VENEZIA 75 – THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Joel e Ethan Coen


bbs_r1_01_04_33_12_r-1TITOLO: THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS; REGIA: Joel e Ethan Coen; genere: western; paese: USA; anno: 2018; cast: Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson; durata: 131′

Presentata in concorso alla 75° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, The Ballad of Buster Scruggs è l’ultima fatica dei fratelli Joel e Ethan Coen, presto disponibile su Netflix.

The Ballad of Buster Scruggs è una singolare serie antologica divisa in sei parti, di ambientazione western, che strizza l’occhio anche agli stessi western anni Sessanta e, nello specifico, ai nostri spaghetti western. E così, immediatamente dopo i titoli di testa, vediamo le pagine di un libro – con un orecchiabile motivetto country in sottofondo – aprirsi di volta in volta su un capitolo diverso, il quale, a sua volta, ci viene introdotto da un’illustrazione dal sapore rétro. Ed è a questo punto che inizia lo spettacolo vero e proprio.

Con il loro solito tono scanzonato e divertito, i due fratelli di St. Louis Park optano per una vera e propria partenza in quarta, regalando allo spettatore – giusto per iniziare – la storia bizzarra ed esilarante del fuorilegge Buster Scruggs, appunto, spensierato cow boy che non esita a bucare la quarta parete per comunicare direttamente con il pubblico e che, con le sue straordinarie doti da pistolero, riesce a far fuori chiunque intralci la propria tranquillità, con fare quasi tarantiniano. Una partenza fulminante, dunque, per un lavoro che, malgrado la sua lunga durata complessiva, non perde mai di mordente, pur cambiando pian piano i toni, fino ad arrivare addirittura a un ritratto malinconico e contemplativo del vecchio West, il quale, a sua volta, in poco più di due ore ci viene descritto in modo talmente accurato e dettagliato in ogni sua realtà – e, soprattutto, attraverso sguardi carichi di affetto – come raramente è accaduto in passato. Il risultato finale è un prodotto divertente, dinamico e bizzarro, ma anche, quando serve, duro, commovente ed emozionante, in grado di trasmettere in soli centotrentuno minuti fortissime emozioni.

Sono solo sei i capitoli di The Ballad of Buster Scruggs. Eppure, anche al termine della visione, si sarebbe ancora potuti andare avanti per ore. Una sfida nuova, questa, per i registi, i quali non dirigevano più nulla dal 2014, dopo aver presentato a Cannes il bellissimo A proposito di Davis. Una sfida nuova che, però, è stata vinta con successo e che, come di consueto per il loro cinema, sta a dimostrare ancora una volta quanto gli stessi si divertano a giocare con il mezzo cinematografico. Segno che la Settima Arte ha (anche) la capacità di non fare invecchiare mai.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

LA RECENSIONE – INFEDELMENTE TUA di Preston Sturges

REX HARRISONTITOLO: INFEDELMENTE TUA; REGIA: Preston Sturges; genere: commedia; anno: 1948; paese: USA; cast: Rex Harrison, Linda Darnell; durata: 100′

Nelle sale italiane dal 30 marzo, ecco in versione restaurata – distribuito grazie a Lab80 ed al progetto Happy returns! che vede rimasterizzati in versione digitale alcuni grandi film del passato – Infedelmente tua, classico intramontabile firmato Preston Sturges.

Sir Alfred De Carter è un acclamato direttore d’orchestra, felicemente sposato con la dolce Daphne. Un giorno, però, poco dopo essere tornato da un lungo viaggio, l’uomo verrà a conoscenza tramite suo cognato del fatto che, molto probabilmente, sua moglie lo tradisce con il giovane segretario. Al via, da questo punto, una serie di equivoci e situazioni al limite del paradossale.

unfaithfullyyoursAnalogamente alle sinfonie di Rossini, di Wagner, di Haendel dirette da sir Alfred, ecco che i sentimenti del protagonista vengono messi in scena sul grande schermo assumendo, di volta in volta, toni e colori diversi. Il tutto seguendo una struttura ben delineata, in cui realtà e proiezioni mentali si alternano secondo uno schema predefinito e mantenendo un ritmo in costante crescendo per tutto il lungometraggio. Notevole, a tal proposito, la scena in cui Alfred tenta in modo alquanto maldestro di mettere in atto la propria vendetta. Notevole e, proprio perché priva di dialoghi con il solo protagonista a muoversi in modo impacciato per casa, ottimo esempio di cinema allo stato puro con le sole immagini a portare avanti la narrazione.

