20° FAR EAST FILM FESTIVAL – OUR TIME WILL COME di Ann Hui

ourtimewillcomeTITOLO: OUR TIME WILL COME; REGIA: Ann Hui; genere: storico; paese: Hong Kong; anno: 2017; durata: 131′

Presentato in anteprima italiana alla 20° edizione del Far East Film Festival, Our Time will come è l’ultima fatica della celebre cineasta cinese di Hong Kong Ann Hui, la quale, anche qui, ci racconta un’importante episodio della storia del suo paese.

Siamo nel 1942. I giapponesi hanno occupato militarmente Hong Kong e un gruppo di sovversivi cerca di far fuggire dal paese alcuni intellettuali, al fine di aiutarli a sottrarsi al governo nemico. Tra di loro c’è anche la giovane insegnante Fong Lan, la quale ha appena lasciato il fidanzato – schierato con l’esercito dei giapponesi, ma che collabora segretamente con la fazione di Hong Kong – si è lasciata condurre nella lotta dal ribelle Blackie Lau e ha messo a repentaglio addirittura la vita di sua madre, al fine di riuscire a perseguire il proprio scopo.

Un lavoro, dunque, che – ispirato a fatti realmente accaduti e a persone realmente esistite – già dopo una breve, sommaria lettura della sinossi riesce bene a rendere l’idea della propria importanza e della propria imponenza. La figura di questa eroina femminile, simbolo ideale della lotta della popolazione hongkonghese, ma anche degna rappresentante di tutte le protagoniste dei precedenti lungometraggi della Hui, da subito, ben scritta e ben caratterizzata, riesce a prendere in mano le redini di un intero lavoro che – fatta eccezione per qualche piccolo elemento di sceneggiatura lasciato in sospeso come, ad esempio, il rapporto tra la protagonista stessa e lo scrittore da lei ospitato – tutto sommato riesce a reggere bene la lunga durata, senza registrare cali di ritmo e alternando sapientemente momenti altamente drammatici a scene decisamente più leggere e, a loro modo, anche di quando in quando ironiche.

Tutto il resto è in pieno stile di Ann Hui: scenografie curate sin nel minimo dettaglio che ricostruiscono fedelmente una Hong Kong degli anni Quaranta, costumi ora sontuosi, ora miseri e personaggi che – grazie anche alle più che convincenti interpretazioni degli attori protagonisti – sembrano venuti fuori direttamente dal secolo scorso.

Eppure, rispetto ai precedenti lavori della cineasta, Our Time will come una peculiarità tutta sua ce l’ha eccome. A tal proposito, particolarmente azzeccata si è rivelata la scelta di inserire all’interno della messa in scena una sorta di cornice dal taglio documentaristico, in cui vediamo (in un rigoroso bianco e nero) uno degli allievi della protagonista raccontarci, ai giorni nostri, le incredibili vicende vissute dalla propria insegnante. Emblematica e suggestiva, dunque, la scena finale, in cui, tramite un cambio fotografico, vediamo il paesaggio degli anni Quaranta trasformarsi nella Hong Kong di oggi. Segno che la Storia, seppur lontana, si fa sentire ancora viva e pulsante oggi come in passato. Segno che la Memoria è uno dei patrimoni più preziosi di cui disponiamo e che abbiamo il dovere di salvaguardare in tutti i modi possibili.

VOTO: 8/10

Marina Pavido

34° TORINO FILM FESTIVAL – TA’ANG di Wang Bing

1-wbTITOLO: TA’ANG; REGIA: Wang Bing; genere: documentario; anno: 2016; paese: Hong Kong, Francia; durata: 147′

Presentato nella sezione Tff doc/fuori concorso al 34° Torino Film Festival – e dopo essere passato in anteprima anche alla Berlinale 2016Ta’ang è il penultimo lavoro del celebre documentarista cinese Wang Bing, nonché la sua prima opera ad essere stata girata al di fuori della Cina.

Ci troviamo in un campo profughi al confine cinese. Qui migliaia di persone appartenenti ad una minoranza etnica burnese – i Ta’ang, appunto – si sono rifugiate in seguito allo scoppio della guerra civile nel 2015, con la speranza di tornare presto alle loro abitazioni. Il regista osserva attento la loro quotidianità, dal mattino fino a sera, ascoltando i loro racconti circa la recente migrazione, osservando i bambini – adulti precoci – giocare e prendersi cura dei fratellini più piccoli e seguendo gli spostamenti dei singoli gruppi.

