREMIO DEL PUBBLICO FICC

La smorfia di Emanuele Palamara

Motivazione:

Arte, vita, dramma e sottile ironia. Una narrazione arricchita con generi diversi. Una storia di vita familiare, in cui si racconta un’esperienza dell’esistenza umana nel contesto psicologico-relazionale in rapporto alla disabilità indirizzando lo spettatore, con il giusto equilibrio, a riflessioni più universali.

La Giuria di Scienze della Comunicazione di Sassari, al termine della visione delle opere, dopo approfondita discussione, dichiara vincitori nelle seguenti categorie

SCUOLA OVER 18

 

The shadow forest di Cichocki Andrzej

MOTIVAZIONE:

Per la profonda rappresentazione del rapporto dell’uomo con la memoria e la natura, l’intensità della sceneggiatura ben valorizzata dalla colonna sonora, la delicata e efficace fusione dello spazio e del tempo, il ritmo narrativo sostenuto da scelte tecniche precise e mai scontate.

 

BACK TO THE LAND

 

Jardin de piedras di Cabrera Victor e Caradeuc Cristian

MOTIVAZIONE:

Per l’ottima rappresentazione della realtà e del vissuto esperienziale delle persone coinvolte, la ricostruzione della complessità dei problemi ambientali ed ecologici raccontati con spiccata sensibilità antropologica, il cortometraggio contiene il vero spirito del “Back to the Land”: giovani che riscoprono la vita rurale, vivendola nei suoi pregi e nei suoi aspetti problematici attraverso la dimensione pratica dei saperi.

La Giuria dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, al termine della visione delle opere, dopo approfondita discussione, dichiara vincitori nelle seguenti categorie

 

VIDEO ARTE

Autogenic di Prakash H

MOTIVAZIONE:

Per la capacità di riempire il vuoto di uno spazio numerico costruendo nuove forme di materia digitale scandendone l’evoluzione dinamica attraverso beat elettronici.

 

MENZIONE SPECIALE VIDEO ARTE

Per un pugno di note di Maurizio Iezzi

MOTIVAZIONE:

Per esser riuscito a fondere in modo semplice e creativo due differenti linguaggi sino ad ottenere un’armonia capace di ricordarci che in natura tutto è ritmico.

 

 

SPERIMENTALE

A robot’s tale di Stephanie Winter

MOTIVAZIONE:

Per aver raccontato in modo visionario e barocco l’eterna lotta tra il bene e il male con una meticolosa cura estetica delle immagini.

MENZIONE SPECIALE SPERIMENTALE

This is not a horror movie di Silvia De Gennaro

MOTIVAZIONE:

Per aver espresso in modo esplicito una forte critica alla società contemporanea e alle contraddizioni masochistiche che la caratterizzano.

SARDINIA FILM FESTIVAL: SERATA FINALE DELLA DECIMA EDIZIONE

Ricevo e volentieri pubblico

Serata finale della decima edizione

MEDAGLIA DEL SENATO ALLA VIOLINISTA ANNA TIFU

IN CONCERTO PER IL PUBBLICO DEL SARDINIA FILM FESTIVAL

A partire dalle 21, premiazione dei corti vincitori nelle varie categorie in gara

e proiezione di “Thriller” di Giuseppe Marco Albano, David di Donatello 2015

 Anna Tifu 2

Così com’era iniziata, con il cine-concerto Jazz a Cinecittà, chiude in musica la decima edizione del Sardinia Film Festival organizzato dal Cineclub Sassari. Sarà infatti la violinista Anna Tifu a dare il via alla serata finale, a partire dalle 21, anticipando la premiazione delle pellicole in concorso e la visione del cortometraggio vincitore del David di Donatello 2015, con un breve concerto in esclusiva per il festival. La giovane musicista arriva al Quadrilatero per ricevere la medaglia conferita dal Senato della Repubblica al Sardinia Film Festival e assegnata in tutte le edizioni dal presidente Angelo Tantaro a una personalità che si sia contraddistinta per il suo impegno nella cultura, nel sociale e nell’arte. Definita da Salvatore Accardo come «uno dei talenti più straordinari che mi sia capitato di incontrare», Anna Tifu, riconosciuta e apprezzata dal pubblico e dalla critica, è considerata una delle più interessanti violiniste della sua generazione, impegnata già dall’età di sei anni nelle orchestre più prestigiose di tutto il mondo, per la sua spontanea capacità di creare atmosfere intime e allo stesso tempo accessibili. Questa la motivazione con cui il presidente del Sardinia Film festival le consegnerà la medaglia: «Per il suo innato talento, per il suo costante impegno in iniziative di grande spessore artistico e di solidarietà e per il suo prezioso contributo attraverso la musica alla valorizzazione culturale del nostro Paese».