Unfaithfully_Yours-4Pur essendo ricordato Sturges più per altri generi cinematografici (come dimenticare il cult del western I magnifici sette?), bisogna ammettere che anche nell’ambito della commedia il cineasta americano è riuscito a distinguersi in modo più che dignitoso, dando vita, in questo caso nello specifico, ad una pellicola frizzante ed ironica, a tratti addirittura esilarante, che – grazie anche alla mimica facciale di uno straordinario Rex Harrison – di certo può essere considerata una vera e propria perla della Hollywood degli anni d’oro.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

RIFF 2016 – BUFFET di Santa De Santis e Alessandro D’Ambrosi

12961432_852182548261273_5100715260878523072_oTITOLO: BUFFET; REGIA: Santa De Santis, Alessandro D’Ambrosi; genere: commedia; anno: 2016; paese: Italia; cast: Ciro Scalera, Daniele Grassetti, Valentina Ghetti; durata: 18′

Presentato in anteprima alla XV edizione del Rome Independent Film Festival, Buffet è un simpatico cortometraggio diretto da Santa De Santis ed Alessandro D’Ambrosi, che scherza sull’amore “eccessivo” di noi italiani per la buona cucina e – in particolare – si diverte a mettere in scena il tipico approccio ad un buffet durante un ricevimento.

Fin dalle prime immagini avvertiamo subito che qualcosa di grande sta per accadere: nel retro di un furgone alcuni uomini – chi più nervoso, chi meno – si preparano ad “andare in missione”. Alcuni di loro fanno coraggio ai propri compagni, altri si limitano a guardare le foto dei loro cari, altri ancora appaiono più agguerriti che mai. Nel frattempo, la macchina da presa si sposta in una grande sala dove uomini eleganti, donne imbellettate ed un monsignore di felliniana memoria si sono riuniti in occasione di un ricevimento. Inizialmente composti e quasi affettati nei loro modi – e tutti intenti ad immortalare il momento con i cellulari – gli invitati sembrano perdere la dignità nel momento in cui da un furgone gli uomini che avevamo visto all’inizio fanno il loro ingresso in sala e sistemano su di un tavolo l’attesissimo buffet. Ma questo è solo l’inizio.

Perché, di fatto, non è un semplice corto a meccanismo, questo di Santa De Santis e Alessandro D’Ambrosi. In seguito al ribaltamento, infatti, la narrazione procede. E lo fa in modo giocoso, portando al massimo il grottesco che già era stato preannunciato all’inizio e divertendosi a citare diversi generi cinematografici: dal film di guerra all’horror/splatter, fino al western. Il tutto arricchito da un’indovinata colonna sonora e – soprattutto – dall’esperta fotografia di Daniele Ciprì, grazie alla quale – e grazie anche ad una regia essenziale, ma consapevole – ci vengono regalate immagini di grande impatto visivo, nella loro giocosità. Prima fra tutte, il gruppo di invitati alla festa che, muovendosi inizialmente quasi con circospezione, si avvicina lentamente al tavolo del buffet, ricordando quasi – per composizione del quadro e per luci e colori – Il quarto stato di Pelizza da Volpedo.

In poche parole, è un vero e proprio crescendo, questo nostro Buffet. Anche dopo i titoli di coda, infatti, vi sono non poche sorprese: in primo luogo – tornando al discorso sulle musiche – ottima trovata si è rivelata quella di scegliere il nostro inno nazionale ad accompagnare i nomi di chi ha realizzato il corto, per non parlare, poi, dell’azzeccato cliffhanger al termine di tutto, giusto coronamento di diciotto minuti di intrattenimento puro, ma raffinato.

Perché, in fin dei conti, Buffet – piacevole sorpresa del RIFF – è proprio questo: un piccolo corto davvero ben realizzato che sa strapparci un sorriso con il suo essere “nazionalista” e tanto, tanto cinefilo.

VOTO:7/10

Marina Pavido

OGGI AL CINEMA: tutte le novità in sala del 04/02/2016

Senza dubbio, uno dei film più attesi in uscita questa settimana è “The hateful eight”, ultima fatica del cineasta-cinefilo Quentin Tarantino. Eppure, anche oggi, numerose sono le nuove uscite in sala. E ce ne sarà davvero per tutti i gusti!

