LA RECENSIONE – UN SOGNO CHIAMATO FLORIDA di Sean Baker

film-in-uscita-un-sogno-chiamato-florida_oggetto_editoriale_800x600TITOLO: UN SOGNO CHIAMATO FLORIDA; REGIA: Sean Baker; genere: drammatico; paese: USA; anno: 2017; cast: Willem Dafoe, Bria Vinaite, Brooklynn Prince; durata: 112′

Nelle sale italiane dal 22 marzo, Un Sogno chiamato Florida è l’ultimo lungometraggio del cineasta indipendente Sean Baker, presentato in anteprima al Torino Film Festival 2017 e che ha visto la candidatura di Willem Dafoe per l’Oscar al Miglior Attore Non Protagonista.

Moonie, Scotty e Jancey sono tre bambini di sei anni che vivono in Florida, alle porte di Disneyland, ma in una zona del tutto periferica e abbandonata, insieme alle rispettive madri. Per loro la vita non è facile, eppure, con i loro occhi di bambini, riusciranno a vedere il bello in tutto, passando una delle estati più felici della loro vita. La giovane madre di Moonie, Halley, tuttavia, al fine di riuscire a pagare la piccola stanza che ha in affitto in un residence insieme alla figlioletta, vive al confine tra legalità e crimine. Questo, ovviamente, presenterà pesanti conseguenze.

A metà strada tra un film truffautiano e una pellicola di Larry Clark, questo prezioso lavoro di Baker ci racconta la squallida periferia statunitense attraverso gli occhi dei bambini, rendendo il tutto incredibilmente gioioso, colorato, vivo come forse non è stato mai. Persino i residence vengono rappresentati alla stregua di case accoglienti o, meglio ancora, di vere e proprie case incantate, con i loro colori pastello e le loro scale che tanto stanno a ricordare i labirinti dei luna park.

Il residence dove abita Moonie insieme alla madre Halley è, nello specifico, rappresentato come una sorta di girone dantesco, con persone che vivono ai margini della società ma con una sorta di angelo custode – interpretato dal grande Willem Dafoe nei panni del sorvegliante del residence stesso – che veglia su di loro ed è pronto a risolvere, spesso con fare severo e paternalistico, ogni loro problema.

E poi ci sono loro: i bambini, sempre pronti a vivere al massimo le loro giornate, accontentandosi di poco e divertendosi anche se non riescono e forse non riusciranno mai ad andare alla vicina Disneyland. Una vita, la loro, fatta di risate e semplici scherzi, in cui sono le madri (i padri sono del tutto assenti) a gestire la loro quotidianità, la cui serenità può essere minata soltanto dalle autorità, con il loro cinismo e le loro regole che spesso vanno contro ogni buonsenso.

Un vero e proprio gioiellino direttamente dal Torino Film Festival, questo lungometraggio di Sean Baker. Una pellicola dolce e amara che, ci auguriamo, non passerà affatto inosservata.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

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LA RECENSIONE – UTOYA 22.JULI di Erik Poppe

utoyaTITOLO: UTOYA 22.JULI; REGIA: Erik Poppe; genere: drammatico; paese: Norvegia; anno: 2018; cast: Andrea Berntzen, Aleksander Holmen, Brede Fristad; durata: 90′

Presentato in concorso alla 68° Berlinale, Utoya 22. Juli è l’ultimo lungometraggio del cineasta norvegese Erik Poppe, ispirato agli attentati – da parte di giovani estremisti norvegesi – avvenuti il 22 luglio 2011 e, in particolare alla sparatoria sull’isola di Utoya, dove molti ragazzi stavano partecipando ad un campus organizzato dal Partito Laburista e in seguito alla quale morirono ben 69 persone.