AnnaTifuLa giornata di chiusura del festival inizia già dalla mattina con una location scouting all’Asinara organizzata dalla Film Commission come appuntamento conclusivo del Meeting dei giovani film-makers europei, mentre al Quadrilatero si riunisce in assemblea Moviementu-Rete Cinema Sardegna. L’associazione, nata proprio al festival due anni fa, organizza un incontro aperto a tutti dal titolo “La legge cinema guarda al futuro”, nel corso del quale presenterà uno studio realizzato con l’Università di Cagliari che propone sostanziali modifiche alla legge regionale del 2006 a favore dei lavoratori del settore audiovisivo.

Di sera, oltre al concerto di Anna Tifu, il festival propone l’ultimo evento speciale di questa edizione: la proiezione, alla presenza del regista, di Thriller di Giuseppe Marco Albano, fresco vincitore del David di Donatello 2015 nella sezione cortometraggi. Poi le giurie procederanno alla premiazione dei vincitori della decima edizione del Sardinia Film Festival. I giurati internazionali Jane Doolan (produttrice), João Paulo Macedo (direttore del FIKE-International Short Film Festival), Maurice Seezer (musicista e compositore di musiche per film) premieranno i corti delle categorie Fiction Italiana, Fiction Internazionale, Documentario internazionale. Il verdetto sul genere Sperimentale e sulla Videoarte spetta alla Giuria dell’Accademia di Belle Arti, mentre le sezioni Back to the Land e Scuola over 18 sono di competenza della Giuria di Scienze della Comunicazione. Da quest’anno, infine, il palmarès del Sardinia Film Festival si arricchisce del Premio Federico Lubino per i film-makers sardi e del Premio FICC, che sarà assegnato a una pellicola in concorso dal pubblico che ha partecipato alle proiezioni organizzate da 12 circoli della Federazione italiana dei circoli del cinema.

50+1 MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA PESARO FILM FESTIVAL – dal 20 al 27 giugno

Ricevo e volentieri pubblico

50+1 Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Pesaro Film Festival

(50 anni 1965-2015)

Teatro Sperimentale (sala grande e sala Pasolini),

Centro Arti Visive Pescheria, Palazzo Gradari e Piazza del Popolo

20 – 27 giugno 2015

Pesaro è un luogo dello spirito (Pier Paolo Pasolini)

PER UNA RINASCITA DELLA PELLICOLA E DEL CINEMA IN SUPER8

Un proiettore in mezzo al pubblico e la concentrazione dello sguardo per film d’artista, personali, artigianali…
Pesaro, 21 giugno. Come ha più volte sottolineato il neo-direttore Pedro Armocida, l’edizione 50+1 della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro parte da un ripensamento degli spazi per costruire il programma. Così, se la sala piccola dello Sperimentale, oggi Sala Pasolini, negli anni ’90 ha ospitato l’apertura della Mostra al video (analogico e digitale) e alle nuove tecnologie, prima che diventassero prevalenti, in questa edizione viene dedicata una parte della programmazione di questa piccola ma attrezzata sala alla rinascita della pellicola e del cinema in Super8 in un programma speciale a cura di Karianne Fiorini e Gianmarco Torri (come anche alla proiezione di film sperimentali in 16mm in un evento speciale curato da Federico Rossin). Il Super8 è oggi di nuovo utilizzato, soprattutto in ambito artistico, non solo come formato di ripresa ma anche per proiezioni in pellicola che altrimenti si stanno perdendo. In giro per l’Europa rinascono collettivi di produzione, sviluppo, distribuzione di film in Super8 che vengono spesso mostrati in proiezioni-performance dal vivo, in cui il rapporto con la tecnologia è parte integrante e visibile del processo cinematografico.

La Sala Pasolini si presta perfettamente sia per dimensioni che per caratteristiche, a proiezioni fatte dal vivo con un proiettore in mezzo al pubblico, in uno spazio raccolto e intimo. Alcune idee centrali dalle quali si è partiti nel comporre il programma sono infatti l’attenzione per il gesto del filmare: il Super8, forse più di ogni altro formato, si presta a una sorta di acutezza dello sguardo. Altra idea centrale è quella dell’atto performativo del mostrare i propri film. I cineasti qui coinvolti sono soliti proiettare autonomamente le loro opere, con un semplice proiettore, in qualunque spazio, in mezzo al pubblico e con il pubblico, e così faranno a Pesaro, instaurando un dialogo continuo durante e intorno alle proiezioni.