 

1981 – INDAGINE A NEW YORK

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REGIA: J. C. Chandor; genere: drammatico, thriller; anno: 2015; paese: USA; cast: Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Ojelowo

Abel Morales è un imprenditore nel settore petrolifero, che cerca di far crescere la propria attività mediante l’acquisto di un nuovo terreno. Qualcuno, però, cerca di ostacolare questa sua ascesa mediante furti e minacce alla sua famiglia, trascinandolo in un vortice di violenza e corruzione.

 

IL VIAGGIO DI NORM

il-viaggio-di-norm-primo-trailer-italiano-del-film-danimazione-lionsgate-8REGIA: Trevor Wall; genere: animazione, avventura, commedia, family; anno: 2015; paese: USA, India; cast: Rob Schneider, Heather Graham, Ken Jeong

Norm è un giovane orso polare che possiede il dono di parlare la lingua degli umani. Quando un imprenditore immobiliare senza scrupoli minaccia il suo territorio progettando la costruzione di residenze di lusso, Norm, insieme a tre vivaci lemming, deciderà di imbarcarsi alla volta di New York per salvare il suo mondo e la sua gente.

 

LA QUINTA ONDA

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Quattro ondate di attacchi alieni hanno decimato la popolazione sulla Terra. L’adolescente Cassie, insieme al fratellino Sammy, incontra un giovane misterioso che, in attesa del quinto attacco, potrebbe rivelarsi la sua unica speranza di salvezza.

 

PPZ – PRIDE AND PREJUDICE AND ZOMBIES

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REGIA: Burr Steers; genere: commedia, horror, thriller, sentimentale; anno: 2016; paese: USA; cast: Lily James, Lena Headey, Sam Riley

Liberamente ispirato al celebre “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, il lungometraggio, tratto dall’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith, racconta la storia della coraggiosa Elizabeth Bennett, la quale, insieme alle sue sorelle esperte di arti marziali, dovrà far fronte ad un enorme esercito di zombies, giunti sulla Terra in seguito ad una terribile epidemia.

 

REMEMBER

christopher-plummer-and-dean-norris-star-in-atom-egoyans-filREGIA: Atom Egoyan; genere: thriller, drammatico; anno: 2015; paese: Canada; cast: Christopher Plummer, Martin Landau, Dean Norris

Zev (Christopher Plummer), affetto da demenza senile, scappa dalla sua casa di cura nel momento in cui scopre che il comandante nazista che aveva sterminato la sua famiglia è ancora vivo ed abita in America sotto falso nome. Vendicarsi diventerà, in questo momento, l’unico scopo della sua vita. Grandissima interpretazione di Christopher Plummer, all’unanimità vincitore morale della Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

 

SECONDA PRIMAVERA

secondaprimaveraREGIA: Francesco Calogero; genere: commedia, drammatico; anno: 2015; paese: Italia; cast: Claudio Botosso, Desirée Noferini, Angelo Campolo

Quattro storie, quattro stagioni della vita che si incrociano e, a loro modo, si arricchiscono a vicenda. L’architetto Andrea, rimasto vedovo parecchi anni addietro, ospita a casa sua la studentessa Hikma, la quale aspetta un figlio, insieme al compagno di lei Riccardo, reduce dalla separazione dalla moglie Rosanna. La condivisione, la convivenza non saranno, però, così semplici.

 

THE HATEFUL EIGHT

hateful-eight-banner-whatREGIA: Quentin Tarantino; genere: azione, western, drammatico; anno: 2015; paese: USA; cast: Samuel L. Jackson, Jennifer Jason Leigh, Kurt Russell, Michael Madsen

Otto personaggi poco raccomandabili si incontrano all’emporio di Minnie, dove dovranno attendere la fine di una bufera per giungere alla vicina cittadina di Red Rock. Qualcuno di loro, però, ha un segreto che renderà difficile a tutto il gruppo giungere a destinazione. Cast stellare, regia magistrale. Jennifer Jason Leigh, nel ruolo dell’assassina Daisy Domergue candidata all’Oscar alla Miglior Attrice Non Protagonista.

 

La nostra rubrica vi dà appuntamento alla prossima settimana. Nel frattempo continuate ad andare al cinema e perdetevi nell’affascinante labirinto della Settima Arte!