Quando ci accingiamo a vedere un film di Wang Bing, si sa, ormai siamo quasi del tutto certi di stare per assistere ad un lavoro di altissima qualità. Anche in questa sede la sua poetica, ormai diventata suo marchio stilistico collaudato, ci fa entrare nel mondo di queste famiglie semplicemente mostrandoci la realtà così com’è, senza bisogno di voci fuori campo, di interviste o di un eccessivo numero di didascalie. Molto semplicemente, dopo poche righe iniziali che ci illustrano la realtà delle minoranze qui raccontate, la macchina da presa – usata rigorosamente a spalla – entra nel mondo degli sfollati Ta’ang e – paziente osservatrice – segue le loro vite con occhio empatico, ma distaccato quanto basta e mai giudicante, proprio secondo le modalità teorizzate a suo tempo da Cesare Zavattini. Il risultato è un prodotto onesto e leale, altamente suggestivo per alcune immagini mostrateci, come, ad esempio, i volti in primo piano di bambini e di anziani o le scene in cui vediamo le singole famiglie raccolte – di sera – intorno al fuoco, intente a raccontare le loro esperienze riguardanti l’esodo. Wang Bing, dal canto suo, si “limita” a collocarsi esclusivamente sul piano di ascolto, senza mai intervenire, senza mai interagire con i protagonisti del film, senza mai esplicitamente dire la sua in merito.

Il risultato – come ben si può immaginare – più che un semplice documentario, è uno spettacolo che potrebbe molto tranquillamente essere definito “magnetico”, un vero e proprio viaggio all’interno di comunità per noi del tutto sconosciute, da cui – grazie anche all’occhio esperto del regista – non possiamo non sentirci affascinati. E dalle quali non vorremmo separarci mai. Perché, in fin dei conti, il punto è proprio questo: nonostante la lunghezza – talvolta considerata, a seconda dei diversi punti di vista, eccessiva – dei suoi lavori, non si può non riconoscere a Wang Bing la straordinaria capacità di far entrare lo spettatore a far parte del mondo che, di volta in volta, ha deciso di raccontare. Peccato solo che, al di fuori di ambiti prettamente “festivalieri”, raramente i suoi prodotti ottengono l’attenzione che meritano. Almeno per quanto riguarda la situazione italiana.

VOTO: 9/10

Marina Pavido

OGGI AL CINEMA: tutte le novità in sala del 30/06/2016

A cura di Marina Pavido

È giovedì e, come ogni settimana, il palinsesto si rinnova. Anche oggi sono numerosi i nuovi titoli in programmazione nelle sale italiane: dall’iraniano A girl walks home alone at night alla commedia americana Il piano di Maggie, dal lungometraggio di animazione Ratchet & Clank al giapponese Tokio Love Hotel. Come di consueto, ecco una breve rubrica per aiutarvi a scegliere ciò che maggiormente incontra i vostri gusti. In fondo ad alcune trame, inoltre, sarà possibile leggere qualche nostra recensione.

 

NAHID

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REGIA: Ida Panahandeh; genere: drammatico; anno: 2015; paese: Iran; cast: Sareh Bayat, Pejman Bazeghi

Nahid è una giovane donna divorziata con il figlioletto a carico. Il suo ex marito, tossicodipendente, minaccia di toglierle l’affidamento del bambino qualora lei si risposasse. Le cose si complicano quando la donna si innamora di un uomo che sembra amarla a sua volta.

LA RECENSIONE:

https://entracteblog.wordpress.com/2016/06/15/la-recensione-di-marina-nahid-di-ida-panahandeh/

 

A DRAGON ARRIVES!

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REGIA: Mani Haghighi; genere: avventura, horror; anno: 2016; paese: Iran; cast: Amir Jadidi, Ehsan Goodarzi, Homayoun Ghanizadeh

Il detective Babak Hafizi, incaricato di indagare su un sospetto suicidio di un esule politico, viene a conoscenza di un’antica leggenda, secondo la quale ogni volta che qualcuno viene sepolto in un vecchio cimitero (vicino al luogo del suicidio) si scatena un misterioso terremoto.

IL PIANO DI MAGGIE

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REGIA: Rebecca Miller; genere: commedia; anno: 2016; paese: USA; cast: Greta Gerwig, Ethan Hawke, Julianne Moore

Maggie è una brillante trentenne che decide di avere un figlio da sola. I suoi piani cambiano quando incontra un affascinante scrittore in crisi e se ne innamora. L’uomo, a sua volta, però, è infelicemente sposato con una professoressa universitaria. Tra i tre verrà a crearsi una bizzarra situazione.

RATCHET & CLANK – IL FILM

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REGIA: Kevin Munroe, Jericca Cleland; genere: animazione, avventura, azione, commedia; anno: 2016; paese: USA

Ratchet è l’ultimo extraterrestre della sua specie, mentre Clank è un piccolo e simpatico robot. I due, insieme, avranno il compito di fermare un pericoloso alieno che minaccia di distruggere ogni pianeta della galassia.