I personaggi messi in scena da Poppe non esistono né sono realmente esistiti. Al fine di realizzare il film, il regista si è sì attenuto principalmente alle testimonianze dei sopravvissuti, ma ha preferito dar vita a personaggi del tutto inventati, i quali, nonostante ciò, fin da subito ci appaiono più veri che mai. Questo è il caso, ad esempio, della diciannovenne Kaja, protagonista della pellicola, la quale – recatasi sull’isola per trascorrere un paio di giorni insieme alla sorella Emilie – viene seguita passo passo fin dall’inizio. È lei, dunque, che, dopo che ci sono state mostrate le immagini di repertorio riguardanti l’esplosione dell’autobomba, comincia con lo sfondare la quarta parete, rivolgendosi direttamente allo spettatore guardando in macchina, mentre è impegnata in una conversazione telefonica con la madre che le dà informazioni sull’attentato appena avvenuto. Questa è l’unica interazione diretta che la ragazza ha con il pubblico. Da questo momento in avanti, la macchina da presa non smetterà di seguirla per un solo istante, con un lungo piano sequenza – realizzato rigorosamente con macchina a mano – della durata di ben 72 minuti. 72 minuti, la durata esatta della sparatoria sull’isola di Utoya. Una scelta registica che mai e poi mai avrebbe potuto avvicinarsi maggiormente alla realtà.

Pochissimi minuti dopo l’entrata in campo della giovane Kaja, dunque, dopo aver assistito ad un litigio tra la giovane protagonista e sua sorella Emilie, veniamo subito catapultati nel vivo della vicenda nello stesso istante in cui, fuori campo, udiamo degli spari e vediamo, immediatamente dopo, alcuni ragazzi che iniziano a fuggire terrorizzati.

Da questo momento in avanti, Poppe riesce con eccezionale maestria a portare avanti la vicenda seguendo uno script semplice e con uno schema classico, dimostrando una straordinaria padronanza del mezzo cinematografico, grazie alla quale riesce a toccare nel vivo ogni più recondita paura dello spettatore e giocando quasi con esso, forte del fatto che l’idea di mostrare sul grande schermo qualcosa di realmente accaduto non possa far altro che accrescere quel senso di terrore e di disagio come anche nelle migliori pellicole horror – genere di cui Poppe rispecchia, qui, fedelmente tutti i canoni – raramente accade. Ed ecco che – fatta eccezione per pochissimi secondi appena prima del finale – praticamente mai ci vengono mostrati gli attentatori. Non sappiamo chi siano, non sappiamo che aspetto abbiano. Inizialmente qualcuno dei malcapitati afferma addirittura che gli uomini armati siano addirittura dei poliziotti. Quello che ci è dato vedere è principalmente la giovane protagonista terrorizzata che corre da una parte all’altra alla disperata ricerca della sorella e, allo stesso tempo, che cerca di salvarsi dai proiettili, che presta soccorso ad una ragazza gravemente ferita e, infine, che – pur di estraniarsi per un attimo dalla realtà – inizia a canticchiare le prima note di True Colors di Cindy Lauper. Fuori campo, costantemente, urla di terrore e spari, ora più distanti, ora pericolosamente vicini.

Come il cineasta austriaco Michael Haneke ha saputo insegnarci, spesso è proprio il “non mostrare” che contribuisce a far crescere la giusta tensione nello spettatore. Erik Poppe, dal canto suo, ha saputo sfruttare appieno tale tecnica e, seguendo praticamente alla lettera anche le indicazioni di Zavattini, ha saputo dar vita ad una regia del tutto personale, dimostrando coraggio anche nello scavalcare alcune regole fondamentali e senza paura di spostare la sua attenzione – ad un certo punto – dalla giovane protagonista ad un ragazzo appena conosciuto.

In poche parole, come diceva François Truffaut, anche soltanto aprendo un giornale si può trovare la giusta ispirazione per realizzare un film. E mettendo in scena fatti sì tragici, Poppe è risultato indubbiamente particolarmente ispirato. Questo suo Utoya 22. Juli è, pertanto, un prodotto fortemente disturbante e doloroso, praticamente impeccabile nella sua resa finale, ulteriore dimostrazione che anche dal più classico degli schemi – se trattato con le giuste competenze – si può ottenere qualcosa di assolutamente nuovo e del tutto personale.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

35° TORINO FILM FESTIVAL – KISS AND CRY di Chloé Mahieu e Lila Pinell

kissandcryTITOLO: KISS AND CRY; REGIA: Chloé Mahieu, Lila Pinell; genere: drammatico; paese: Francia; anno: 2017; cast: Sarah Bramms, Dinara Drukarova, Xavier Dias; durata: 78′

Presentato in concorso alla 35° edizione del Torino Film Festival, Kiss and cry è l’ultimo lungometraggio diretto dalle giovani registe francesi Chloé Mahieu e Lila Pinell, ambientato nel mondo del pattinaggio sul ghiaccio e nato da un precedente mediometraggio documentario diretto dalle stesse autrici.