Marina Pavido

LA RECENSIONE DI MARINA: THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino

Nelle sale italiane dal 4 febbraio, ecco l’ultimo, attesissimo lavoro di una dei più discussi ed acclamati cineasti dei giorni nostri: “The hateful eght” diretto da Quentin Tarantino.

hateful-eight-banner-whatWyoming, pochi anni dopo la fine della Guerra Civile. Una diligenza, diretta nella cittadina di Red Rock, sta trasportando il cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russell), il quale deve consegnare alla giustizia la spietata assassina Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh). Durante il percorso si uniranno al viaggio il Maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson), diventato anch’egli cacciatore di taglie, e Chris Mannix (Walton Goggins), il nuovo sceriffo di Red Rock. A causa della bufera, i quattro sono costretti a fermarsi nell’emporio di Minnie, dove incontreranno altri quattro loschi figuri: Bob (Demian Bichir), che si occupa dell’emporio mentre Minnie è in visita alla madre, Oswaldo Mobray (Tim Roth), boia di Red Rock, il mandriano Joe Gage (Michael Madsen) ed il Generale Sanfors Smithers (Bruce Dern). Durante il soggiorno nell’emporio, verranno fuori intrighi e cospirazioni, a seguito dei quali per ognuno degli otto diventerà difficile giungere, prima o poi, a Red Rock.hatefuleght

Quentin Tarantino è stato da sempre il cineasta più discusso dei nostri giorni. Famoso per le sue innumerevoli citazioni ed omaggi al cinema (in particolare al western italiano degli anni d’oro), per i lunghi dialoghi che caratterizzano i suoi film, oltre che per la violenza presente nelle sue opere, ha sovente sollevato non poche critiche nei confronti della sua cinematografia,
venendo accusato di “copiare” in qualche modo cineasti del passato, di essere tutta forma e poca sostanza, oltre che di rappresentare un fenomeno di cui presto si smetterà di parlare. Eppure bisogna ammettere una cosa: il regista ha, senza ombra di dubbio, un grande talento sia nel dirigere che nello scrivere le sceneggiature. Sarà, questo, frutto solo della sua cinefilia quasi maniacale? Non credo.

1453291219-1453291036-hateful-eight-1-1200x898“The hateful eight”, analogamente ad ogni altro film di Tarantino, presenta una sceneggiatura di ferro, nulla è lasciato al caso, tutto, prima o poi, torna. I dialoghi, lunghi oltre ogni standard, hanno sì la funzione di far crescere nello spettatore la tensione, in attesa di una svolta, di un avvenimento che ribalterà le sorti dei personaggi, però, allo stesso tempo, non sono mai superflui, mai ridondanti. 188 minuti che volano via in un batter d’occhio. E questo risultato è tutt’altro che facile da ottenere. Basti pensare a tutti gli sceneggiatori e registi che tentano di giungere allo stesso risultato creando degli effetti a dir poco imbarazzanti. Dopo la metà del film, il tutto prende una piega diversa: ritmi serrati, sparatorie, tensione, ma anche divertimento, tutto in piena tradizione tarantiniana, tutto secondo una logica inattaccabile.

hateful_eight_twc_2.0I personaggi, controversi, con un oscuro passato alle spalle e tutti, a loro modo, odiosi, sono caratterizzati fin nei minimi dettagli. Ricchi di sfumature raccontate in modo sottile ed arguto, riescono a far sì che lo spettatore si ricorderà di loro a lungo. Merito di uno script redatto in modo magistrale e merito, anche, di un cast stellare: Jennifer Jason Leigh, innanzitutto, nel ruolo della prigioniera condannata alla forca (candidata, per questa sua interpretazione, all’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista), Samuel L. Jackson, diventato, in qualche modo, attore feticcio di Tarantino, ma anche Michael Madsen, Bruce Dern e molti altri.