A GIRL WALKS HOME ALONE AT NIGHT

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REGIA: Ana Lily Amirpour; genere: drammatico, horror; anno: 2013; paese: Iran, USA; cast: Sheila Vand, Arash Marandi, Marshall Manesh

A Bad City, una malfamata città iraniana, una misteriosa ragazza si aggira da sola per le strade di notte. Dal suo incontro con un ragazzo con una difficile situazione familiare, le cose inizieranno a cambiare in città.

LA RECENSIONE:

https://entracteblog.wordpress.com/2016/06/23/la-recensione-di-marina-a-girl-walks-home-alone-at-night-di-ana-lily-amirpour/

AMERICAN ULTRA

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REGIA: Nima Nourizadeh; genere: commedia, azione; anno: 2015; paese: USA; cast: Kristen Stewart, Jesse Eisenberg, Walton Goggins

Mike e Phoebe vivono in una tranquilla cittadina americana, passando le loro giornate a far uso di droghe. I due, però, sono anche stimati agenti segreti che, di quando in quando, vengono catapultati in un altro mondo, al fine di portare a termine importanti missioni.

CATTIVI VICINI 2

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REGIA: Nicholas Stoller; genere: commedia; anno: 2016; paese: USA; cast: Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne

Mac e Kelly aspettano il loro secondo figlio e stanno per trasferirsi in periferia. Peccato che vicino casa abbiano un’associazione di studentesse universitarie fuori di testa, che hanno affittato una casa fuori città al fine di potersi scatenare il più possibile.

LA BATTAGLIA DEGLI IMPERI – DRAGON BLADE

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REGIA: Daniel Lee; genere: azione, arti marziali, avventura, storico; anno: 2015; paese: Cina, Hong Kong; cast: Jackie Chan, John Cusack, Adrien Brody

Siamo nelle pianure cinesi di duemila anni fa. Un esercito misterioso cavalca lungo la Via della Seta. Si tratta di un esercito dell’Impero Romano guidato dal generale Lucio e diretto ad est per proteggere Publio, figlio del console Crasso.

MY BAKERY IN BROOKLYN

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REGIA: Gustavo Ron; genere: commedia, sentimentale; anno: 2016; paese: Spagna, USA; cast: Aimee Teegarden, Linda Lavin, Josh Pais

Vivien e Chloe ereditano da una zia una prestigiosa pasticceria a Brooklyn. Vivien vorrebbe rinnovare tutto, mentre Chloe vuole che il locale rimanga com’è. Così le due decidono di dividerlo a metà – mediante una striscia nera – in modo che ognuna possa gestire la propria sezione come meglio crede.

TOKYO LOVE HOTEL

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REGIA: Hiroki Ryuichi; genere: drammatico, sentimentale; anno: 2015; paese: Giappone; cast: Shota Sometani, Atsuko Maeda, Lee Eun-woo

Il film si svolge nell’arco di un giorno e di una notte all’interno dello squallido Hotel Atlas – nel quartiere a luci rosse di Tokyo – dove, sotto lo sguardo rassegnato del giovane Toru – proprietario dell’hotel – si consumano numerose tresche, storie d’amore e litigi di ogni genere.

 

La nostra rubrica vi dà appuntamento alla prossima settimana. Nel frattempo, approfittate di queste novità per lasciarvi sedurre – come sempre – dalla magia del grande schermo. Buon Cinema a tutti!

AL FEFF18 SPORT FA RIMA CON ASIA

Ricevo e volentieri pubblico

 

QUANDO SPORT FA RIMA CON ASIA:

al FEFF 18 anche l’Oriente dell’agonismo!

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Dalle arti marziali hongkonghesi (Ip Man 3, Sammo Hung, Bruce Lee) all’Hong Kong del baseball (Weeds of Fire), dal calcio malesiano (Ola Bola) alla Sud Corea del nuoto (Fourth Place), fino al surf filippino (Apocalypse Child).

 

UDINE – Le arti marziali, certo. Una delle icone d’Oriente per eccellenza e, ovviamente, una delle icone del Far East Film Festival. Ma se anche quest’anno, a Udine, non mancheranno i migliori gioielli del kung-fu, tra cui gli attesissimi restauri di Sua Maestà Bruce Lee, (restauri in 4K curati da Immagine Ritrovata di Bologna), non mancherà neppure uno sguardo più ampio sul cinema sportivo made in Asia: dal baseball al calcio, passando per il nuoto e il surf!

 

Da un lato, dunque, le istituzioni con la “i” maiuscola: mister Sammo Hung, formidabile innovatore delle martial arts, che al FEFF 18 presenterà l’action thriller The Bodyguard e riceverà il Gelso d’Oro alla Carriera (30 aprile); il mitico Ip Man, giunto al terzo capitolo della saga, che riunisce la super coppia Wilson Yip-Donnie Yen assieme alla new entry Mike Tyson (26 aprile); e, ripetiamo, alcuni must di Bruce Lee riportati a “nuova vita” (Dalla Cina con furore, Il furore della Cina colpisce ancora, L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente e The Game of Death).