Davanti ad una macchina da presa che, pur raccontandoci storie di finzione, non vuol discostarsi troppo dalla realtà e dalla forma documentaristica, prendono il via, dunque, le storie di Sarah, di Carla, di Amanda e di molte altre adolescenti che ogni giorno si dividono tra la scuola, i duri allenamenti, le amicizie ed i nuovi amori. Sarah, nello specifico, sembra maggiormente soffrire di tale situazione, vogliosa di vivere appieno la sua età, ma, allo stesso tempo, pressata dalla madre, che vorrebbe vederla diventare una campionessa, e dal suo severo insegnante, con il quale ha avuto pesanti screzi in passato.

Chiara intenzione delle registe è, fin da subito, quella di rendere le giovani protagoniste il più vere possibile. E la cosa, di fatto, sembra essere riuscita piuttosto bene, dal momento che, pur non trattandosi di attrici professioniste, ognuna di loro – dopo la richiesta di continuare ad essere sé stesse anche davanti alla macchina da presa – è riuscita a rendere alla perfezione il proprio personaggio, contribuendo a realizzare un prodotto piccolo ma onesto che sa mostrarci gli aspetti più duri dell’ambito sportivo, ma anche un’età non facile, dove a rendere tutto più complicato contribuiscono le invidie, la forte competitività ed anche atti di vero e proprio bullismo da parte di coetanee. Più che il successo nello sport, ciò di cui le ragazze qui raccontate sembrano maggiormente aver bisogno è l’essere amate ed accettate. Oltre, ovviamente, alla libertà di essere sé stesse.

Fatta eccezione per brevi momenti in cui ci vengono mostrati i duri allenamenti delle ragazze, poco o niente ci viene fatto vedere del tempo dedicato allo sport. Ed è proprio in questo che un lungometraggio come Kiss and cry sembra differenziarsi dai molti prodotti che ci raccontano principalmente storie di sportivi di successo e delle difficoltà di questo mondo tanto affascinante quanto spietato. Quello a cui le due registe sembrano prestare maggiormente attenzione è, di fatto, l’essere umano in quanto tale. Ed ecco che anche lo sport, dunque, a dispetto dell’idea che inizialmente ci si può fare, sembra acquisire pian piano un ruolo sempre più marginale.

Particolarmente degna di nota, a tal proposito, è la scena finale, in cui vediamo Sarah che si accinge ad esibirsi durante un’importante manifestazione sportiva: subito dopo essere stata annunciata, vediamo direttamente la ragazza allontanarsi dal palazzetto dello sport con le note di Oci Ciornie in sottofondo (musica scelta per la propria esibizione). L’immagine della giovane che, finalmente, sembra essersi liberata di tutto ciò che la costringeva ad essere diversa da ciò che avrebbe voluto essere, ha quasi un che di truffautiano (pur non svolgendosi, come di consueto, sulla riva del mare), grazie all’essenza di libertà che ci viene trasmessa.

Un piccolo prodotto sentito ed onesto, in poche parole, questo di Chloé Mahieu e di Lila Pinell. Pulito e ben realizzato, Kiss and cry a suo modo riesce a spiccare all’interno di un concorso che spesso e volentieri ha fatto storcere il naso a non pochi spettatori.

VOTO:7/10

Marina Pavido

HITCHCOCK/TRUFFAUT di Kent Jones al cinema il 4, 5 e 6 aprile

Ricevo e volentieri pubblico

 

ARRIVA AL CINEMA

HITCHCOCK/TRUFFAUT

di Kent Jones

 

IL FILM CHE CELEBRA L’INCONTRO CHE PIÙ DI OGNI ALTRO SCONVOLSE IL CONCETTO DI “CINEMA”

 

Le conversazioni tra il maestro del brivido e

il regista francese approdano finalmente nelle sale italiane solo il 4, 5 e 6 aprile arricchite da fotografie del tempo, estratti dei film di Hitchcock e i commenti di

Martin Scorsese, David Fincher, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson… 

 