Il programma – che si svolgerà sempre alle 18 in Sala Pasolini – si apre lunedì 22 giugno con Philippe Cote, cineasta francese dalla sguardo sensibile e radicale su genti e paesaggi, presenterà i suoi diari e documentari di viaggio tra l’Europa e gli Stati Uniti (Bretagna, New York e confine con il Canada), film poetici e contemplativi che invitano a un’avventura dello sguardo. Martedì 23 sarà la volta dell’olandese Jaap Pieters, attivo dalla fine degli anni ’80 e noto come l'”occhio di Amsterdam”, il quale proietterà i suoi film, dai quali emerge un’umanità fragile che vive l’alienazione degli spazi urbani, come pure l’attenzione a oggetti e dettagli della quotidianità che trascendono in astrazione. Mercoledì 24 gli italiani Livio Colombo e Giulia Vallicelli, impegnati da anni in workshop e laboratori sul Super8, presenteranno i loro film in una proiezione particolarmente performativa, con diversi proiettori in contemporanea e due musicisti dal vivo, Beppe Sordi e Patrizia Oliva. Infine, giovedì 25 e venerdì 26 giugno due programmi della cineasta tedesca Helga Fanderl, attiva dagli anni ’80, che realizza brevi e sorprendenti film poetici spesso accostati alla forma degli Haiku giapponesi. In pochi minuti restituisce l’essenza di un gesto, un luogo, un momento, un incontro. Cinepresa a mano e montaggio in camera gli elementi costitutivi del suo cinema dell’immediatezza e intensità emozionale.

NEWS IN SALA: IL SEGRETO del collettivo cyop&kaf in sala dal 19 marzo

Ricevo e volentieri pubblico

 

Esce in sala “Il Segreto”

Un viaggio ipnotico nei Quartieri Spagnoli di Napoli

sulle orme di una banda di ragazzini che accumula alberi di Natale

per compiere un misterioso rito

 il-segreto-foto

Il film esce nelle sale italiane giovedì 19 marzo

distribuito da Lab 80 film

Un gruppo di bambini scatenati che raccoglie alberi di Natale dismessi e li trascina per le strade di Napoli, fin dentro ai vicoli dei Quartieri Spagnoli, per accumularli in un misterioso nascondiglio.

È Il segreto, film del collettivo di artisti napoletani cyop&kaf che giovedì 19 marzo esce nelle sale italiane distribuito da Lab 80 film. Un lungometraggio in cui per 90 minuti i giovani protagonisti, insieme agli alberi, trascinano con sé anche lo spettatore, in un vortice fatto di scorribande, sfide e vitalità inarrestabile. Solo alla fine si scopre perché la banda accumula abeti in un vecchio cantiere, mentre col susseguirsi delle scene a svelarsi sono la loro identità, i rapporti di forza che regolano il gruppo, il loro modo di intendere coraggio e lealtà, le condizioni sociali e culturali in cui vivono.

Il film ha ottenuto riconoscimenti in numerosi festival internazionali tra cui Torino Film Festival, Cinema du Réel a Parigi e Festival Fronteira di Goiânia in Brasile. In questi giorni è negli Stati Uniti, città di Columbia, al True False Film Festival 2015. «È un film semplice ma esplosivo – commenta Alberto Valtellina di Lab 80 film –. Sprigiona energia in ogni scena e incrina gli stereotipi più diffusi sui quartieri popolari di Napoli. È una delle proposte più interessanti del cinema indipendente italiano degli ultimi anni ».

Il Segreto è stato girato nei primi 15 giorni del gennaio 2013, con una telecamera semplicissima, al seguito di una banda di ragazzini dei Quartieri Spagnoli impegnati a fare alberi: i registi li hanno seguiti nella loro incetta di abeti post-natalizi, recuperati nelle vie della Napoli bene come negli angoli delle zone più popolari della città. La telecamera accompagna la banda con una presenza discreta e costante: in sella al motorino quando i ragazzi trascinano alberi sulle due ruote, a bordo della strada quando nascondono il bottino negli anfratti urbani, all’interno del cantiere abbandonato quando depositano gli abeti nella loro base (un vuoto lasciato dalla demolizione, ormai più che ventennale, di un palazzo che era stato vittima del terremoto del 1980).