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Dall’altro, declinando fra commedia e dramma le stesse radici che hanno sempre alimentato il cuore di Bruce, Sammo e Ip Man (onore, coraggio, disciplina, rispetto), ecco invece quattro “fuori pista” da non perdere! Si comincia con Weeds of Fire di Chan Chi-Fat, ispirato alla storia vera della prima squadra giovanile del baseball hongkonghese, che racconta le fatiche di un coach alle prese con un team di ragazzini pigri e complicati. Un film carico di vitalità che si collega, idealmente, a un’altra storia vera: quella di Ola Bola e della nazionale di calcio malesiana, alle prese con le qualificazioni alle Olimpiadi del ‘76 e con un senso patrio tutto da riscoprire («I sogni hanno più valore, se li realizzi nel tuo paese natale»).

 

Ci fa spostare, quindi, nell’acqua di una piscina sudcoreana il tesissimo Fourth Place: un tuffo (è proprio il caso di dirlo!) dentro il lato oscuro dell’agonismo, tra le frustrazioni profonde di un ex campione, ora diventato allenatore, e il talento di una giovane promessa del nuoto, forse troppo fragile per riuscire ad alzare la testa. Ce la farà? E ce la farà Ford, protagonista del filippino Apocalypse Child, che prima di salire sulla tavola da surf e sconfiggere gli avversari, deve sconfiggere tutte le proprie ombre? In attesa di scoprirlo, vale la pena di rivelare una piccola curiosità: la spiaggia di Apocalypse Child è la spiaggia di Apocalypse Now (ricordate i surfisti del tenente colonnello Kilgore?), il super cult che introdusse il surf nelle Filppine!

 

Tutto questo – e, ovviamente, molto di più – al Far East Film Festival di Udine: 9 giorni di proiezioni e di eventi, dal 22 al 30 aprile, per chiunque ami le visioni d’Oriente e per chiunque abbia finalmente deciso di scoprirle!

LA NEXT GENERATION DEL GIORNALISMO CULTURALE AL FAR EAST FILM FESTIVAL

Ricevo e volentieri pubblico

 

LA NEXT GENERATION DEL GIORNALISMO CULTURALE AL FAR EAST FILM FESTIVAL

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Arrivano dall’Asia e dall’Europa le 10 giovani promesse del FEFF Campus 2016. Grazie alla preziosissima esperienza sul campo, due ragazzi della prima edizione firmano ora per il Financial Times e per Variety.

 

UDINE – Mentre il Far East Film Festival 18 si appresta ad accogliere i suoi ospiti, tra cui il leggendario Sammo Hung, si appresta anche ad accogliere la next generation del giornalismo culturale: le 10 giovani promesse del FEFF Campus 2016. 10 futuri giornalisti, appunto, selezionati in Asia e in Europa fra oltre 150 candidati per partecipare alla seconda sessione della scuola di giornalismo.

 

Il FEFF Campus offre a questi brillanti under 26 la preziosissima occasione di vivere il Festival per tutta la sua durata, dal 22 al 30 aprile, sperimentando sul campo (interviste, recensioni, workshop) il mestiere e l’arte della scrittura. Un mestiere e un’arte che vedono già brillare Gloria Cheung, una delle ragazze dello primo Campus, ingaggiata dal Financial Times subito dopo il suo rientro ad Hong Kong.

 

«Il FEFF Campus – racconta Gloria – è un’opportunità davvero unica per ogni giovane aspirante giornalista o scrittore innamorato del cinema e della cultura. L’anno scorso, a Udine, ho potuto assistere a un concerto di Joe Hisaishi, incontrare Jackie Chan in carne e ossa, intervistare molti grossi nomi dello show biz asiatico e, ovviamente, fare amicizia con tantissimi altri ragazzi di tutto il mondo. Grazie al FEFF Campus e ai suoi docenti, ho imparato molte cose e ho realizzato un sogno».

 

Lo sa bene Sonia Kil, compagna di corso di Gloria al primo Campus e, ora, collaboratrice di Variety, la Bibbia dell’informazione cinematografica. «Prendere parte al FEFF Campus è stato meraviglioso – dice – e tutto quello che ho imparato dagli insegnanti, durante il lavoro al Festival, oggi mi guida e mi ispira nella mia avventura su Variety. Non posso che raccomandare fortemente questa scuola di giornalismo a chiunque ami il cinema e voglia trasformare la propria passione in un mestiere!».