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“Da quando anch’io sono diventato un regista, la mia ammirazione per Lei non è diminuita; al contrario, è diventata più forte e ha cambiato dimensione. Ci sono molti registi che amano il cinema, ma ciò che Lei possiede è un amore proprio della celluloide, ed è per questo che vorrei parlarle. Vorrei che Lei mi dedicasse un’intervista registrata della durata di circa 8 giorni e 30 ore. Lo scopo finale poi non sarebbe una serie di articoli ma un intero libro che verrà pubblicato contemporaneamente a New York e a Parigi, e poi, più in là, nel resto del mondo”

 

Truffaut a Hitchcock, Aprile 1962

 

È il 13 agosto 1962 quando François Truffaut e Alfred Hitchcock (quest’ultimo proprio nel giorno del suo 63esimo compleanno) si siedono l’uno di fronte all’altro per una lunga intervista. Accompagnati dall’interprete Helen Scott, i due staranno insieme una settimana intera, durante la quale il grande autore britannico condividerà con il suo giovane ammiratore i segreti del suo cinema. Da quell’incontro nascono un’amicizia che dura per 20 anni e il volume “Hitchcock/Truffaut” (in italiano Il cinema secondo Hitchcock, edito dal Saggiatore) che il regista francese amava chiamare “Hitchbook”. La Bibbia del Cinema, il celebrato libro di Truffaut basato sulla sua intervista al maestro, divenne il libro da leggere per gli addetti ai lavori di tutto il mondo e ancora oggi ha lo stesso valore di allora. Le conversazioni tra i due, infatti, cambiarono profondamente la critica nei confronti dell’opera di Hitchcock e destarono scandalo perché lo stesso concetto di “cinema” venne totalmente sconvolto.

 

Oggi quell’incontro, la più grande lezione di cinema di tutti i tempi, arriva nelle sale italiane con Hitchcock/Truffaut di Kent Jones che verrà distribuito da Cinema e Nexo Digital il 4, 5 e 6 aprile (elenco delle sale a breve disponibile su www.nexodigital.it) per portarci direttamente nel mondo del creatore di Psycho, Uccelli e La donna che visse due volte. La visione singolare di Hitchcock, mostrata grazie ad estratti dei suoi film, alle registrazioni originali dell’intervista, alle fotografie del tempo, alle lettere che i due si scambiarono, verrà rievocata e commentata da alcuni dei più grandi registi di oggi: Martin Scorsese, David Fincher, Arnaud Desplechin, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson, James Gray, Olivier Assayas, Richard Linklater, Peter Bogdanovich e Paul Schrader.

 

Hitchcock/Truffaut di Kent Jones e del co-sceneggiatore Serge Toubiana (già ex direttore dei Cahiers du Cinéma, rivista nella quale si formò lo stesso Truffaut) è la storia di un critico che divenne regista (nel 1962, all’età di 30 anni, Truffaut aveva girato 3 film) e di un maestro del cinema all’apice della sua fama (Hitchcock stava finendo Gli Uccelli, il suo 48esimo lungometraggio). Ed è anche la storia di un appassionato réalisateur francese e di un regista inglese che era al centro di Hollywood e della complessità dei grandi Studios. Il loro dialogo è un confronto tra due idee molto diverse, quasi opposte, di cinema sia come arte che come industria. Quando François Truffaut intervistò Hitchcock su ogni film della sua carriera, aveva un’intenzione molto chiara: mostrare ai critici americani che si erano sbagliati a sottovalutare i film di Hitchcock, che per loro erano solo film di intrattenimento. Così, nel cercare Hitchcock, Truffaut ha seguito e poi concluso quella sequenza logica che prese spunto da un gesto critico iniziato con i suoi amici Rohmer, Godard, Chabrol e Rivette negli anni ’50 ai Cahiers du cinéma con uno scopo: far sì che Hitchcock venisse riconosciuto come un vero maestro della pellicola.

 

Kent Jones, regista e scrittore

Scrittore e regista, Jones è autore di diversi libri di critica. È stato per molti anni un assiduo collaboratore della rivista Film Comment ed è stato selezionato tra i Guggenheim Fellow nel 2012. Ha lavorato con Martin Scorsese a numerosi documentari tra cui Il mio viaggio in Italia, Val Lewton: The Man in the Shadows A Letter to Elia. È attualmente al lavoro su un follow-up a Il mio viaggio in Italia. Jones ha co-sceneggiato il film di Arnaud Desplechin Jimmy P., interpretato da Benicio del Toro e Mathieu Amalric, presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2013. Attualmente è Direttore Artistico della Fondazione World Cinema.  Dal 2012, è Direttore del New York Film Festival.