«Si sono lasciati riprendere senza curarsi troppo di noi – dicono cyop&kaf -, erano troppo impegnati nella loro “missione”. Abbiamo potuto girare in questo modo perché ci conoscono bene, da anni viviamo nel quartiere, ne dipingiamo i muri, non siamo un corpo estraneo. Senza dircelo, i ragazzi ci hanno accordato la loro completa fiducia».

Cyop&kaf hanno cominciato a dipingere sui muri, sulle porte e sulle saracinesche dei Quartieri Spagnoli nel 2010, dialogando con i residenti adulti e coinvolgendo bambini e ragazzi nella realizzazione delle opere.

Quello di cyop&kaf è un lavoro che fa del coinvolgimento degli abitanti un tassello fondamentale e che, proprio per questa ragione, comprende anche la realizzazione di Il Segreto, testimonianza filmica asciutta e vivace che sa raccontare in modo profondo e vero la realtà di una delle zone più popolari di Napoli. «In molti quartieri – aggiungono i registi – la raccolta degli alberi per il giorno di Sant’Antonio è una tradizione, un rito, un gioco avventuroso che i ragazzi di strada si tramandano di generazione in generazione. Per chi li osserva da fuori è spesso solo una sequenza di atti di teppismo e schiamazzi fino a tarda ora. Volevamo raccontare quello che accade in molte strade della città nel mese di gennaio, da un punto di vista il più possibile prossimo a quello di una banda di ragazzi. Seguirli nelle loro ricerche, osservare le alleanze e le scaramucce con altre bande, documentare i caratteri, il linguaggio, i codici di comportamento. Eravamo certi che sarebbero emerse in questo modo, spontaneamente, tutte le domande che ci facciamo da tempo, e che è necessario farsi, sul rapporto che intercorre tra bambini e città».

Le bande come quella raccontata da cyop&kaf sono le ultime depositarie di un’antica tradizione: quella del cippo di Sant’Antonio, che ricorre ogni 17 gennaio e che per essere celebrata chiede proprio di accumulare legna da ardere in quantità.

Sarà un enorme liberatorio falò (ecco svelato il segreto) a concludere l’inarrestabile e quasi ipnotica attività dei ragazzi, che alla fine del film ballano a torso nudo davanti a fiamme alte fino al secondo piano dei palazzi, come facessero parte di un rito tribale di cui non possono fare a meno e che segna la loro volontà di vivere in un quartiere che tutto sembra tranne volerli, e in una città in cui per fortuna la speculazione non ha ancora divorato tutti gli spazi di vita possibili.

Il film è una produzione Quore Spinato, Napoli Monitor, Parallelo 41, Antonella Di Nocera, Daria D’Antonio. Le musiche originali sono di Enzo Avitabile.

Il tour delle proiezioni comincia da Milano: al Cinema Beltrade da giovedì 19 marzo, registi presenti in sala per la prima.

Premi e menzioni ai Festival

Menzione Speciale Torino Film festival 2013; Premio UCCA 2013; Premio Extra Muros Pravo Ljudski Film Festival Sarajevo 2014; Menzione Speciale DocLisboa Lisbona 2014; Miglior Documentario e Vesuvio Award Napoli Film Festival 2014; Premio Speciale della Giuria Fronteira-Festival Internazionale del Film Documentario e Sperimentale Goiânia (Brasile) 2014; Finalista David di Donatello 2014; Menzione Gianni Volpi Bellaria Film Festival 2014; Terre di Cinema Trembly en France Parigi 2014; Cinéma du Réel Parigi 2014; presentato al True False Film Festival 2015 di Columbia, Stati Uniti (5-8 marzo)

Trailer https://vimeo.com/118573947

www.lab80.ithttp://www.cyopekaf.org

Il segreto (Italia 2013, 89’)

Regia: cyop&kaf

Sceneggiatura: Luca Rossomando

Fotografia: Ciro Malatesta

Montaggio: Alessandra Carchedi

Musiche originali: Enzo Avitabile

Sottotitoli: italiano

CINEMAZERO CALL FOR ENTRIES!