 

Da un lato, dunque, la pura didattica (i docenti sono professionisti della comunicazione e dell’industria audiovisiva), dall’altro l’esperienza diretta, nell’ottica dello scambio fra media orientali e occidentali. Un’intensa esperienza formativa coordinata anche quest’anno da Mathew Scott, firma storica della stampa internazionale, con il supporto di importanti organizzazioni come Europa Cinemas, Hong Kong Foreign Correspondents’ Club e ASEF (Asia-Europe Foundation).

 

 

NEWS HOME VIDEO: LA TRAVIATA nella versione di Ferzan Ozpetek in DVD dal 20 ottobre

Ricevo e volentieri pubblico

“LA TRAVIATA” IN DVD DAL 20 OTTOBRE

 Nuovamente in scena dal 3 al 13 Novembre al San Carlo di Napoli

Al Teatro di San Carlo, Ferzan Özpetek firma la sua versione del dramma di Violetta, con le scene del Premio Oscar® Dante Ferretti e la direzione 

di Michele Mariotti, Oscar della Lirica 2012.

Sarà disponibile da domani, 20 Ottobre, in Dvd CG Entertainment, “La Traviata” per la regia di Ferzan Özpetek, con le scenografie del Premio Oscar® Dante Ferretti e la direzione di Michele Mariotti, Oscar della Lirica 2012. Lo spettacolo, andato in scena nell’anno delle celebrazioni verdiane al Teatro di San Carlo – e ora disponibile in home video – ottenne un enorme successo di pubblico a Napoli e in altre sedi, dal Petruzzelli di Bari, fino ad Hong Kong.

La Traviata tornerà in scena al San Carlo dal 3 al 13 Novembre.

 traviata LA TRAVIATA. “Il teatro di San Carlo di Napoli inaugura la stagione lirica 2012-13 nel segno di Giuseppe Verdi, con un nuovo allestimento della Traviata, terzo titolo della trilogia popolare (insieme con “Rigoletto” e “Trovatore”) e opera del repertorio verdiano tra le più amate dal pubblico. Il regista Ferzan Özpetekfirma la sua versione del dramma di Violetta. La mise en scène è all’insegna della tradizione. La vicenda è posticipata ad inizio del Novecento. Forti i richiami al gusto esotico e alla cultura ottomana, a quel tempo imperante nell’ambiente parigino. Le scene sono di Dante Ferretti (tre volte Premio Oscar® e maestro dell’estetica del ‘meraviglioso’), costumi di Alessandro Lai (firma di pregio per il cinema e per diversi allestimenti lirici) e disegno luci del napoletano Giuseppe Di Iorio (già collaboratore di Graham Vick nel Die Gezeichneten,
Premio Abbiati 2010). Sul podio, il giovane talento della musica italiana, Michele Mariotti, ‘Oscar della Lirica 2012’. Nel cast spiccano le voci di interpreti tra i più affermati a livello internazionale: la soprano di origini campane, Carmen Giannattasio (Violetta), Saimir Pirgu (Alfredo), Vladimir Stoyanov (Giorgio), Giuseppina Bridelli (Flora), accompagnati da Orchestra e Coro stabili, quest’ultimo preparato da Salvatore Caputo. Coreografie di Alessandra Panzavolta, direttore del Corpo di Ballo del San Carlo. In scena, i primi ballerini e i solisti Edmondo TucciElisabetta MagliuloRoberta De Intinis e Fabio Gison.” Teatro di San Carlo – Stagione Lirica 2012-2013.  In coproduzione con la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli di Bari.

 

SINOSSI

Ad una gran festa nella sua casa, Violetta Valèry, donna di mondo ed amante del barone Duphol, conosce il giovane Alfredo Germont. I due si innamorano perdutamente ma la loro storia avrà fine quando il padre di Alfredo, Giorgio, intima Violetta a lasciare il figlio per evitare uno scandalo. Violetta obbedisce, ma manterrà segreto il motivo della sua scelta…

 

DATI DVD

Titolo La traviata

Produzione Italia, 2012

Durata 128 minuti

Formato video 16/9 – 1,85:1

Audio Italiano Dolby Digital 2.0

Sottotitoli – Italiano

Distribuzione CG Entertainment 2015

Consulta la scheda completa qui:

http://www.cgentertainment.it/ricerca-film/Registi/Ferzan-Ozpetek

CREDITI

UNITEL CLASSICA presenta dal TEATRO DI SAN CARLO GIUSEPPE VERDI “LA TRAVIATA” melodramma in tre atti da “La dama delle camelie” di Alexandre Dumas, figlio libretto di FRANCESCO MARIA PIAVE – Violetta Valéry CARMEN GIANNATTASIO Alfredo Germont SAIMIR PIRGU Giorgio Germont VLADIMIR STOYANOV Flora Bervoix GIUSEPPINA BRIDELLI Il Barone Douphol NICOLO CERIANI-ORCHESTRA, CORO e CORPO DI BALLO del TEATRO DI SAN CARLO direttore MICHELE MARIOTTI  video director TIZIANO MANCINI regia FERZAN ÖZPETEK scene DANTE FERRETTI costumi ALESSANDRO LAI disegno luci GIUSEPPE DI IORIO produttore THOMAS HIEBER una produzione UNITEL CLASSICA in coproduzione con FONDAZIONE TEATRO DI SAN CARLO © 2014 UNITEL all rights reserved – www.unitelclassica.com