 

 

Hitchcock/Truffaut è distribuito nelle sale italiane da Cinema e Nexo Digital in collaborazione coi media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it.

 

Fotogrammi romani (10° edizione) by Marina – 5° giornata

Cari amici!

Eccoci ritrovati al nostro appuntamento quotidiano con tutte le novità presenti in questa 10° edizione della Festa del Cinema di Roma!

SEZIONE “RETROSPETTIVE – I FILM DELLA NOSTRA VITA”

HITCHCOCK/TRUFFAUT  di Kent Jones

hitchcock truffautIl documentario racconta il celebre incontro tra il maestro del brivido Alfred Hitchcock ed il giovane regista nouvellevaguista François Truffaut. Durante questa occasione avrà luogo la famosa intervista ad Hitchcock riportata nel libro “Il cinema secondo Hitchcock” dello stesso Truffaut. Un viaggio appassionante nella cinematografia del cineasta inglese, con le testimonianze di autori dei giorni nostri che da sempre lo hanno preso ad esempio, tra cui Martin Scorsese e David Fincher. Ben realizzato e ben scritto, in seguito alla visione viene voglia di rivedere tutta l’intera filmografia di Hitchcock. Unica pecca: forse troppo breve in confronto alla dettagliatissima intervista di Truffaut.

VOTO: 8/10

SELEZIONE UFFICIALE

FREEHELD  di Peter Sollett

FREEHELD  di Peter SollettLa storia vera della coppia omosessuale formata dalla giovane Stacey e della più matura Laurel. Quando quest’ultima scoprirà di avere una malattia allo stadio terminale, farà di tutto per lasciare la sua pensione alla compagna, incontrando, però, non poche difficoltà istituzionali. Il lungometraggio tratta un tema più e più volte affrontato negli ultimi anni, al punto da non essere assolutamente considerato come eccezionale. Se lo stesso film fosse stato realizzato qualche anno fa, sarebbe stato sicuramente più d’impatto, dal momento che la storia raccontata è l’unico elemento interessante, in quanto dal punto di vista stilistico ci troviamo davanti ad un prodotto totalmente anonimo ed insignificante. Brave le attrici protagoniste: Julianne Moore ed Ellen Page.

VOTO: 5/10

LITTLE BIRD  di Vladimir Beck

little_bird_04-662x302Due giovani ragazzini trascorrono l’estate in una colonia estiva. Questa sarà, forse, la loro ultima estate da bambini, in quanto il nascere di nuovi sentimenti come l’amore, la gelosia ed una profonda tristezza, segnerà il loro passaggio alla vita adulta. Il film è delicato e ben interpretato. Per quanto riguarda la fotografia e la regia, sono presenti immagini molto intense e suggestive. Dal punto di vista della storia, non ci troviamo davanti a nulla di eccezionale, essendo simile per forma e contenuti a molti altri film del genere. Nel finale è presente una caduta di stile che fa perdere parecchi punti a tutto il lungometraggio, scadendo quasi nel ridicolo.

VOTO: 5/10

ANGRY INDIAN GODDESSES  di Pan Nalin

Angry-Indian-Goddesses-681x404La giovane Freida raduna le sue amiche più care per trascorrere qualche giorno insieme nella sua casa di campagna, prima del matrimonio. Durante questo periodo le ragazze impareranno a conoscere meglio sé stesse e rafforzeranno ancora di più i loro rapporti. Il tutto con risvolti inaspettati. Il lungometraggio di Nalin parte con un tono da commedia grottesca, per poi cambiare registro quasi subito, spiazzando, inizialmente, lo spettatore. Viene fatta qui una denuncia delle condizioni in cui vive la donna in India oggi. I temi trattati sono le nozze gay, il divorzio e lo sfruttamento delle donne. A tratti didascalico, il film vanta, però, personaggi ben delineati oltre a delle ottime interpreti.

VOTO: 6/10

Non mancate, amici, al prossimo appuntamento con tutte le news da Roma 2015! Buon Cinema a tutti!