tim-roth-walton-goggins-hateful-eight-xlargeDal punto di vista della regia, i grandangoli ed i campi lunghi per gli esterni stanno a comunicare allo spettatore un senso di “agorafobia”, si avverte fin da subito che qualcosa di terribile sta per accadere. Lo stesso vale per le scene in cui i lunghi dialoghi fanno da protagonisti: i personaggi vengono sovente inquadrati insieme e di profilo, quasi si volesse mettere in evidenza quella sorta di “filo rosso” che li lega: ognuno di loro, in qual momento, conosce nel profondo, nell’intimo il proprio interlocutore ed è pronto a smascherare la sua farsa. Tarantino, senza ombra di dubbio, si diverte moltissimo a giocare con tutti questi aspetti, durante la lavorazione dei suoi film. Ed è particolarmente bravo anche a coinvolgere lo spettatore in questi suoi giochi: in questo suo ultimo lungometraggio, in particolare, il dialogo con il pubblico è quantomai evidente, grazie anche alla presenza di una voce narrante che sta a suggerire il tono di tutta l’opera. Lo stesso vale per le scene di violenza: spesso considerate eccessive, addirittura splatter, hanno, in realtà, un effetto catartico nello spettatore, allentano quanto mai la tensione, divertono. Ed è proprio questo il risultato sperato da Tarantino stesso. Egli è, in conclusione, il primo a volersi divertire durante i suoi film, il primo a dichiararsi un cinefilo sfegatato, il primo a presentare i suoi stessi film quasi come un gioco. Tutte le critiche a lui mosse, forse, a volte potrebbero risultare eccessive.

THE HATEFUL EIGHT

Ultima considerazione: il film è stato girato rigorosamente tutto in pellicola, addirittura in 70mm. Purtroppo, solo poche sale e poche città hanno la possibilità di mostrarlo nel formato originale. Informatevi sulla sala più vicina a casa vostra per poterlo vedere così come Tarantino l’ha pensato e creato, merita davvero.

VOTO: 7/10

Marina Pavido

TERRY GILLIAM’S MOVIE CIRCUS – il 21 marzo a Lucca

Ricevo e volentieri pubblico

TERRY GILLIAM’S MOVIE CIRCUS

21 Marzo 2015

CG Entertainment Main Sponsor dell’evento

 Terry Gilliam's Movie Circus_Copy Valerio Romano

CG Entertainment sarà il main sponsor di Lucca Effetto Cinema Notte 2015 che si terrà il 21 Marzo.  La città, che in quei giorni ospiterà il Lucca Film Festival – Europa Cinema, si trasformerà per una notte con allestimenti e performance ispirati al mondo del cinema. Sarà nientemeno che Terry Gilliam in persona a firmare la grande installazione concettuale sulla sua filmografia, che prenderà vita in piazza Anfiteatro come main event di Lucca Effetto Cinema Notte, l’atteso evento della Fondazione Banca del Monte di Lucca, organizzato assieme al Comune di Lucca, giunto alla terza edizione (in allegato il comunicato stampa ufficiale della manifestazione).

Terry Gilliam’s Movie Circus” – questo il titolo dell’evento, coprodotto da Lucca Effetto Cinema (progetto ideato da Stefano Giuntini per la Fondazione Banca del Monte di Lucca) e da Lucca Film Festival (a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca), e realizzato grazie al contributo di CG Entertainment e dei locali della piazza coinvolti – è stato ideato dalla regista e attrice Cristina Puccinelli, scenografato da Valerio Romano (già collaboratore di Giuseppe Tornatore per il film “La migliore offerta”) e ricreerà all’interno di una delle piazze più belle del mondo (scelta anche dai Pink Floyd per la copertina del live “Delicate sound of thunder, nel 1988) i film più famosi di Gilliam, che ha supervisionato tutta l’operazione fin dai primi sopralluoghi.

E adesso tutti questi capolavori – scolpiti in maniera indelebile nell’immaginario collettivo – rivivranno nella più grande installazione mai creata sul suo cinema, disposti scenograficamente nei locali della piazza, al cui centro si troverà il film mai realizzato – sul personaggio di Don Chisciotte di Cervantes – rappresentato dal documentario realizzato sul fallimento della produzione, ossia “Lost in La Mancha” (con Johnny Depp,Vanessa Paradis e Jean Rochefort – distribuito in dvd da CG Entertainment).

La piazza sarà animata da un happening collettivo sul concetto stesso alla base del cinema di Gilliam: i pazzi e i perdenti visti in ogni pellicola si raduneranno infatti intorno al personaggio che li sintetizza tutti, ossia Don Chisciotte, per “riempire lo spazio” esattamente come il maestro del cinema ha fatto con gli elaborati scenari dei suoi film.