© foto Luciano Romano, Francesco Squeglia /Teatro di San Carlo

 

 

“La Traviata” è disponibile in Dvd dal 20 Ottobre nei migliori punti vendita, online e su www.cgentertainment.it

CINE ITALIANO! – CINEMA ITALIAN STYLE A HONG KONG

Ricevo e volentieri pubblico

CINE ITALIANO! – CINEMA ITALIAN STYLE A HONG KONG

Hong Kong, 16 – 20 settembre 2015

 Giorgio Arlorio Francesca Archibugi Gloria Malatesta

 

Protagonisti otto tra i migliori film dell’anno, Il nome del figlio di Francesca Archibugi apre la quarta edizione della rassegna. La regista sarà presente alla cerimonia di apertura.

L’Hong Kong International Film Fest Society (HKIFF), Istituto Luce Cinecittà, lIstituto Italiano di Cultura ad Hong Kong e il Consolato Generale d’Italia a Hong Kong, presentano la quarta edizione di Cine Italiano! – Cinema Italian Style a Hong Kong. Dal 16 al 20 settembre, presso il multisala The Grand, verranno proiettati alcuni dei film italiani più rappresentativi del cinema italiano dell’ultimo anno.

Per celebrare questo evento, sempre salutato dalla curiosa e attenta partecipazione del pubblico di Hong Kong, sarà presente alla cerimonia inaugurale della rassegna Francesca Archibugi, regista del film di apertura Il nome del figlio, commedia familiare ispirata dalla piéce teatrale francese “Le prenom” e vincitrice di due Nastri d’Argento.

Dopo il film di apertura, la rassegna offre un panorama della più recente produzione nostrana, dove lavori dei registi più affermati come Il ragazzo invisibile del premio Oscar Gabriele Salvatores, Torneranno i prati del maestro Ermanno Olmi e Il giovane favoloso di Mario Martone, vincitore di numerosi premi tra i quali il Globo d’oro e il Ciak d’oro per il miglior film, si alterneranno ad opere di registi dalle più recenti (ma ampie) affermazioni come Anime nere di Francesco Munzi, vincitore di otto David di Donatello tra cui quelli per il miglior film dell’anno e miglior regia, Noi e la Giulia di Edoardo Leo, Nastro d’Argento per la miglior commedia, e I nostri ragazzi di Ivano De Matteo. A chiudere una selezione di alta qualità, che vede quest’anno i diversi generi rappresentati (commedia, dramma, thriller, noir, film storico) a testimonianza della varietà di stili e tematiche del cinema italiano contemporaneo, La buca di Daniele Ciprì.

La Cina da anni – dichiara Roberto Cicutto, Presidente e Ad di Luce-Cinecittà – è il sogno di molti imprenditori. La sua apertura ai mercati internazionali ha creato un enorme bacino di utenti. Tra questi i turisti che in massa arrivano nel nostro paese. Appuntamenti di cinema come la rassegna Cinema Italian Style di Hong Kong hanno una duplice valenza. Far conoscere il nostro cinema e promuovere quei titoli che sempre più numerosi trovano una via distributiva in quel paese. Ma anche a farci conoscere meglio da tutti coloro che ci visiteranno, a renderci e renderceli un po’ meno stranieri, a presentarci reciprocamente prima di incontrarci di persona. Questo vale per tutti i popoli e per tutti i territori, particolarmente per la Cina.

Programma completo della manifestazione su  www.cine-italiano.hk

VENEZIA 72: le tre Giurie Internazionali

Dal sito ufficiale della Mostra

Le tre Giurie internazionali della 72. Mostra di Venezia

Le tre Giurie internazionali (Venezia 72, Orizzonti, Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”) della 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2015), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta sono così composte:

Venezia 72
Le personalità chiamate a fare parte della Giuria del Concorso di Venezia 72, sono:
 Alfonso Cuarón (presidente), regista messicano premio Oscar per Gravity, che è stato film d’apertura della 70. Mostra di Venezia e ha vinto sette Oscar.
 lo scrittore, sceneggiatore e regista francese Emmanuel Carrère, autore, tra le sue celebri opere di narrativa, dei bestseller Limonov (2011) e Il regno (2015)
 il regista turco Nuri Bilge Ceylan, Palma d’oro a Cannes nel 2014 con Kiş uykusu (Il regno d’inverno)
 il regista polacco Pawel Pawlikowski, autore di Ida, premio Oscar per il miglior film straniero 2015
 il regista italiano Francesco Munzi, in concorso alla 71. Mostra di Venezia 2014 con Anime nere, acclamato dalla critica e vincitore di 9 David di Donatello 2015
 il regista taiwanese Hou Hsiao-hsien, Leone d’oro a Venezia 1989 con Città dolente, e in concorso a Cannes 2015 con Nie Yinniang (The Assassin), premiato per la regia
 l’attrice tedesca Diane Kruger, interprete, tra i molti suoi ruoli internazionali, del personaggio di Bridget von Hammersmark in Bastardi senza gloria (2009) di Tarantino
 la regista e sceneggiatrice britannica Lynne Ramsay, acclamata dalla critica e nominata ai Golden Globe e ai Bafta per il film …e ora parliamo di Kevin (2011)
 l’attrice e regista statunitense Elizabeth Banks, interprete delle saghe di Spiderman e Hunger Games ed esordiente nella regia con la commedia di successo Pitch Perfect 2
La Giuria di Venezia 72 assegnerà ai lungometraggi in Concorso i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento per la migliore regia, Gran Premio della Giuria, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergenti, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Speciale della Giuria.

Orizzonti
La Giuria internazionale della sezione Orizzonti è composta da:
 Jonathan Demme (presidente) è uno dei più importanti autori statunitensi, premio Oscar come miglior regista per The Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti, 1991).
 la regista e sceneggiatrice francese Alix Delaporte, in concorso a Venezia nel 2014 con Le dernier coup de marteau, con cui Romain Paul vince il Premio “Marcello Mastroianni”
 l’attrice spagnola Paz Vega, salita alla ribalta internazionale nel 2001 con Lucia y el sexo di Julio Medem, grazie al quale ottiene il premio Goya come miglior attrice esordiente
 il regista di Hong Kong Fruit Chan, due volte in concorso a Venezia, con Durian Durian (2000) e Hollywood, Hong Kong (2001). Nel 2014 ha diretto il thriller-action The Midnight After, presentato al Festival di Berlino
 l’attrice italiana Anita Caprioli, interprete, tra i molti suoi ruoli di successo, di Immaturi (2011) e di Corpo celeste (2011) di Alice Rohrwacher
La Giuria di Orizzonti assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi: Premio Orizzonti per il miglior film, Premio Orizzonti per la migliore regia, Premio Speciale della Giuria Orizzonti, Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile, Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.

Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro
La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro è composta da:
 Saverio Costanzo (presidente), regista italiano l’anno scorso a Venezia con Hungry Hearts, film che ha ottenuto due Coppe Volpi per la migliore interpretazione femminile e per quella maschile.
 il produttore di Hong Kong Roger Garcia, direttore esecutivo dell’Hong Kong International Film Festival dal 2010 e pioniere della diffusione del cinema asiatico nel mondo
 la critica e storica del cinema francese Natacha Laurent, direttrice della Cinémathèque de Toulouse per 10 anni fino a giugno 2015, esperta di cinema russo e sovietico
 il regista statunitense Charles Burnett, uno dei maggiori cineasti indipendenti Usa, autore del cult To Sleep with Anger (1990), vincitore di tre Indipendent Spirit Awards
 la giornalista messicana Daniela Michel, fondatrice e direttrice dal 2003 del Morelia Film Festival, principale trampolino di lancio per i giovani cineasti messicani
La Giuria assegnerà senza possibilità di ex aequo, tra tutte le opere prime di lungometraggio nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele), il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, e un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.

IL TRIBECA PREMIA IL CINEMA ITALIANO

Ricevo e volentieri pubblico

Il Tribeca premia il cinema italiano

A Laura Bispuri il prestigioso Nora Ephron Prize per Vergine Giurata

Miglior montaggio al doc Il Palio di Cosima Spender

 Bispuri tribeca

E’ recentissima  la notizia, lanciata al Tribeca Film Festival,  che Meryl Streep  ha fondato e finanzierà un Writers lab dedicato alle sceneggiatrici over 40. Questo perché anche a Hollywood le quote rosa in termini di autorialità sono sotto il livello di guardia, solo nel 15% delle produzioni sono coinvolte delle autrici o registe.

Il Tribeca è un festival sensibile a queste tematiche,  non a caso dal 2013, anno della scomparsa di Nora Ephronviene assegnato un premio a lei dedicato, conferito alla regista o sceneggiatrice più interessante del Festival.

Il riconoscimento,  diventato in soli due anni l’essenza stessa del Tribeca, è importantissimo anche perché concorrono trasversalmente tutti i lungometraggi scritti o girati da donne, film e documentari.