Marina Pavido

RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI – rassegna in 21 sale Fice dell’Emilia Romagna

Ricevo e volentieri pubblico

La rassegna Riusciranno i nostri eroi

21 sale Fice dell’Emilia Romagna

dal 2 ottobre a dicembre 2015

Con la proiezione del nuovo documentario di Andrea Segre, I sogni del lago salato, presentato dallo stesso regista domani 2 ottobre alle ore 20.00 al cinema Lumière di Bologna prende il via la rassegna “Riusciranno i nostri eroi. I nuovi autori del cinema italiano incontrano il pubblico”, organizzata da Fice Emilia Romagna e dedicata al nuovo cinema italiano e all’incontro diretto con i suoi protagonisti.

Ventuno sale dell’Emilia Romagna che per tre mesi si impegnano a dare voce e spazio a quel cinema italiano che percorre strade diverse, inconsuete e poco garantite da un mercato sempre più frettoloso. Giunto alla quinta edizione il progetto “Riusciranno i nostri eroi” vede crescere la partecipazione dei cinema d’essai regionali e amplia la proposta di incontri con i registi. Tanti appuntamenti, da ottobre a dicembre 2015 e la conferma della collaborazione con il gruppo regionale del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Titoli già passati in sala, ma ancora ricchi di potenzialità, opere indipendenti di qualità che non trovano adeguati spazi di programmazione nel sistema distributivo, nuovi film in arrivo: la rassegna è anche uno spazio aperto per offrire nuove opportunità a opere di valore, oltre la classica e spesso penalizzante prima visione.

Dopo Segre sarà il momento di Giuseppe Gaudino che il 15 ottobre inaugurerà la stagione della Sala Truffaut di Modena con il suo originalissimo Per amor vostro, in concorso all’ultima Mostra di Venezia, grazie al quale Valeria Golino ha conquistato la Coppa Volpi come migliore interprete. Il 22 ottobre riproporremo poi al cinema Mandrioli di Ca’ de Fabbri Dancing with Maria, affascinante viaggio nel mondo della danza presentato dal regista Ivan Gergolet.

Anche Arianna, che alle ultime Giornate degli Autori di Venezia ha rivelato un’interprete sorprendente, Ondina Quadri, e affrontato con intelligenza il tema della ricerca della propria sessualità, sarà riproposto con il regista Carlo Lavagna, il 27 ottobre al Cinema Edison di Parma e il 28 ottobre al Cinema Rosebud di Reggio Emilia.

Negli stessi giorni la Fice ospiterà con grande piacere Monica Guerritore che accompagnerà il film “rinato” di Ivano De Matteo La bella gente, uscito in sala dopo sei anni dalla sua realizzazione a causa di lunghe vicissitudini legali, al cinema Jolly di Piacenza il 28 ottobre e al Mandrioli di Ca’ De Fabbri il 29 ottobre.

Gli incontri proseguiranno fino a dicembre. Il cartellone è in continuo aggiornamento e può essere consultato su www.ficeemiliaromagna.it.

LE SALE

Bologna

Cinema Lumière

Via Azzo Gardino, 65 – Tel. 051 2195311

www.cinetecadibologna.it

 

Ca’ de Fabbri (Bo)

Cinema Mandrioli

Via Barche, 6 -Tel. 051 6605013

 

Castenaso (Bo)

Cinema Italia

Via Nasica, 38 – Castenaso -Tel. 051 787201

 

Porretta Terme (Bo)

Cinema Kursaal

Via Giuseppe Mazzini, 42 – Tel. 0534 23056

 

Cesena

Cinema San Biagio

Via Aldini, 24 – Tel. 0547 355718

www.sanbiagiocesena.it

 

Cesena

Cinema Eliseo

Via Carducci, 7 – Tel. 0547 21520

www.cinemaeliseo.it

 

Ferrara

Sala Boldini

Via Previati, 18– Tel. 0532 247050

www.cinemaboldini.it

 

Forlì

Cinema Saffi

Viale dell’Appennino, 480 – Tel. 0543 28226

www.cinemasaffi.com

 

Modena

Sala Truffaut

Via Adelardi 4 – Tel. 059 236288

www.circuitocinema.mo.it

 

Parma

Cinema Astra

Piazzale Volta, 3 – Tel. 0521 960554

www.cinema-astra.it

 

Parma

Cinema Edison

Largo Otto Marzo, 9/a – Tel. 0521 964803

www.solaresdellearti.it

 

Piacenza

Cinema Corso

Corso Vittorio Emanuele 81 – Tel. 0523321985

 