Ricevo e volentieri pubblico

cinemazero bandoBando di concorso

scadenza: 21 novembre 2014
concorso per opere video no-budget (finzione, documentario, video arte, video musicale, ecc.)
  • iscrizione gratuita
  • premio della giuria: 1000 € di buono acquisto per materiale tecnico
  • premio del pubblico: 500 € di buono acquisto per materiale tecnico
  • scadenza bando: 21 novembre 2014
  • date festival: dal 4 al 6 dicembre a Trento

Il Festival CinemaZERO propone un’idea radicale di “cinema zero” fondata essenzialmente sull’autonomia dell’autore, in netta contraddizione rispetto alle formule del cinema industriale e commerciale, sia per quanto riguarda i mezzi di produzione, sia nei modelli estetici e narrativi seguiti.

Il concorso è destinato a opere autoprodotte e no-budget, realizzate in modo artigianale, con mezzi di produzione comuni e facilmente accessibili (telecamere digitali non professionali, macchine fotografiche, webcams, telefoni cellulari).
A tutti gli autori si richiede di conseguenza un approccio artigianale e sperimentale alla propria opera, che dimostri una ricerca individuale e autonoma sul linguaggio, sulle tematiche, sulla struttura, sull’idea e/o sulla realizzazione del proprio lavoro. Non è dunque un concorso in cui si valutino le sole condizioni economiche di produzione, ma piuttosto un’idea complessiva di cinema.

Il concorso, a partecipazione gratuita, mette in palio un premio della giuria, del valore di 1000 € da spendere in materiale tecnico, e un premio del pubblico, del valore di 500 € da spendere in materiale tecnico. La scadenza del bando è venerdì 21 novembre 2014.

Il bando di concorso e tutte le informazioni necessarie all’iscrizione sono disponibili sul sito www.festivalcinemazero.it

DA PESARO: PANORAMA USA – Il cinema sperimentale-narrativo del nuovo millennio

Ricevo e volentieri pubblico

 

Tavola rotonda: Panorama USA – Il cinema sperimentale-narrativo nel nuovo millennio

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Pesaro, 27 giugno. Si è svolta questa mattina alla 50. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro la tavola rotonda sul cinema sperimentale-narrativo americano post 11 settembre che, moderata da Giovanni Spagnoletti e dal curatore Jon Gartenberg, ha visto confrontarsi i sei prestigiosi ospiti venuti da oltreoceano: Julie Talen, Abigail Child, John Canemaker, Bill Morrison, Thomas Allen Harris e Matthew Porterfield.

Esordisce Spagnoletti che ricorda come all’inizio degli anni ’90 la Mostra avesse già trattato il cinema statunitense, ospitando tra gli altri proprio  Abigail Child, presente anche oggi. Il direttore artistico ha spiegato come le prospettive di allora fossero completamente diverse da quelle di oggi. La selezione di quest’anno vuole essere una panoramica a 360 gradi di quello che sta avvenendo nel cinema americano indipendente di oggi, e in particolare a New York, spaziando dalla pura fiction alla docufiction, dai documentari ai film di montaggio, dai found footage agli home movies.

Il curatore  Jon Gartenberg ha poi ringraziato Giovanni Spagnoletti per aver accettato di mettere in programma ogni tipo di film e di qualunque formato, dimostrando una disponibilità e un’apertura difficile da trovare persino nei festival. Gartenberg ha spiegato come il regista del film proiettato prima della tavola rotonda, A Loft di Ken Jacobs, è un esponente del vecchio sperimentalismo americano, così come Stan Brakhage (protagonista di una proiezione del 28° Evento Speciale) e Jonas Mekas (presente lui stesso in Panorama USA), vero e proprio padrino del filone, uno dei primi a rendersi conto che era possibile fare cinema in piena libertà e nel rispetto della propria visione, senza dover passare per forza attraverso i sistemi produttivi tradizionali.

 

I primi due registi a intervenire, Julie Talen e John Canemaker, hanno raccontato il loro percorso e la loro condizione – difficile – di cineasti indipendenti e sperimentatori. La Talen, presente a Pesaro con Pretend ha dichiarato: “Ho cominciato come sceneggiatrice e, benché alcuni lavori più commerciali mi abbiano consentito di finanziare i miei progetti personali, ho sempre dovuto mantenere uno stile di vita modesto per cercare di conservare la mia indipendenza.” Canemaker, che a Pesaro ha tenuto una masterclass e portato l’animazione premio Oscar The Moon and the Son, invece racconta: “Il mio percorso professionale è stato atipico, per molti anni sono stato un attore, un tipo di esperienza che mi è stata comunque molto utile anche per l’animazione. Non mi interessa entrare a far parte dei grandi studios, ma solo di poter fare ciò che mi interessa. Oggi insegno animazione, ne scrivo e realizzo i miei film.  Lo dico anche ai miei studenti, che spesso hanno come unico obiettivo quello di entrare alla Pixar: cercate di esprimere innanzitutto voi stessi, come esseri umani e come artisti”.