Tra più di venti candidati, Vergine Giurata di Laura Bispuri (anche sceneggiatrice del  film con Francesca Manieri) ha conquistato il Nora Ephron Prize, che oltre al prestigio prevede un  riconoscimento in denaro di 25.000 $.

Bellissime le parole della giuria: “Vogliamo premiare un film che parla di identità ed oppressione in un modo raramente visto al cinema. Il film ci ha costantemente sorpreso e ha messo in discussione il nostro punto di vista attraverso una visione sensibile, appassionata e ricca di sfumature…”

 

L’altro riconoscimento al cinema italiano è andato a Valerio Bonelli, per il miglior montaggio con il documentario Il Palio di Cosima Spender.

Nella settimana in cui Cannes ha annunciato la più forte selezione italiana da anni, un’altra splendida notizia da un Festival di caratura mondiale.

E un altro colpo battuto da Vergine giurata, davvero uno dei casi dell’anno dopo il successo alla Berlinale – unico italiano in concorso – e il recente Firebird Award al Festival di Hong Kong.

FEFF 17: JACKIE CHAN’S DAY

Ricevo e volentieri pubblico

23 aprile/2 maggio 2015 – Udine – Teatro Nuovo e Visionario

 FAR EAST FILM FESTIVAL 17

 JACKIE CHAN’S DAY

Venerdì 24 aprile “The Legend” aprirà

la sezione cinematografica del FEFF 17!

 Doppio appuntamento sul red carpet di Udine:

un saluto pomeridiano al pubblico del Visionario, dopo la proiezione di The Young Master,e la presentazione serale del mega kolossal Dragon Blade al Teatro Nuovo! 

 dragon blade 04

UDINE – Jackie Chan’s Day: cos’altro aggiungere? Venerdì 24 aprile, data più che storica per il Far East Film Festival e per tutti i fareasters, il super idolo hongkonghese regalerà alla diciassettesima edizione un doppio appuntamento: un breve saluto al pubblico del Visionario, dopo la proiezione del suo vecchio cult The Young Master (l’arrivo di Jackie è previsto attorno alle 18.15), e, ovviamente, la presentazione del mega kolossal Dragon Blade sul palco del Teatro Nuovo (alle 20.00).

Dopo l’inaugurazione musicale, affidata a un altro mito assoluto come  Joe Hisaishi, sarà dunque “The Legend” a rendere memorabile l’Opening Film Night del FEFF 17. Memorabile come, del resto, anche lo stesso Dragon Blade (World Premiere dell’International Cut) di Daniel Lee, che accompagnerà Jackie a Udine. Una delle maggiori produzioni nella storia dell’industria cinematografica cinese, un’autentica sfida a Hollywood, con mister Chan affiancato da Adrien Brody e John Cusack.

Oriente e Occidente mai tanto vicini, dunque, sia dal punto di vista dello star system sia dal punto di vista narrativo: antichi romani e guerrieri della Dinastia Han si scontrano sulla Via della Seta, regalando agli spettatori due ore di entusiasmante spettacolo! Tra imperatori crudeli e soldati che attraversano, guardinghi, il territorio nemico, tra plotoni di legionari e piccoli eroi con gli occhi a mandorla, Daniel Lee (White Vengeance) si diverte a maneggiare l’enorme corto circuito e lo gestisce gagliardamente.

Se Jackie Chan, accettando l’invito del CEC di Udine, ha riconosciuto la reputazione internazionale che il FEFF ha saputo conquistarsi nell’arco del tempo, ha anche riconosciuto l’elemento base di cui il FEFF si nutre: la passione. La passione per il cinema, ovviamente, ma soprattutto la passione che accompagna le speranze, le sfide, le scommesse di ogni buon sognatore. E Jackie è uno che di sogni se ne intende…

Ha solo 8 anni, quando debutta come attore in Big and Little Wong Tin Bar (1962), con Sammo Hung, poi, grazie alla sua abilità nelle acrobazie, diventa un richiestissimo stuntman, firmando un contratto con la casa di produzione Golden Harvest. Ancora adolescente riesce a conquistare ruoli sempre più importanti, soprattutto accanto al mitico Bruce Lee in Dalla Cina con furore (1972) e I 3 dell’Operazione Drago (1973). Inizia quindi a recitare con registi come Lo Wei, Zhu Mu, Chen Chi-Hwa, Yuen Woo-Ping, John Woo e Stanley Tong.

In una manciata di anni diventa uno degli attori più richiesti dello show biz asiatico fino a dirigere e interpretare i suoi film, tra cui (appunto) The Young Master, punta di diamante della sezione dedicata dal FEFF 17 alle Martial Arts hongkonghesi (curata dall’Hong Kong Film Festival nell’ambito del progetto dell’Hong Kong Economic Trade Office). Il resto, da La corsa più pazza d’America ai 3 irresistibili Rush Hour di Brett Ratner, è storia. Anzi: leggenda!