 

Piacenza

Cinema Nuovo Jolly 2

Via Emilia Est 7/a – S. Nicolò – Tel. 0523 760541

www.jolly2.com

 

 

Bobbio (Pc)

Cinema Le Grazie

Contrada dell’Ospedale, 2

www.cinemalegrazie.it

 

Ravenna

Cinema Mariani

Via Ponte Marino 19 – Tel. 0544 216077

www.cinemaincentro.com

 

Faenza (Ra)

Cinema Sarti

Via Scaletta 10 – Tel. 0546 21358

www.cinemaincentro.com

 

Reggio Emilia

Cinema Rosebud

Via Medaglie d’Oro della Resistenza 6 – Tel. 0522 555113

www.municipio.re.it/manifestazioni/rosebud

 

Scandiano (Re)

Cinema Teatro Boiardo

Via 25 aprile 3 – Tel 0522 854355

 

Cattolica (Rn)

Cinema Snaporaz

Piazza Mercato 15 – Tel. 0541 960456

http://snaporaz.org/

 

Santarcangelo di Romagna (Rn)

Supercinema

Piazza Marconi, 1 – Tel. 0541 622454

 

 

Riccione

Cinepalace

Viale Virgilio, 19 – Tel. 0541 605176

www.giomettirealestatecinema.it

 

 

VIII FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO – roma 7/12 maggio, Milano 14/17 maggio 2015

Ricevo e volentieri pubblico

FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO

Ottava edizione

Roma – 7/ 12 maggio 2015
Milano – 14/ 17 maggio 2015

Apertura del festival alla presenza del Maestro Carlos Saura.
Tra gli ospiti, la regista Isabel Coixet. Evento dedicato all’animazione con il film Arrugas.
Il miglior cinema iberico dell’anno, anche all’EXPO di Milano.

locandina_CINEMASPAGNA_2015Il Festival del Cinema Spagnolo, giunto alla sua ottava edizione, torna con un doppio appuntamento: a Roma, presso il Cinema Farnese Persol di Campo dè Fiori, dal 7 al 12 maggio, e per il secondo anno consecutivo a Milano, al Cinema Palestrina, dal 14 al 17 maggio.  La Nueva Ola, sezione principale del festival, fondato e diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, presenterà come di consueto le migliori pellicole iberiche dell’ultima stagione. La serata di apertura del festival a Roma vedrà la presenza del maestro del cinema iberico Carlos Saura, cui è dedicato l’Omaggio del festival (con una retrospettiva di 5 film) in occasione dei suoi 50 anni di carriera. Autore di capolavori come Cría cuervos, Grand Prix al Festival di Cannes 1976 e candidato al Premio Oscar come Miglior film straniero con titoli come Mamá compie 100 anni nel 1980, e Tango nel 1999, Saura presenterà al pubblico italiano il suo grande successo Carmen Story, realizzato nel 1984, candidato all’Oscar nel 1983, basata sull’altrettanto celebre opera lirica musicata da Bizet. Il grande ballerino Antonio Gades cerca la sua Carmen, che nella storia è un gitana che ammalia un semplice soldato per poi cadere nella braccia di un torero. Cinema e flamenco allo stato puro si fondono in uno spettacolo visivo oggi considerato il capostipite nel suo genere. Altro film della retrospettiva, Io, Don Giovanni, che venerdì 8 maggio alle ore 20:00 sarà presentato dall’attore protagonista Lorenzo Balducci.

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La sezione della Nueva Ola presenta El somni del celler de can roca, fantastica opera multidisciplinare in cui Franc Aleu e i fratelli Roca, master chefs del ristorante più rinomato del mondo, fondono immagini, gastronomia, lirica e sperimentazione: Freida Pinto, Miquel Barcelò e altre figure di spicco dell’arte e la scienza internazionale sono gli ospiti di questo viaggio da sogno. Magico e avvolgente. 10.000 km di Carlos Marqués-Marcet, vincitore del Premio Goya 2015 come Miglior Regista Esordiente, è la storia di un amore a distanza vissuto tra collegamenti skype con protagonista l’attrice Natalia Tena, già interprete della saga di Harry Potter e della serie Il Trono di Spade. Altra chicca, l’anteprima assoluta di Murieron por Encima de sus possibilitates, freschissimo film dell’enfant terrible del nuovo cinema spagnolo, Isaki Lacuesta: sceneggiatura irriverente e film ricco di stelle (José Coronado, Ángela Molina, Sergi López) al servizio di una commedia caustica e pungente su una banda di malati mentali fuggiti da una clinica, decisi ora o mai più a stabilire la giustizia sociale. Altro film della sezione, Los tontos y los estùpidos, che racconta di una troupe cinematografica in un set che dà vita, nell’arco di un giorno, a un copione che narra le vicende incrociate di sei personaggi. Il film, interpretato tra gli altri dall’attrice Cuca Escribano, protagonista della soap Il Segreto, sarà presentato venerdì 8 maggio alle ore 16:30 dall’attore e produttore Christian Esquivel.