Il “Terry Gilliam’s Movie Circus” sarà il cuore pulsante di “Lucca Effetto Cinema Notte”, gigantesco evento alla terza edizione che vedrà tutto il centro della città d’arte trasformato in un enorme set diviso in 10 aree tematiche (Western, Sport, Japan, Battle, Movie Cars Show, Little Italy, Monsters, Lec Food, Welcome Area e – appunto – il “Circus”), con 39 allestimenti ispirati ad altrettanti film, 2 main performance (“La grande guerra”, dal film di Mario Monicelli, e “M Butterfly”, la pellicola di David Cronenberg che è il regista protagonista del Lucca Film Festival dal 15 al 22 marzo, finanziate rispettivamente dalla Fondazione Lazzareschi e dalla Fondazione Puccini), animazioni e happening non-stop per una cinque ore di full immersion nel magico mondo della settima arte.

Tutte le info su “Lec Notte” e la mappa sono disponibili on line sul sito:

http://www.luccaeffettocinema.it/notte

https://www.facebook.com/luccaeffettocinema

L’ingresso è Gratuito

Crediti:

Evento supervisionato e firmato da Terry Gilliam – Ideato e organizzato da Cristina Puccinelli – Scenografie di Valerio Romano – Prodotto da Lucca Effetto Cinema progetto ideato da Stefano Giuntini per la Fondazione Banca del Monte di Lucca Lucca Film Festival a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Realizzato con il contributo di CG Entertainment e degli esercizi commerciali coinvolti

Costumi: Paola Stefanelli. Aiuto Scenografia: Emilia Rosi, Cinzia Lemucchi e Vincenzo Napoli. Assistenti alla Scenografia: Diego Cinelli, Matteo Rubens Lunardi, Alessandro Bucca, Francesca Pozzi, Manuel Pinheiro de Magalhaes. Musiche: Gianmarco Caselli. Produzione Esecutiva: Elisa D’Agostino. Ringraziamenti speciali: Simonetta Baldini – Accademia delle Belle Arti di Firenze.

DANZE MACABRE: IL CINEMA GOTICO ITALIANO dal 3 al 27 febbraio a Milano

Ricevo e volentieri pubblico

DANZE MACABRE.

IL CINEMA GOTICO ITALIANO

Dal 3 al 27 febbraio 2015

 Danza_macabra_(film)

Dal 3 al 27 febbraio 2015 presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta DANZE MACABRE. IL CINEMA GOTICO ITALIANO, rassegna a cura della Cineteca Nazionale di Roma che intende offrire una panoramica sul movimento cinematografico del gotico italiano, attraverso alcuni cult in pellicola in edizione restaurata.

La stagione del gotico, in Italia, fu breve e racchiusa in neanche una decina di anni: Riccardo Freda e Mario Bava sono gli artefici della nascita di questo movimento, un crocevia di generi, come il peplum, lo spionistico e il western all’italiana che si mescolano al solito modello anglosassone (costituito questa volta dai film della Hammer) e alla capacità, tipicamente italica, di adattare storie e atmosfere alle esigenze produttive: così l’Italia dei castelli e dei manieri si trasforma in un fantastico set, dove rispolverare antiche leggende di streghe e vampiri, l’immaginario infantile popolato di incubi e demoni. Questa retrospettiva intende offrire una panoramica sui film più significativi dei maestri del gotico, quali Antonio Margheriti, Massimo Pupillo, Camillo Mastrocinque, Herbert Wise e Gianni Vernuccio.

In rassegna anche un lavoro giovanile di Corrado FarinaIl figlio di Dracula, dove l’intento è esplicitamente parodistico, benché la fotografia abbia un taglio espressionista da vero e proprio film muto: costruito con grande attenzione e cura grazie alla cinefilia e alla passione per il fantastico dell’autore, presenta inoltre un’importante peculiarità, ovvero che i titoli di testa sono un compendio della tradizione fantastica e in particolare vampirica al cinema, realizzati usando come sfondo fotogrammi e foto di scena citati da modelli di riferimenti quali Murnau, Browning e Epstein.

5 tombe per un medium

Inoltre,con questa retrospettiva, la Cineteca Italiana vuole rendere omaggio, nel centenario della nascita, a Mario Bava, considerato il maestro del cinema horror italiano. Nonostante budget molto spesso limitati e tempi di riprese molto brevi è riuscito a girare film divenuti dei cult movie, che hanno fondato generi cinematografici fino ad allora inediti. In programma quattro suoi film, scelti tra il gotico e il successivo thriller all’italiana: 5 bambole per la luna d’agosto, Operazione paura, La maschera del demonio e La frusta e il corpo.

