LA RECENSIONE DI MARINA – POVERI MA RICCHI di Fausto Brizzi

Poveri ma ricchiTITOLO: POVERI MA RICCHI; REGIA: Fausto Brizzi; genere: commedia, comico; anno: 2016; paese: Italia; cast: Christian De Sica, Enrico Brignano, Anna Mazzamauro; durata: 97′

Nelle sale italiane dal 15 dicembre, Poveri ma ricchi è l’ultimo lungometraggio diretto da Fausto Brizzi, remake del francese Les Tuche (2011), perla regia di Olivier Baroux.

Ci troviamo, innanzitutto, in un piccolo paesino sulla Prenestina, appena fuori dalla Capitale. La famiglia Tucci, mai stata particolarmente abbiente, vince inaspettatamente cento milioni di euro al superenalotto. Malgrado le iniziali intenzioni di tenere la cosa segreta in paese, presto si viene a conoscenza dell’identità dei fortunati vincitori e, di conseguenza, la famiglia intera – a causa delle insistenti richieste di aiuti economici da parte di amici e parenti – sarà costretta a lasciare la propria casa per trasferirsi nella città che registra il più alto reddito pro capite in Italia: Milano.

pmr-1Sarà per la scelta di far interpretare ad alcuni attori del cast personaggi a cui normalmente non si sono mai rapportati, sarà per l’idea di far ridere evitando la volgarità, sarà per la giusta gestione dei tempi comici, sarà per l’impiego, in sceneggiatura, di trovate più che indovinate, sarà (e questa è una cosa che potrebbero pensare i più “malignetti”) che il film stesso è tratto da una commedia che poco ha a che vedere con i cinepanettoni nostrani, ma Poveri ma ricchi si presenta in linea di massima come un lungometraggio onesto e ben riuscito, nel suo genere.

Convincente è un Christian De Sica nei panni di un lavoratore “burino” e di gran cuore, azzeccata la brava Anna Mazzamauro nel ruolo della nonna appassionata di fiction televisive ed innamorata di Gabriel Garko. Il vero pezzo forte di questo lungometraggio di Brizzi, però, è la comparsata di Al Bano nel ruolo di sé stesso e le conseguenti gag che ne vengono fuori: trovate fuori dagli schemi della comicità standard “da cinepanettone” che, in questo contesto, funzionano piuttosto bene.

poveri-ma-ricchi-bill-gates-clip-dal-film-youtubeIl problema principale di Poveri ma ricchi è, in realtà, un altro: per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi stessi, troppo repentini sono i cambiamenti interiori (in particolare per quanto riguarda il personaggio interpretato da De Sica) per poter essere credibili. Così come ripetitivi appaiono i contrasti tra nord e sud Italia qui messi in scena. Ripetitivi e, ormai, troppo inflazionati all’interno delle grandi produzioni cinematografiche italiane. Detto questo, però, questo ultimo lavoro di Brizzi resta comunque un prodotto che, in un certo senso, sorprende. E, proprio per la sua onestà, merita una priorità di visione rispetto ad altri cinepanettoni, nel caso in cui si desiderasse fruire esclusivamente di un certo tipo di cinema.

VOTO: 6/10

Marina Pavido

VENEZIA 71: I CLASSICI DEL CINEMA ITALIANO A VENEZIA

Ricevo e volentieri pubblico

 

I classici del cinema italiano a Venezia: Una giornata particolare restituito al suo splendore originario, il primo film al mondo in hd, i cent’anni di Alberto Lattuada

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Una giornata particolare è uno dei classici del cinema italiano, vertice del cinema di Ettore Scola e della coppia Loren/Mastroianni. Il film è noto per lo straordinario lavoro di desaturazione del colore operato dal direttore della fotografia Pasqualino De Santis. Dopo un primo restauro analogico realizzato 11 anni fa, oggi le tecnologie digitali hanno permesso di restituire al meglio il procedimento elaborato all’epoca.

Arlecchino 3Arlecchino (1983), cortometraggio di Giuliano Montaldo girato in esterni reali a Venezia con la fotografia di Vittorio Storaro e interpretato da Ferruccio Soleri, il grande Arlecchino di Strehler, fu il primo esperimento al mondo di film interamente girato e montato in alta definizione.

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Per festeggiare i cent’anni di Alberto Lattuada, il CSC-Cineteca Nazionale presenta per la prima volta restaurato un classico del neorealismo italiano, Senza pietà (1948). Alla Mostra del Cinema verrà anche presentato il libro-intervista Il cinema secondo Lattuada, ultima opera del grande critico torinese Gianni Volpi, scomparso l’anno scorso.

 

DATI TECNICI

 

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Arlecchino 2Il film venne girato in un formato sperimentale, elettronico HDTV (alta definizione televisiva) analogico dal quale era prevista la successiva trascrizione – mediante apparato elettronico ad hoc – su pellicola negativa 35 mm per la stampa di copie standard cinematografiche. La RAI di Milano ha recuperato il video dal nastro originario ripristinando le ormai obsolete macchine d’epoca e collegandole a un moderno HD recorder di standard televisivo odierno (1920 x 1080 linee) dal quale nei laboratori Deluxe di Roma è stato realizzato a cura della Cineteca Nazionale un DCP standard DCI per cinema digitale. La fase di restauro e realizzazione del DCP è stata seguita da Vittorio Storaro.

 

Una giornata particolare

Una giornata particolare 1La Technicolor mise a punto un sistema di stampa – ENR – che permetteva di desaturare i colori per ottenere il particolarissimo tono fotografico voluto da Ettore Scola e Pasqualino De Santis. Nel 2003 questo sistema era ormai desueto e per il restauro analogico-fotochimico, curato da Giuseppe Rotunno, fu adottato un ingegnoso metodo con il quale, utilizzando diversi dosaggi di bianco e di nero, si cercò di raggiungere un risultato equivalente. Undici anni dopo, per realizzare digitalmente ciò che per via fotochimica è ormai impossibile, e per riproporre il film in standard e ambiente D-Cinema, si è ripartiti dai negativi originali, acquisiti digitalmente mediante scanner a risoluzione 4K. Successivamente si è attuato un attento “grading” del colore per test successivi, avendo quali modelli di riferimento una copia stampata negli anni novanta dalla Cineteca Nazionale con il sistema ENR e una più recente frutto del restauro del 2003.

Le lavorazioni a cura del CSC-Cineteca Nazionale sono state effettuate presso il laboratorio L’immagine Ritrovata di Bologna con la supervisione di Luciano Tovoli.