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Affascinante sperimentazione narrativa –e tour de force attoriale- che nella sua totale originalità omaggia il cinema più viscerale di Lars Von Trier (Medea, Dogville) e Truffaut (Effetto Notte). L’Argentina fa capolino al festival con l’anteprima italiana di Sexo fàcil, pelìculas tristes: a uno sceneggiatore di Buenos Aires in piena crisi di coppia viene commissionata una commedia romantica. Lui la ambienta a Madrid, lontano, ma il suo protagonista, l’oggetto della sua fantasia, risulta per forza di cose distratto e troppo legato all’umore del suo autore. Film di chiusura del festival, martedì 12 maggio alle ore 21:00, Alacràn enamorado, interpretato da un Javier Bardem protagonista cattivo di una potente fiaba metropolitana in anteprima italiana. Il film, che sarà presentato dal regista Santiago Zannou è ambientato in una Madrid notturna e carica di furore: un ragazzo della periferia entra a far parte di una palestra, nel pugilato trova una via di fuga dove canalizzare la propria energia, ma ben presto i vecchi amici, legati a gruppi di estrema destra, lo portano verso una deriva incontrollabile. Romanzo di successo e sceneggiatura di Carlos Bardem (fratello di Javier).

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Altra ospite d’eccezione, sabato 9 maggio, la regista Isabel Coixet, cui sarà dedicato un omaggio con la proiezione alle ore 20:15, di Cosas que nunca te dije, affascinante esordio internazionale della regista, che preannuncia temi e modi che la caratterizzeranno nel corso della sua carriera: la figura femminile di fronte alla tragedia; la capacità di dirigere attori di livello, come Lily Taylor che a metà degli anni Novanta era già un piccola star di Hollywood.

Per gli appassionati di fumetti e animazione, doppio evento, lunedì 11 maggio alle ore 20:30 e martedì 12 maggio alle ore 16:30, dedicato al film Arrugas, animazione tratta dal fumetto omonimo di Paco Roca, in occasione dell’uscita in dvd del film pluripremiato a livello internazionale, vincitore di due Premi Goya nel 2012 (gli Oscar spagnoli) come miglior film d’animazione e miglior adattamento della sceneggiatura. Il film affronta e porta a galla il diffuso, sommerso e nascosto disagio dell’Alzheimer senza propensioni melodrammatiche ma con un intelligente uso dell’ironia. A presentare le due proiezioni di questo piccolo gioiello, lo sceneggiatore Ángel de la Cruz, al lavoro sul prossimo film di animazione sempre tratto da un graphic novel di Paco   Roca.

A Milano (14-17 maggio) in occasione della EXPO 2015 il festival presenterà El somni del Celler de Can Roca, di Franc Aleu.

Il festival, organizzato da EXIT media, riceve il sostegno dalle maggiori istituzioni spagnole: Ambasciata di Spagna, ICAA, Ufficio del Turismo Spagnolo, Reale Accademia di Spagna a Roma e Istituto Cervantes. Il canale RAI Movie, dedicato esclusivamente al cinema, è nuovamente Media Partner ufficiale della manifestazione.
Tutte le proiezioni del Festival del Cinema Spagnolo sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

Info
www.cinemaspagna.org
press@cinemaspagna.org
cell. 380 5908856
tel. 06 6864395

Prezzi

Biglietto intero: 7 euro
Biglietto ridotto: 5 euro (studenti, over 65 e primo spettacolo del giorno)
Evento speciale di apertura: 10 euro
Promozione: Conserva il biglietto! Vedi 4 film, il quinto è gratis