SCHEDE DEI FILM E CALENDARIO

Martedì 3 febbraio
h 16.00 5 tombe per un medium (Massimo Pupillo, Italia, Stati Uniti, 1965, 89′)

  Il notaio Kovacs riceve una lettera del dottor Jeronimus Hauff che lo prega di recarsi nella sua villa. Qui scopre che il dottore è in realtà morto un anno prima e che era un convinto occultista. Iniziano a verificarsi strane morti e a vedersi presenze misteriose.

h 18.00 La cripta e l’incubo (Camillo Mastrocinque, Italia, Spagna, 1964, 85′)

Il Conte Ludwig Kanstein vive nel suo castello con l’amante Annette Valmont e la figliola Laura, teme che la giovinetta sia posseduta da una vecchia strega di famiglia. Chiama quindi uno studioso, per indagare negli archivi di famiglia.

Mercoledì 4 febbraio

h 17.00 Il castello dei morti vivi (Herbert Wise, Michael Reeves, Italia, 1963, 90’)

Un piccolo gruppo di saltimbanchi riceve un invito dal conte Drago per tenere uno spettacolo nel suo castello. Durante la rappresentazione Bruno, uno degli attori, muore. In breve tempo si susseguono altre morti di natura misteriosa, finché gli ospiti scoprono il responsabile di quelle uccisioni. È il conte, che ha somministrato loro un farmaco di sua invenzione che provoca la morte e l’istantanea imbalsamazione.

Giovedì 5 febbraio

h 15.00 La lunga notte di Veronique (Gianni Vernuccio, Italia, 1966, 90′)

Ghost story che inizia nell’Italia del primo ‘900. Due giovani amanti, decidono di farla finita. Ma solo lei si suicida. Cinquant’anni dopo lei tornerà in forma di fantasma per vendicarsi sul nipote del suo fidanzato, l’innocente Giovanni Bernardi.

h 17.00 5 bambole per la luna d’agosto (Mario Bava, Italia, 1969, 87’)

5 bambole per la luna d'agostoPochissime persone in un’isola deserta, e morti misteriose una dopo l’altra, in un’atmosfera ricca d’incubo che ricorda quella dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Venerdì 6 febbraio

h 18.30 Il figlio di Dracula (Corrado Farina, Italia, 1960, 20’)

Dracula e sua moglie mandano il figlio tra i viventi per compiere il suo tirocinio di vampiro, ma il ragazzo, troppo timido e bonaccione, li delude e ne viene disconosciuto.

A seguire

Operazione paura (Mario Bava, Italia, 1966, 85’)

operazione pauraUn villaggio è colpito da una maledizione perché i suoi abitanti lasciarono morire dissanguata una bambina, che, riportata in azione dalla madre medium, si vuole vendicare.

Martedì 10 febbraio

h 17.00 La maschera del demonio (Mario Bava, Italia, 1960, 88’)

Una goccia di sangue fa rivivere una strega e, con essa, la maledizione da lei pronunciata contro chi l’aveva condannata a morte. «Era il primo film che facevo come regista, dovevo fare un passo molto serio perché se sbagliavo avevo chiuso, come regista e come operatore» (Bava).

 

Mercoledì 11 febbraio

h 15.00 La frusta e il corpo (Mario Bava, Italia/Francia, 1963, 87’)

La frusta e il corpoIn un tetro castello vive la famiglia Menliff: il vecchio conte, il figlio Cristiano con la giovane moglie Nevenka e la nipote Katia. Il ritorno a casa dell’altro figlio del conte, Kurt, a suo tempo diseredato per le sue scelleratezze, risveglia in Nevenka la passione di un tempo.

Martedì 17 febbraio

h 15.00 Danza macabra (Antonio Margheriti, Francia, 1963, 90’)

Un giornalista, per scommessa, accetta di trascorrere una intera notte in un castello maledetto. Presa l’avventura come un gioco, l’uomo dovrà ben presto ricredersi.

Venerdì 20 febbraio

h 15.00 5 bambole per la luna d’agosto (Mario Bava, Italia, 1969, 87’) Replica

Martedì 24 febbraio

h 17.00 La maschera del demonio (Mario Bava, Italia, 1960, 88’) Replica

Venerdì 27 febbraio

h 15.00 Operazione paura (Mario Bava, Italia, 1966, 85’) Replica

INFO

info@cinetecamilano.it

www.cinetecamilano.it

T 02 87242114

Cineteca Milano @cinetecamilano

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00