Il regista Thomas Allen Harris ha invece raccontato la natura dell’opera documentaria presentata a Pesaro, Through a Lens Darkly, suo ultimo lavoro “Il mio film è dedicato alla storia della fotografia afroamericana, la storia dell’identità di un’intera comunità. L’ho girato pensando in termini musicali, come se le cinquantadue persone coinvolte fossero le voci di un coro. In quanto artista gay e afroamericano rifletto molto sull’importanza di trovare e riconoscere il proprio volto. Non a caso uno dei miei primi film si intitolava That’s My Face.”

La veterana Abigail Child, alla Mostra con The Suburban Trilogy, riflette tra le altre cose sulla condizione femminile, uno dei temi portanti della sua opera: “Come donna e come cineasta, mi interessa riflettere sulla presenza, o meglio sull’assenza, di modelli femminili. Da questo punto di vista, quand’ero bambina sentivo un senso di esclusione e anche in seguito, come artista, vedevo che i miei colleghi maschi avevano degli eroi, ma io non mi riconoscevo in nessuna eroina.” Continua raccontando della sua formazione e della sua visione del cinema: “Per quanto riguarda il mio percorso, da giovane ho iniziato come fotografa, ho girato dei documentari politici e mi sono resa conto che la forma è importante tanto quanto il contenuto. A volte mi dicono che i miei film sono molto diversi l’uno dall’altro, ed è vero, non voglio limitarmi a una sola strada espressiva. Credo che le formule per il successo, in senso hollywoodiano, siano limitanti.

Anche Bill Morrison ha parlato della sua formazione dicendo di aver iniziato come pittore, per avvicinarsi solo in un secondo momento all’animazione. Ha poi raccontato del film che ha presentato a Pesaro, The Great Flood, sulla piena del Mississipi degli anni ’20 e la nascita del Delta Blues a Chicago:  “Per il mio film sono partito dalla forma, dai materiali originali d’epoca sull’inondazione del Mississippi, e da lì ho tratto il contenuto: ho permesso così alle immagini di raccontare la propria storia.  In Through a Lens Darkly c’è una frase che mi ha molto colpito, ‘rendere visibile l’invisibile’, che nel caso del mio film è vera in senso letterale, perché abbiamo portato sullo schermo del nitrato di cellulosa che non era mai stato sviluppato completamente, della pellicola rimasta in archivio per anni che nessuno aveva avuto la possibilità di vedere. Per me ‘sperimentare’ vuol dire dare al pubblico il beneficio del dubbio, senza fornire risposte preconfezionate. Come spettatore voglio trarre autonomamente le mie conclusioni da quello che vedo.”

Matthew Porterfield, presente a Pesaro con Hamilton (il suo primo lungometraggio, del 2006), ha iniziato nel campo del teatro e della fotografia. Dopo aver lasciato l’università si è formato al New York Film Archive, ha girato tre lungometraggi e oggi insegna, pur non avendo una laurea, come tiene a ricordare. E poi afferma: “Continuo costantemente a imparare per conoscere il mondo ed esplorare la visione, lo sguardo. Il cinema per me è uno specchio rivolto sul mondo, fare sperimentazione significa essere interessato non solo al prodotto finito, ma anche al processo.”

Thomas Allen Harris conclude gli interventi degli ospiti-registi con un plauso a Pesaro: “Ho imparato molto dal programma proposto qui e da questa occasione di confronto con i miei colleghi. In America il sistema dei festival mette molta pressione addosso ai cineasti, e sembra che l’unico motivo per andarci sia ottenere una sorta di riconoscimento e un successo personale fine a se stesso.” Gli fa eco il curatore Jon Gartenberg che chiude la tavola rotonda con un appello ai festival: “Spesso nei festival si punta sull’anteprima, per attirare l’industria e la stampa, ma questo non fa l’interesse del pubblico, né dei cineasti. La cosa importante è proporre programmi interessanti, non preoccuparsi del fatto che il film sia stato già visto altrove, perché i festival dovrebbero essere soprattutto dei luoghi dove fare educazione.”